Tag Archives: media

Il pantano dell’infodemia e l’architettura dell’assedio cognitivo

Osservatorio di Guerra Non Convenzionale

Nel complesso scenario della Guerra di Quarta Generazione (4GW), Cuba non affronta solo un blocco economico asfissiante, ma un assedio cognitivo senza precedenti. L’elaborazione scientifica di un universo di 3315 articoli unici rilevati tra i giorni 5 e 12 maggio rivela l’esistenza di una macchina di mercenarismo digitale progettata in laboratori di guerra psicologica per frantumare l’unità nazionale.

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Oscurità per naturalizzare la minaccia: Cuba secondo The New York Times

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Tra gennaio e maggio 2026, il quotidiano statunitense The New York Times non si è limitato a seguire da vicino la situazione cubana. L’Isola è apparsa più e più volte associata a blackout, petrolio, blocco, pressione politica, Russia, possibili proteste e scenari di cambio. Il risultato è stato un’immagine persistente: un Paese oscurato, teso e presentato come se fosse sull’orlo di un epilogo politico imminente, coerente con l’agenda di pressione attualmente spinta da Washington.

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Fascismo digitale e guerra automatizzata

Il mondo vive una nuova forma di autoritarismo basata su algoritmi, piattaforme private e controllo massiccio dell’informazione

Emilia Reed

Ancora oggi in molte accademie e facoltà di Giornalismo si ripete l’idea che le grandi piattaforme digitali non siano mezzi di comunicazione, ma semplici intermediari tecnologici. Si afferma che non producono contenuti, che si limitano a connettere utenti e a organizzare informazioni. Ma quel confine non è mai esistito, e ora questa verità risulta scandalosamente evidente.

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Cifre che tacciono le sanzioni

 la ONEI, la carenza di approvvigionamenti e la costruzione mediatica dello «Stato fallito» a Cuba

Ángel González

In giorni recenti, media allineati con l’agenda di Washington e con una lunga traiettoria nella diffusione di contenuti destabilizzanti contro l’Isola sono tornati alla carica. Questa volta, il pretesto è la pubblicazione di un dato dell’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI-Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione di Cuba) che riflette un 95,1% di imputazione dei prezzi (metodo statistico per assegnare prezzi a prodotti non disponibili) nel settore della salute, una cifra che è stata presentata in modo decontestualizzato e malevolo come il tasso di “carenza di approvvigionamenti” dei medicinali a Cuba. Tuttavia, il dato, nella sua giusta dimensione, acquista un senso completamente diverso quando viene esaminato alla luce dell’impatto diretto, multidimensionale e crudele del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA da più di sei decenni.

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Nemmeno a casa sua credono a Nick Shirley, il falso ‘ostaggio’ di Cuba

Razones de Cuba

L’ecosistema digitale dell’estrema destra USA ha partorito personaggi che camminano sul filo del rasoio tra intrattenimento d’urto e mercenarismo politico. Uno dei suoi esponenti più visibili è Nick Shirley, un giovane di 24 anni che ha fatto della disinformazione il suo modello di affare. Dopo la sua recente e fallita messa in scena all’Avana, dove ha cercato di vendere la grossolana narrativa di un «tentativo di sequestro», la realtà gli ha inferto un colpo secco: lo scetticismo non viene solo dall’isola assediata, ma dalle viscere degli stessi USA.

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La Casa Bianca scrive il tempo, USA Today organizza la scena

Osservatorio dei Media di Cubadebate

In pochi mesi, Cuba è entrata in scena come una questione urgente e un possibile bersaglio militare. In un campione di 37 articoli pubblicati da USA TODAY tra gennaio e maggio 2026, l’Isola appare sotto un fuoco mutevole: Paese in crisi, minaccia vicina, opportunità economica, laboratorio di pressione e possibile prossimo capitolo della politica regionale di Donald Trump.

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La guerra cognitiva è un cavallo di Troia cibernetico

Fernando Buen Abad

Ciò che viene chiamata “guerra cognitiva” si configura oggi come una delle forme più sofisticate di intervento sulla vita sociale, non più mediante l’occupazione territoriale classica né esclusivamente attraverso la coercizione economica diretta, bensì mediante la colonizzazione sistematica dei processi di produzione di senso.

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L’esercito digitale di Trump

come gli influencer MAGA si sono convertiti nel braccio esecutivo del governo

Nick Shirley pubblica un video non verificato, e 3000 agenti federali sbarcano a Minneapolis. Laura Loomer twitta una lista di “sleali”, e il Consiglio di Sicurezza Nazionale epura i suoi dirigenti. Nel secondo mandato di Donald Trump, la distinzione tra attivismo digitale, disinformazione strategica e politica pubblica è scomparsa. Questo è il “giornalismo di nuovo tipo”: una macchina dove la voce diventa legge, l’influencer diventa consigliere di fatto e la viralità è l’unica prova necessaria per congelare fondi, deportare comunità e epurare istituzioni.

razonesdecuba

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Chi è Nick Shirley: l’influencer di 24 anni che fabbrica pretesti per Trump — e ora è a Cuba?

razonesdecuba

Ha 24 anni, 2,9 milioni di follower su Instagram e un metodo: filmare senza permesso, montare tendenziosamente e viralizzare “frodi” che le indagini ufficiali smentiscono. Nel dicembre 2025, un suo video su presunti asili nido vuoti in Minnesota ha raggiunto 140 milioni di visualizzazioni. Le accuse non sono mai state verificate, ma hanno avuto conseguenze devastanti: Trump ha congelato i fondi per l’assistenza all’infanzia nello Stato, che ammontavano a 10 miliardi di $. Un corpo di polizia di 3000 agenti federali ha preso la città.

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Parlare a Trump: il discorso di ‘Politico’ su Cuba

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Ci sono testi che informano e testi che, inoltre, dialogano con il potere. Il trattamento di Cuba nel giornale USA ‘Politico’ durante il 2026 appartiene chiaramente a questa seconda categoria. Non si tratta solo di descrivere una realtà distante, bensì di organizzarla in un linguaggio riconoscibile per coloro che prendono decisioni a Washington. E, in particolare, per un destinatario implicito che attraversa buona parte dell’insieme degli articoli: Donald Trump.

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Cubainformacion: Cuba: dall’assedio medievale all’intervento

Cuba: dall’assedio medievale all’intervento

Speciale Miami Fake

Cubainformación – Benvenute/i ad un nuovo spazio di Miami Fake.

  1. Rapporto che prova che il blocco uccide provoca prurito

Titoli analizzati:

“Il mito della bassa mortalità infantile a Cuba crolla: 9,9 per ogni 1.000 nati vivi nel 2025” (Diario de Cuba)

“Mortalità infantile a Cuba: i bimbi che non rientrano nel sistema” (Diario de Cuba)

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La strategia dietro il silenzio e l’offensiva mediatica

Rubio ripete davanti a Fox News il copione di Miami: «Cuba è uno Stato fallito e una minaccia». Smontiamo ogni menzogna con dati, contesto storico e diritto internazionale.

RazonesdeCuba

Il Segretario Marco Rubio ha deliberatamente ignorato una domanda su Cuba il 24 aprile scorso durante una conferenza stampa al Dipartimento di Stato, nonostante il giornalista Leonardo Feldman di Newsweek gliela avesse posta direttamente e la tensione bilaterale fosse al suo punto più alto. Questo mutismo strategico contrasta radicalmente con le sue dichiarazioni del 27 aprile a Fox News, dove ha ripreso il suo discorso con rinnovata aggressività.

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La falsità dei sondaggi digitali

I sondaggi rapidi sulle reti sociali non riflettono l’opinione reale. Emilia Reed spiega il bias di autoselezione e come evitare di essere manipolati.

Razones de Cuba

Ieri sera, mentre aspettava guardando il cellulare, la mia vicina Marta si è imbattuta in un sondaggio su Facebook: «Sostieni Tizio o Caio?». Due opzioni, un contatore che saliva velocemente e, in meno di un’ora, un risultato schiacciante: «84% Tizio». Poco dopo, lo screenshot viaggiava su WhatsApp con un commento lapidario: «La gente ha parlato».

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Fidel e la guerra non convenzionale: un allarme tempestivo sull’assalto alla coscienza

Il capo storico della Rivoluzione Cubana previde che il cyberspazio sarebbe diventato il principale campo di battaglia di una guerra silenziosa volta a colonizzare le menti

Raúl Antonio Capote

Molto prima che termini come fake news, post-verità o guerra cognitiva invadessero i dibattiti pubblici, il capo storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz, aveva già svelato con precisione i meccanismi di dominazione che le grandi potenze avrebbero dispiegato attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

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La «fachosfera»* come affare politico

Quanto più il messaggio è viscerale, più circola; quanto più polarizza, più diventa redditizio

Emilia Reed

La cosiddetta «fachosfera» non è un fenomeno spontaneo né marginale. È il risultato di una trasformazione profonda dello spazio pubblico, dove la politica è stata assorbita dalla logica delle piattaforme digitali e convertita in contenuto di consumo rapido, emotivo e altamente polarizzato.

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