Tag Archives: imperialismo

Argentina, Guyana e l’imperialismo britannico

Alberto Fazolo

Sono passati appena pochi mesi dall’ondata di Colpi di Stato che ha investito i domini post coloniali francesi in Africa, che già si prefigura una nuova -per certi versi analoga- alterazione degli equilibri geopolitici globali. Quegli eventi erano la manifestazione più tangibile da un lato, dell’affermazione del nuovo ordine multipolare e dall’altro, del conseguente declino degli USA. Washington sa bene che sta scivolando verso il baratro, ma prima di precipitare vi ci butta tutti quelli che chiama alleati, ma che in realtà sono suoi sudditi.

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Lettera ai miei amici progressisti

Sacha Llorenti

Il recente discorso del presidente cileno Gabriel Boric al vertice dei paesi sudamericani rende necessario a un dibattito su cosa significhi il termine “progressista”. Quella parola compare in quasi ogni riferimento al momento politico che vive l’America Latina e si parla di una “seconda ondata progressista” o si tenta di mettere sotto quell’ombrello un’ampia varietà di posizioni politiche.

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125 anni addietro: il blocco navale, l’inizio dell’intervento nordamericano a Cuba

Gustavo Placer Cervera

All’inizio del 1898, i circoli più aggressivi della politica USA stimarono che fosse giunto il momento giusto di intervenire militarmente a Cuba. In questo apprezzamento aveva un peso fondamentale la situazione politico-militare dell’Isola, dove la marcia della guerra per l’indipendenza, che si svolgeva ormai da tre anni, prevedeva la vittoria delle forze cubane.

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Noi, i barbari

Diamo per scontato che di guerre mondiali ne abbiamo avute due, e senza dubbio se ci atteniamo al criterio di non continuare in quello che gli altri nominano guerre mondiali, ne abbiamo avuto una continua da quando quello chiamiamo Occidente ha inventato sé stesso, con la scoperta dell’America.

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USA, la Teoria del contenimento e lo spettro di Monroe

La tesi del “maestro” di geopolitica yankee sostiene che la politica estera di uno Stato ruota sempre intorno al potere, e riteneva che, per la sicurezza dell’Occidente, fosse necessario, insieme agli alleati, avere una forte presenza dell’esercito in basi in tutto il mondo

Raúl Antonio Capote

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Il Che e il necessario fronte comune contro l’imperialismo

Tricontinental. Un evento teorico ha evocato la statura intellettuale e politica del Che e la sua relazione con le cause giuste del mondo dalla rivista.

Il socialismo è l’unico modo per affrontare il concerto di mali dell’umanità e per distruggere la fragorosa sinfonia dello sfruttamento e del colonialismo, per rivendicare il vero cambiamento che il mondo richiede. Questa concezione, così spesso difesa da Ernesto Guevara de la Serna, è ancora oggi essenziale per focalizzare la battaglia contro l’imperialismo.

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Il fallimento del golpe in Nicaragua riflette l’indebolimento dell’impero USA

Rainer Shea 10 novembre 2021

Il capitale è in tilt. I profitti sono in declino dalla seconda guerra mondiale, l’imperialismo ha subito un indebolimento senza precedenti col crollo di Washington come egemone e la disuguaglianza globale è esplosa nell’ultimo mezzo secolo con la crescente destabilizzazione climatica. Il Covid-19 accelerava tale processo di instabilità, con decine di milioni di persone scivolate nella povertà estrema negli ultimi due anni e le catene di approvvigionamento che si spezzano.

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Il realismo dell'”impossibile”

La rivoluzione socialista è la condizione, nel nostro continente, per lo sviluppo e la soluzione dei pressanti problemi dei nostri popoli

 

Frank Josué Solar www.granma.cu

Fin dalle lotte per l’indipendenza in America Latina, vari dei suoi protagonisti compresero la necessità dell’unità per affrontare i nemici esterni e salvaguardare la libertà. In diverse punti della geografia sudamericana, venezuelani, nuovogranadini, peruviani, rioplatensi, cileni combatterono, morirono e vinsero insieme e, a Panama, Simón Bolívar, nel 1826, convocò i nascenti Stati ad un’unificazione continentale, poi fallita.

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America Latina, Se l’imperialismo USA si “tinge di verde”

Geraldina Colotti

Nell’attuale contesto geopolitico, appare sempre più chiaro come il ruolo di certe istituzioni internazionali non sia certamente quello di ricercare l’equilibrio, la pace e il rispetto dei diritti umani di cui si fa gran parlare, ma quello di legittimare una illegalità sempre più diffusa, puntellando la ricerca di nuova egemonia da parte USA, e supportando l’offensiva conservatrice in corso nel continente latinoamericano e caraibico. Istituzioni di vecchia o nuova data, che hanno ormai come unica funzione quella di avversare i governi socialisti o progressisti della regione, e che usano a senso unico le informative sui diritti umani emesse dalle grandi agenzie dell’umanitarismo, apparentemente “neutrali”.

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Biden & C.: continua il vicolo cieco dell’Occidente

La sempre più sgangherata automobile dell’imperialismo statunitense prosegue la sua folle corsa verso l’autodistruzione. Non è, in effetti, cambiando l’autista che si risolvono i gravi problemi relativi al motore, alla carrozzeria, ecc.

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America Latina: gli imperialisti USA sono terrorizzati dall’ondata rivoluzionaria

dall’ondata rivoluzionaria

 

Diverse generazioni fa, mentre gli imperialisti di Washington erano coinvolti nella Guerra Fredda ed erano disperati a schiacciare le democrazie operaie dell’Est, trovarono le forze della lotta di classe e di liberazione nazionale agitarsi nel “cortile di casa” dell’America Latina, come si compiace di chiamarla. La prospettiva di perdere anche questo territorio a causa del comunismo li terrorizzò e li fece infuriare a non finire.

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L’America Latina verso il grande confronto con l’imperialismo

Rainer Shea http://aurorasito.altervista.org

Nelle terre i cui nomi originali furono profanati dagli invasori europei, e che ora sono chiamati “America Latina”, le forze dell’impero si avvicinano alla resa dei conti con le forze della resistenza indigena e proletaria.

Dopo secoli di genocidio e assimilazione culturale forzata, decenni di colpi di Stato e di repressione da parte degli imperialisti di Washington, e anni di escalation nella guerra economica statunitense e minacce ai Paesi antimperialisti della regione, i fattori si allineano per un tremendo confronto tra oppressi ed oppressori. In attesa di colpire ci sono le forze militari di Colombia, Brasile e governi dell’America centrale sostenuti dagli USA.

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Socialismo: mai più una parola estranea

“Abbiamo scelto il socialismo perché è un sistema giusto, un sistema molto più umano …”, espresse Fidel nel 1991. I cubani e le cubane di questo tempo hanno l’ impegno di far sì che quelle parole del dirigente rivoluzionario sostengano ciascuna delle nostre azioni

Pedro de la Hoz  www.granma.cu

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Il Venezuela, un caso di scuola nel terzo millennio

di Geraldina Colotti

Il Venezuela comunque farà storia, sia che le condizioni avverse lo sovrastino come vorrebbe l’imperialismo, sia che riesca a passare per questo imbuto tremendo. Nel primo caso, si innescherebbe una situazione dalle conseguenze incalcolabili, per il continente e non solo. Dalle zone di frontiera, verrebbe innescato quel processo di balcanizzazione che rientra tra i principali assi del “caos controllato” voluto dal Pentagono. Il Venezuela sarebbe il nuovo Vietnam degli Stati Uniti. Trump ha già annunciato che, dopo, toccherebbe al Nicaragua, e a seguire Cuba e la Bolivia.

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Il Venezuela non sarà ma solo

La storia guerrafondaia nordamericana ci rivela, con enorme eloquenza, qual è il suo modus operandi. Non c’è niente di nuovo nella sceneggiatura utilizzata stavolta con il Venezuela, eccetto alcuni personaggi. Un’altra volta il travestimento dell’aiuto umanitario nasconde un intervento «Rispetto della pace», «condanna del golpismo, dell’intromissione», «difesa del Diritto dei popoli d’eleggere il proprio cammino», sono frasi ripetute molte volte in questi giorni in Cuba, nei centri di lavoro e di studio, nelle cooperative  agricole e dell’allevamento e in ogni spazio comunitario di tutto il paese, perché  il Venezuela ha commesso un solo peccato : andare con i suoi piedi e la testa alta senza soccombere davanti alle pretese imperiali. Ha commesso il peccato d’essere libero.

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