Tag Archives: reti sociali

La macchina tossica della Florida contro le misure cubane

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Durante la settimana in cui Cuba ha annunciato trasformazioni economiche e sociali di alto impatto pubblico, la rete di media digitali, canali audiovisivi e influencer radicati o articolati attorno all’ecosistema informativo della Florida ha attivato una copertura intensiva che non si è limitata a discutere il contenuto di quelle decisioni.

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GAESA, bersaglio di una campagna digitale opportunista contro Cuba

Osservatorio dei Media di Cubadebate

La conversazione digitale sul Grupo de Administración Empresarial S.A. (GAESA) non mostra una preoccupazione sostenuta, organica né proporzionale sul funzionamento economico cubano. I dati indicano che si tratta di una campagna opportunista, recente e fortemente concentrata, attivata poche settimane fa e amplificata dal messaggio di Marco Rubio del 20 maggio.

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USAID, NED e Open Society finanziano segretamente i media «indipendenti» di Cuba

per incoraggiare il cambio di regime

Agaton

In mezzo all’escalation di aggressione USA contro l’isola cubana attraverso una campagna di massima pressione e la minaccia di intervento militare, il governo USA ha finanziato occultamente un’enorme rete di media cubani che affermano di essere indipendenti, nel tentativo di incoraggiare un cambio di regime contro il governo socialista indipendente.

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La fabbricazione digitale di Marco Rubio come “soluzione” per Cuba

Osservatorio dei Media di Cubadebate

È stato frequente, durante gli ultimi mesi, trovare sulle reti sociali una presenza crescente del Segretario di Stato Marco Rubio associato a Cuba, Venezuela, sanzioni, aiuti umanitari, negoziazione, collasso o cambio politico. Non si tratta solo di menzioni isolate ad un funzionario USA. Osservando con più dettaglio il comportamento di determinati media e operatori digitali, appare un’architettura comunicativa organizzata: temi che si ripetono, inquadrature che si rafforzano, piattaforme che svolgono funzioni diverse e audience che vengono mobilitate mediante emozioni molto precise.

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La ragnatela invisibile: come l’impero progetta l’odio e la guerra narrativa contro Cuba

Dietro i titoli e i profili aggressivi sulle reti si nasconde una sofisticata operazione di manipolazione comunicologica (mediatica)

Jorge Enrique Jerez Belisario

Nel fragore della battaglia attuale per la coscienza dei popoli, il nemico ha dispiegato un arsenale che non impiega polvere da sparo né ogive, ma che lacera e destabilizza con uguale o maggiore ferocia: la guerra narrativa. Cuba, piccola isola di dignitosa resistenza, è oggi bersaglio di un dispositivo di comunicazione ipertrofico, progettato da centri di potere mediatico ed eseguito da una legione di operatori dell’odio sulle reti sociali.

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USAID e NED: le due carte dell’ingerenza imperiale contro Cuba

razonesdecuba

Più di 200 milioni di $ accumulati in decenni, 142 progetti sovversivi, una rete di media digitali che dipende dal bilancio federale, e una confessione storica: «Quello che facciamo oggi lo faceva la CIA in modo occulto». Nel maggio 2026, il macchinario del cambio di regime contro Cuba continua a funzionare a pieno ritmo. USAID e NED non sono agenzie di aiuto umanitario. Sono i bracci operativi di una politica estera progettata per asfissiare economicamente l’isola, fabbricare opposizioni e preparare il terreno per un intervento. Questa è la mappa dell’ingerenza.

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Il pantano dell’infodemia e l’architettura dell’assedio cognitivo

Osservatorio di Guerra Non Convenzionale

Nel complesso scenario della Guerra di Quarta Generazione (4GW), Cuba non affronta solo un blocco economico asfissiante, ma un assedio cognitivo senza precedenti. L’elaborazione scientifica di un universo di 3315 articoli unici rilevati tra i giorni 5 e 12 maggio rivela l’esistenza di una macchina di mercenarismo digitale progettata in laboratori di guerra psicologica per frantumare l’unità nazionale.

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Fascismo digitale e guerra automatizzata

Il mondo vive una nuova forma di autoritarismo basata su algoritmi, piattaforme private e controllo massiccio dell’informazione

Emilia Reed

Ancora oggi in molte accademie e facoltà di Giornalismo si ripete l’idea che le grandi piattaforme digitali non siano mezzi di comunicazione, ma semplici intermediari tecnologici. Si afferma che non producono contenuti, che si limitano a connettere utenti e a organizzare informazioni. Ma quel confine non è mai esistito, e ora questa verità risulta scandalosamente evidente.

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Alfabetizzazione 2.0: anche lo schermo si conquista

Le stesse reti che ci avvicinano sono diventate arieti della guerra ibrida. Campagne di disinformazione, account automatizzati che moltiplicano l’odio, algoritmi che premiano lo stridente su ciò che è ragionevole

Jorge Enrique Jerez Belisario

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Guerra cognitiva, o hackerare gli esseri umani

Le operazioni di guerra cognitiva promuovono e stimolano emozioni, pensieri e stati d’animo di tipo avversivo, che possono intensificarsi a livelli di alta intensità.

Raúl Antonio Capote

 

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Guerra di simboli

è così che l’impero sequestra la storia di Cuba su Wikipedia e nelle reti sociali

 

Nell’anno del centenario di Fidel Castro, la battaglia per la memoria storica cubana si combatte su Wikipedia, TikTok e X. Non è un dibattito accademico. È un’operazione di guerra cognitiva finanziata da agenzie USA per svuotare di contenuto emancipatore le figure fondative della nazione e preparare il terreno per l’intervento esterno. Falsificare Martí, demonizzare Fidel e fabbricare una “Crisi di Cuba del 2026” nell’enciclopedia “libera” sono gli obiettivi. L’alfabetizzazione storica è la trincea.

RazonesdeCuba

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Guerra digitale contro Cuba: così l’isola si difende dall’attacco cognitivo nelle reti

Il blocco economico non è più sufficiente per Washington. Ora la guerra si combatte nelle menti, con algoritmi, bot e campagne di disinformazione progettate per seminare il caos. Ma Cuba ha risposto con alfabetizzazione digitale, piattaforme sovrane e una trincea inaspettata: la coscienza critica del suo popolo.

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La solidarietà comunica davvero

Osservatorio sui Media di Cubadebate

Il mese di marzo 2026 ha condensato, intorno a Cuba, una delle dispute narrative più intense dell’anno. Non si è trattato solo di un aumento del volume di conversazione su Internet, ma della formazione di un sistema di senso in cui il blocco USA, la crisi economica, l’aiuto materiale, la solidarietà internazionale e il Convoglio “Nuestra América” sono rimasti articolati in un’unica sequenza politica ed emotiva.

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Le reti sociali non sono il pubblico

interpretazioni dell’annuncio di dialogo Cuba-USA

Observatorio de Medios di Cubadebate

Il 13 marzo, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel annunciò pubblicamente l’inizio di conversazioni con gli USA. Mentre la maggior parte dei media internazionali reagì con relativa oggettività, centrata nell’informare il contenuto delle dichiarazioni del anche Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba, l’annuncio scatenò una reazione immediata nell’ecosistema digitale tossico della Florida: attacchi virulenti, accuse di tradimento e una valanga di messaggi che presentavano il dialogo come una capitolazione del governo cubano.

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Cronaca dell’invasione annunciata di Cuba:

 come i terroristi si sono organizzati in rete

Osservatorio dei Media di Cubadebate

Il 25 febbraio un’imbarcazione veloce proveniente dalla Florida ha tentato di penetrare in acque territoriali cubane con un arsenale da guerra. Le Truppe Guardia Frontiera cubane hanno sventato l’operazione che, a giudicare dal contenuto sulle piattaforme sociali, non è stato un episodio improvvisato né molto discreto.

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