Tag Archives: Cile

L’interferenza USA in Bolivia. Complicità di Argentina, Cile e altri paesi

Stella Calloni, Internazionalista a 36 http://aurorasito.altervista.org

Il 21 novembre si videro truppe speciali, consiglieri e gruppi mercenari stranieri agire a fianco delle forze armate e di sicurezza della Bolivia reprimendo il popolo disarmato nel contesto del colpo di Stato contro il governo del Presidente Evo Morales.

Le indagini indicano i confini permeabili del Paese con Argentina (allora sotto il governo di Mauricio Macri), Cile, Brasile e Paraguay, secondo i ricercatori su “militarizzazione e intervento nel 2018”.

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Almagro e le tre “scimmie sagge”

Elson Concepción Pérez  www.granma.cu

Soddisfatto del modo in cui Sebastián Piñera ed i carabineros hanno agito contro i manifestanti cileni e per il suo singolare “attaccamento al rispetto dei diritti umani”, il segretario generale dell’OSA, Luis Almagro, che ha appena visitato il Cile, ha preferito «non vedere» e «non sentire», ma sì «parlare», in cerca del voto necessario per la sua rielezione.

Il personaggio in questione, nello scorso 2019, ha inscenato non pochi show con copione USA, come la sua attiva partecipazione ai piani contro il Venezuela e la riattivazione del Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR), per riconoscere un possibile intervento militare contro la nazione bolivariana.

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Cubainformacion: una ‘curiosa’ libertà di stampa

La democrazia a manganellate del Cile e la libertà di stampa del Real Madrid

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion

E’ parte del bilancio repressivo degli ultimi due mesi in Cile: 26 persone uccise, 28 mila detenute, 113 torturate… (1). Ma solo dopo un rapporto dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, la stampa corporativa internazionale ha iniziato, timidamente, a menzionare il tema (2). Evitando, ovviamente, termini come “repressione” o “regime”, riservati a paesi come Cuba (3). Dove -a proposito- la polizia non assassina né spara soda caustica, come nella “democrazia” cilena.

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Cubainformacion: i popoli si difendono

Bolivia e Venezuela: popolo disarmato, popolo armato

 

Il Fronte Popolare nella Repubblica spagnola e l’Unità Popolare in Cile hanno optato per la via elettorale e vi hanno vinto. Ma entrambi i processi sono stati annientati da golpe fascisti.

Come è appena successo in Bolivia. In pieno boom economico, eletto con il 47% dei voti, il presidente è andato in esilio per cercare di evitare -senza successo- la mattanza dei suoi seguaci.

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La strategia di guerra non convenzionale dell’impero

e la violenza “civile” organizzata

 

In diversi paesi dell’America Latina, in Iran ed in altri luoghi in cui comandano governi non convenienti agli interessi USA, le forze speciali della CIA stabiliscono come modo di ingerenza la creazione di gruppi violenti apparentemente disorganizzati e spontanei che cercano di seminare il caos, criminalizzare le proteste sociali e giustificare l’azione omicida delle forze di sicurezza

Raúl Antonio Capote www.granma.cu

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Radiografia completa della crisi politica e sociale che scuote il Cile

http://misionverdad.com

All’inizio di ottobre, quello che è iniziato come un’evasione di massa nella metropolitana di Santiago del Cile come forma di protesta di fronte all’aumento del servizio, si è trasformata in un ciclo di proteste di 21 giorni che, nonostante la repressione, sospensione dell’aumento ed altre misure congiunturali da parte del governo di Sebastián Piñera non hanno potuto essere contenute.

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Perché protestano?

Ángel Guerra Cabrera https://lapupilainsomne.wordpress.com

A causa dell’estensione per gran parte della geografia nostra americana delle radicali proteste sociali, a volte gigantesche, i cosiddetti esperti nei media egemonici cercano di trovarvi una spiegazione.

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Il Cile resiste

Alessandra Riccio – https://nostramerica.wordpress.com

Il Presidente del Cile Sebastián Piñera dichiara lo stato di guerra e la risposta corale è: “No estamos en guerra!”. Mi sorprendo ancora di sorprendermi di fronte all’indifferenza generale quando il presidente di uno stato “democratico” si dichiara in guerra contro la sua stessa gente. Sarà che ormai siamo anestetizzati da tanti movimenti di piazza, da tante rivoluzione colorate, da tante immagini di violenza e di morte da non sentirci interpellati dalla risposta dei cileni: “Non stiamo in guerra!”.

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Bolsonaro ha tolto il Brasile dalla mappa dell’America Latina

Eric Nepomuceno  www.cubadebate.cu

Da un mese il Cile vive la crisi più grave e pericolosa dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet, nel 1990.

Dopo settimane di violenza e barbarie, il presidente Sebastián Piñera ha accettato di convocare un referendum al fine di giungere ad una costituente per rimpiazzare l’attuale Magna Carta ereditata dai tempi di Pinochet.

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Bachelet si scaglia contro il Nicaragua

www.lantidiplomatico.it

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani mostra un certo strabismo. Infatti, mentre in Cile nell’ultimo mese, oltre 20 persone sono morte a causa della repressione della polizia e dei militari; in Ecuador, a settembre, circa una dozzina di morti per la repressione delle rivolte contro il pacchetto di misure neoliberiste decise dal traditore Lenin Moreno; in Bolivia, in una sola settimana 23 persone sono state uccise dal regime di fatto che ha rovesciato con un golpe civico-militare Evo Morales; in Colombia un leader sociale viene ucciso ogni tre giorni. L’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani che fa? Denuncia il governo del Nicaragua per l’arresto di oppositori.

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Cubainformacion: Bolivia, Cile … dov’è Miguel Bosé?


Bolivia, Cile … dov’è Miguel Bosé?

 

In Bolivia, un presidente eletto con il 47% dei voti, ma qualificato, in non pochi media, come “dittatore”, rinuncia alla sua carica.

Il suo obiettivo: fermare la violenza dell’opposizione ed evitare tutta la repressione.

Di contro, il governo golpista che lo ha sostituito -che quegli stessi media avallano come di “transizione democratica”- ha già assassinato 24 persone.

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La Bolivia e il ritorno della questione militare

per mano di Washington e dell’ OSA

di Alvaro Verzi Rangel (*); da: rebelion.org;

Il rovesciamento del governo popolare di Evo Morales in Bolivia conferma che la questione militare è tornata in America Latina come strumento  dei piani degli Stati Uniti per il controllo civile e politico del suo “cortile posteriore” e garanzia per l’appropriazione delle enormi ricchezze naturali della regione.

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Cile: il problema di fondo

In questi giorni osserviamo la manipolazione dell’opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile.

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Il risultato, lo decideranno i popoli

Angel Guerra Cabrera  www.cubadebate.cu

Una potente controffensiva popolare percorre nostra America e oltre. Nelle terre latinocaraibiche, potrebbe dirsi che è iniziata da Haiti nel gennaio di quest’anno, la fiamma della lotta si è ravvivata in Honduras, che a ottobre ha ottenuto un’importante dimostrazione su scala nazionale, mentre in Ecuador scoppiava una sollevazione indigena e popolare contro un pacchetto del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

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La nuova strategia della destra

essere carne e pesce allo stesso tempo

Carlos Fonseca Terán

È notevole lo sforzo mediatico volto ad equiparare le rivolte popolari in Ecuador, Cile, Honduras ed Haiti contro le politiche neoliberali dei loro governi e di un modello socio-economico e politico che risponde agli interessi dell’imperialismo USA, con gli episodi di destabilizzazione politica vissuti in Nicaragua, Venezuela e Bolivia, il cui scopo è stato quello di rovesciare i governi di quei paesi, e che sono stati promossi da forze orientate e sponsorizzate dalle agenzie interventiste al servizio di quegli stessi interessi a cui risponde il modello neoliberale difeso dai governi dei primi quattro paesi menzionati.

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