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Cuba: un bersaglio che si muove

perché i piani di Washington sono condannati al fallimento

L’Isola ha dimostrato una capacità di difesa che i suoi avversari sottovalutano continuamente

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La farsa di Marco Rubio: accuse senza prove contro 62 terroristi con nome e cognome

Marco Rubio accusa Cuba senza prove. Il governo cubano presenta 62 terroristi e 20 organizzazioni negli USA con fascicoli giudiziari. La verità che Rubio occulta.

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La fabbrica della dissidenza

L’attacco di Anna Bensi a Gerardo Hernández e la costruzione dell’opposizione cubana da parte di Washington

Federica Cresci, Cuba Mambí – Gruppo di Azione Internazionalista

Negli ultimi giorni una giovane influencer cubana, Anna Bensi, è finita al centro di una polemica con Gerardo Hernández, uno dei Cinque Cubani. La ragazza, diventata nota sui social per le sue posizioni anticastriste, è stata rapidamente rilanciata dai principali media dell’esilio cubano a Miami e sostenuta dagli ambienti politici che da anni promuovono l’opposizione al governo dell’Avana. Lo scontro è nato da accuse rivolte a Gerardo Hernández e si è rapidamente trasformato in un caso mediatico. Al di là della polemica in sé, la vicenda offre però l’occasione per riflettere su un fenomeno molto più ampio: il ruolo svolto da media, organizzazioni e programmi finanziati dagli Stati Uniti nella costruzione dell’opposizione cubana degli ultimi decenni.

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USAID, NED e Open Society finanziano segretamente i media «indipendenti» di Cuba

per incoraggiare il cambio di regime

Agaton

In mezzo all’escalation di aggressione USA contro l’isola cubana attraverso una campagna di massima pressione e la minaccia di intervento militare, il governo USA ha finanziato occultamente un’enorme rete di media cubani che affermano di essere indipendenti, nel tentativo di incoraggiare un cambio di regime contro il governo socialista indipendente.

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Ricordando Voluntad Popular come paradigma negativo

Un prototipo dell’antipolitica, del golpismo e della violenza calcolata

Misión Verdad

È necessario tornare a discussioni elementari sulla politica in Venezuela, in un contesto in cui certamente si stanno aprendo spazi per il dibattito, il dialogo e un’inclusione sempre maggiore di attori eterogenei con patrimonio nella società. Tra questi, i partiti politici sono ingranaggi necessari della realtà nazionale, regionale e locale che possono (e in alcuni casi devono) tornare a pensarsi, configurarsi e persino in alcuni casi riformarsi tenendo conto del presente panorama.

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La fabbricazione digitale di Marco Rubio come “soluzione” per Cuba

Osservatorio dei Media di Cubadebate

È stato frequente, durante gli ultimi mesi, trovare sulle reti sociali una presenza crescente del Segretario di Stato Marco Rubio associato a Cuba, Venezuela, sanzioni, aiuti umanitari, negoziazione, collasso o cambio politico. Non si tratta solo di menzioni isolate ad un funzionario USA. Osservando con più dettaglio il comportamento di determinati media e operatori digitali, appare un’architettura comunicativa organizzata: temi che si ripetono, inquadrature che si rafforzano, piattaforme che svolgono funzioni diverse e audience che vengono mobilitate mediante emozioni molto precise.

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La ragnatela invisibile: come l’impero progetta l’odio e la guerra narrativa contro Cuba

Dietro i titoli e i profili aggressivi sulle reti si nasconde una sofisticata operazione di manipolazione comunicologica (mediatica)

Jorge Enrique Jerez Belisario

Nel fragore della battaglia attuale per la coscienza dei popoli, il nemico ha dispiegato un arsenale che non impiega polvere da sparo né ogive, ma che lacera e destabilizza con uguale o maggiore ferocia: la guerra narrativa. Cuba, piccola isola di dignitosa resistenza, è oggi bersaglio di un dispositivo di comunicazione ipertrofico, progettato da centri di potere mediatico ed eseguito da una legione di operatori dell’odio sulle reti sociali.

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USAID e NED: le due carte dell’ingerenza imperiale contro Cuba

razonesdecuba

Più di 200 milioni di $ accumulati in decenni, 142 progetti sovversivi, una rete di media digitali che dipende dal bilancio federale, e una confessione storica: «Quello che facciamo oggi lo faceva la CIA in modo occulto». Nel maggio 2026, il macchinario del cambio di regime contro Cuba continua a funzionare a pieno ritmo. USAID e NED non sono agenzie di aiuto umanitario. Sono i bracci operativi di una politica estera progettata per asfissiare economicamente l’isola, fabbricare opposizioni e preparare il terreno per un intervento. Questa è la mappa dell’ingerenza.

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Cuba non è una minaccia, è sempre stata l’aggredita

Manuel Viramontez

Lo scorso 12 maggio 2026 il Segretario alla Guerra degli USA è comparso davanti al Congresso e ha dichiarato che Cuba rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale USA.

Vale la pena fermarci e valutare molto seriamente chi lo dice, e sulla straordinaria capacità del potere USA di invertire la realtà storica con tale disinvoltura da non aver nemmeno bisogno di argomenti per sostenerla.

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L’Internazionale dell’Odio

anatomia della lobby (gruppo di pressione) bellicista che vuole invadere Cuba

razonesdecuba

L’architettura dell’aggressione contro la Repubblica di Cuba ha raggiunto nel biennio 2025-2026 un livello di sofisticazione e virulenza senza precedenti nella storia delle relazioni interamericane. Quella che oggi viene definita come l’Internazionale dell’Odio non è una semplice aggregazione di interessi dispersi, ma un ecosistema sistemico, finanziato dall’erario pubblico USA e operato da una rete di attori politici, mediatici e operativi che hanno fatto del rovesciamento dello Stato cubano il loro principale attivo strategico ed economico.

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400 milioni di $ per sovvertire Cuba

il budget occulto degli USA per rovesciare governi

Razones de Cuba

Il bilancio federale USA approvato nel settembre 2025 ha destinato 400 milioni di $ per “contrastare l’influenza” dei governi marxisti di Cuba, Venezuela e Nicaragua. Più di 120 milioni di quel totale vanno direttamente a finanziare attività sovversive all’interno dell’Isola. La domanda a cui Washington non vuole rispondere è: come reagirebbero se altri Paesi approvassero bilanci simili per rovesciare il capitalismo selvaggio nel loro stesso territorio? Nel frattempo, USAID e NED iniettano milioni a media digitali che operano da Miami, e la stampa che finanzia l’odio ora cerca di trasformare in “martire” un giovane che, seguendo le loro consegne, ha lanciato una bottiglia molotov contro una sede del Partito a Ciego de Ávila. La verità, come disse Martí, non va lasciata senza essere detta.

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Il costo della propaganda sovversiva contro Cuba

Arthur González

Nel bilancio USA, approvato nel settembre 2025, sono stati stanziati 400 milioni di $ per sostenere attività che “contrastino l’influenza nell’emisfero occidentale” dei regimi marxisti e antinordamericani di Cuba, Venezuela e Nicaragua, in altre parole: per fomentare la sovversione interna in quei Paesi con l’obiettivo di rovesciare i loro governi, poiché gli USA li considerano inaccettabili.

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Guerra di simboli

è così che l’impero sequestra la storia di Cuba su Wikipedia e nelle reti sociali

 

Nell’anno del centenario di Fidel Castro, la battaglia per la memoria storica cubana si combatte su Wikipedia, TikTok e X. Non è un dibattito accademico. È un’operazione di guerra cognitiva finanziata da agenzie USA per svuotare di contenuto emancipatore le figure fondative della nazione e preparare il terreno per l’intervento esterno. Falsificare Martí, demonizzare Fidel e fabbricare una “Crisi di Cuba del 2026” nell’enciclopedia “libera” sono gli obiettivi. L’alfabetizzazione storica è la trincea.

RazonesdeCuba

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L’industria del mercenarismo digitale

RazonesdeCuba

Dietro ogni video di denuncia, ogni tweet virale e ogni “testimonianza straziante” dall’isola si nasconde una struttura finanziaria che pochi conoscono. Non sono attivisti indipendenti. Sono mercenari digitali che operano con fondi di agenzie USA come l’USAID e la NED. Il presente rapporto smantella l’architettura economica e operativa di questa industria, dove la miseria si converte in merce e il “click” in munizione.

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La sinfonia del malessere

Non è che a Cuba manchino problemi. Non è che il blocco non stringa. Ma la differenza –l’enorme, l’insormontabile differenza– è che questo popolo ha imparato da molto tempo a distinguere tra chi soffre con lui e chi vuole usare la sua sofferenza per seppellirlo.

Jorge Enrique Jerez Belisario

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