Tag Archives: reti sociali

Emergono nuove figure anticubane dalle reti sociali

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Google copre le sue cariche con agenti della CIA

Alan MacLeod

Quando il presidente di Google, Eric Schmid, e il suo ineffabile “direttore di cambio di regime”, Jared Cohen, chiamato così da Julian Assange, hanno visitato Cuba nel 2014, ho pubblicato un testo intitolato “La valigetta che Google ha portato a Cuba“. Ora questa indagine di Alan MacLeod documenta, amplia e dimostra ciò che ho affermato allora: i legami di Google con il governo USA, il Dipartimento di Stato, le sue agenzie di intelligence sono profondi, continui e organici. Godetevela con uguale entusiasmi e sospetti allora come oggi.

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#ConFilo100

Michel E Torres Corona

C’è un detto che dice: “La carta supporta tutto ciò che ci metti sopra”. È un detto analogico, naturalmente, perché nel mondo moderno la carta è stata di gran lunga superata. Oggi le reti digitali sono il luogo ideale per dire qualsiasi cosa, senza apparenti conseguenze. Questa condizione, estremamente libera, propizia negli utenti una sensazione di impunità che, a sua volta, determina, in gran parte, che si esasperino i peggiori istinti e comportamenti degli esseri umani.

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Ad un anno dall’11 luglio

Rosa Miriam Elizalde  www.cubadebate.cu

L’11 luglio si compirà un anno dai disordini a Cuba che hanno fatto notizia in tutto il mondo. La rabbia, allora, è esplosa con la miscela esplosiva di effetti della pandemia, le soffocanti sanzioni di Trump, che Biden ha mantenuto intatte nel mezzo di un’emergenza sanitaria mondiale, i problemi sociali accumulati, la crisi economica, le temperature inclementi nell’estate insulare… Il sistematico e prolungato attacco alla vita quotidiana del cubano ha dato i suoi frutti e le 48 ore in cui si sono concatenati atti vandalici in diverse città del paese hanno generato fiumi d’inchiostro e la previsione che la Rivoluzione sarebbe crollata, ora sì, più prima che poi.

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Cuba, Venezuela e le loro lotte per la parola

contro i pericoli dell’uso acritico delle reti

di  Enrique Milanés León Traduzione: GFJ

Freddy Ñáñez ha spiegato che dietro le reti sociali c’è un disegno di un mondo post-politico, “senza politica o conflittualità“, che limita ogni azione e dove tutto ciò che non è identico deve essere bloccato.

I rivoluzionari devono condurre una battaglia di comunicazione e noi abbiamo quello che ci serve, ha detto Freddy Ñáñez, ministro del Potere popolare venezuelano per la Comunicazione e l’Informazione, durante una conferenza magistrale all’Avana sul tema, davanti a una platea di giornalisti cubani, dirigenti della stampa, diplomatici, professori e studenti dell’Istituto Raúl Roa García di Relazioni Internazionali (ISRI).

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Il silenzio e la censura come ricompensa per coloro che difendono Cuba

Chiunque si scontri con gli eserciti mediatici dell’impero riceve come “premio” all’insubordinazione, la censura e il silenzio

 

Raul Antonio Capote  www.granma.cu

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Maggiori informazioni sull’attualità cubana

Fabian Escalante Font https://lapupilainsomne.wordpress.com

Il vertice CELAC appena concluso ci ha portato una ventata di principi, decisioni e misure adottate dall’insieme dei paesi dell’America latina e dei Caraibi. Accordi che prevedono l’esecuzione di importanti azioni su diversi fronti: la lotta alla pandemia, l’integrazione di un’agenzia spaziale regionale e la creazione di un organismo finanziario, con un modesto fondo monetario, per aiutare le piccole nazioni caraibiche colpite da periodici e terribili disastri naturali.

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Cuba su due pianeti

di José Ramón Cabañas https://lapupilainsomne.wordpress.com

Internet nacque alla fine degli anni ’60 del XX secolo come progetto militare USA, rispondendo alla necessità di trasferire grandi quantità di informazioni da un punto ad un altro distante in breve tempo, in caso si producesse un conflitto armato.

Come è avvenuto con molte altre creazioni di quell’origine, poco dopo Internet è passato ad avere un uso commerciale pubblico ed ha iniziato a riempirsi di informazioni e soluzioni pratiche per vari problemi, nonostante che ben presto si siano replicate in essa le stesse disuguaglianze del mondo reale.

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Joe Biden, il liberatore di Internet?

Venerdì 16 luglio, nei giardini della Casa Bianca e prima di salire a bordo dell’elicottero per recarsi alla residenza di riposo, a Camp David, Joe Biden ha detto alla CNN che “la disinformazione nelle reti ci uccide”. In particolare, il Presidente USA si riferiva alle pubblicazioni nella rete digitale Facebook sulla vaccinazione contro il COVID-19 e accusava quella società di non fare nulla per evitarle.

Iroel Sánchez www.granma.cu

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Influencer o agente politico degli USA?

L’inserimento di Yotuel nella lista degli ospiti della Casa Bianca risponde alla strategia di comunicazione concepita per avvicinare il discorso di Washington al popolo cubano, in particolare alle generazioni più giovani

Daily Pérez Guillén  www.granma.cu

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L’Avana e Managua due tentati ‘golpe’ gemelli

www.itanica.org

#SOSCuba, come #SOSNicaragua, #SOSVenezuela e #SOSBolivia

Managua, 22 luglio (di Jorge Capelan | Tortilla con Sal / LINyM) -.

Domenica 11 luglio, in una dozzina di punti sparsi per l’isola, si sono registrate proteste, in alcuni casi violente, a cui hanno participato tra le 100 e le 500 persone, presumibilmente a causa dell’allarme per la ripresa dei casi di coronavirus, la mancanza di cibo e problemi con il servizio elettrico.

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Cuba vs terrorismo mediatico

Carlos Fazio www.cubadebate.cu

L’11 luglio scorso Cuba è stata il bersaglio di una rinnovata e sofisticata operazione di guerra cibernetica, che, insieme alla campagna di intossicazione (dis)informativa dei mass media cartellizzati, di notizie false (fake news) di utilizzo di  account “influenzatori” e di ONG come strumenti di infiltrazione nella società, è volta a destabilizzare in modo caotico e violento l’isola, e il cui obiettivo principale è giustificare l’ingerenza militare USA sotto lo schermo di un “intervento umanitario”.

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Cuba è il ground zero delle operazioni criminali USA per il cambio di regime.

La politica USA di cambio di regime non è solo distruttiva per il resto del mondo, ma viola anche i diritti fondamentali degli stessi cittadini statunitensi.

Non c’è dubbio che i disordini civili che hanno attanagliato Cuba questa settimana sono stati istigati dagli USA attraverso la tattica della “rivoluzione colorata” del cambio di regime.

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Prima demonizzare, poi uccidere

una nota sul ruolo dei media e delle reti  sociali nella dominazione imperialista

(Atilio A. Boron)

“La propaganda è per la democrazia ciò che la violenza è per la dittatura”

(Noam Chomsky)

La frase del grande linguista USA offre un buon punto di partenza per queste riflessioni che intendiamo proporre come spunti per una discussione tanto cruciale quanto avvincente. Ciò è dovuto al fatto che, come sottolineano gli esperti di “Guerre Ibride” o di “Quinta Generazione”, la capacità di controllare coscienze e cuori -o “menti e anime”, per dirla poeticamente – ha ormai raggiunto livelli impensabili fino ad un decennio fa.

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Didattica della comunicazione: testa e croce della guerra contro Cuba

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion

Cuba è un paese in guerra, oggi come 60 anni fa. L’ambiente del potere nemico continua a cercare di affondare la nave della Rivoluzione, aprendo due grandi vie d’acqua: quella della guerra economica e quella della guerra psicologica. Blocca il commercio e le finanze mentre, davanti all’opinione pubblica -cubana e planetaria- addossa le carenze generate alla natura dell’attuale sistema sull’Isola. Sono le due facce della stessa moneta: la guerra alla sovranità cubana.

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