Il potere occulto di Miami abbraccia Javier Milei

Cubadebate

Per la sua profonda penetrazione, Miami si è convertita nella “capitale latinoamericana” degli USA. Nel censimento del 2020, più della metà (54%) degli abitanti della contea di Miami-Dade è nata all’estero, il 93% dei quali di origine “ispanica”, evidenziandosi le comunità migranti di origine cubana, con oltre 800 mila persone, e colombiana, con più di 125 mila persone. Questi numeri, su una popolazione che non supera i 2,7 milioni di persone. Sono anche significative le comunità haitiane, nicaraguensi e portoricane.

La storia della città è attraversata dalla fioritura di affari illegale, legati alla criminalità organizzata dell’America Latina. Miami è stata, per anni, ad esempio, l’epicentro del traffico di droga nel paese del nord. Da questa città operava Griselda Blanco, la grande socia di Pablo Escobar nel territorio USA, oggi resa popolare da una serie di Netflix. Oggi la città continua ad essere una piazza preferenziale per il riciclaggio di capitali del narcotraffico.

Parallelamente, e forse non per caso, la città è anche una piattaforma per la politica dell’ultradestra regionale, oggi in ascesa.

In questo contesto, senza dubbio, a Miami spicca la complessa trama del potere USA con origine negli immigrati ed esiliati cubani. L’anticastrismo dei successivi governi di Washington ha alimentato l’emergere di una compatta forza politico-economica, a Miami, che ha affrontato, dagli anni ’60 in poi, la Rivoluzione Cubana sia con metodi legali che illegali.

Nel suo libro “Miami, denaro sporco”, il giornalista cubano Hedelberto López Blanch indica che “l’influenza dei cubano-americani è diventata più evidente e indispensabile quando, dopo aver assimilato gli insegnamenti dei gruppi di potere USA, hanno iniziato a intromettersi nella politica, hanno ottenuto incarichi nella contea di Miami e hanno esteso le loro braccia verso il Campidoglio dell’Unione”.

Così, organizzazioni mafiose e criminali, con una dichiarata vocazione anticastrista, “concedevano opportunità e prebende ai primi esiliati affinché si immettessero e apprendessero le sottigliezze del lobbying a Washington, fondassero grandi imprese commerciali e di servizi e alcuni diventassero milionari che contribuivano con generose somme di denaro alle campagne dei candidati a commissari, rappresentanti, senatori e persino presidenti”.

In passato, la FNCA è stata accusata di pianificare e finanziare attacchi terroristici all’interno di Cuba e di aver facilitato e finanziato la fuga dal carcere, in Venezuela, dell’ora deceduto Luis Posada Carriles, un ex agente della CIA a cui il governo cubano ha attribuito la responsabilità dell’attentato a un volo di Cubana de Aviación in cui sono morti 73 passeggeri, tutti civili, nel 1976.

Nel tessuto economico e politico di Miami risuonano anche i nomi della famiglia Díaz-Balart. Rafael Díaz-Balart, fratello della prima moglie di Fidel Castro, è stato un noto politico e imprenditore del regime di Fulgencio Batista – in conflitto mortale con il suo cognato rivoluzionario -, il dittatore rovesciato dal trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1959. Già nel suo esilio volontario a Miami, due figli di Rafael si sono dedicati, nella loro vita adulta, alla politica, all’interno del Partito Repubblicano. Lincoln è stato congressista, dal 1993 al 2011, mentre Mario lo è attualmente dal 2003. Un altro dei suoi figli, José Diáz-Balart, è un noto giornalista USA, con un ruolo di spicco su Telemundo, il secondo canale televisivo in lingua spagnola degli USA.

La Florida International University (FIU)

La Florida International University (FIU) è un’università statale con sede nella contea di Miami-Dade. Essendo una delle istituzioni di istruzione superiore con il maggior numero di iscrizioni degli USA, la FIU ha un legame storico col tessuto politico-economico degli emigrati ed esiliati cubani.

Dal 2007,  l’edificio della Facoltà di Giurisprudenza della FIU porta il nome di Rafael Díaz-Balart. Tale designazione è stata “un riconoscimento alle azioni parlamentari, come un modo per onorare il lavoro di Mario Díaz-Balart, che è stato decisivo nella creazione di questa facoltà quando era senatore statale” (Cuba Encuentro, 28/03/2007).

Nel 2009, è stato eletto decano di questa unità accademica l’allora Procuratore Federale per il Distretto Sud della Florida (Miami), Alexander Acosta. Successivamente, Acosta ha lasciato il suo incarico accademico, nell’aprile 2017, per ricoprire la carica di Segretario (Ministro) del Lavoro sotto Donald Trump.

Nel novembre 2018, mentre circolavano voci che il Segretario Acosta fosse considerato come possibile successore del Procuratore Generale degli USA, il quotidiano Miami Herald ha pubblicato un’inchiesta che dettagliava il ruolo dell’allora Procuratore Acosta nel caso Epstein per pederastia e sfruttamento sessuale aggravato.

Lì si è scoperto che, nel 2008, prima di assumere il ruolo di decano alla FIU, Acosta ha approvato un accordo federale di non perseguimento con Jeffrey Epstein. Questo accordo segreto, stipulato senza consultare le vittime, è stato successivamente dichiarato illegale da un giudice federale per violazione della Legge sui Diritti delle Vittime di Reati. Nel luglio 2019, Epstein è stato arrestato dall’FBI e dalla polizia di New York per accuse di traffico sessuale derivanti da attività che presumibilmente sono avvenute tra il 2002 e il 2005. Lì, in mezzo alle critiche per la sua gestione del caso Epstein, Acosta ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico di Segretario del Lavoro, dopo una protesta pubblica che ha coinvolto anche gli ambienti accademici della FIU.

Adam Smith Center for Economic Freedom della FIU

I legami della FIU con il trumpismo e l’ultradestra non si esauriscono con l’ex decano Alexander Acosta. Un gruppo di economisti libertari, probabilmente con il patrocinio di donazioni private, ha creato all’interno della FIU l’Adam Smith Center for Economic Freedom, un gruppo di pressione anticubano travestito da centro studi di idee liberali.

Questo Centro della FIU realizza regolarmente attività con entità strettamente legate all’ultradestra regionale. È il caso dell’InterAmerican Institute for Democracy – IID e della Società Interamericana della Stampa – Sociedad Interamericana de Prensa SIP.

Il primo di questi spazi è una delle piattaforme politiche che legittimano l’azione faziosa di Luis Almagro alla guida dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). In effetti, si potrebbe dire che l’IID ha reclutato Almagro come uno dei suoi principali alleati politici. La SIP, un’entità molto più nota, è la più grande organizzazione di imprenditori della comunicazione della regione e ha sempre agito come portavoce della rappresentanza corporativa a favore della “libertà di stampa”.

Naturalmente, la sua difesa della “libertà di (impresa)stampa” è sempre contro i governi progressisti e/o popolari dell’America Latina. Nel caso argentino, un assiduo partecipante all’IID e alla SIP è Daniel Haddad, il proprietario di Infobae, il portale più letto in spagnolo.

La permanente sovrapposizione di agende che l’Adam Smith Center for Economic Freedom ha con entità come l’InterAmerican Institute for Democracy – IID, la Sociedad Interamericana de Prensa – SIP, fanno sospettare che tale centro di studi e diffusione della FIU sia l’istituzionalizzazione accademica degli interessi politici del potere politico ed economico occulto di Miami, radicalmente contrario al governo della Rivoluzione Cubana e, per estensione, a qualsiasi processo progressista e/o popolare che emerga in America Latina.

Non per caso, l’Adam Smith Center maschera il suo reclutamento di dirigenti giovanili con la realizzazione annuale di “gruppi di studio con i nostri borsisti senior di leadership”, dove hanno partecipato come docenti personaggi come gli ex presidenti Mauricio Macri (Argentina), Eduardo Frei (Cile), Álvaro Uribe e Iván Duque (Colombia), Jamil Mahuad, Lenin Moreno e Guillermo Lasso (Ecuador), e personaggi come Juan Guaidó (Venezuela), Ava Rossana Guevara (Vicepresidente di Honduras), e Kiron Skinner (braccio destro di Mike Pompeo mentre era Segretario di Stato), tra gli altri.

Uno delle articolazioni fondamentali dell’Adam Smith Center è quello con l’International Republican Institute – IRI, il braccio del Partito Repubblicano che agisce come una delle entità pubblicamente sponsorizzate dalla National Endowment for Democracy – NED, la Fondazione Nazionale per la Democrazia, uno spazio di finanziamento istituzionale USA associato agli interessi e agli obiettivi della CIA.

I collegamenti pubblici dell’Adam Smith Center della FIU con l’IRI repubblicano starebbero dando segnali del finanziamento pubblico che sostiene l’azione regionale di questo ambito accademico legato al potere occulto con radici negli immigrati e negli esuli cubani. Lo stesso rappresentante Mario Díaz-Balart, relatore in più di un’occasione all’Adam Smith Center e alla FIU, è un grande promotore che il denaro dei contribuenti USA sia destinato a molteplici azioni contro il Governo cubano e, anche, contro qualsiasi iniziativa politica progressista e/o popolare in America Latina.

Mario Díaz-Balart, in quanto membro del Comitato per le Assegnazioni di Bilancio della Camera dei Rappresentanti e presidente del Sottocomitato del Dipartimento di Stato, Operazioni Esterne e  Programmi Correlati, il 22 marzo scorso ha emesso una dichiarazione dove confermava l’inclusione di sei progetti di assegnazioni specifiche di suo interesse per l’anno fiscale 2024. Tra le sue iniziative, ha confermato l’inclusione di 25 milioni di $ per Radio e TV Martí – con sede a Miami – e altri 25 milioni di $ per “il finanziamento per promuovere la democrazia”, consolidando un aumento del 25% rispetto all’anno precedente 2023.

Allo stesso modo, Díaz-Balart ha confermato che, come parte della sua iniziativa, è stata approvata un'”istruzione chiara riguardo al rifiuto dei visti a governi e organismi internazionali coinvolti nel traffico di medici cubani”, la forma in cui si associa al “terrorismo” le missioni mediche cubane, che godono di un innegabile riconoscimento internazionale dopo la Pandemia Mondiale di Covid-19.

“Come presidente del sottocomitato che fornisce fondi per la sicurezza nazionale e la politica estera, sono orgoglioso che questa legislazione garantisca che i soldi dei contribuenti vengano prioritariamente destinati ad agenzie e programmi che proteggano la nostra sicurezza nazionale, difendano i nostri valori, supportino i nostri alleati e soci  e promuovano la democrazia e la libertà all’estero”, ha dichiarato il cubano-americano che è Rappresentante al Congresso USA, dal 2003, per lo stato della Florida.

L’iniziativa di Díaz-Balart non si limita a utilizzare i fondi pubblici USA contro Cuba. Il congressista ha confermato che il Sottocomitato del Dipartimento di Stato, Operazioni Esterne e Programmi Correlati ha approvato la destinazione di 15 milioni di $ per “promuovere la democrazia e la libertà religiosa” in Nicaragua, e non meno di 50 milioni di $ in “appoggio alla democrazia, i diritti umani e la società civile” in Venezuela.

Per finire di accendere tutti gli allarmi, Mario Diaz-Balart ha confermato che le sue azioni alla guida del Sottocomitato per le assegnazioni all’estero includono azioni per fornire “un sostegno incondizionato a Israele attraverso il finanziamento completo del Memorandum of Understanding (MOU) tra USA e Israele del valore di 3,3 miliardi di $”, vietando nuovi fondi per l’Agenzia per le Opere Pubbliche e Soccorso dell’ONU (UNRWA), e “Imporre nuove condizioni a qualsiasi assistenza a Gaza, inclusi meccanismi di coordinamento con Israele, prevenzione della deviazione verso Hamas o altre entità terroristiche e requisiti di supervisione da parte di terzi”.

Freedom Matters, o l’abbraccio a Javier Milei

Recentemente, l’Adam Smith Center for Economic Freedom della FIU si è associato alla Fondazione Libertyplus+ per realizzare una serie di conferenze dal titolo “Freedom Matters”, mimando lo slogan antirazzista e popolare globale di “Black Lives Matter”.

Il coordinamento delle Conferenze “Freedom Matters” è a cura del comunicatore messicano Gabriel Bauducco, per l’Adam Smith Center della FIU, e del giornalista cubanoamericano Frank Zimmerman, per Libertyplus+, uno spazio che si assume come il capitolo internazionale – in realtà, USA – della Fondazione Federalismo e Libertà, sorta nella provincia argentina di Tucumán, sotto la direzione di José Guillermo Godoy.

Queste conferenze, di un tenore aggressivamente anticubano, si presentano come uno spazio per consolidare una matrice di opinione libertaria contro qualsiasi politica che non sia apertamente neoliberale, e sono rivolte a “giornalisti, economisti, attori del sistema politico, professionisti indipendenti, influencer, imprenditori”.

Si terranno tra il 25 e il 26 aprile a Buenos Aires, con un’agenda distribuita tra la Legislatura della Città di Buenos Aires e l’auditorium dell’Università del CEMA, l’istituzione di istruzione superiore privata fondata nel 1978, in piena dittatura militare, dai discepoli argentini di Milton Friedman e dalla Scuola di Economia dell’Università di Chicago.

I Chicago Boy’s, oggi sono attori centrali della politica di Javier Milei. L’UCEMA è un’istituzione che ha accolto e promosso Diana Mondino, la ministra degli affari esteri dell’attuale governo. In questo contesto, è ovvio affermare che le Conferenze “Freedom Matters” godono del sostegno politico del governo libertario. La presenza, tra i relatori, di Juan “Tata” Yofre, parla della vicinanza dell’evento con il dispositivo governativo. Yofre, che è stato a capo della SIDE (Segreteria di Intelligence) durante gli oscuri anni del governo Menem, oggi è uno dei principali consulenti politici di Javier Milei.

Marco Rubio, il nome di una politica aggressiva verso l’America Latina

A febbraio di quest’anno, Javier Milei, il suo ministro dell’economia, Luis Caputo, e il suo ministro degli esteri, Diana Mondino, hanno incontrato in una serie di riunioni il senatore repubblicano dello stato della Florida, Marco Rubio.

Figlio di immigranti cubani, Rubio è oggi, di gran lunga, uno dei principali attori della politica USA che promuove, sostiene e coordina l’ultradestra regionale. Secondo quanto riportato dal giornale Perfil, l’attuale senatore repubblicano “è uno dei candidati più probabili per affiancare Donald Trump” come suo candidato a vicepresidente.

Conosciuto in Argentina per aver cercato di promuovere l’arresto di Cristina Fernández per “corruzione”, la storia familiare di Marco Rubio è segnata dal narcotraffico. Durante la sua adolescenza, Rubio visse “temporaneamente con la sua famiglia nella casa che apparteneva a suo cognato, Orlando Cicilia, capo di una banda di trafficanti di droga che arrivò a gestire fino a 75 milioni di $. Cicilia  è stato arrestato nel 1987 in un’operazione federale sotto copertura, chiamata Operazione Cobra, e condannato a 35 anni di carcere. L’uomo è uscito di prigione all’inizio del 2000” (Univisión, 27/10/2016).

Essendo il leader della maggioranza della Camera dei Rappresentanti della Florida, Marco Rubio ha utilizzato il suo incarico ufficiale per ottenere una licenza di agente immobiliare per Orlando Cicilia. “Nel luglio del 2002, Rubio ha inviato una lettera con il suo timbro ufficiale alla Divisione Immobiliare della Florida, dove raccomandava Cicilia `per ottenere senza riserve una licenza come agente´. La lettera, ottenuta dal Washington Post grazie alla Legge sugli Archivi Pubblici della Florida, dà una leggera idea di Rubio quando ha usato il suo crescente potere politico per aiutare suo cognato a rifarsi una vita e offre una nuova percezione su come il giovane politico abbia intrecciato la sua vita personale con la politica” (El Nuevo Herald, 1/01/2016).

Inoltre, Marco Rubio è uno dei principali rappresentanti della potentissima National Rifle Association (NRA), un noto gruppo di pressione USA che promuove il libero possesso d’armi in quel paese. Secondo Hedelberto López Blanch, l’attuale senatore avrebbe ricevuto 3,3 milioni di $ da tale associazione per finanziare le sue campagne elettorali. Altri tre congressisti cubanoamericani hanno beneficiato delle donazioni della NRA: Carlos Curbelo, Ileana Ros-Lehtinen e, ovviamente, Mario Díaz-Balart.

Conclusioni

Da qualche tempo a questa parte, Javier Milei si è convertito in un obiettivo da circondare da parte della politica neoconservatrice di Miami. La città capitale dello Stato della Florida amalgama una densa trama di interessi economici e politici che proiettano, permanentemente, i loro interessi su tutta l’America Latina.

La realizzazione delle Conferenze “Freedom Matters” non devono passare inosservate. Dietro una presunta vocazione accademica, questo tipo di iniziative servono ad articolare la potentissima rete politica ed economica dell’ultradestra regionale. Con la sua oscura trama di interessi, la città di Miami è un epicentro di potere che merita l’attenzione degli analisti politici dell’Argentina e della regione. La città nel sud della Florida è un nodo che deve essere incluso in ogni analisi della politica latinoamericana e dei legami della nostra regione con gli USA.

Nota

[1] https://mariodiazbalart.house.gov/media-center/press-releases/chairman-diaz-balarts-statement-passage-fy24-appropriations-legislation

(Tomado de Estrategia)


El poder oculto de Miami abraza a Javier Milei

 

Por su profunda penetración, Miami se convirtió en la “capital latinoamericana” de los Estados Unidos. En el censo de 2020, más de la mitad (54%) de los habitantes del condado de Miami-Dade nacieron en el extranjero, 93% de los cuales son de origen “hispano”, destacándose las comunidades migrantes de origen cubano, con más de 800 mil personas, y colombiano, con más de 125 mil personas. Esos números, sobre una población que no supera los 2,7 millones de personas. También son importantes las comunidades de haitianos, nicaragüenses y puertorriqueños.

La historia de la ciudad está atravesada por el florecimiento de negocios ilegales, articulados al crimen organizado de Latinoamérica. Miami fue durante años, por ejemplo, el epicentro del narcotráfico en el país del norte. Desde esa ciudad operó Griselda Blanco, la gran socia de Pablo Escobar en territorio estadounidense, hoy popularizada por una serie de Netflix. Al día de hoy, la Ciudad sigue siendo una plaza preferencial para el lavado de activos del Narcotráfico.

En paralelo, y quizás no por casualidad, la Ciudad es también una plataforma para la política de la ultraderecha regional, hoy en ascenso.

En ese marco, sin lugar a dudas, en Miami sobresale la compleja trama de poder estadounidense con origen en los inmigrantes y exiliados cubanos. El anticastrismo de los sucesivos gobiernos de Washington alimentó el surgimiento de una compacta fuerza político-económica en Miami que confrontó, desde la década del sesenta en adelante, tanto con métodos legales como ilegales, a la Revolución Cubana.

En su libro Miami, dinero sucio, el periodista cubano Hedelberto López Blanch, indica que “la influencia de los cubanoamericanos se hizo más patente e imprescindible cuando, tras asimilar las enseñanzas de los grupos de poder estadounidenses, comenzaron a inmiscuirse en la política, obtuvieron puestos en el condado de Miami y extendieron sus brazos hacia el Capitolio de la Unión”.

Así, organizaciones mafiosas y criminales, con profesa vocación anticastrista, “otorgaban oportunidades y prebendas a los primeros exiliados para que incursionaran y aprendieran los pormenores del lobby en Washington, fundaran grandes empresas comerciales y de servicios, y algunos devinieran millonarios que aportaban bondadosas sumas de dinero a las campañas de los candidatos a comisionados, representantes, senadores y hasta presidentes”.

En el pasado, la FNCA ha sido acusada de planificar y financiar ataques terroristas dentro de Cuba, y de haber facilitado y financiado la fuga de la cárcel en Venezuela del ya fallecido Luis Posada Carriles, un ex agente de la CIA al que el gobierno de Cuba le adjudicó la responsabilidad del atentado a un vuelo de Cubana de Aviación en el que murieron 73 pasajeros, todos civiles, en el año 1976.

En el entramado económico y político de Miami también resuenan los nombres de la familia Díaz-Balart. Rafael Díaz-Balart, hermano de la primera esposa de Fidel Castro, fue un connotado político y empresario del régimen de Fulgencio Batista –peleado a muerte con su cuñado revolucionario-, el dictador derrocado por el triunfo de la Revolución Cubana en 1959. Ya en su exilio voluntario en Miami, dos hijos de Rafael se dedicaron en su vida adulta a la política, dentro del Partido Republicano. Lincoln fue congresista entre 1993 y 2011, mientras que Mario lo es en la actualidad desde el año 2003. Otro de sus hijos, José Diáz-Balart, es un conocido periodista estadunidense, con una actuación destacada en Telemundo, la segunda señal televisiva en idioma español de los EEUU.

La Florida International University (FIU)

La Florida International University (FIU) es una universidad estatal con asiento en el condado de Miami-Dade. Siendo una de las instituciones de educación superior con mayor matricula de los Estados Unidos, la FIU tiene una vinculación histórica con el entramado político-económico de los emigrados y exiliados cubanos.

Desde el año 2007, el edificio de la Facultad de Derecho de la FIU se llama Rafael Díaz-Balart. Tal designación fue “un reconocimiento a las gestiones parlamentarias, como una forma de homenajear la labor de Mario Díaz-Balart, que fue decisiva en la creación de esa facultad cuando era senador estatal” (Cuba Encuentro, 28/03/2007).

En el año 2009, fue elegido como decano de dicha unidad académica el por entonces Fiscal Federal para el Distrito Sur de Florida (Miami), Alexander Acosta. Luego, Acosta dejó su cargo académico en abril de 2017 para desempeñarse como Secretario (Ministro) de Trabajo de Donald Trump.

En noviembre de 2018, mientras circulaban rumores de que el Secretario Acosta estaba siendo considerado como un posible sucesor del Fiscal General de los EEUU, el diario Miami Herald publicó una investigación que detallaba el papel del por entonces Fiscal Acosta en el caso Epstein por pederastía y explotación sexual agravada.

Allí se supo que, en el año 2008, antes de asumir como decano de la FIU, Acosta aprobó un acuerdo federal de no procesamiento con Jeffrey Epstein. Ese acuerdo secreto, llevado a cabo sin consultar a las víctimas, fue posteriormente declarado ilegal por un juez federal por violar la Ley de Derechos de las Víctimas de Delitos. En julio de 2019, Epstein fue arrestado por el FBI y la Policía de Nueva York por cargos de tráfico sexual derivados de actividades que presuntamente ocurrieron entre 2002 y 2005. Allí, y en medio de críticas por su mal manejo del caso Epstein, Acosta renunció a su cargo de Secretario de Trabajo, luego de una protesta pública que también salpicó las aulas universitarias de la FIU.

Adam Smith Center for Economic Freedom de la FIU

Las vinculaciones de la Universidad Internacional de Florida con el trumpismo y la ultraderecha no se agotan en el ex Decano Alexander Acosta. Una serie de economistas libertarios, probablemente bajo el patrocinio de donaciones privadas, crearon en el seno de la FIU el Adam Smith Center for Economic Freedom, un lobby anticubano disfrazado de think tank de ideas liberales.

Este Centro de la FIU realiza permanentemente actividades con entidades estrechamente vinculadas a la ultraderecha regional. Tal es el caso del InterAmerican Institute for Democracy – IID y la Sociedad Interamericana de Prensa – SIP.

El primero de esos espacios es una de las plataformas políticas que legitiman el accionar faccioso de Luis Almagro al frente de la Organización de Estados Americanos (OEA). De hecho, se podría decir que la IID ha reclutado a Almagro como uno de sus principales alfiles políticos. La SIP, una entidad mucho más conocida, es la mayor articulación de empresarios de la comunicación de la región, y siempre actuó como un mascaron de la representación corporativa en pos de la “libertad periodística”.

Por supuesto, su defensa de la “libertad de (em)prensa” es siempre contra de los gobiernos progresistas y/o populares de América Latina. En el caso argentino, un asiduo participante de la IID y la SIP es Daniel Haddad, el dueño de Infobae, el portal más leído en español.

La permanente superposición de agendas que el Adam Smith Center for Economic Freedom tiene con entidades como el InterAmerican Institute for Democracy – IID, la Sociedad Interamericana de Prensa – SIP, hacen sospechar que dicho centro de estudios y difusión de la FIU es la institucionalización académica de los intereses políticos del poder político y económico oculto de Miami, radicalmente opositora al gobierno de la Revolución Cubana y, por extensión, a todo proceso progresista y/o popular que emerja en América Latina.

No por casualidad el Adam Smith Center disfraza su reclutamiento de líderes juveniles con la realización anual de “grupos de estudio con nuestros becarios senios de liderazgo”, donde han participado como docentes personajes, donde destacan los expresidentes Mauricio Macri (Argentina), Eduardo Frei (Chile), Álvaro Uribe e Iván Duque (Colombia), Jamil Mahuad, Lenin Moreno y Guillermo Lasso (Ecuador), y personajes como Juan Guaidó (Venezuela), Ava Rossana Guevara (Vicepresidenta de Honduras), y Kiron Skinner (mano derecha de Mike Pompeo mientras este fue Secretario de Estado), entre otros.

Una de las articulaciones fundamentales del Adam Smith Center es el que sostiene con el International Republican Institute – IRI, la bajada del Partido Republicano que opera como una de las entidades fomentadas públicamente por la National Endowment for Democracy – NED, la Fundación Nacional para la Democracia, un espacio de financiamiento institucional estadounidense, asociado a los intereses y objetivos de la CIA.

Las vinculaciones públicas del Adam Smith Center de la FIU con el IRI republicano estaría dando señales del financiamiento público que asiste a la actuación regional de este ámbito académico articulado al poder oculto con raíces en inmigrantes y exiliados cubanos. Es que el propio representante Mario Díaz-Balart, disertante en más de una oportunidad en el Adam Smith Center y la FIU, es un gran promotor de que el dinero de los contribuyentes estadounidenses sea destinado a múltiples acciones contra el Gobierno de Cuba y, también, contra toda iniciativa política progresista y/o popular en América Latina.

Mario Díaz-Balart, en tanto miembro del Comité de Asignaciones Presupuestarias de la Cámara de Representantes y presidente del Subcomité del Departamento de Estado, Operaciones Extranjeras y Programas Relacionados, el pasado 22 de marzo emitió una declaración [1] donde confirmaba la inclusión de seis proyectos de asignaciones específicas de su interés para este año fiscal 2024. Entre sus iniciativas, confirmó la inclusión de U$S 25 millones para las señales de Radio y TV Martí –con sede en Miami-, y de otros U$S 25 millones para “el financiamiento para promover la democracia”, consolidando un aumento del 25% a lo conseguido para el pasado 2023.

De igual manera, Díaz-Balart confirmó que, como parte de su iniciativa, se aprobó una “instrucción clara sobre denegación de visas a gobiernos y organismos internacionales involucrados en el tráfico de médicos cubanos”, la forma en que se asocia con el “terrorismo” a las misiones médicas cubanas, de un innegable reconocimiento internacional tras la Pandemia Mundial del Covid-19.

“Como presidente del subcomité que proporciona fondos para la seguridad nacional y la política exterior, estoy orgulloso de que esta legislación garantice que el dinero de los contribuyentes dé prioridad a las agencias y programas que protegen nuestra seguridad nacional, defienden nuestros valores, apoyan a nuestros aliados y socios y promueven la democracia y la libertad. en el extranjero”, señaló el cubanoamericano que es Representante en el Congreso de los Estados Unidos por el estado de Florida desde el año 2003.

La iniciativa de Díaz-Balart no se agota en utilizar los dineros públicos estadounidenses en contra de Cuba. El congresista confirmó que el Subcomité del Departamento de Estado, Operaciones Extranjeras y Programas Relacionados aprobó que se destinen U$S 15 millones para “promover la democracia y la libertad religiosa” en Nicaragua, y no menos de U$S 50 millones en “apoyo a la democracia, los derechos humanos y la sociedad civil” en Venezuela.

Para terminar de incendiar todas las alarmas, Mario Diaz-Balart confirmó que sus gestiones al frente del Subcomité de asignaciones para el extranjero incluyen gestiones para brindar “un apoyo inquebrantable a Israel mediante la financiación total del Memorando de Entendimiento (MOU) entre Estados Unidos e Israel por valor de 3.300 millones de dólares”, prohibiendo nuevos fondos para la Agencia de Obras Públicas y Socorro de las Naciones Unidas (UNRWA), e “Imponer nuevas condiciones a cualquier asistencia a Gaza, incluidos mecanismos de coordinación con Israel, prevención del desvío hacia Hamás u otras entidades terroristas y requisitos de supervisión por parte de terceros”.

Freedom Matters, o el abrazo a Javier Milei

Recientemente, el Adam Smith Center for Economic Freedom de la FIU se asoció a la Fundación Libertyplus+ para realizar una serie de Conferencias bajo el título “Freedom Matters”, impostando la consigna antirracista y popular global de “Black Lives Matters”.

La coordinación de las Conferencias “Freedom Matters” está a cargo del comunicador mexicano Gabriel Bauducco, por el Adam Smith Center de la FIU, y el periodista cubanoamericano Frank Zimmerman, por Libertyplus+, un espacio que se asume como el capítulo internacional –en realidad, estadounidense- de la Fundación Federalismo y Libertad, surgida en la provincia argentina de Tucumán, bajo dirección de José Guillermo Godoy.

Esas conferencias, de un tenor agresivamente anticubano, se presenta como un espacio para consolidar una matriz de opinión libertaria en contra de toda política que no sea abiertamente neoliberal, y están dirigidas a “periodistas, economistas, actores del sistema político, profesionales independientes, influencers, empresarios”.

Las mismas se llevarán a cabo entre el 25 y el 26 de abril en Buenos Aires, con una agenda repartida entre la Legislatura de la Ciudad de Buenos Aires y el auditorio de la Universidad del CEMA, la institución de educación superior privada fundada en 1978, en plena dictadura militar, por los discípulos argentinos de Milton Friedman y la Escuela de Economía de la Universidad de Chicago.

Los Chicago Boy´s, hoy son actores centrales política de Javier Milei. La UCEMA es una institución que cobijó y promovió a Diana Mondino, la ministra de relaciones exteriores del actual gobierno. En ese marco, resulta una obviedad afirmar que las Conferencias “Freedom Matters” cuentan con el apoyo político del gobierno libertario. La presencia, entre los disertantes, de Juan “Tata” Yofre, habla de la cercanía del evento con el dispositivo gubernamental. Yofre, quien fue el titular de la SIDE (Secretaría de Inteligencia) durante los oscuros años menemistas, hoy es uno de los principales asesores políticos de Javier Milei.

Marco Rubio, el nombre de una política agresiva contra América Latina

En febrero de este año, Javier Milei, su ministro de economía, Luis Caputo, y su canciller, Diana Mondino, recibieron en una serie de reuniones al Senador Republicano por el estado de Florida, Marco Rubio.

Hijo de inmigrantes cubanos, Rubio es hoy, y por lejos, uno de los principales actores de la política estadounidense que promueve, impulsa y articula a la ultraderecha regional. Según lo informado por el diario Perfil, el actual senador republicano “es uno de los candidatos más firmes para secundar a Donald Trump” como su candidato a vicepresidente.

Conocido en Argentina por intentar impulsar la detención de Cristina Fernández por “corrupción”, la historia familiar de Marco Rubio está salpicada por el narcotráfico. Durante su adolescencia, Rubio vivió “temporalmente con su familia en la casa que pertenecía a su cuñado, Orlando Cicilia, cabecilla de una banda de narcotraficantes que llegó a manejar hasta 75 millones de dólares. Cicilia fue detenido en 1987 en un operativo federal encubierto, denominado Operación Cobra, y condenado a 35 años de cárcel. El hombre salió de prisión a principios del año 2000” (Univisión, 27/10/2016).

Siendo líder de la mayoría de la Cámara de Representantes de la Florida, Marco Rubio utilizó su cargo oficial para tramitar una licencia de agente de bienes raíces a Orlando Cicilia. “En julio del 2002, Rubio le envió una carta con su membrete oficial a la División de Bienes Raíces de la Florida, donde recomendaba a Cicilia `para obtener sin reservación una licencia como agente´. La carta, que obtuvo el Washington Post gracias a la Ley de Archivos Públicos de la Florida, da una leve idea de Rubio cuando usó su creciente poder político para ayudar a su cuñado a rehacer su vida y brinda una nueva percepción sobre cómo el joven político ha entrelazado su vida personal con la política” (El Nuevo Herald, 1/01/2016).

Por otro lado, Marco Rubio es uno de los principales representantes de la poderosísima Asociación Nacional del Rifle (NRA, por sus siglas en inglés), un conocido lobby estadounidense promotor de la libre portación de armas en ese país. Según Hedelberto López Blanch, el actual senador habría recibido U$S 3,3 millones de dicha asociación para financiar sus campañas electorales. Otros tres congresistas cubanoamericanos han sido beneficiarios de las donaciones de la NRA: Carlos Curbelo, Ileana Ros-Lehtinen y, por supuesto, Mario Díaz-Balart.

Palabras finales

Desde un tiempo a esta parte, Javier Milei se convirtió en un objetivo a rodear por parte de la política neoconservadora de Miami. La ciudad capital del Estado de Florida amalgama una densa trama de intereses económicos y políticos que permanentemente proyectan sus intereses sobre toda América Latina.

La realización de las Conferencias “Freedom Matters” no deben pasar inadvertidas. Detrás de una presunta vocación académica, ese tipo de iniciativas sirven para articular la poderosísima red política y económica de la ultraderecha regional. Con su trama oscura de intereses, la ciudad de Miami es un epicentro de poder que merece la atención de los analistas políticos de Argentina y la región. La Ciudad del sur de Florida es un nodo que debe incluirse en todo análisis de la trama de la política Latinoamericana, y de los vínculos de nuestra región con los Estados Unidos.

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