Tag Archives: fidel

Martí in Fidel, più che un simbolo

Fu un ordine, non fu casuale che Fidel fosse fotografato davanti a un disegno col ritratto di José Martí nel Vivac di Santiago di Cuba

 

—Si metta lì— fu un ordine, non una casualità che Fidel fosse fotografato davanti a una affiche di  José Martí nel Vivac di Santiago di Cuba.

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Schiacciante risposta di Fidel alla provocazione del governo USA

Alla fine di ottobre del 1958, Radio Rebelde diffuse un dispaccio di Fidel in cui denunciava che il dittatore Fulgencio Batista, in combutta con l’ambasciatore USA a Cuba e con l’appoggio del Dipartimento di Stato, aveva ordito manovre con l’obiettivo di coinvolgere l’Esercito Ribelle in uno scontro con il Governo USA.

Delfín Xiqués Cutiño

 

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Fidel prese Caracas

 Il 23 gennaio 1959 il Comandante in Capo visitò per la prima volta la nazione bolivariana

Luis Báez

Venerdì 23 gennaio 1959. Presto al mattino c’è un movimento insolito all’aeroporto di Columbia – Ciudad Libertad. Il motivo: un’ambasciata rivoluzionaria capeggiata dal Comandante in Capo Fidel Castro parte alla volta del Venezuela.

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Il gladiatore

Alberni Poulot

Il primo gennaio 1994, dal balcone dell’antico Municipio della Città Eroica, Santiago di Cuba, una donna nera impressionò fino alla commozione il Comandante in Capo Fidel Castro, con la declamazione della poesia “Vinceremo” del poeta comunista Manuel Navarro Luna.

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Per l’onore di Cuba…

Daily Sánchez Lemus

Non tutti confidavano che l’Esercito Ribelle avrebbe sconfitto l’Esercito costituzionale, armato e addestrato. Forse non calcolarono che, nei ribelli, le convinzioni supplivano a qualsiasi carenza di munizioni… Lo avrebbe detto Raúl già nel 1959: un soldato senza munizioni nel cervello è come un fucile inservibile. In questo risiedette l’essenza della vittoria, poiché la fede nella vittoria anche nei momenti più difficili e la forza di difendere un ideale giusto Fidel la mantenne salda e seppe trasmetterla ai suoi compagni di lotta.

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Il primo storico abbraccio tra Fidel e Chavez

Nel dicembre 1994 Fidel e Chávez si incontrarono per la prima volta. Dieci anni dopo fondarono l’ALBA (Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América)

La notte del 13 dicembre 1994, il tenente colonnello Hugo Rafael Chávez Frías scese dall’aereo che, per circa tre giorni, lo aveva portato sull’isola. «Era la prima volta che venivo fisicamente, perché nei miei sogni ero già stato a Cuba molte volte», disse in seguito di Sabaneta.

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Segui Fidel

Katiuska Blanco

Al mattino presto, quando il silenzio diffondeva i suoi sussurri come un albero in leggero movimento e la città si riposava dal trambusto, se mi fossi già ritirato a casa, lo squillo del telefono mi avrebbe avvertito che era rimasto sveglio, a rivedere dispacci telegrafici, a guardare discorsi, a scrivere, a leggere libri o a controllare gli originali della tipografia e, all’improvviso, aveva bisogno di chiedere un’informazione cruciale o un’opinione sul corso degli eventi e sulle vite che dipendevano da una denuncia pubblica o da un’urgente articolazione di forze a favore di una lotta popolare e giusta.

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Denunciando: cosa farebbe Fidel?

Arleen Rodríguez Derivet

Nove anni senza Fidel e con Fidel, perché come lui stesso annunciò nel suo ultimo messaggio, le idee dei comunisti cubani rimarranno. Questo 25 novembre, centinaia di messaggi e piccoli video con le sue parole in diversi momenti inondavano le retii sociali.

Fidel, come Martí, ha ormai una sopravvivenza infinitamente più lunga della sua stessa vita. Finché le sue idee prevarranno, Fidel rimarrà vivo e operante.

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Come ricordare Fidel?

Eugenio Suárez Pérez

Ricordare Fidel significa abbracciare le sue idee e trasformarle in realtà, assumersi la responsabilità del suo esempio e agire come lui, continuare il lavoro che ha iniziato e guidato.

È molto comune sentire o leggere frasi come “Io sono Fidel…!”, oppure “Lo senti, lo senti: Fidel è presente!”.

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Il Capo

Abbiamo Fidel e onorarlo implica non rinunciare a condurre i destini  patrii né tradire l’unità che forgiò con la coscienza che senza questa non ci sarebbe dignità. Potremmo dire con i versi di Guevara:Quando suona il primo sparo e si risveglia / in vergine stupore, la manigua intera, /lí, al tuo fianco, sereni combattenti /ci terrai

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La nostra leggenda

Katiuska Blanco

Le assi di legno avevano perso la durezza rustica e conservavano la frescura umida del bosco. Fu ciò che pensò quando reclinò la testa sul tavolo per alcuni minuti, solo in apparenza infiniti. I suoi pensieri andavano e venivano come un torrente lontano nel mare della memoria, fluivano e rifluivano come maree indocili nel sogno:

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Fidel e la religione, la storia del possibile

In questo novembre si compiono 40 anni dalla pubblicazione di questo prezioso libro

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Il 17 novembre e il canocchiale di Fidel

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Novembre e l’ossessione di assassinare il nostro Comandante

Cubadebate

Questa gente non riposava e non lasciava riposare… anno dopo anno, ancora e ancora…

Novembre 1960…

Un piano orchestrato dalla CIA contro la vita del nostro Comandante in capo fu sventato con la cattura dei controrivoluzionari Armando Cubría Ramos e Mario Tauler Sague, che si erano infiltrati da Punta de Hicacos, provincia di Matanzas, provenienti dalla Florida, per eseguire gli ordini dell’agente della CIA Eladio del Valle Gutiérrez. Furono sequestrate loro armi, granate a frammentazione, un equipaggiamento a controllo remoto e sei detonatori.

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“Vale la pena aver vissuto nel secolo di Fidel”

Marxlenin Pérez Valdés

20 anni dal discorso del 17 novembre 2005

 

È difficile che il popolo non si riferisca a Fidel semplicemente con il suo nome. Ciò è dovuto, tra gli altri fattori, all’identificazione che è riuscito a stabilire con le masse. Tuttavia, nel contesto appropriato, laddove colloquialmente si dice “el caballo” (il cavallo), “el uno” (il numero uno), “el jefe” (il capo), “el genio” (il genio)… non è necessario specificare che si sta parlando anche di Fidel.

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