Le elezioni presidenziali in Honduras, celebrate il 30 novembre, si sono trasformate in uno scenario di altissima tensione, in cui accuse di frode massiccia, pressioni esterne sfacciate e un doppio standard internazionale delineano un quadro allarmante per la democrazia nella regione. Con lo scrutinio paralizzato e un candidato appoggiato da Washington accusato di essere una «facciata» per un ex presidente condannato per narcotraffico, il processo rivela la continuità di un manuale storico di ingerenza.
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