L’Ecuador ha trasformato la discussione democratica in un silenziamento dittatoriale e persecutorio che ogni volta limita di più il diritto di fare politica
La detenzione di Luisa González, ex candidata presidenziale e principale figura dell’opposizione ecuadoriana, segna il punto di non ritorno per le istituzioni in Ecuador. L’arresto della dirigente di Revolución Ciudadana, eseguito durante la notte nella provincia di Manabí, non rappresenta un fatto isolato né un procedimento giudiziario di routine: è la conferma che il governo di Daniel Noboa ha rotto definitivamente con le regole della democrazia per consacrarsi come una dittatura aperta che perseguita i suoi oppositori.




