Oltre la votazione: perché la risoluzione ONU contro il blocco è una vittoria strategica per Cuba

La risoluzione annuale dell’Assemblea Generale dell’ONU non può obbligare gli USA a levare il blocco. Ma il suo vero potere non sta nella coazione legale, ma nella costruzione di un consenso globale che delegittima la politica di Washington, isola diplomaticamente l’aggressore e mobilita centinaia di organizzazioni in tutto il mondo. È una vittoria di potere morbido, cumulativa e multidimensionale che opera su tre fronti: diplomatico, giuridico e sociale.

Paula Cruz

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Smontando il racconto di Washington: lo storico delle operazioni sotto copertura CIA contro Cuba

Gli USA hanno creato un panel per indagare sulle “attività di intelligence storiche di Cuba” nel loro territorio. Ma la vera storia di spionaggio, sabotaggio e penetrazione è quella che Washington ha eseguito contro Cuba da prima del 1959. La CIA ha organizzato reti di spie, addestrato torturatori di Batista, tentato di assassinare Fidel Castro più di 600 volte e introdotto apparecchiature di alta tecnologia per intercettare comunicazioni. Chi è realmente la minaccia?

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Il voto contro il blocco sotto la lente: pressione USA e svolte politiche in America Latina

La risoluzione contro il blocco USA ha ottenuto 130 voti a favore, il suo livello più basso in tre decenni. 17 paesi hanno votato contro e 25 si sono astenuti. Il cambio non si spiega solo con il dibattito su Cuba: risponde a un’offensiva diplomatica di Washington e a un’ondata di riallineamenti politici in America Latina.

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Radar e basi, il Pentagono ha stanziato 2,4 miliardi di $

Le spese per controllare l’isola – Mentre l’incaricato d’affari Hammer prova a accendere una piccola guerra di religione.

«Qui non siamo in Cuba, siamo a New York, negli Usa, la patria della libertà»: la sceneggiata si ripete ogni anno all’Assemblea generale dell’Onu quando Cuba presenta la sua mozione di condanna del bloqueo degli Stati uniti. Quest’anno, recitare il copione è toccato all’ambasciatore Usa all’Onu Mike Waltz, che nella seduta plenaria ha sostenuto la balla colossale che «gli Stati uniti non stanno attuando un blocco energetico contro Cuba» ma che i giganteschi black-out sono causati da un governo «corrotto e inefficiente». Alle proteste della delegazione cubana, Waltz ha risposto con la sceneggiata da film di serie C sugli Usa «patria della democrazia».

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Le fantasie di Mike Waltz su Cuba

Il rappresentante USA presso l’ONU, Mike Waltz, ha dedicato il suo intervento all’Assemblea Generale a descrivere fantasie su Cuba. Esaminiamo le sue quattro grandi menzogne, una per una, con la mappa e gli archivi giornalistici alla mano.

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Risposta di Cuba durante il dibattito all’ONU

Ernesto Soberón Guzmán, rappresentante permanente di Cuba presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ha esercitato oggi il diritto di replica durante il dibattito sulla votazione della risoluzione cubana contro l’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA al suo Paese.

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La fuga di Flavio Bolsonaro

una rotta di impunità e una rete di copertura della destra latinoamericana

Oggi in America Latina siamo davanti al consolidamento di una rete di sostegno all’impunità, capace di convertire la solidarietà tra l’élite in un meccanismo per eludere la rendicontazione

María Vergara

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Revolución es inclusión

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L’ONU è morta

Óscar J. Domingo, Cubainformación

Oggi è morta la legalità internazionale. Che riposi in pace. Si è tornato a dimostrare che un organismo tanto (teoricamente) lodevole come l’ONU è nato cadavere…

Ma in realtà non è morta oggi; è successo decenni fa. È morta quando gli USA decidono a chi concedono o negano i visti per partecipare all’Assemblea Generale, è successo quando il rappresentante degli USA cerca di arrogarsi il possesso dell’ONU. “Questa è l’America!”, gridava folle al coraggioso cancelliere cubano che gli esigeva rispetto per la piccola isola e il suo valoroso popolo. È successo ogni volta che Israele o gli USA commettono un nuovo massacro in Iran, Gaza, Venezuela o Yemen e gli USA fanno uso del loro veto perché non abbia conseguenza legale alcuna…

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Gioventù cubana vs. blocco

Quanto potrebbero costruire i giovani dell’Isola se l’assedio sparisse?

Olivia Rodríguez 

C’è un modo di raccontare il blocco che non ammette eufemismi: misurarlo in tempo. Quattordici ore di blocco equivalgono al costo dell’insulina di cui hanno bisogno tutte le persone diabetiche del paese. Sedici giorni, al quadro basico dei medicinali. Due mesi, alla canasta familiare normata di un anno intero. E 19 minuti — diciannove — al prezzo delle sedie a rotelle di tutte le scuole speciali di Cuba.

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Cubainformacion: 88% de la ONU pide el fin del bloqueo a Cuba pero sigue sin hacer nada

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Cuba, il voto all’ONU e la nascita di “elbloqueo.it”

Geraldina Colotti 

Mentre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si pronuncia per la trentaquattresima volta consecutiva contro il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba, la macchina della propaganda occidentale continua a produrre cortine fumogene per giustificare l’ingiustificabile.

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I brasiliani sconfiggono la “Madre di tutte le guerre ibride”

Pepe Escobar – Geopolitics Prime

Non conta nulla se non ha quel tipico swing brasiliano. La posta in gioco non potrebbe essere più alta: una questione di vita o di morte. Così, i brasiliani sono scesi in strada – e si sono recati ai seggi – riuscendo nell’impresa.

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La fuga di Bolsonaro: nemmeno il pappagallo si salva

Come un topo sul filo

Gabriela Cultelli (*)

È stato davvero da film. La cosa brutta è che non sappiamo se è commedia o tragedia, forse una tragicommedia, perché a volte è preferibile ridere che piangere. È che il meraviglioso candidato trumpista in Brasile, Flavio Bolsonaro, è scappato dal paese vicino, aggirando tutta la legislazione nazionale vigente, e con l’evidente sostegno di certi “compagni di strada”, che coinvolgono, non solo Trump, ma il governo argentino ed ecuadoriano stessi.

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Cuba 130, il ricatto 17

Il risultato che Cuba ha ottenuto all’ONU va misurato meglio per ciò che è stato necessario superare per raggiungerlo. Se il blocco non esiste, perché è stato necessario tanto sforzo perché nessuno votasse contro di esso?


María Teresa Felipe Sosa

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