Category Archives: – prigionieri

Alex Saab peggiora, gli Stati uniti lo stanno lasciando morire

Geraldina Colotti

La salute di Alex Saab peggiora. Sta vomitando sangue scuro. In carcere non riceve cure, ma ansiolitici non prescritti da uno psichiatra. Lo stanno portando alla morte. Camilla Fabri Saab, moglie del diplomatico venezuelano sequestrato e deportato negli Stati uniti, trattiene a stento le lacrime mentre legge il comunicato del movimento che si batte per la liberazione del marito. È pallida e smagrita, nei suoi occhi tutta l’angoscia che le hanno trasmesso i pochi minuti di colloquio telefonico con Alex, detenuto in un super-carcere di Miami, controllato giorno e notte, in ogni attimo e in ogni gesto.

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Appello per la chiusura della base militare illegale USA a Guantanamo

Il colonnello dell’esercito USA in pensione Ann Wright ha chiesto la chiusura della base navale attualmente mantenuta dal governo USA nel territorio cubano occupato illegalmente di Guantanamo Bay (est).

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Guantanamo: Il significato di 120 anni di occupazione illegale

Per molte persone nel mondo, la parola Guantanamo è diventata sinonimo di tortura da quando gli Stati Uniti vi hanno aperto il loro centro di detenzione militare nel 2002. Da allora, oltre 780 persone catturate dalle forze statunitensi hanno subito massicce violazioni dei diritti umani da parte della CIA. Per il popolo cubano, una società che pone i diritti umani e il benessere al di sopra di tutto, si tratta di un orrore collettivo compiuto sul proprio suolo sovrano da un esercito straniero.

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Base navale di Guantánamo: 120 anni di occupazione illegale USA

Da 120 anni gli USA mantengono illegalmente una base navale nella provincia cubana di Guantánamo, installata dopo la firma di un contratto di locazione bilaterale in un giorno come oggi, nel 1903.

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Cuba convoca la giornata virtuale contro le basi militari

L’Istituto cubano di amicizia con i popoli (ICAP) ha invitato oggi a partecipare a una giornata virtuale di denuncia delle basi militari degli USA e dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO).

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Intervista con Gerardo Hernadez

“Il mio unico progetto è quello di continuare a servire il popolo cubano ovunque lo si ritenga necessario.”

Denis Rogatyuk: Oggi abbiamo il grande onore di essere con Gerardo Hernández, leader dei “cinque eroi” cubani e ora coordinatore nazionale dei Comitati per la difesa della rivoluzione (CDR). È un uomo conosciuto come colui che ha rischiato la vita per perseguire la giustizia e la sicurezza per il futuro del suo Paese. Ha trascorso 16 anni, tre mesi e quattro giorni in prigione, solo per il reato di aver tentato di prevenire attacchi terroristici contro Cuba.

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La base yankee di Guantánamo è frutto  del servilismo di 120 anni fa

Il 16 febbraio 1903, il Governo di Estrada Palma cedette, per la Base Navale di Guantánamo, un’area di 117,6 chilometri quadrati di territorio nazionale, che da allora rimane occupata, contro la volontà del popolo cubano.

Pedro Ríoseco López-Trigo

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Intervista esclusiva a Wilfredo Robles, legale di Pedro Castillo

Geraldina Colotti (lantidiplomatico.it)

Wilfredo Robles Rivera è l’avvocato che difende il presidente del Perù Pedro Castillo, messo in carcere dal governo “de facto” della sua vice, Dina Boluarte, che lo ha disarcionato con un “golpe istituzionale”. Una situazione rifiutata dalle proteste popolari che, dopo aver dichiarato lo sciopero generale, partendo dalle zone rurali del sud, sono arrivate a Lima. Gridano: “Dina Asesina!” e esigono “Que se vayan todos!”

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Cubainformacion: Ana Belén Montes

Ana Belén Montes: guerra e pace

 

Dopo aver scontato 21 anni di carcere per “cospirazione finalizzata allo spionaggio”, Ana Belén Montes è stata posta in libertà vigilata.

Analista della US Defense Intelligence Agency, per anni ha informato Cuba di diversi piani di aggressione della Casa Bianca.

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Lo stranissimo danno di Ana Belén Montes agli USA

Iroel Sanchez

“Intervento militare a Cuba”. Il reclamo si è sentito, in modo insistente, negli ultimi anni nel sud dello stato nordamericano della Florida. Tutto può essere utilizzato a tal fine: l’arrivo massiccio di immigrati, alcuni “attacchi sonici” che persino la CIA ora nega siano avvenuti, lo sviluppo biotecnologico o informatico dell’isola, una protesta di piazza, la risposta a una violazione dello spazio aereo cubano, la collaborazione cubana col Venezuela. La verità è che l’idea di un intervento militare per risolvere quello che alcuni chiamano lì “il problema cubano” non smette di circolare nelle reti digitali, nei media e nelle menti di persone con capacità di proiezione pubblica in quel paese.

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Ana Montes, la regina di Cuba

Fabrizio Casari

Ogni storia di guerra, ogni sopravvivenza, ha bisogno di eroi. In particolare quando questi sono al servizio degli umili e non dei potenti. Perché di eroi vi sono due tipologie: i primi lo sono loro malgrado, per impossibilità a sottrarsi all’incombenza del dovere. I secondi lo sono per obbedienza ai vertici, per ingaggio o per furore, sul loro cuore batte la bandiera della convenienza.

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Messaggio di Ana Belén Montes

“Sono più che felice di toccare di nuovo il suolo portoricano. Dopo due decenni abbastanza estenuanti e di fronte alla necessità di guadagnarmi da vivere, vorrei dedicarmi a un’esistenza tranquilla e privata. Pertanto, non parteciperò a nessuna attività mediatica.

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Al-Bihani, lo yemenita che resta a marcire a Guantánamo

Il Fatto Quotidiano

Dopodomani, mercoledì 11 gennaio, il centro di detenzione statunitense in territorio cubano di Guantánamo entrerà nel suo ventiduesimo anno di attività, malgrado i ripetuti appelli per la sua chiusura. Aperto l’11 gennaio 2002 per interrogare, al riparo dalle protezioni internazionali, uomini di religione musulmana sospettati di far parte della rete globale del terrorismo, Guantánamo resta una macchia nella storia contemporanea degli Stati Uniti.

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Ana Belen Libera!

USA. Dopo 20 anni di ingiusta prigionia, la grande amica di Cuba, Ana Belén Montes, è finalmente libera

Resumen Latinoamericano

Statunitense di origine portoricana, Ana Belén Montes è stata incarcerata il 21 settembre 2001 e il tribunale l’ha condannata a 25 anni di carcere nel 2002.

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Difesa di Pedro Castillo

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