Tag Archives: media

Imparare, imparare e imparare sulle reti sociali di Internet

Iroel Sánchez  www.cubadebate.cu

Il primo capitolo della prima stagione della distopica serie britannica Black Mirror, trasmessa dalla televisione cubana più di un anno fa in un orario prossimo all’alba, racconta come il primo ministro del Regno Unito sia costretto dalle pressioni sulle reti sociali di Internet a fare sesso con un maiale, in cambio della libertà della principessa del Galles che è stata rapita.

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Cuba e il settore privato: ignoranza o malafede?

Negli ultimi giorni, la stampa mainstream occidentale ha pubblicato una serie di articoli fuorvianti sulla riforma del settore privato che verrà implementata a Cuba. Si tratta di mera ignoranza o della solita malafede?

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María Elvira Salazar e Frank Calzón, pedoni del veleno

La solidarietà è il contrario dell’odio. La giustizia e la verità non le porteranno quelli che chiedono più blocco e non smettono di fabbricare menzogne per giustificare il loro sogno di una Cuba insanguinata dalla violenza.

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Media dipendenti dal cyber-affare contro Cuba

Sono catalogati come indipendenti o alternativi. Ma basta seguire il percorso del denaro che li incoraggia e li articola per sapere da chi dipendono e a quale linea editoriale rispondono.

Una rete di media cerca di legittimare a Cuba la visione egemonica USA di democrazia e libertà. Con la loro strategia annessionista, intossicano costantemente le reti sociali con informazioni distorte su quasi tutto ciò che accade sull’isola.

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Cubainformacion: censurato portavoce ONU

La censura di un esperto di diritti umani su Venezuela e Cuba

Alfred de Zayas ha lavorato, per sei anni, come esperto indipendente per l’Ufficio dell’Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani.

Sul blocco di Cuba, sulla legge Helms-Burton, assicura che sono illegali secondo il diritto internazionale. Ma che questo ha poco valore: gli USA li applica con la forza ed il ricatto.

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Cubainformacion: CIA e media dissidenti

La CIA ed i media cubani “dissidenti”

 

Nella guerra del Vietnam, ufficiali USA davano alla stampa istruzioni precise su cosa scrivere o fotografare.

Lo abbiamo visto nel film “Full metal jacket”, di Stanley Kubrick, che mostra quello che, più tardi, nella guerra in Iraq, sarebbe stato chiamato “giornalismo incorporato”.

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La CIA continua soppiantando, nei media, il giornalismo veritiero con propaganda?

Nel febbraio 1981, l’allora direttore della CIA William Casey, in una riunione con il presidente Ronald Reagan, disse qualcosa di agghiacciante sull’intervento della CIA in attività di propaganda: “Sapremo che il nostro programma di disinformazione è completo, quando sia falso tutto ciò che il pubblico statunitense crede di sapere”.

Ruben Luengas Redazione Entre Noticias (Messico) https://cubainformacion.tv

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Guerriglia semiotica contro i modi borghesi per manipolare coscienze

Fernando Buen Abad www.granma.cu

Non si richiede un grande sforzo per identificare l’autoritarismo ideologico borghese. Basta ed avanza con esibirle le sue contraddizioni ed apparirà, vulcanica, una verbosità pagata da sé ed esultante in argomenti di basso livello, ma sputata con grande fiducia e sicurezza. Tutto questo con un tono didattico e una certa dolciastra benevolenza, tipica di quelli che si compatiscono degli esseri inferiori e li conducano con “mano ferma” e generosa, per il sentiero dei loro “ragionamenti” univalenti, frequentemente improbabili e sempre autoritari. È metastasi della corruzione, il profilo demagogico degli imprenditori che, “impegnati in politica”, adottano vociferazioni messianiche. E le diffondono da tutti i loro “media”.

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Gli ideologi del golpe blando

Open Society a Cuba e l’articolazione controrivoluzionaria

Javier Gómez Sánchez  www.cubadebate.cu

La trasmissione speciale della televisione cubana, dello scorso 28 novembre, ha segnato un cambio in termini di esposizione pubblica, da parte del sistema mediatico dello Stato cubano, delle intenzioni USA di finanziare ed organizzare una nuova controrivoluzione per provocare un golpe blando a Cuba.

E’ stata seguita dalle trasmissioni della Mesa Redonda, segmenti nel NTV (notiziario TV), programmi di informazione, articoli su Granma e Cubadebate, nonché un seguito su vari media istituzionali. Mai prima il funzionamento di questa nuova controrivoluzione, l’uso intenzionale delle reti sociali e dei media digitali, così come gli atti di vandalismo terroristico ed i loro vincoli, articolati per la destabilizzazione della società cubana, sono stati esposti al popolo in questo modo.

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L’indipendenza de “gli ultimi a sapere”

Iroel Sánchez  https://lapupilainsomne.wordpress.com

In Full metal jacket, il film di Stanley Kubrick sul Vietnam, c’è una scena in cui l’ufficiale USA incaricato della stampa durante la guerra dà istruzione ai giornalisti su come coprire gli eventi sul campo. Non c’è spazio per il minimo errore, da come fotografare una cantante e attrice che arriverà per sollevare gli animi delle truppe, sino alla parola esatta per denominare ogni tipo di persona dalla propria parte o nemica, persino se coloro che fuggono dalla guerra debbano essere chiamati “evacuati” o “rifugiati”. I minimi dettagli sono precisati per ogni copertura e notizia. I “giornalisti incorporati” verranno chiamati, tempo dopo, nella guerra in Iraq, quelli che Kubrick ubica a Saigon.

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E’ terminata la pacchia

Pedro Jorge Velázquez  https://bufasubversiva.wordpress.com

C’è un “detto popolare” che tutti conosciamo e che mi serve, che calza come un guanto, per iniziare questo commento:

– Toccami Roque, toccami Roque, toccami Roque …

E quando Roque tocca: –Mamma, Roque mi sta toccando.

Qualcosa di simile, ma con migliaia di esempi da mettere su questa tavola di fine anno, è il gioco che la stampa iscritta a bilancio non statale ha iniziato diversi anni fa a Cuba. Smettiamo con errori ed eufemismi: non chiamiamola più “stampa indipendente” perché non lo e mentiamo a noi stessi. Quella stampa non è indipendente. Quella stampa non è alternativa. Quei media che oggi si articolano intorno al nostro suolo formano una stampa dipendente dal denaro di un’organizzazione (NED, Open Society, ecc.) o di un magnate che dall’esterno del nostro paese dice e detta come e perché si fa, ecco perché propongo di chiamarla stampa iscritta a bilancio non statale. (più lungo, ma si adatta).

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Miseria morale del “giornalismo indipendente”

Atilio Borón

Risaminando alcuni vecchi appunti accumulati nel disco rigido del mio computer, ho trovato una serie di dichiarazioni dell’Accademia Nazionale di Giornalismo (ANP) d’Argentina che manifestava la propria preoccupazione per la libertà di espressione e l’attacco a “giornalisti” come Luis Majul e Daniel Santoro.

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Medios “independientes” para la subversión contra Cuba

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La battaglia comunicativa

LO PUOI SCARICARE AL SEGUENTE LINK

La_batalla_comunicacional

Prefazione di Fernando Buen Abad

Qui vengono esposti alcune delle più importanti problematiche comunicative del nostro tempo. Questo libro ha assunto uno dei compiti più ardui, ed allo stesso tempo necessari, per comprendere il panorama diseguale e combinato di un mondo in cui le più sorprendenti conquiste tecnologiche e demografiche convivono con le più alienanti idee sviluppate dal capitalismo. In questo testo, il lavoro che definisce gli scenari della “battaglia comunicativa”, ai suoi livelli più diversi, si converte in strumento di lotta. Taglia i percorsi e va diretto al nucleo conflittuale di ogni tema senza atomizzare i fattori di uno scenario mondiale in cui è vitale identificare la trama tecnologico-strumentale intrecciata con gli aspetti ideologici dominanti. Rende riconoscibile uno scenario di lotta, ed in lotta, dove è imperdonabile perdere di vista gli interessi che danno forma alla base economica della “battaglia comunicativa”, tra l’altro, anche guerra interborghese.

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False notizie cercano di alterare l’ordine sociale a Cuba

1) L’Avana, 22 dicembre (Prensa Latina) False notizie su Cuba nei social network cercano di alterare l’ordine sociale dell’isola, è stata riportata oggi dalla stampa locale.

I notiziari televisivi nazionali hanno presentato prove di portali web e utenti del social network Facebook che costruiscono informazioni false per confondere le persone.

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