Siamo fedeli alla Palestina

I giovani e la popolazione dell’Avana in generale hanno marciato giovedì a sostegno del popolo palestinese, vittima del genocidio sionista.

Perché i giovani e il popolo dell’Avana hanno manifestato ieri? Perché i giovani e il popolo dell’Avana marciano questo giovedì? Perché Gaza è stata ridotta praticamente in macerie, perché Israele ha ucciso quasi 15000 palestinesi, più della metà dei quali bambini e donne, perché ci sono già più di 40000 feriti, 6000 dispersi e più di 1,5 milioni di sfollati verso sud, dove vengono anche massacrati.

Perché la popolazione sofferente di Gaza è stata privata dell’acqua, dell’elettricità, del cibo, delle medicine, del carburante… perché i suoi ospedali, le sue scuole, le sue chiese e i suoi rifugi sono stati bombardati, perché Gaza piange i suoi morti e anche i nostri cuori battono con loro, perché non possiamo essere indifferenti.

Perché il popolo palestinese è sottoposto da più di 70 anni a un’usurpazione dantesca, perché è ora di porre fine all’impunità con cui Israele lancia la sua macchina da guerra come una bestia selvaggia, perché il popolo palestinese merita di vivere, i suoi figli hanno bisogno di sorridere e crescere, perché tutti abbiamo bisogno di pace.

Marciamo perché siamo esseri umani che amano il bene e la giustizia, perché il mondo ha il diritto di conoscere la verità sul genocidio in atto a Gaza, con l’aperto sostegno degli Stati Uniti. Marciamo per unirci alla richiesta di una Palestina libera, un diritto così spesso rivendicato da milioni di persone nel pianeta e così spesso difeso da Fidel.

Marciamo perché, come ha saggiamente affermato, “gli eroici palestinesi sono un esempio impressionante di abnegazione e patriottismo, e sono il simbolo vivente del più grande crimine del nostro tempo”. Marciamo per la vita, per il futuro, per loro, per noi, per tutti. Marciamo per l’umanità.

Fonte: Juventud Rebelde

Traduzione: italiacuba.it


L’Avana con il popolo palestinese

A La Piragua uno studente palestinese e la Seconda Segretaria della UJC, l’organizzazione giovanile, hanno ricordato i più di 10000 morti tra i quali migliaia di bambini e di donne.

 

Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, con altri dirigenti della Rivoluzione, hanno accompagnato centinaia di giovani e di cittadini dei quartieri del centro della capitale, in avenida de Malecón da G  e sino all’ambasciata degli Stati Uniti, per dimostrare la loro solidarietà con le vittime dei bombardamenti d’Israele sulla Striscia di Gaza.

L’ordine della partenza lo ha dato Raúl Alejandro Palmero, Primo Segretario del Comitato Provinciale dell’Unione dei Giovani Comunisti (UJC) a L’Avana, lì nel luogo noto come  La Piragua, uno studente palestinese e la Seconda Segretaria dell’organizzazione giovanile, Meyvis Estévez Echeverría, hanno ricordato i più di 10000 morti tra i quali  migliaia di bambini e di donne.

Il Governo del Qatar ha informato che la tregua umanitaria temporanea nella Striscia di Gaza tra il movimento di resistenza islamica palestinese Hamás e Israele comincerà oggi venerdì alle sette ora locale, ha precisato il portale  Cubadebate.

In accordo con il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, il  Dr. Majed Al Ansari, oggi saranno liberati alle 16.00, ora locale, 13 donne e bambini che sono trattenuti da Hamas dal 7 ottobre, quando fu realizzata l’Operazione Diluvio di Al-Aqsa nei territori palestinesi occupati dall’ente sionista.

Nonostante la prossimità della tregua, ieri giovedì 23, Israele ha bombardato con aerei e artiglieria Khan Yunis, a sud di Gaza, ed ha assassinato almeno 15 palestinesi. Inoltre ha attaccato i campi dei rifugiati di Yabalia e Nuseirat.

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