Inizia oggi alle Nazioni Unite il dibattito sul blocco USA contro Cuba

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (AGNU) inizia oggi a New York la prima delle due sessioni di dibattito sul progetto di risoluzione presentato da Cuba sulla necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario del governo USA.

Bruno Rodríguez Parrilla, ministro degli Esteri dell’isola, si trova nella città nordamericana per partecipare a queste sessioni dell’organo deliberativo internazionale e giovedì presenterà il rapporto del suo Paese che chiede la revoca delle misure coercitive unilaterali.

Il documento, redatto in conformità con la risoluzione 77/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sarà sottoposto al voto dell’Assemblea stessa, dove negli ultimi tre decenni la comunità internazionale ha ratificato il suo rifiuto della politica unilaterale di Washington.

Recentemente, il Ministro degli Esteri cubano ha previsto che, come accade dal 1992, il mondo rivendicherà il diritto di Cuba a vivere senza gli effetti del blocco, in vigore da più di 60 anni e rafforzato a livelli senza precedenti nel contesto dell’UNSCID-19.

Secondo questo rapporto, a prezzi correnti, i danni accumulati ammontano a 159.084 milioni di dollari e tra il 1° marzo 2022 e il 28 febbraio 2023 hanno raggiunto quattromila 867 milioni di dollari (405 milioni di dollari al mese).

Il testo sottolinea che l’ultimo anno è stato segnato dalla continua e deliberata applicazione delle misure di massima pressione stabilite durante il mandato di Donald Trump, dalla validità delle leggi che compongono questo sistema di misure coercitive unilaterali e dall’inerzia e dall’immobilismo dell’attuale governo del presidente Joseph Biden nel promuovere un reale progresso nelle relazioni bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti.

Le autorità della più grande delle Antille hanno denunciato che il blocco è l’elemento centrale che definisce la politica di Washington nei confronti dell’Avana, e la sua intensificazione mira deliberatamente al collasso del Paese.

La risoluzione presentata da Cuba nel 2022 è stata approvata con 185 voti a favore, due contrari (Stati Uniti e Israele) e due astensioni (Brasile e Ucraina).

VEDI QUI IL RAPPORTO CHE CUBA PRESENTA OGGI ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ONU (in spagnolo)


la trentunesima occasione, del progetto di risoluzione intitolato  «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba», che si svolgerà il 1º e il 2 novembre nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (AGNU).

Il Ministro interverrà giovedì 2 nella AGNU, Forum dove negli ultimi tre decenni la la comunità internazionale ha ratificato la condanna di questa ingiusta e illegale politica che si mantiene vigente da più di 60 anni ed è stata rinforzata a livelli senza precedenti nel contesto della  COVID-19.

Il progetto di risoluzione che si sottoporrà all’Assemblea richiama all’ eliminazione delle misure coercitive unilaterali contro Cuba, i cui danni economici stimati a prezzi correnti, ascendono a 159 084,3 milioni di dollari e a 1 bilione 337 057 milioni, considerando il comportamento del dollaro di fronte al valore dell’oro nel mercato.

Nel  2022 la risoluzione presentata da Cuba è stata approvata con 185 voti a favore e 2 contrari (Stati Uniti e Israele).

Ancora una volta Cuba e il suo popolo confidano sull’appoggio schiacciante e deciso della comunità internazionale nel suo legittimo reclamo di porre fine al blocco.


Il Presidente cubano si appella alle Nazioni Unite per chiedere la fine del blocco

Il Presidente Miguel Díaz-Canel ha invitato oggi la comunità internazionale ad accompagnare questa settimana Cuba nella richiesta di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA).

Attraverso il social network X, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba ha ricordato che l’1 e il 2 novembre l’organo deliberativo internazionale esaminerà il progetto di risoluzione intitolato “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”.

Chiediamo alla comunità internazionale di unirsi a noi nel condannare il blocco genocida”, ha detto Díaz-Canel nel suo messaggio, con l’hashtag #MejorSinBloqueo.

“La “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro #Cuba” torna domani all’Assemblea Generale dell’@ONU.

Chiediamo alla comunità internazionale di unirsi a noi nel condannare il Blocco Genocida”.

Sullo stesso social network, il primo ministro cubano Manuel Marrero ha fatto riferimento alla presentazione del rapporto all’Assemblea Generale da parte del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla, arrivato a New York martedì.

La voce del nostro Paese torna all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha detto Marrero.

Il Primo Ministro ha anche utilizzato l’hashtag #MejorSinBloqueo (MeglioSenzaBlocco), che sta guidando la campagna sui social network per aggiungere voti a favore della risoluzione cubana contro l’assedio statunitense, imposto ufficialmente nel febbraio 1962, durante l’amministrazione di John F. Kennedy.

“La voce del nostro Paese torna all’Assemblea generale dell’@ONU. Il progetto di risoluzione “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro #Cuba” sarà presentato dal nostro ministro degli Esteri @BrunoRguezP.”

Rodríguez Parrilla ha recentemente previsto che, come è accaduto sin dalla prima presentazione del documento nel 1992, la comunità internazionale rivendicherà il diritto di Cuba a vivere senza gli effetti di questa politica unilaterale ed extraterritoriale, che egli descrive come un atto di genocidio.

La risoluzione presentata dalla più grande delle Antille nel 2022 è stata approvata con 185 voti a favore e due contrari (Stati Uniti e Israele).

L’ultimo rapporto di Cuba copre il periodo tra il 1° marzo 2022 e il 28 febbraio 2023, in cui i danni causati dall’assedio di Washington sono stimati nell’ordine di quattro miliardi e 867 milioni di dollari.

Secondo il testo, i 12 mesi presi in considerazione sono stati segnati dalla continua e deliberata applicazione delle misure di massima pressione stabilite durante il mandato di Donald Trump, dalla validità delle leggi che compongono questo sistema di misure coercitive unilaterali e dall’inerzia e dall’immobilismo dell’attuale governo del presidente Joseph Biden nel promuovere un reale progresso nelle relazioni bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti.

VEDI QUI IL RAPPORTO CHE CUBA PRESENTA OGGI ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ONU (in spagnolo)


Al lato di Cuba, il mondo

Dall’ONU si sono alzate le voci contro il blocco

La necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA contro Cuba, torna a centrare oggi il dibattito nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite  (AGNU), donde l’ampia comunità internazionale voterà, verso mezzogiorno sulla risoluzione presentata  dall’Isola, nella quale si denunciano i gravi danni economici e sociali provocati da questa politica in più di sei decenni d’applicazione.

«Per più di 30 anni gli Stati Uniti hanno ignorato e mancato di rispetto alla comunità internazionale rappresentata nella AGNU, mantenendo e  rafforzando il blocco genocida contro Cuba, nonostante la condanna universale.

Continueremo ad andare e continueremo a insistere, ha segnalato nella rete sociale X il Primo  Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

Ieri mercoledì 1º novembre, circa cinquanta delegazioni ufficiali in rappresentazione dei più diversi gruppi politici ed economici del pianeta e in nome delle proprie nazioni hanno espresso la forte e storica condanna per le misure unilaterali degli USA. Inoltre è stato reclamato che si tolga Cuba dalla lista degli Stati patrocinatori del terrorismo.

Si sono sentite parole molto forti perché, come ha scritto in X il membro del Burò Politico e ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ancora una volta il Governo USA resta isolato di fronte all’enorme reclamo della comunità internazionale per una Cuba migliore senza il blocco.

Nel plenario della ONU, i presenti hanno ricordato che dopo più di tre decenni dalla prima risoluzione della AGNU contro il blocco, il Governo USA continua a ignorare le numerose dichiarazioni che reclamano  l’eliminazione senza condizioni della loro politica fallita, unilaterale e criminale contro l’Isola.

La relazione presentata da Cuba alla ONU denuncia i danni provocati dal blocco tra il 1º marzo del 2022 e il 28 febbraio del 2023.

Spiega che più del 80% della popolazione cubana attuale ha conosciuto la sua nazione solo sotto gli effetti devastanti di questa politica.

Nel periodo, i danni si stimano nell’ordine dei 4 867 milioni di $.

Se non esistesse il blocco il PIL di Cuba sarebbe cresciuto del 9% nel 2022.

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.