Category Archives: – repressione

Masacre carcelaria en Ecuador

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Il caso degli studenti scomparsi ad Ayotzinapa

Sono trascorsi sette anni dalla scomparsa dei 43 studenti ad Ayotzinapa, in Messico, ma ancora la vicenda resta un mistero. La pubblicazione di due conversazioni da parte del governo di Andrés Manuel López Obrador tra apre nuovi scenari su quella drammatica notte.

Su istruzione del presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, la Commissione per la verità e l’accesso alla giustizia nel caso Ayotzinapa (CoVAJ) ha pubblicato venerdì pomeriggio la trascrizione di due conversazioni tra polizia e criminali che avrebbero partecipato alla scomparsa dei 43 studenti normalisti, perpetrata durante la cosiddetta “notte di Iguala”, tra il 26 e il 27 settembre 2014, nello stato di Guerrero.

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A cinque anni dagli accordi tra le FARC-EP e lo stato colombiano

https://misionverdad.com

Sono trascorsi cinque anni dalla firma degli accordi di pace tra lo Stato colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP), all’Avana (Cuba), dopo quattro anni di trattative.

Nonostante questo accordo sia stato firmato solo con quella che, allora, era  la più grande delle organizzazioni  guerrigliere, il discorso governativo e mediatico l’ha fatto sembrare come la fine della guerra in Colombia e ha iniziato a parlare di una nuova era di “post-conflitto”, come se con quella firma si fosse posto fine al conflitto sociale e armato in Colombia.

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Base di Guantanamo: usata per scopi migratori

Gli USA stanno considerando di usare la base navale illegale di Guantanamo Bay (Cuba sud-orientale) per detenere e processare gli immigrati, ha rivelato oggi il sito Axios.com.

L’amministrazione del presidente Joe Biden sta cercando un operatore per il centro di detenzione per migranti di Guantanamo in mezzo all’aumento degli arrivi di migranti senza documenti a Del Rio, Texas, dove si stima che 14.000 persone siano state accampate sotto un ponte durante il fine settimana.

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Dal “sogno americano” a incubo alla frontiera USA

“Vendono al mondo il “sogno americano” e aspettano i migranti con un incubo al confine. Chi ha parlato di diritti umani? Con questo messaggio, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha inaugurato la mattina su Twitter.

Le “orribili” immagini della pattuglia di frontiera USA che carica i migranti haitiani hanno scosso un mondo i cui massimi dirigenti hanno ascoltato alle Nazioni Unite il discorso del presidente USA, Joseph Biden, presumibilmente incentrato sulla pace.

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Massacri invisibili

Un’ipocrisia senza limiti quella dell’Unione europea. A una settimana dal nuovo voto di condanna contro Cuba da parte dell’Europarlamento per la «repressione del governo nei confronti delle proteste» di luglio, la Ue non ha esitato a stringere un accordo con la Colombia di Iván Duque, chiudendo gli occhi con la massima disinvoltura sulla violentissima repressione della rivolta sociale dei mesi scorsi come pure sul «genocidio politico» tuttora in corso nel paese.

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Cubainformacion: repressione…made in UE

L’Europa proietta su Cuba la propria repressione

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion

Il Parlamento europeo ha approvato una condanna di Cuba per “la violenza e repressione estrema contro manifestanti” pacifici nelle proteste avvenute a luglio (1).

“Brutale repressione” sull’isola, ci dice la stampa europea (2). Ma se guardiamo in dettaglio le decine di video pubblicati su quegli incidenti (3) (4) (5), e disconnettiamo il suono dalla narrazione, cosa vediamo realmente? Una polizia cubana poco addestrata che dà una tiepida risposta davanti alle aggressioni (6), e le cui espressioni più violente sono quasi infantili accanto alle azioni di molte polizie di tutto il mondo. Per cominciare, quelle della stessa Europa (7).

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L’amico di Haiti

Le scene della guardia di frontiera statunitense che a cavallo frusta i migranti haitiani rimanda all’Alabama degli anni ’50, quando un nero era solo un “negro”, il cui valore era inferiore a quello di un animale. L’essenza più profonda del fascismo americano ha così avuto eco sui media anche in questa occasione, esibendo concretamente la autentica concezione dei diritti umani che gli USA sbandierano strumentalmente contro i loro avversari politici.

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Colombia: 5 dirigenti sociali assassinati nelle ultime 24 ore, tra cui un minore

Il macabro totale dal 1° gennaio 2021 sale così a 124 (un omicidio ogni 48 ore) e 1.239 uccisi dalla firma degli “Accordi di pace” del 2016, che non sono stati rispettati dai governi filo USA succedutisi da allora.

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Il governo USA e gli squadroni della morte

Tarik Ata, International Magz 13 settembre 2021

Per garantire la supremazia globale e la protezione del capitale, gli Stati Uniti hanno, e continuano ad attaccare, ampie fasce di popolazioni nel mondo. Washington ha a lungo affermato di difendere la “democrazia” e di opporsi alle “dittature non democratiche”, che stranamente, in molti casi, sono più democratiche della Metropoli.

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La Colombia trabocca di morte e droga

Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Marco Teruggi  www.pagina12.com.ar

Da Bogotà

I numeri parlano da soli: solo nel 2021 si sono verificati 67 massacri con 243 vittime, di cui 109 leader sociali e 35 ex guerriglieri disarmati e firmatari degli accordi di pace del 2016.

L’ultimo omicidio è stato quello di Esteban Mosquera, dirigente studentesco, ucciso da sicari a Popayán, capitale del dipartimento del Cauca, uno dei più segnati dalla violenza, produttore di coca e marijuana.

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Jeanine Áñez, “sin ganas de vivir”: del poder a la cárcel y el olvido en 18 meses

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Colombia: massacri, omicidi ed indifferenza

In Colombia la violenza non cessa: l’Istituto di studi per lo sviluppo e la pace (Indepaz) ha denunciato domenica l’ennesimo massacro. Il recente evento si è verificato nel comune di Santander de Quilichao, situato nel dipartimento di Cauca.

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Colombia: giovent-icidio di classe crimine della guerra multidimensionale

Maria Fernanda Barreto https://misionverdad.com

All’inizio della decade degli anni ‘90, come il grande vincitore della “guerra fredda”, che in realtà ha avuto espressioni molto calde, gli USA, già affermati dal secondo dopoguerra come capo dell’impero capitalista, si è anche consolidato come la più grande potenza politica e militare, e si è convertito nell’asse del mondo unipolare. Quello era stato l’obiettivo della lotta contro il comunismo, che giustificava tutte le guerre in una presunta difesa della pace che, secondo quanto dicevano, solo il capitalismo poteva sostenere.

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L’orrore in comune tra Bogotà e Tel Aviv

Sergio Rodriguez Gelfenstein  www.altrenotizie.org

Si è detto a lungo che la Colombia è l’Israele dell’America Latina, un’affermazione che è stata fatta da vari analisti e figure politiche, soprattutto quando nell’ultimo decennio si è approfondito il suo ruolo di base statunitense che serve come esperimento e centro di destabilizzazione della regione.

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