Tag Archives: Piano Condor

USA e il risorgere maccartista del nemico immaginario

Si tratta di restaurare l’intimidazione e legittimare politiche come il nefasto Piano Condor, ha detto il Cancelliere cubano

Mario Ernesto Almeida Bacallao

Come maccartista ha qualificato questo lunedì il membro dell’Ufficio Politico e ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, la riunione ministeriale che il prossimo 15 luglio si terrà a Washington, convocata dal Segretario di Stato, Marco Rubio, davanti a un presunto risorgere del «terrorismo» ultrasinistrorso.Il Cancelliere cubano ha assicurato che l’incontro si baserà sulla menzogna e «tenterà di fondare l’esistenza di presunti pericoli spinti da forze progressiste, organizzazioni di sinistra, movimenti sociali e tutti coloro che lottano contro l’oppressione, lo sfruttamento, il razzismo, la guerra, l’interventismo e la brutalità imperialista, scatenate dall’attuale governo statunitense».

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Riunione maccartista

L’incontro ministeriale maccartista convocato dal Segretario di Stato USA per questa settimana di luglio si baserà logicamente sulla menzogna.

Con essa, si cercherà di giustificare l’esistenza di presunti pericoli spinti da forze progressiste, organizzazioni di sinistra, movimenti sociali e chiunque combatta contro l’oppressione, lo sfruttamento, il razzismo, la guerra, l’intervento e la brutalità imperialista scatenate dal governo USA attuale.

È un passo per restaurare l’intimidazione e legittimare politiche come il nefasto Piano Cóndor, che si basò su pretesti simili.

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Piano Condor II

Mario Campa – Economista e politologo

L’Hondurasgate ha mostrato solo i ferri visibili di una macchina oliata i cui ingranaggi sfuggono alla vista.

La speranza riposta in un gol di Roberto Sánchez e Iván Cepeda al tempo di recupero si è presto dissolta. Le recenti sconfitte della sinistra in Perù e Colombia hanno assottigliato la già esigua rete di resistenza in America Latina di fronte alla Dottrina Monroe e al corollario Trump (Donroe). Aggiungendo a quanto visto in Argentina, Bolivia e Cile, gli ultra guadagnano presenza territoriale e la legittimità che la vittoria concede. Il progressismo e le sovranità hanno una base nutrita e galvanizzata, sebbene siano in ritirata. Seguita pedissequamente, la teoria del pendolo anticipava questo scenario dopo l’ultima marea rosa (rossa?). Per questo stesso motivo, poiché il pendolo va e viene, l’ottimista incorreggibile trae magro conforto dal fatto che l’attuale ondata di rovesci ha una data di scadenza inesorabile, sebbene il tempo sia incerto e le garanzie nulle.

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Colombia, tra la pace e la vecchia geografia del terrore

Diana Carolina Alfonso

Il 31 maggio la Colombia decide. Decide se la storia di violenza fratricida si ripete come tragedia o se le politiche di pace e memoria collettiva hanno una seconda possibilità sulla Terra. Il Patto Storico lo sa, e buona parte del Paese anche.

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La nuova coalizione militare in America Latina

 cooperazione antidroga o riconfigurazione del potere regionale?

Questa nuova piattaforma di cooperazione militare crescerà ancora di più se candidati di destra vinceranno le prossime elezioni in Perù domenica 12 aprile 2026 e in Colombia, il 31 maggio 2026
Jorge Luis Sierra

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Il nuovo Piano Condor e il ritorno del “non ti immischiare”

Si sta aprendo un portale per l’inferno sotto gli occhi di tutti. Di fronte a questa situazione, è meglio essere paria che complice.

www.diario-red.com

Qualche giorno fa, il presidente nordamericano, circondato da ossequiosi presidenti latinoamericani, ha lanciato lo “Scudo delle Americhe” che suppone una sorta di Piano Condor civico-militare per facilitare l’intervento diretto delle forze armate locali e nordamericane sotto la veste di un’alleanza contro i cartelli.

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27.06.73: golpe in Uruguay

11 ANNI DI FEROCE DITTATURA

Il 27 giugno 1973, un colpo di stato militare ebbe luogo in Uruguay: la dittatura sarebbe durata fino al 1984… 11 anni di torture, “sparizioni”, prigionia, furti di minori e persecuzioni di rivoluzionari, democratici, sindacalisti, partigiani e attivisti solidali.

Il tutto su vasta scala: oltre 10000 prigionieri politici sistematicamente torturati; circa 400000 persone costrette all’esilio (per un Paese di meno di 3 milioni di abitanti).

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Il Plan Condor faceva parte della Guerra Fredda

e riceveva il sostegno di USA e Francia

Il Plan Condor, il sistema repressivo attuato dalle dittature militari del Cono Sud, faceva parte della Guerra Fredda e godeva del sostegno degli USA e della Francia, secondo lo scrittore e giornalista francese Pablo Daniel Magee, che documenta il rapporto di questi paesi con la cospirazione nel suo libro “La piuma del Condor”, pubblicato quest’anno in spagnolo.

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Ingerenza a grappolo nel «cortile di casa»?

La Casa Bianca si impegna ad occupare, in modo accelerato, posizioni geostrategiche in America Latina e nei Caraibi, in linea con le storiche ambizioni scritte nella sua dottrina colonizzatrice, la Dottrina Monroe.

Francisco Arias Fernández

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CIA: Il nostro uomo a Caracas

razonesdecuba.cu

La chiamata, eufemisticamente, opposizione in Venezuela, che in realtà è una controrivoluzione, secondo le parole di Karl Marx, inerente a ogni rivoluzione, è logorata dopo tanti anni di tentativi di ribaltare l’opera dei patrioti venezuelani; hanno provato quasi di tutto, compreso l’assassinio politico, e ora l’assassinio del Presidente acquista più forza, quando ancora una volta non sono riusciti a vincere alle urne e inventano ogni tipo di sotterfugio come appellarsi alla tanto decantato “frode elettorale”, tipico in tutte le elezioni svoltesi e da convocare.

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Gli ex combattenti salvadoregni rivelano il ruolo di Edmundo González nei massacri

Saheli Chowdhury  Orinoco Tribune 

L’ex candidato venezuelano di estrema destra alle elezioni presidenziali che si sono tenute il 28 luglio, Edmundo González Urrutia, si è dichiarato vincitore nonostante sia arrivato secondo. È stato riconosciuto come il “presidente” del Venezuela da Washington e da alcuni dei suoi stati vassalli come parte di un complotto che ricorda il fallito progetto Guaidó. Parallelamente, c’è un’ampia campagna sui principali media e sulle reti sociali per creare un’immagine di González come un “vecchio nonno amante degli uccelli”, un diplomatico di carriera con una “vocazione democratica” che sta “combattendo per la democrazia” contro il “regime di Maduro” in Venezuela. Tuttavia, i salvadoregni, in particolare gli ex combattenti del Fronte di Liberazione Nazionale Farabundo Martí (FMLN) dell’epoca della guerra salvadoregna, lo ricordano in modo molto diverso.

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La CIA ha torturato i cubani in Argentina

Tra i 30000 scomparsi dalla dittatura civile-militare argentina c’erano due diplomatici cubani. I loro rapimenti e sparizioni avvenivano nel quadro del Piano Cóndor. Nel 2012 e nel 2013, i loro corpi furono ritrovati sulle rive del Río de la Plata.

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Terrorismi di Stato

Gilberto López y Rivas

L’attuale guerra genocida dello Stato sionista di Israele contro la Palestina ha rimesso nel dibattito politico il concetto di terrorismo e, di conseguenza, la necessità di ricorrere al termine terrorismo globale di Stato per caratterizzare la politica di violenza perpetrata dagli apparati statali contro i popoli e governi, con il proposito di infondere paura e paralisi sociale, violando così il diritto nazionale e internazionale.

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Cile: i segreti che il governo USA continua ad occultare

Peter Kornbluh

Cinquant’anni dopo il golpe militare che rovesciò Salvador Allende e instaurò la dittatura di Pinochet, esistono ancora documenti top secret sul ruolo degli USA che devono essere declassificati.

Il 25 agosto, la CIA ha pubblicato, discretamente, sul suo sito web due documenti sul golpe militare in Cile, tenuti segreti per mezzo secolo: il President’s Daily Brief (PDB – rapporto quotidiano del presidente) della mattina dell’11 settembre 1973 (il giorno del golpe) e dell’8 settembre 1973, quando l’esercito cileno stava finalizzando i suoi piani per rovesciare il governo democraticamente eletto di Salvador Allende.

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Contro Cristina Kirchner, un nuovo piano Condor giudiziario

Geraldina Colotti

Eliminare Cristina Kirchner dalla scena politica. Questo l’evidente proposito delle forze conservatrici, che ritengono un ostacolo ingombrante la presenza della vicepresidenta argentina. L’arma utilizzata, il lawfare, l’uso della magistratura a fini politici. In questo caso, si cerca di processare Cristina come capo di una vasta rete di corruzione relativa alla costruzione di opere pubbliche durante gli anni della sua presidenza, tra il 2007 e il 2015. Diego Luciani, pubblico ministero del processo Vialidad, ha chiesto per lei 12 anni di carcere e l’inabilitazione perpetua dai pubblici uffici.

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