Tag Archives: Evo Morales

I “punti verdi” che governano la Bolivia

Il 10 novembre, Evo Morales ha annunciato la sua rinuncia forzata alla presidenza del paese dopo che l’esercito gli “suggerisse” di andarsene. In seguito, il golpe di stato accadde e Morales si è esiliato in Messico mentre la senatrice oppositrice Jeanine Añez si è auto-proclamata presidentessa immaginaria in una sessione del Parlamento senza quorum. Il capo dell’esercito Williams Kaliman, si è incaricato di collocarle la banda presidenziale.

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Cosa c’è dietro l’assedio ai medici cubani in Bolivia?

Franco Vielma http://misionverdad.com

Lo scorso 13 novembre, quattro collaboratori della missione cubana dei servizi di salute che lavorano in quel paese sono stati arrestati a El Alto, in Bolivia. La notizia è immediatamente circolata e con grande consistenza nei media boliviani ed internazionali, indicando che si trattava di agenti che promuovevano la “destabilizzazione” del governo di fatto dopo il colpo di stato che aveva deposto il presidente Evo Morales.

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Sul golpe e sul nostro apprendistato

Sara Rosemberg (*); da: insurgente.org

La confusione mediatica è un’arma di guerra del nemico per spezzare, disorganizzare e distruggere le risposte rapide ed effettive contro la barbarie imposta dal fascismo.

Ma, anche, vi si aggiungono discorsi – e silenzi rumorosissimi – dei cosiddetti “progressisti” che rapidamente, e ogni volta che nella battaglia c’è un arretramento, tirano fuori inopportunamente l’arma filosofica della critica superficiale, a volte più distruttiva di quella dei media egemonici perché, di fronte ad un attacco bestiale come sta succedendo in Bolivia e Cile, è più necessario che mai serrare le file.

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Cubainformacion: caccia al litio … boliviano


La caccia al litio … boliviano

 

La più grande riserva mondiale di litio, risorsa strategica per il settore delle auto elettriche, si trova in Bolivia.

Il governo Evo Morales ha cercato accordi di investimento, in condizioni di sovranità. E sempre con il controllo azionario da parte del settore pubblico nazionale.

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El Alto in piedi, mai in ginocchio

Evo Morales ha denunciato alla comunità internazionale che, nel vecchio stile delle dittature, la Plaza Murillo è accerchiata da veicoli armati militari

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Bolivia: perché la candidatura di Evo Morales era legittima

www.lantidiplomatico.it

Lo storytelling del circuito mainstream sulla Bolivia dove si è consumato un golpe che ha rovesciato il governo legittimo di Evo Morales e ogni giorno mostra il suo vero volto sempre più feroce, fa acqua da tutte le parti.

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Bolivia: cresce la frattura tra polizia e militari

Mision Verdad http://aurorasito.altervista.org

“In questo momento (la notte del 17 novembre), tre operazioni repressive sono in corso nel Paese”, aveva detto uns fonte. La prima a Senkata, a El Alto; la seconda nella parte meridionale della città di Cochabamba, “in un luogo chiamato Sebastián Pagador (nel 14° distretto della città), zona di migranti in cui furono già registrati quattro o cinque feriti; e la terza nella città di Achocaya, tra La Paz e El Alto, un comune intermedio”. Denunciava che in quest’ultimo, al tempo, c’erano cinque feriti e la probabilità di un deceduto. Senkata, dei tre teatri repressivi, ebbe la maggior copertura.

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Cubainformacion: Bolivia, Cile … dov’è Miguel Bosé?


Bolivia, Cile … dov’è Miguel Bosé?

 

In Bolivia, un presidente eletto con il 47% dei voti, ma qualificato, in non pochi media, come “dittatore”, rinuncia alla sua carica.

Il suo obiettivo: fermare la violenza dell’opposizione ed evitare tutta la repressione.

Di contro, il governo golpista che lo ha sostituito -che quegli stessi media avallano come di “transizione democratica”- ha già assassinato 24 persone.

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Evo Morales in Conferenza Stampa

“La nazionalizzazione delle risorse è la ragione di questo conflitto. Non accettano che degli indio possano governare”

www.lantidiplomatico.it

 

Il presidente deposto dopo il colpo di stato in Bolivia, Evo Morales, ha riunito una conferenza stampa dal Messico cui è costretto a sfuggire dopo che il golpe ha posto a rischio la sua stessa vita. Morales davanti ai giornalisti ha dichiarato che “la nazionalizzazione delle risorse è la ragione di questo conflitto”, che ha provocato una dittatura militare di destra che attualmente ha sulla coscienza almeno 30 morti.

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Bolivia: ambasciata USA massima responsabile destabilizzazione

L’ambasciata USA a La Paz è stata la maggior responsabile e promotrice della destabilizzazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia, ha dichiarato il presidente Evo Morales in un tuit pubblicato lo scorso 13 novembre.

Il suo messaggio dice: «Condanniamo la decisione di Trump di riconoscere il governo di fatto, autoproclamato dalla destra. Dopo l’imposizione di (Juan) Guaidó, ora proclama (Jeanine) la Añez. Il colpo di Stato che provoca la morte de miei fratelli boliviani è una cospirazione politica ed economica che viene dagli Stati Uniti».

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Vzla: creare l’atmosfera per un nuovo ciclo di destabilizzazione

Traduzione di Marco Pondrelli  www.marx21.it

Approfittando dello slancio del violento cambio di regime in Bolivia, gli operatori che continuamente tentano il colpo di stato in Venezuela hanno messo a punto una strategia, durante questa settimana, per lanciare un nuovo ciclo di violenza di fronte alle proteste indette per questo 16 novembre.

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7 giorni di Jeanine Áñez portano la Bolivia più di 10 anni indietro

La presidente de facto della Bolivia, Jeanine Áñez, da una settimana ha assunto la conduzione il governo boliviano. Tra le proteste, Áñez ha preso una serie di misure che abbattono alcuni dei pilastri della politica del deposto Evo Morales e dei suoi 13 anni alla presidenza del paese

Fonte Articolo –  www.lantidiplomatico.it

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Bolivia, il Paese che non c’è

Fabrizio Casari www.altrenotizie.org

Un Paese dove il legittimo presidente è costretto all’esilio e un’illegittima figura svolge il ruolo di presidente è vittima di un colpo di Stato. Quando l’esilio del Presidente è deciso dai militari c’è un colpo di Stato. Quando una qualunque parlamentare, senza il voto di nessuna delle due Camere, si autonomina Presidente ad interim con i militari che le pongono la fascia, il Paese è in preda ad un colpo di Stato. Un Paese nel quale si impedisce a Camera e Senato di riunirsi per rifiutare il voto all’impostore autonominata subisce un colpo di Stato. Un Paese dove gli elettori protestano per le strade contro il tradimento delle forze armate e della polizia e vengono uccisi a grappoli, è dove é in corso un colpo di Stato. Quando un Paese straccia di fatto la sua Costituzione è in corso un colpo di Stato. Questo paese è la Bolivia. Il suo autonominato governo è una giunta golpista.

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Bolivia non si arrende!

“Se l’oligarchia latinoamericana, inginocchiata davanti all’impero statunitense, rompe le regole del gioco ed ignora i diritti sovrani dei popoli, ci starebbero autorizzando ad attivare qualunque meccanismo per restituire ai popoli i loro legittimi diritti. Venezuela non rimane a braccia conserte davanti all’aggressione contro il popolo fratello di Bolivia”

Hugo Chavez, 12 ottobre 2006

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L’odio per l’indio

Álvaro García Linera *

Come una fitta nebbia notturna, l’odio percorre voracemente i quartieri delle classi medie urbane tradizionali della Bolivia. I loro occhi traboccano di rabbia. Non gridano, sputano; non pretendono, impongono. I loro cantici non sono di speranza né di fratellanza, sono di disprezzo e discriminazione contro gli indio. Montano le loro moto, salgono sulle loro camionette, si radunano nelle loro carnevalesche confraternite e nelle università private e vanno a caccia di indio ribelli che hanno osato togliere loro il potere.

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