Principali sfide del III Vertice CELAC

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CELACIl Terzo Vertice della CELAC, in Costarica, dovrà sostenere le nazioni che oggi sono aggredite, sostenere il processo di negoziati per porre fine al conflitto in Colombia, perché la Patria Grande mantenga la sua premessa di essere una zona di Pace, chiedere la fine definitiva del blocco contro Cuba, e sostenere una maggiore cooperazione nella lotta contro la povertà, le malattie e per il diritto fondamentale dei popoli ad una vita dignitosa.

Mentre la Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC) si è rafforzata come blocco e ha compiuto importanti passi per l’unità della Patria Grande, il III Vertice in Costarica, la prossima settimana, dovrà chiamare ad accentuare la sua integrazione di fronte alle nuove sfide ed ostacoli, ed intensificare la sua lotta contro la povertà.

josemart1-000Non è una rivelazione che i settori più conservatori e sempre annessionisti della regione stessa, incoraggiati da USA ed Europa, vedono con apprensione i progressi compiuti dall’America Latina e Caraibi negli ultimi anni, frutto del “… andare a ranghi serrati, come argento nelle radici delle Ande”, come scrisse l’Apostolo ed indipendendista cubano José Martí nel suo saggio “Nuestra America”, pubblicato nel 1891.

Neppure sono notizie  gli  assidui sforzi dei nemici della Patria Grande per dividerla e destabilizzare le nazioni che la formano, per impedire, a tutti i costi, un ulteriore rafforzamento della CELAC.

Per nulla sono casuali la guerra economica imposta al Venezuela, le azioni sovversive contro l’Argentina, Ecuador, Brasile e Bolivia, per citare i più attaccati, e le campagne mediatiche di cui sono obiettivi i loro rispettivi governi progressisti, difensori, insieme a Cuba, dell’unità di Nuestra America.

Gli oppositori della CELAC pretendono distrarre l’attenzione dal suo obiettivo principale, l’integrazione definitiva della Patria Grande, cercando di generare conflitti nazionali, perturbando l’ordine interno in diversi paesi, e creando potenziali conflitti tra popoli vicini.

Quelle vecchie pratiche degli avversari dell’America Latina e dei Caraibi si sono accresciute in risposta ai nuovi venti freschi d’indipendenza, sovranità ed unità che soffiano dal Rio Bravo alla Patagonia, e che per alcuni sono uragani perché pregiudicano, pur nel loro poco tempo, il dominio imperiale.

Affrontare queste sfide e superare gli ostacoli che di sicuro saranno interposti, oltre ai complessi problemi economici, sociali ed ambientali che vive attualmente l’umanità, saranno i compiti prioritari che avrà la CELAC, d’ora in poi, per evitare battute d’arresto.

E’ più che confermato che neoliberali ed oppressori non hanno posto nella Nostra America, e che solo con l’unità dei popoli e dei governi sarà sconfitta ogni pretesa di tornare ai vecchi tempi di ignominia.

Principales retos de nuestra Patria Grande en la III Cumbre #CELAC

La III Cumbre de la CELAC en Costa Rica deberá respaldar a las naciones que hoy son agredidas, apoyar el proceso de negociaciones hacia el fin del conflicto en Colombia, para que la Patria Grande mantenga su premisa de ser una zona de Paz, demandar el cese definitivo del bloqueo a Cuba, y abogar por una mayor cooperación en la lucha contra la pobreza, las enfermedades y por el derecho fundamental de sus pueblos a una vida digna.

Si bien la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC) se ha fortalecido como bloque y dado importantes pasos en aras de la unidad de la Patria Grande, su tercera Cumbre en Costa Rica, la próxima semana, deberá llamar a acentuar su integración ante nuevos retos y obstáculos, e intensificar su lucha contra la pobreza.

No es una revelación que los sectores más conservadores y siempre anexionistas de la propia región, alentados desde Estados Unidos y Europa, ven con recelos el avance logrado por Latinoamérica y el Caribe en los últimos años, fruto del “…andar en cuadro apretado, como la plata en las raíces de los Andes”, como escribiera el Apóstol e independentista cubano José Martí en su ensayo “Nuestra América”, publicado en 1891.

Tampoco son noticias los asiduos pujos de los enemigos de la Patria Grande de dividirla, y desestabilizar a las naciones que la conforman, para impedir a toda costa un mayor fortalecimiento de la CELAC.

Para nada son casuales la guerra económica impuesta a Venezuela, las acciones subversivas contra Argentina, Ecuador, Brasil y Bolivia, por citar los más atacados, y las campañas mediáticas de que son blancos sus respectivos gobiernos progresistas, defensores a ultranza, junto a Cuba, de la unidad de Nuestra América.

Los contrarios a la CELAC pretenden distraer la atención de su objetivo principal, la integración definitiva de la Patria Grande, tratando de generar conflictos nacionales, perturbando el orden interno en diferentes países, y creando eventuales conflictos entre pueblos vecinos.

Esas viejas prácticas de los adversarios de Latinoamérica y el Caribe se han acrecentado en respuesta a los nuevos vientos frescos de independencia, soberanía y unidad que soplan desde el Rio Bravo hasta la Patagonia, y que para algunos son huracanados porque perjudican su hasta muy poco tiempo dominio imperial.

Enfrentar tales retos y sortear los obstáculos que de seguro le serán interpuestos, además de los complejos problemas económicos, sociales y medioambientales que vive actualmente la humanidad, serán las tareas prioritarias que tendrá la CELAC en lo adelante para evitar retrocesos.

Está más que corroborado que los neoliberales y opresores no tienen cabida ya en Nuestra América, y que únicamente con la unidad de los pueblos y gobiernos cualquier pretensión de volver a los pasados tiempos de ignominia serán derrotados.

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