Il popolo cileno ha appena eletto un nuovo presidente, José Antonio Kast, politico di ultradestra che ha dichiarato il suo sostegno alla sanguinaria dittatura militare di Augusto Pinochet ed ha assicurato che voterebbe per lui se questi fosse vivo.
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Quando la sinistra tradisce il popolo: la strada che ha portato Kast al potere in Cile
Il fallimento del progetto costituente, le concessioni al modello neoliberista e la gestione timida di Boric hanno creato il vuoto in cui è cresciuta l’ultradestra neoliberista
Cile: come il Cid, Pinochet vince le elezioni dopo la morte
Senza progetto, senza programma, senza alternativa, non c’è speranza. E senza speranza, trionfa l’oscurantismo. Senza un orizzonte di cambio sociale, le classi popolari soccombono al discorso redentore.
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Il pinochettismo ritorna al potere
La netta vittoria di José Antonio Kast al ballottaggio è destinata a esercitare una profonda influenza in Cile. Si consolida una solida forza di estrema destra, neofascista, come prodotto della convergenza di due varianti radicali del pinochettismo – una guidata da Kast e l’altra, ancora più estrema, da Johannes Kaiser – alle quali si è unita la rappresentante di una finzione chiamata “destra democratica” incarnata dall’ex sindachessa di Providencia, Evelyn Matthei, presunta erede dell’eredità di Sebastián Piñera.
Gli amichetti di Pinochet
Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana
A soli 4 giorni dall’anniversario del colpo di stato in Cile, è interessante mostrare attraverso documenti ufficiali di quali appoggi godesse il criminale fascista Augusto Pinochet oltre a quello degli USA e della CIA.
Guerre psicologiche: un caso da manuale di autoeliminazione indotta
Un 23 agosto come oggi, ma del 1973, il comandante in capo delle forze armate cilene Carlos Prats rassegnava le dimissioni per ragioni di salute. Salute mentale.
Veniva sostituito da Augusto Pinochet, che poco meno di un mese dopo avrebbe guidato i carri armati sulla Moneda.
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Cile: i segreti che il governo USA continua ad occultare
Cinquant’anni dopo il golpe militare che rovesciò Salvador Allende e instaurò la dittatura di Pinochet, esistono ancora documenti top secret sul ruolo degli USA che devono essere declassificati.
Il 25 agosto, la CIA ha pubblicato, discretamente, sul suo sito web due documenti sul golpe militare in Cile, tenuti segreti per mezzo secolo: il President’s Daily Brief (PDB – rapporto quotidiano del presidente) della mattina dell’11 settembre 1973 (il giorno del golpe) e dell’8 settembre 1973, quando l’esercito cileno stava finalizzando i suoi piani per rovesciare il governo democraticamente eletto di Salvador Allende.
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Cile 11.09.73: x non dimenticare
LE RAGIONI PER CUI L’IMPERIALISMO USA DISTRUSSE IL GOVERNO ALLENDE
“Non vedo alcuna ragione per cui ad un paese dovrebbe essere permesso di diventare marxista soltanto perché il suo popolo è irresponsabile. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli.”
“Di tutti i capi di governo dell’America Latina, noi ritenemmo Allende il più pernicioso per gli interessi del nostro paese. Egli era palesemente pro-Castro e si opponeva agli Stati Uniti. Le sue politiche interne erano una minaccia per la democrazia cilena e per i diritti umani.”
(Henry Kissinger)
Anche prima della sua vittoria elettorale (avvenuta nel 1970), Allende attirò rapidamente su di sé il veto dell’establishment politico statunitense. A causa delle sue idee socialiste, si cominciò a temere che ben presto il Cile sarebbe diventato una nazione comunista e sarebbe entrato nella sfera d’influenza dell’Unione Sovietica. Per di più gli USA avevano cospicui interessi economici in Cile, con società come ITT, Anaconda, Kennecott ed altre. L’amministrazione Nixon, in particolare, fu la più strenua oppositrice di Allende, per il quale nutriva un’ostilità che il Presidente ammetteva apertamente.
Cile: ricominciare da zero…
Elson Concepción Pérez
Il Cile realizzerà il 25 ottobre una votazione alla quale sono chiamati a partecipare circa 14,6 milioni di persone per determinare se approvare o meno l’elaborazione di una nuova Costituzione in sostituzione di quella redatta nell’epoca della dittatura di Augusto Pinochet, che conserva molti di quei postulati.
Ho il coraggio di dire che il Cile, per quello che ha vissuto dal 11 settembre del 1973 sino a questo ottobre del 2020, è una nazione che presenta un panorama quasi unico in America Latina.
Abbiamo memoria … 21 settembre 1976
Il 21 settembre del 1976, in Washington, cinque cubano-americani José Dionisio Suárez, detto ‘Massacro’, Alvin Ross Díaz, Virgilio Paz Romero, e i fratelli Guillermo e Ignacio Novo Sampoll, tutti appartenenti al terrorismo anticastrista, collocarono una bomba, a controllo remoto, sotto la macchina dell’ex ministro del Governo Allende, Orlando Letelier, in esilio negli USA, assassinandolo (foto).
Rivolta in America Latina: l’auge e la caduta del consenso neoliberale
di Bruno Sgarzini da misionverdad.com
Traduzione di Marco Pondrelli – Marx XXI
“Un programma d’urto di drastici tagli alla spesa pubblica eliminerebbe l’inflazione in mesi e porrebbe le basi per una libera economia di mercato in Cile”, così scrisse Milton Friedman in una lettera inviata ad Augusto Pinochet dopo un breve incontro di 45 minuti con il dittatore. Fin dall’inizio, Friedman capì che Pinochet sapeva poco di economia, e “approfittando” di ciò gli inviò la lettera. Lo fece come leader della corrente di pensiero del libero mercato, fondata presso la University of Chicago’s School of Economics.
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Ascesa e caduta del consenso neoliberale
Bruno Sgarzini Mision Verdad http://aurorasito.altervista.org
“Un programma scioccante di drastica riduzione della spesa pubblica eliminerebbe l’inflazione in pochi mesi e getterebbe le basi per un’economia di libero mercato in Cile”, scrisse Milton Friedman in una lettera inviata ad Augusto Pinochet dopo un breve incontro di 45 minuti col dittatore.
È il Cile, anche se è difficile crederlo
Finalmente giustizia per Víctor Jara
Cubainformacion: paramilitari informativi contro Vzla e Cuba
Paramilitari informativi contro Venezuela e Cuba: il copione del Comando Sud
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformacion
Da tempo, molti dei corrispondenti dei grandi media hanno smesso di essere meri giornalisti.
La sociologa Angeles Diez li definisce “para giornalisti” (1) paramilitari informativi le cui bombe di propaganda ottengono ammorbidire l’opinione pubblica affinché questa accetti o rimanga immobile davanti a reali interventi e bombardamenti. È lo schema applicato in Jugoslavia, Iraq, Libia o Siria. E quello che preparano, da anni, per il Venezuela.
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