Un omaggio alla vita e alla storia

I resti mortali di19 combattenti sono tornati alla Sierra Maestra, per continuare la permanente vigilanza, con il loro capo, il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque, e di altri 73 compagni.

 

Santiago di Cuba – I passi marziali hanno rotto il silenzio della montagna santiaghera all’alba di mercoledì 10 aprile.

La cima della collina La Esperanza è divenuta un’altra volta uno spazio che accoglie e abbraccia 19 combattenti i cui resti mortali sono ritornati in queste indomite montagne per restare in permanente vigilanza con il loro eterno capo, il  Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque, e altri 73 compagni.

Hanno percorso poco meno di un chilometro, davanti agli ossari nei carri rurali del Museo centrale del paese di Cruces de los Baños, alla base di questa significativa collina dove si erige il Mausoleo del Terzo Fronte Mario Muñoz, uno di questi luoghi sacri della Patria.

È iniziata così la cerimonia di trasferimento e inumazione dei resti dei combattenti di questo Fronte guerrigliero, morti durante la Guerra di Liberazione o deceduti dopo il trionfo della Rivoluzione.

Il momento è stato solenne, molto raccolto, presieduto dal leader della Rivoluzione Cubana, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, e dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

La melodía di /Hasta pronto/, composta dal Comandante della Rivoluzione Almeida, accompagna le colonne dei portatori mentre collocano, come un tesoro prezioso, i resti dei combattenti sui piedestalli disposti al centro del Mausoleo, tra le palme. Si ascoltano le note dell’Inno nazionale e diviene impossibile non ricordare la storia di tanti valorosi compagni che fecero della loro vita un onore costante alla Patria.

Con la loro lealtà a tutta prova, il loro sacrificio e la loro difesa del giusto:  « si trasformano in eroi gli uomini semplici e il loro esempio ìn una leggenda», ha detto nell’omaggio la membro del Comitato Centrale del Partito e prima segretaria del Comitato Provinciale del Partito a Santiago di Cuba, Beatriz Johnson Urrutia.

«Sono loro, ha indicato, gli ispiratori per le attuali e future generazioni di cubani. E lo hanno dimostrato nello straordinario esempio di fermezza, stoicismo, coraggio, sacrificio, resistenza e dignità dimostrati nella loro traiettoria rivoluzionaria.

«Noi cubani dovremo sempre ritornare qui, una e un’altra volta, a far tesoro dell’esempio di queste truppe comandate da Juan Almeida Bosque», ha sottolineato per poi ratificare che «le presenti e future generazioni di cubani, con la guida la guida del Partito Comunista di Cuba e l’esempio della generazione storica, continuiamo e continueremo  a consolidare quest’opera, con il principio che solo l’unità ci ha dato la vittoria e manterrà la Rivoluzione».

Di nuovo la melodia ha rotto il silenzio, i portatori si sono avviati verso i tumoli nei quali saranno inumati i resti, mentre si ascoltano i nomi d’ognuno di loro.

Nello stesso tempo tre corone di fiori offerte dal Generale d’Esercito, dal Presidente della Repubblica, e dai familiari dei combattenti, sono collocate sulla cima del monumento.

In onore e omaggio postumo per i combattenti, la cornetta suona il Silenzio e il plotone spara tre salve di fucileria.

Poi si ascoltano gli accordi della Marcia del 26 di Luglio e Raúl, con Díaz-Canel, dal Comandante dell’Esercito Ribelle José Ramón Machado Ventura, e altri dirigenti del Partito e dello Stato, presenti nella cerimonia, offrono rose bianche, davanti alla fiamma eterna che custodisce gli eroi.

E proprio lì dove riposano i resti dell’indimenticabile leader del Terzo Fronte, il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque, il Generale d’Esercito è stato il primo ad offrire la rosa e con questo gesto ha offerto anche il suo omaggio silenzioso e il saluto militare a chi non solo è stato un valoroso rivoluzionario, ma anche un indimenticabile fratello di lotta.


Omaggio alla fedeltá degli eroi

Raúl e Díaz-Canel hanno presieduto la cerimonia d’inumazione dei resti di 40 combattenti del Secondo Fronte Orientale Frank País e di 19 del Terzo Fronte Mario Muñoz

 

16.04 – Silenzio, omaggio, certezze, speranza. Sorge il sole ai piedi della montagna di Mícara. Per il sentiero che conduce all’imponente Mausoleo del Secondo Fronte Orientale Frank País avanzano i carri con i resti mortali di 40 combattenti che si riuniscono alle altre centinaia che riposano.

Attento ad ogni movimento il capo della Rivoluzione Cubana, Generale d’ Esercito Raúl Castro Ruz, capo fondatore di questo Fronte guerrigliero, amico e fratello di lotta di tanti valorosi rivoluzionari. Al suo fianco il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

Alcuni giorni fa sono stati sulla cima della collina La Esperanza, nel Terzo Fronte Mario Muñoz, che ha accolto 19 combattenti i cui resti mortali sono ritornati a queste indomite montagne per continuare in permanente veglia assieme al loro eterno capo, il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque, e altri 73 compagni.

La melodia /Hasta pronto/, di Almeida, ha accompagnato la cerimonia di trasferimento dei resti dei combattenti dei due fronti, morti durante la guerra di liberazione o dopo il trionfo della Rivoluzione.

La solennità fa proprio ogni spazio e le note del nostro Inno Nazionale irrompono nella Sierra. .

«Ai nostri morti gloriosi va il primo ricordo, ha detto il Comandante dell’Esercito Ribelle José Ramón Machado Ventura, combattente anche nel Secondo Fronte.

Nelle sue parole l’evocazione alla vita e all’opera di tutti loro che «continuano ad accompagnare il nostro popolo con la forza che emana dal loro esempio, nell’irrinunciabile impegno di portare avanti la Rivoluzione».

Della loro lealtà a tutta prova del loro sacrificio e della loro difesa del giusto che «trasforma gli uomini semplici in eroi e il loro esempio in leggenda ha parlato , nell’omaggio nel Terzo Fronte, la membro del Comitato Centrale del Partito e prima segretaria del Comitato Provinciale del Partito in Santiago di Cuba, Beatriz Johnson Urrutia.

All’unisono, tre corone di fiori, in nome del Generale d’Esercito, del Presidente della Repubblica, e dei familiari dei combattenti–, sono collocate sul monumento nel Terzo Fronte.

Anche i familiari dei combattenti hanno accompagnato gli ossari sino ai tumoli, mentre si ascoltavano i nomi dei 40 guerriglieri del Secondo Fronte.

Raúl, accompagnato da Díaz-Canel, dal Comandante dell’Esercito Ribelle José Ramón Machado Ventura, e da altri dirigenti del Partito e dello Stato, presenti nelle due cerimonie hanno posto rose bianche davanti alla fiamma eterna che custodisce gli eroi.

E proprio lí, dove riposano i resti dell’indimenticabile leader del Terzo Fronte, il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque, il Generale d’Esercito è stato il primo a porre un fiore.

Con questo gesto, anche il suo omaggio silenzioso e il saluto militare a chi non solo è stato un valoroso rivoluzionario, ma anche un insostituibile fratello di lotta.

Nel Secondo Fronte, un nuovo incontro con la sua indimenticabile Vilma.

Davanti al monolito che custodisce le sue ceneri, si ferma, pone un fiore e saluta militarmente. Lo fa con la fermezza he merita l’incomparabile compagna di lotta e con la tenerezza di chi con lei ha condiviso tanti anni di vita e di sogni.

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.