Category Archives: – Argentina

Argentina: chi può manipolare le elezioni del 2027?

 Il caso Cerimedo e i sotterranei della democrazia

Cubadebate – Emilia Trabucco

A poco più di un anno dalle elezioni presidenziali dell’ottobre 2027 in Argentina, il caso Fernando Cerimedo obbliga a discutere quale capacità abbiano strutture private che concentrano denaro, tecnologia, media, intelligence sui dati e milizie digitali di intervenire su un processo elettorale e alterare le condizioni in cui si definisce la volontà popolare, ma anche cosa succede quando queste strutture si articolano con zone storicamente opache dello Stato e trovano nell’inazione giudiziaria una garanzia per continuare a operare.

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Da La Paz a Buenos Aires: la macchina del fango al servizio di Washington

Campaign Nucleus ed EyesOver: le società di Trump in America Latina

 

La nuova Dottrina Monroe 2.0 implementata dagli Stati Uniti per prendere il pieno controllo dell’America Latina, con l’intento di saccheggiare le risorse naturali di cui abbonda, passa anche attraverso la rete. La disinformazione viene diffusa a piene mani in rete per portare l’estrema destra neoliberista latinoamericana, asservita a Washington, al potere nei vari paesi.

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Cipayo nella nebbia

Jorge Elbaum

La crisi diplomatica tra Argentina e Brasile non è un aneddoto in più nel prontuario verbale di Javier Milei. Fa parte dell’ordinamento politico, pianificato da Narco Rubio, per controllare ciò che a Washington definiscono, in termini dispregiativi, Patio Posteriore o Emisfero Occidentale. Dietro l’insulto, la provocazione calcolata e la liturgia da barricata che il Presidente ha trasferito alla politica estera, appare la disputa di fondo su chi decide il destino dell’America Latina e dei Caraibi.

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Mezzo secolo di un crimine imperituro

José Luis Méndez Méndez

Appena trascorsi 17 giorni dal fallito tentativo di sequestro del console cubano a Mérida, Messico, vengono sequestrati, torturati fino alla morte e fatti scomparire i giovani diplomatici cubani Jesús Cejas Arias di 22 anni e Crescencio Galañena Hernández di 26 anni, a Buenos Aires, Argentina, il 9 agosto 1976. Il crimine viene rivendicato dalla Coordinazione delle Organizzazioni Rivoluzionarie Unite (CORU), una mostruosità terroristica creata nella Repubblica Dominicana il 15 giugno 1976, con il patrocinio, l’auspicio e la presenza di un gruppo di organizzazioni violente stabilite negli USA, oltre alla DINA del Cile, alla DISIP del Venezuela, alla CIA e all’FBI. I loro resti vengono ritrovati, identificati, rimpatriati e collocati nel luogo dove la Patria pone i suoi eroi e martiri.

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L’energumeno e lo statista

Atilio Borón

La verità è che mi ero ripromesso di evitare la tentazione di analizzare i detti e il comportamento del presidente dell’Argentina. La ragione: mantenermi il più lontano possibile da un personaggio tanto disprezzabile come l’inquilino della Casa Rosada. Un soggetto tossico, che può avvelenare persino chi lo esamina, come il ricercatore che seziona un topo immondo e così facendo si contagia dell’hantavirus. Ma le sue più recenti aggressioni verbali a un uomo di bene e a un degno combattente sociale come il presidente Luiz Inacio “Lula” da Silva hanno superato tutti i limiti e mi hanno spinto a scrivere queste poche righe sull’episodio e sul personaggio.

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Milei trasforma la politica estera in uno show da baraccone

da Lula “ladro” a “immondizia calva” a un giudice

Il presidente argentino vola a San Paolo per sostenere Flavio Bolsonaro e attacca senza pudore le massime autorità brasiliane, mentre l’emergenza economica nel suo paese continua a peggiorare

La Redazione de l’AntiDiplomatico

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Malvinas, la verità dietro il racconto occidentale

Dalla conquista del 1833 alle nuove strategie per il controllo dell’Atlantico del Sud: storia, diritto internazionale e interessi geopolitici dietro una disputa ancora aperta

Fabrizio Verde

Nei giorni che precedenti la sfida ai Mondiali tra Inghilterra e Argentina, e anche a tutt’ora, è tornata a circolare una versione della storia delle Malvinas che merita di essere smontata pezzo per pezzo. È una narrazione che si è fatta strada soprattutto sulla stampa mainstream e sui social network che, con un’abilità quasi chirurgica, riesce a rovesciare i termini della vicenda: l’occupazione britannica di un arcipelago sudamericano diventa un dettaglio quasi amministrativo, mentre la sconfitta argentina nella guerra del 1982 viene presentata come un bene collettivo, il colpo che avrebbe finalmente fatto cadere la dittatura militare.

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Non solo Epstein files: c’è l’Honduras-gate

Chi pensava che i colpi di Stato in Honduras e le ingerenze della CIA appartenessero al secolo scorso, deve fare i conti con la cruda realtà del 2026: l’Honduras-gate. Un gigantesco scandalo internazionale, scoppiato grazie ai leak della piattaforma investigativa Hondurasgate.ch, che svela l’ennesima cospirazione di estrema destra volta a eradicare “il cancro della sinistra” dal continente.

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L’Argentina come enclave nella guerra dell’asse USA–Israele

Tra Gerusalemme e il FMI

Emilia Trabucco

Il viaggio del presidente Javier Milei in Israele, iniziato il 19 aprile, chiarisce inequivocabilmente la politica estera argentina nello scenario di guerra. Milei è arrivato a Gerusalemme in un momento di intensificazione dell’offensiva di Israele e USA in Asia occidentale. L’agenda include visite al Muro del Pianto, incontri con il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il presidente Isaac Herzog e la partecipazione alle celebrazioni del Giorno dell’Indipendenza israeliana. In questo contesto ha ricevuto la Medaglia Presidenziale d’Onore, la più alta onorificenza civile dello Stato di Israele, conferitagli per il suo “sostegno inequivocabile” e per aver reso l’Argentina un “alleato chiave”.

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A 50 anni dal golpe, il governo libertario argentino cerca di cancellare la verità

Rubén Armendáriz

A 50 anni dal colpo di Stato civico-militare del 1976, l’Argentina affronta un’altra battaglia: che il passare del tempo non cancelli la verità. Con più di mille condanne, centinaia di nipoti di desaparecidos ancora da trovare e nuove identificazioni forensi, il Paese mantiene viva la memoria sui crimini della dittatura mentre il tempo diventa una sfida chiave per ricostruire la storia.

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Argentina 1976-2026: contro il feticismo della vittima, il filo rosso della resistenza

Geraldina Colotti

Il 24 marzo non è una data della memoria umanitaria: è l’anniversario di un’operazione di chirurgia sociale violenta, il secondo atto di un piano imperialista iniziato l’11 settembre 1973 nei corridoi della Moneda in Cile. Se i Chicago Boys di Milton Friedman trovarono a Santiago il loro primo laboratorio, in Argentina il colpo di Stato di Videla rappresentò il consolidamento industriale e terroristico del modello neoliberista nel Cono Sud. Si trattava di sconfiggere il comunismo, che stava avanzando nel mondo, sradicarne a ogni costo l’esempio.

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A 50 anni dal colpo di Stato civico-militare genocida: l’eredità dei fazzoletti bianchi

Jorge Elbaum

Il 24 marzo 2026 ricorrono cinquant’anni dall’episodio più tragico della storia argentina: il colpo di Stato che instaurò la dittatura civico-militare-ecclesiastica, responsabile del genocidio subito dalla nostra Patria nel XX secolo.

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Il nuovo Piano Condor e il ritorno del “non ti immischiare”

Si sta aprendo un portale per l’inferno sotto gli occhi di tutti. Di fronte a questa situazione, è meglio essere paria che complice.

www.diario-red.com

Qualche giorno fa, il presidente nordamericano, circondato da ossequiosi presidenti latinoamericani, ha lanciato lo “Scudo delle Americhe” che suppone una sorta di Piano Condor civico-militare per facilitare l’intervento diretto delle forze armate locali e nordamericane sotto la veste di un’alleanza contro i cartelli.

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Vuole far arrendere con la forza l’isola socialista

Non soddisfatto del blocco criminale che applica da 64 anni, il governo USA aggrava questa misura illegale contro Cuba, colpendo ancora di più una popolazione che già soffre la mancanza di energia e di beni essenziali.

Irina Santesteban-La Arena

Il blocco yankee contro la Patria di José Martí iniziò formalmente il 3 febbraio 1962 (in realtà era già cominciato prima), per decisione del presidente democratico John F. Kennedy. Da allora questa misura è proseguita durante le 13 amministrazioni USA di quella “democrazia” che in realtà è una “plutocrazia”, come la definiva Fidel Castro: un sistema di governo dei ricchi e per i ricchi.

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Il conflitto a Gaza e l’America Latina

come il sostegno di figure come Milei e Machado a Israele riconfigura le alleanze?

Cubadebate

Il prolungato e sanguinoso conflitto a Gaza ha messo a nudo, con crudezza, la severità delle politiche israeliane nei territori palestinesi occupati. Questo capitolo, definito da numerosi governi e organismi per i diritti umani come un genocidio, ha oltrepassato i confini del Medio Oriente, generando onde d’urto geopolitiche a livello globale.

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