Tag Archives: golpe

Honduras: un laboratorio di ingerenza elettorale in tempo reale

RazonesdeCuba

Le elezioni presidenziali in Honduras, celebrate il 30 novembre, si sono trasformate in uno scenario di altissima tensione, in cui accuse di frode massiccia, pressioni esterne sfacciate e un doppio standard internazionale delineano un quadro allarmante per la democrazia nella regione. Con lo scrutinio paralizzato e un candidato appoggiato da Washington accusato di essere una «facciata» per un ex presidente condannato per narcotraffico, il processo rivela la continuità di un manuale storico di ingerenza.

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Honduras: un golpe sotto l’albero di Natale

Marco Consolo

Quale miglior data per l’ultimo atto del golpe elettorale che la vigilia di Natale ? In Honduras, i poteri forti non stanno con le mani in mano e, lungi dal partecipare alla messa di mezzanotte da bravi cattolici, cospirano contro la democrazia. Ancora una volta, i fatti smentiscono il vecchio adagio per cui “a Natale siamo tutti più buoni”.

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Honduras: La grave denuncia soffocata dalla macchina mediatica

Ricardo Arturo Salgado

Un paio di settimane fa, il Ministero Pubblico honduregno ha mostrato all’opinione pubblica 26 audio che, nel loro insieme, svelano una cospirazione per distruggere il processo elettorale il giorno 30 novembre.

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In Honduras si vota il 30 novembre

Ricardo Arturo Salgado

Forse il titolo di questo breve articolo è troppo riduttivo per descrivere la situazione politica del paese, ciò che è in gioco e la dimensione dell’attacco della destra. Come riferimento a ciò che dobbiamo descrivere, basta menzionare che il candidato fascista Salvador Nasralla ha avvertito domenica in un programma televisivo che, se non si dovesse verificare un risultato a lui favorevole l’ultima domenica di questo mese, una parte della flotta USA nei Caraibi, attualmente diretta contro il Venezuela, potrebbe essere spostata alle nostre coste per “ristabilire l’ordine”.

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Venezuela: golpe low cost

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Le operazioni della CIA in Venezuela sono forse una novità?

Lo stesso assedio contro la sovranità energetica

Misión Verdad

Nei giorni scorsi, The New York Times ha pubblicato che Donald Trump avrebbe autorizzato la Central Intelligence Agency (CIA) a sviluppare “operazioni coperte destinate a indebolire il governo di Nicolás Maduro e a favorire una transizione politica in Venezuela”. La stessa fonte ha precisato che l’istruzione fu impartita “negli ultimi mesi” del mandato di Trump e che contò con l’appoggio del senatore Marco Rubio, il quale avrebbe agito come “ponte tra la Casa Bianca e settori dell’opposizione venezuelana”.

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Rubio e i suoi ‘fratelli’, pari sono

Arnaldo Musa / Cubasí 

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, commentando il provato complotto per deporlo, ha affermato che l’opportunista ministro degli Esteri trumpiano, Marco Rubio, non avrebbe dovuto essere coinvolto nel piano, poiché riteneva che il traditore di triste origine cubana fosse rappresentante di un governo che ha come nemico l’Iran e delle bombe nucleari puntate, un problema a Gaza e un problema in Ucraina e Russia, e che quindi “si metta a fare il cretino con un colpo di Stato nella Grande Colombia”.

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27.06.73: golpe in Uruguay

11 ANNI DI FEROCE DITTATURA

Il 27 giugno 1973, un colpo di stato militare ebbe luogo in Uruguay: la dittatura sarebbe durata fino al 1984… 11 anni di torture, “sparizioni”, prigionia, furti di minori e persecuzioni di rivoluzionari, democratici, sindacalisti, partigiani e attivisti solidali.

Il tutto su vasta scala: oltre 10000 prigionieri politici sistematicamente torturati; circa 400000 persone costrette all’esilio (per un Paese di meno di 3 milioni di abitanti).

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Golpe e controgolpe nel XXI secolo: aprile, oggi

Misión Verdad

Ripubblichiamo questo lavoro speciale dell’anno scorso per ricordare e analizzare le giornate dell’aprile 2002, ancora oggi tanto pertinenti nella prassi sociopolitica nazionale quanto fondamentali per la storiografia della Rivoluzione Bolivariana. Le tecnologie del golpe, l’ascesa del fascismo, le trame politiche e geopolitiche di quell’epoca si sono aggiornate, ma non superate, nella fase attuale di aggressioni da parte di una destra estremista, sia nazionale che statunitense, che gioca con il fuoco (economico, commerciale, violento su più piani) nel tentativo di imporre con la forza un cambio di regime.

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USAID: l’agenzia del colpo di stato democratico

L’amministrazione Trump, nella sua smania di vendetta contro i suoi rivali del Partito Democratico, ha indubbiamente scoperto un segreto di Pulcinella, che almeno dall’inizio della Guerra Fredda ha determinato l’essenza della politica estera degli Stati Uniti. Tutte le decine di guerre e invasioni praticate dall’”Impero del Bene” dopo la Seconda Guerra Mondiale, contro governi disobbedienti, avevano la loro fase precedente, “ibrida” come si dice ora, cioè un’opera di destabilizzazione interna.

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Cuba – Colombia

Il Presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha espresso solidarietà al suo omologo colombiano, Gustavo Petro, che ha denunciato la realizzazione di un golpe per spodestarlo.

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L’orchestratore dei «colpi di stato morbidi»

Per imporre la sua volontà, gli USA hanno messo in pratica, in Sud America, strumenti come la politica del Buon Vicino, la Dottrina Monroe o quella del Grande Bastone.

Elizabeth Naranjo

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I patrocinatori del golpe che non cessa contro il Venezuela

Aznar, Atlas Network e il Dipartimento di Stato USA

Román Cuesta

Mentre scrivo questo articolo, la minaccia di un’altra operazione armata incombe sul popolo venezuelano. Il famoso mercenario Erik Prince (Blackwater), dopo aver fatto dichiarazioni alla fine di luglio in cui minacciava Nicolás Maduro, ha lanciato pochi giorni fa un conto alla rovescia che, secondo lui, “segnerà un cambio definitivo” nel paese caraibico.

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Lo stesso racconto, diverso protagonista


Che Edmundo González Urrutia non si sia presentato a nessuna delle fasi della perizia è una prova schiacciante che quella frode è una «favola».

Laura Mercedes Giráldez

Caracas, Venezuela – Il tentativo di insinuare una frode elettorale in Venezuela non è una novità. Non lo è nemmeno il sostegno al settore più radicale dell’opposizione da parte della Casa Bianca e di altri governi che, in alleanza di interessi transnazionali ed egemonici, insistono nel legittimare il racconto ipocrita della necessità di «trasparenza» e «garanzie democratiche».

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Golpismo, il genoma del capitalismo

Fabrizio Casari

Le scene di violenza in Venezuela, dove i nuovi “guarimberos” hanno attaccato uomini, uffici e simboli dell’istituzionalità del Paese, vanno decifrate per quello che sono: un tentativo di colpo di Stato voluto e sostenuto dagli Stati Uniti come tutti i precedenti tentativi nella storia delle relazioni USA-Venezuela. L’obiettivo era (ed è tuttora) il rovesciamento del governo di Maduro e l’instaurazione di un regime di estrema destra simile per molti aspetti a quello di Noboa in Ecuador e – per alcuni tratti – a quello di Milei in Argentina. La fisionomia golpista della destra venezuelana non sorprende.

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