C’è più di un modo per collegare Fidel e la Rivoluzione in modo diretto. Uno di questi ha a che fare con la peculiarità del dirigente di predire eventi, di avvertire opportunamente la nazione di fronte a situazioni che persino i suoi contemporanei molte volte non potevano ancora comprendere. Così si è andato tessendo il mito di un Fidel che viaggiava nel futuro e tornava per raccontarcelo.
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A 65 anni da una dichiarazione necessaria
Il 5 gennaio 1959 entrò in funzione il Governo Provvisorio Rivoluzionario a Cuba. Questa azione, insieme allo sciopero generale del popolo e all’avanzata dell’Esercito Ribelle, rese possibile che per la prima volta il potere politico fosse nelle mani del popolo. Ma in questa fase del processo storico, era necessario realizzare trasformazioni in un Paese la cui struttura economica, sociale e politica era in crisi e la proprietà era posseduta dall’oligarchia cubana e dalle imprese nordamericane. Il confronto con le forze del capitale e la radicalizzazione della Rivoluzione sono linee guida chiave che permettono di comprendere le dinamiche dell’epoca.
Socialismo: mai più una parola estranea
“Abbiamo scelto il socialismo perché è un sistema giusto, un sistema molto più umano …”, espresse Fidel nel 1991. I cubani e le cubane di questo tempo hanno l’ impegno di far sì che quelle parole del dirigente rivoluzionario sostengano ciascuna delle nostre azioni
Pedro de la Hoz www.granma.cu



