Tre scenari post-novembre per l’America Latina

A causa della bellicosità della Dottrina Donroe — corollario di Monroe sotto Trump — sarà in territorio statunitense che la regione depositerà il suo futuro.

Mario Campa – Economista e politologo

L’America Latina affronta delle elezioni decisive. In questa occasione, il lucchetto o la chiave non sarà nelle urne di Buenos Aires, Città del Messico o Bogotà. A causa della bellicosità della Dottrina Donroe — corollario di Monroe sotto Trump — sarà in territorio statunitense che la regione depositerà il suo futuro. Ridurre la biforcazione ai percorsi sinistra o (ultra)destra sarebbe un esercizio di eccessiva semplificazione. In realtà, è in gioco la forza gravitazionale di Washington su nazioni che oggi vede più come subordinate che come pari. Con in mente le riserve della soggettività e la fragilità naturale delle previsioni — che spesso sbagliano — è possibile abbozzare tre scenari post-elettorali in funzione del grado di controllo che la Casa Bianca avrà sulla politica estera in generale e sull’America Latina in particolare.

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L’azione militare contro Cuba sembra imminente

Ci sono segnali di un cambio nell’approccio dell’Amministrazione Trump verso Cuba: da una strategia incentrata sulla “massima pressione” a un’altra che potrebbe includere opzioni militari.

Acere

Ci sono segnali di un cambio nell’approccio dell’Amministrazione Trump verso Cuba: da una strategia incentrata sulla “massima pressione” a un’altra che potrebbe includere opzioni militari. Nell’aprile 2026, la Marina USA ha dispiegato un drone MQ-4C Triton per una missione di ricognizione di 12 ore nello spazio aereo cubano, incluse zone vicine all’Avana e alla Baia di Guantánamo, dove si trova la base navale USA. Questo tipo di voli prolungati di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) ad alta quota sono solitamente utilizzati per mappare il terreno, tracciare infrastrutture e attivi militari, monitorare comunicazioni e identificare possibili obiettivi strategici, più che per pattugliamenti di routine.

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Per Cuba, un colpo al Canada, una minaccia al Messico?

Fino al mese scorso sembrava che il margine di aggressione economica contro l’isola fosse già esiguo, ma la Casa Bianca ha trovato il modo di costruire tre nuovi obiettivi.

Gerardo Arreola

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Cubainformacion: proteggere Israele, assediare Cuba

Protezione ad Israele, assedio a Cuba: e cosa dicono i media?

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación

Quasi 73 mila persone sono state assassinate a Gaza dalle forze di Israele negli ultimi due anni (1).

È un genocidio a opera di un regime criminale e totalitario. Ma che conta sul sostegno di potenti governi e su una vergognosa ripulitura mediatica.

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Il blackout

Michel Torres Corona (*)

Anni fa scrissi su Granma che quando mia madre era bambina c’erano anche allora blackout. «Noi siamo sempre stati in Periodo Speciale», era ed è ancora il suo mantra. Per lei, i «bei tempi» furono una sorta di tregue che ci siamo guadagnati lungo il cammino, tregue che sono svanite senza che potessimo valutarle nella giusta misura. Eravamo felici e non lo sapevamo…

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Cuba sarà la prossima?

Carlos Novoa (*)

Il pericolo per Cuba è fin troppo reale. Le azioni contro il Venezuela hanno abbattuto quasi totalmente le barriere che trattenevano l’imperialismo nordamericano dal riprendere apertamente la via dell’«hard power» per ricostruire la sua danneggiata egemonia.

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Per gli USA, il Canale di Panama non è solo commercio

William Serafino*

Escludere la Cina dall’infrastruttura commerciale centroamericana è un passo strategico per ridurre i condizionamenti che gli investimenti asiatici porrebbero allo schema di militarizzazione della rotta e del territorio panamense.

Da arteria vitale del commercio internazionale a campo di battaglia geopolitico tra USA e Cina. Il Canale di Panama è oggi uno scenario di contesa tra le due principali potenze del mondo, dove la rivalità per il commercio, la sicurezza e l’equilibrio di potere si condensa in un passaggio di navigazione di 80 chilometri di lunghezza.

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Fidel e la sua ultima visita allo stadio Sandino

Proprio come era accaduto nella X Serie Nazionale (1971), la lotta per il titolo dell’edizione del 1974 si concentrò tra le squadre Azucareros e Habana.

All’inizio ai “dolcissimi” bastava un sorriso per aggiudicarsi la corona e dovettero lottare duramente per conquistare il secondo dei loro tre titoli nei nostri campionati, poiché negli scontri iniziali subirono delle sconfitte schierando la loro coppia di punta composta da José Antonio Huelga Ordaz e Rolando Macías Rodríguez.

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Radiocuba: superare il bloqueo e la crisi energetica per mantenere in funzione radio e televisione

Si è mai chiesto come mai, nonostante i continui blackout e le difficoltà, la radio e la televisione cubane continuino ad arrivare a casa sua? Dietro questo impegno per garantire la trasmissione c’è Radiocuba, un’istituzione unica nel suo genere nel Paese per la sua missione sociale. L’ente, appartenente al Gruppo Imprenditoriale dell’Informatica e delle Comunicazioni (GEIC) del Ministero delle Comunicazioni (MINCOM), contribuisce a far sì che le immagini e i suoni realizzati da e per i cubani raggiungano ogni angolo del Paese e ben oltre i nostri confini.

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Torno da Cuba con un carico di emozioni: gli USA stanno spegnendo quel popolo

Non stiamo a guardare!

L’intervento di Marilena Grassadonia (Sinistra Italiana) di rientro dall’isola. Con Let Cuba Breathe ha consegnato donazioni utili ad acquistare un generatore di corrente per l’ospedale

La stretta degli ultimi mesi da parte degli Stati Uniti è un cappio al collo del popolo cubano che si stringe piano piano. È per questo che è partita una grande mobilitazione a livello internazionale dal nome Let Cuba Breathe che ha come obiettivo quello di portare aiuti concreti al popolo cubano e nello stesso tempo tenere alta l’attenzione sull’embargo criminale americano e denunciare le politiche repressive di Donald Trump. Come Sinistra Italiana abbiamo deciso di essere parte di questo progetto partecipando, con parlamentari e attivisti del nostro partito, già al primo convoglio umanitario Nostra America partito nello scorso mese di marzo.

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Bruno Rodriguez: “Pronti alla difesa fino alle estreme conseguenze”

L’Avana alza la voce contro le nuove sanzioni petrolifere e le parole del presidente USA. “Il blocco uccide già bambini. Un’invasione? Sarebbe un massacro di cubani e di giovani soldati statunitensi”

Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha scelto la via dei fatti e delle parole nette per rispondere alle ultime mosse ostili di Washington. In un’intervista concessa alla ABC News direttamente dalla capitale cubana L’Avana, Rodríguez ha lanciato un allarme che suona come un ultimo avvertimento: la strategia aggressiva di Donald Trump non è solo una questione di sanzioni economiche, ma una minaccia concreta che potrebbe portare a un “bagno di sangue”.

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Tante coincidenze e certezze quanti dubbi

Hondurasgate e l’architettura opaca della dominazione emisferica

Misión Verdad

Il 30 novembre 2025, appena giorni prima delle elezioni presidenziali in Honduras, Donald Trump ha annunciato la grazia di Juan Orlando Hernández (JOH), ex presidente condannato nel giugno 2024 a 45 anni di prigione da un tribunale federale di New York per cospirazione per importare cocaina e reati connessi ad armi da fuoco.

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Cuba respinge le accuse USA e difende i suoi investimenti sociali

Carlos Fernández de Cossío

Senza alcuna prova, il Segretario di Stato USA accusa il governo cubano di sperperare risorse e di non occuparsi delle necessità che lui considera prioritarie. Cerca così di giustificare il castigo collettivo vigente contro tutto il popolo cubano e la possibilità di aggressione militare.

Indipendentemente dalla prerogativa di ogni Stato di decidere sovranamente come allocare le proprie risorse, vediamo i fatti.

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Trump dà un mese alle società straniere per uscire da Cuba e punta sul genocidio

Cubainformación

L’amministrazione di Donald Trump ha fatto un nuovo passo nella sua politica di guerra economica contro Cuba, imponendo un ultimatum alle aziende straniere che mantengono relazioni commerciali con l’Isola. Attraverso l’Ufficio per il Controllo degli Attivi Stranieri (OFAC), il governo USA ha fissato il prossimo 5 giugno come data limite affinché numerose società chiudano operazioni legate a settori strategici dell’economia cubana.

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Nemmeno a casa sua credono a Nick Shirley, il falso ‘ostaggio’ di Cuba

Razones de Cuba

L’ecosistema digitale dell’estrema destra USA ha partorito personaggi che camminano sul filo del rasoio tra intrattenimento d’urto e mercenarismo politico. Uno dei suoi esponenti più visibili è Nick Shirley, un giovane di 24 anni che ha fatto della disinformazione il suo modello di affare. Dopo la sua recente e fallita messa in scena all’Avana, dove ha cercato di vendere la grossolana narrativa di un «tentativo di sequestro», la realtà gli ha inferto un colpo secco: lo scetticismo non viene solo dall’isola assediata, ma dalle viscere degli stessi USA.

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