per lobbying segreto a favore di Maduro nel 2017
PDVSA ha pagato 20 milioni di $ per aprire un canale verso Trump, ma la lettera con la proposta di uscita negoziata firmata da Maduro, promessa dall’imprenditore Raúl Gorrín, non è mai stata consegnata
David Rivera, compagno di azione politica e persona vicina al segretario di Stato Marco Rubio, è stato condannato a dieci anni di prigione per aver agito come agente sotto copertura del governo di Nicolás Maduro. La sentenza chiude il capitolo giudiziario, ma lascia scoperto il punto più oscuro dell’operazione: il governo venezuelano ha investito milioni di $ e teso un ponte diretto verso la Casa Bianca, eppure la lettera firmata da Maduro che formalizzava l’offerta di uscita pacifica non è mai arrivata a destinazione.
Redazione: La Tabla / Piattaforma di Giornalismo di Dati
La giudice federale Melissa Damian ha condannato questo giovedì a 10 anni di prigione l’antico congressista repubblicano David Rivera per aver agito come “agente non registrato” del governo del Venezuela e riciclaggio di denaro. La magistrata ha qualificato la sua condotta come una questione di «avidità e tradimento» per aver accettato milioni di $ dal governo di Nicolás Maduro mentre occultava quella relazione ai suoi alleati politici, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio. Ma dietro la sentenza c’è una storia più complessa: quella di un piano di uscita negoziata che è stato pagato con milioni di $, che ha avuto un canale diretto verso il presidente Donald Trump, e che si è dissolto quando il documento chiave non è mai stato consegnato.
Il piano: una lettera firmata da Maduro per negoziare la sua uscita
Nel 2017, il governo del Venezuela attraversava una crisi economica e politica soffocante per le sanzioni internazionali. In quel contesto, emerse un piano per negoziare un’uscita pacifica: Nicolás Maduro si sarebbe dimesso volontariamente e gli USA avrebbero levato le sanzioni. L’offerta si sarebbe formalizzata mediante una lettera firmata da Maduro e diretta a Trump, nella quale il presidente venezuelano si impegnava a iniziare un processo di transizione democratica.
Per portare quella lettera alla Casa Bianca, si progettò un’operazione di pressione che coinvolse David Rivera, ex congressista della Florida e amico stretto dell’allora senatore Marco Rubio, e Raúl Gorrín, imprenditore e avvocato proprietario di Globovisión, che si presentava come interlocutore valido davanti a Maduro. Il contratto con PDVSA US, casa madre di Citgo, fu di 50 milioni di $. Ne furono pagati almeno 20 milioni. La struttura era montata. Il canale verso Trump, aperto. La lettera non è mai arrivata.
Raúl Gorrín: il socio che ha incassato milioni e non ha mai consegnato la lettera
Raúl Gorrín non è stato un semplice intermediario. Il fascicolo giudiziario conferma che è stato socio attivo e beneficiario diretto dei fondi. Dei 15 milioni di $ del pagamento iniziale che Rivera ha ricevuto da PDVSA US, Gorrín ha ricevuto 3,75 milioni, trasferiti attraverso Interglobal Yacht Management LLC, una compagnia che amministrava i suoi yacht di lusso. L’accusa formale segnala che Rivera ha utilizzato parte dei fondi di PDV USA per «compensare Raul Gorrin per presunti servizi legali».
Gorrín si presentava davanti a Rivera e davanti a Rubio come qualcuno con relazione stretta a Maduro. Nel primo incontro, Rivera ha mostrato a Rubio sul suo computer un conto con transazioni milionarie attribuite a Gorrín, come presunta prova che finanziava l’opposizione venezuelana. Rubio ha dichiarato di non sapere a chi appartenesse il conto e di non aver chiesto al riguardo.
La connessione Gorrín-Delcy Rodríguez
Il legame operativo tra Gorrín e l’allora cancelliere Delcy Rodríguez è documentato nel fascicolo. I pubblici ministeri hanno presentato messaggi tra i due sulle specifiche e i documenti del contratto. Nel marzo 2017, mentre il Consiglio di Amministrazione di PDVSA si riuniva a Caracas, è stata emessa una risoluzione — con copia a Rodríguez, che era anche vicepresidente di PDVSA — che approvava la contrattazione di Interamerican Consulting, l’impresa di Rivera, per 50 milioni di $. La risoluzione autorizzava specificamente PDV USA a firmare il contratto. Non era un’iniziativa imprenditoriale privata: è stata approvata dalla struttura del governo venezuelano con il cancelliere come supervisore diretto.
I due incontri con Marco Rubio
Gli incontri con l’allora senatore Marco Rubio sono avvenuti nel luglio 2017 e sono stati due:
– Primo incontro: Rivera ha prospettato a Rubio che persone dentro il governo di Maduro erano disposte a negoziare un’uscita pacifica. Il piano includeva la lettera firmata da Maduro diretta a Trump. Rubio ha accettato di esplorare la via.
– Secondo incontro: Concordato per la consegna del documento, vi hanno partecipato Rivera, la sua socia Esther Nuhfer e Raúl Gorrín. Rubio aspettava di ricevere la lettera. Gorrín è arrivato senza di essa. Non c’è stata spiegazione. Si è limitato a lamentarsi della situazione in Venezuela. Rubio ha qualificato l’incontro come «una perdita di tempo» e ha dato per chiusa la via.
Il vuoto che nessuno ha colmato
La domanda centrale non ha risposta nel fascicolo: perché non è stata consegnata la lettera? Si aprono tre possibilità, tutte compatibili con i fatti conosciuti.
1) Maduro potrebbe aver rifiutato di firmarla quando gli è stata presentata la proposta.
2) Potrebbe aver conosciuto l’offerta e essersi rifiutato di impegnarsi per iscritto.
3) O potrebbe non essere mai venuto a sapere che quella lettera gli era stata promessa a Washington a suo nome.
Qualsiasi delle tre opzioni lascia scoperto un fatto scomodo: l’operazione di pressione non era un’iniziativa unificata del governo venezuelano, ma una gestione impulsata da settori interni che agivano con autonomia, o almeno con informazioni che non condividevano pienamente con il presidente.
#InConclusione
La sentenza di 10 anni chiude il capitolo giudiziario contro Rivera, ma lascia aperto l’interrogativo centrale. Il governo del Venezuela ha pagato 20 milioni di $ per aprire un canale verso Trump attraverso Marco Rubio. La lettera firmata da Nicolás Maduro che doveva formalizzare l’offerta di uscita negoziata non è mai stata consegnata. Il fascicolo conferma i pagamenti — 3,75 milioni a Raúl Gorrín inclusi —, documenta il coordinamento tra Gorrín e Delcy Rodríguez, e raccoglie la testimonianza di Rubio sui due incontri del luglio 2017. Ciò che non spiega è perché, al momento di formalizzare l’accordo, il documento chiave non sia mai apparso. Quel vuoto è il cuore del caso.

