Fernando Cerimedo è in carcere, ma la macchina elettorale che lo rendeva forte è ancora intatta e i porros (gli attivisti) digitali sono solo in attesa della nomina di un nuovo capo
Come è possibile che qualcuno senza carisma né creatività e la cui unica abilità è mentire senza pudore, sia riuscito a diventare il principale consulente di diversi presidenti sudamericani? La risposta sta in un cocktail che mescola un gruppo di porros (attivisti) digitali con una macchina tecnologica specializzata nel muovere le emozioni. Fernando Cerimedo è fuori, ma l’operatore di quella macchina è ancora attivo e i porros sono solo in attesa che venga loro nominato un nuovo capo.
Quando dopo l’arresto di Cerimedo in Bolivia è stata smantellata una fattoria di bot, diverse persone hanno segnalato che i numeri di like e retweet di La Derecha Diario e di Javier Milei sono diminuiti considerevolmente. Ma nulla che non si possa risolvere: si sostituisce il server, i telefoni e le SIM, si sostituisce Cerimedo e la macchina può continuare a funzionare come fino ad ora, o meglio.
Si può pensare a Cerimedo con questa immagine del consulente elettorale con idee, inventiva, dirompente. Come quel personaggio interpretato da Richard Gere nel film Power (Il Prezzo del Potere, 1986) che con il suo ingegno trasformava in vincitore il candidato più goffo e grigio. Ma la stessa traiettoria di Cerimedo dimostra che il suo non è la creatività. È un cattivo scammer (frodatore), un pessimo truffatore, un ciarlatano. Ci ha provato come giocatore di poker e ha fallito. Ci ha provato come venditore di alloggi e lo hanno beccato nella truffa. Ha cercato di vendersi come laureato ad Harvard e consulente di Obama, e lo hanno scoperto nella menzogna. La sua apparizione in un video di YouTube, dopo la vittoria di Lula in Brasile, è servita solo a incriminarlo. Ma ha imparato da tutto questo e ha scoperto che la sua traiettoria di truffatore era il suo stesso brand, il suo marchio di qualità agli occhi di altri truffatori che lo avrebbero assunto proprio per la sua mancanza di scrupoli. Così è arrivato a Milei, a De la Espriella, a Juan Orlando Hernández (o a Nasry Asfura, se preferite la versione istituzionale). Quei personaggi che impressiona con un enorme schermo di “monitoraggio in tempo reale” che in realtà è un video preregistrato molto probabilmente fatto con l’IA.
Quella traiettoria di truffe che vende ad altri truffatori gli ha permesso di allestire una scenografia per interpretare un consulente elettorale. La sua società di consulenza ha dietro di sé una rete di “media” (portali web e canali social) e relazioni con influencer. Ma ciò che gli ha davvero dato forza ed efficacia è stata la sua alleanza con Brad Parscale, l’erede di Cambridge Analytica che ha aiutato Donald Trump a vincere attraverso il microtargeting digitale.
Da quell’alleanza è uscito oro puro elettorale. Cerimedo e Negre mi ricordano gli scagnozzi dell’Avvoltoio che, nel film Spider-Man: Homecoming, improvvisamente hanno accesso ad armi aliene e passano da essere ladruncoli di poco conto ai criminali più potenti e pericolosi di New York, ma sono così goffi che finiscono per spararsi e tradirsi a vicenda. Ciò che Cerimedo e Negre apportano all’alleanza non è un granché: alcuni portali informativi di bassa qualità e un ridotto contingente di militanti di destra, Camicie Nere digitali, che scendono nelle strade delle reti a colpire e intimidire, a zittire i loro oppositori e ad appendere manifesti con il simbolo di turno. Il lavoro effettivo lo fa il pacchetto tecnologico di Parscale: dice loro dove e chi colpire (e quando smettere di farlo), in quali case appendere i loro manifesti e quale gruppo intimidire. Non è un “ecosistema di amplificazione” ma una macchina di predazione. Una macchina perfetta di manipolazione elettorale.
Quella stessa macchina potrebbe già essere installata in Brasile e in Messico, in vista delle loro prossime elezioni.
Le macchine di Brad Parscale. Ragionamento ridotto a cedere alle emozioni
Parscale non è nemmeno un genio tecnologico, è montato sull’infrastruttura costruita da Cambridge Analytica e che ha testato la sua efficacia in diverse occasioni. Quello che Parscale ha fatto è stato disaggregare in diverse società e vendere quei servizi separatamente.
Nel mercato elettorale già pullulano le imprese di consulenza digitale (come Numen, l’azienda di Cerimedo). Promettono marketing digitale e gestione delle reti sociali anche se nei fatti sono solo persone che sanno usare Facebook e Google Ads, oltre a conoscere il percorso tenebroso della assunzione di bot. È sufficiente per impressionare candidati le cui virtù sono di solito centrate sulla retorica e l’immagine personale.
Spesso queste aziende hanno contratti con influencer, che si presentano come un menu adattabile al profilo del candidato e della sua campagna, personaggi con visibilità, esperti nel bait (creatore di contenuti provocatori), ma anche nel beef (abilità nel creare o cavalcare una lite pubblica online) e nel beat (padronanza del ritmo e i tempi della comunicazione online). Adescano, litigano e colpiscono. I commenti di questi personaggi sono accompagnati e amplificati da una rete di account artificiali, i famosi bot. Il candidato è felice nel vedere le metriche: gli compaiono 50 mila follower, 50 mila account lo retwittano, parlano delle sue proposte di campagna un’esperta di trucco e un esperto di auto da corsa con 100 mila follower ciascuno. Prenda tutti i miei soldi, signor consulente digitale.
Quello di Parscale è anche questo, ma va oltre. Più in là.
In questa rubrica abbiamo già parlato dell’operazione di microsegmentazione delle campagne elettorali in America Latina, dettate dalla Casa Bianca. Quella strategia di costruire messaggi non dall’idea tradizionale di “bisogna convincere gli elettori che il nostro candidato è quello buono”, ma focalizzata nel dividere gli elettori in gruppi piccoli, molto piccoli, con criteri motivazionali più che demografici. A partire da quella microsegmentazione si elaborano messaggi specifici e si modifica il discorso del candidato rispondendo alle angosce e alle paure più comuni di quei piccoli gruppi, i quali vanno a votare non in cerca di cambiare le loro condizioni materiali, ma per scongiurare le loro paure. Vediamo ora come lo fa Parscale ma da ciascuna delle sue aziende.
Campaign Nucleus. Un gruppo di campagna nel palmo della tua mano
Nucleus è una piattaforma che riunisce in un unico sistema dati che di solito sono dispersi. Combinano informazioni demografiche, geografiche, dati di contatto e indicatori politici. A partire da tutto ciò costruisce i suoi segmenti, i suoi target, la sua popolazione obiettivo.
La sua tecnologia gli permette di combinare dati propri della campagna con fonti esterne, così convertono i loro segmenti in pubblici, che contattano attraverso i canali più affidabili o usati da ciascuno di essi. Non usano solo le reti sociali o media tradizionali: alla popolazione impiegatizia mandano email, a quelli dall’altra parte del divario digitale mandano SMS, alle zie mandano WhatsApp. Ogni microsegmento ha il suo canale e Campaign Nucleus lo sa.
È una base di dati che al di là di dire “José Luis, maschio, 48 anni” dettaglia “José Luis, maschio, 48 anni, vive in tale zona, ha votato per tale e tale, ha messo like a tali meme, è andato al concerto di tale, ha lasciato in sospeso tali email e ha comprato questo cacciavite elettrico”. Poi, il profilo di José Luis si unisce a quello di altri signori che condividono quelle caratteristiche in tutto il paese e allora si elaborano messaggi specifici per tutti loro, messaggi con cui chiaramente si sentiranno identificati.
L’altra cosa meravigliosa che fa Campaign Nucleus è il test A/B. Dico meravigliosa perché ancora pochi anni fa gli strateghi elettorali dovevano aspettare il giorno delle elezioni per sapere se il loro messaggio era stato efficace. Alcuni con più soldi potevano incaricare sondaggi e modificare la campagna in corso, ma aspettando diversi giorni o settimane per avere i risultati. L’A/B testing che attualmente offre Campaign Nucleus lo misura quasi in tempo reale. Mettiamo che la notizia principale del giorno precedente abbia a che fare con l’insicurezza. Al mattino si invia (attraverso quei diversi mezzi e secondo il segmento) una piccola parte del messaggio che ha preparato il candidato, in due formati: nel formato A dice “Bisogna recuperare la sicurezza” e nella versione B dice “La tua famiglia merita di tornare a vivere senza paura”. Immediatamente si misurano le reazioni, le risposte, i repost. Se il messaggio B ha migliori risposte, allora quello è quello che userà il candidato nella sua conferenza di mezzogiorno e quello che replicheranno gli influencer e amplificheranno i bot. Così, ogni giorno.
Nella documentazione della società, Campaign Nucleus dice di offrire questi strumenti di A/B testing, assicurando che possono confrontare diverse versioni di testi, immagini e call to action per determinare quale offre migliori risultati. In questo modo, il messaggio cessa di essere una decisione definitiva basata sulle convinzioni profonde del candidato ed è ora il risultato di un’ipotesi sottoposta a sperimentazione. Ecco perché questi strumenti funzionano meglio per candidati senza troppe convinzioni, o con l’idea di raggiungere il potere come unica convinzione.
Eyes Over. L’occhio che tutto vede.
L’altra compagnia di Parscale è più focalizzata sull’osservare, sul misurare, e meno sul segmentare ed elaborare messaggi. È un sistema di analisi in tempo reale che raccoglie ciò che si dice sulle reti sociali, nei media e nei sondaggi al fine di identificare emozioni, tendenze e temi emergenti. Permette a chi assume i suoi servizi di anticipare i temi che saranno tendenza.
Come parte della sua offerta ha strumenti di risposta rapida e analisi predittiva. È come un servizio di previsione del tempo, ma dell’opinione pubblica. “Ecco che arriva una tempesta con questo tema, ti raccomando di trattarlo in questo modo”. Mentre Campaign Nucleus aiuta i candidati a decidere cosa dire a chi e come, Eyes Over li aiuta a sapere di cosa si tratta la conversazione prima di entrare nella festa.
L’insieme di questi due strumenti è il sogno elettorale del candidato senza istinti politici sviluppati, senza contatto con la popolazione e senza convinzioni solide: permette loro non solo di partecipare alla conversazione, ma di dominarla da un pannello di controllo.
Un tema appare, Eyes Over lo rileva e identifica quali gruppi stanno reagendo, Campaign Nucleus elabora due o tre messaggi per ciascuno di quei gruppi, li testa e sceglie quello che funziona meglio, il candidato reagisce al tema prima di chiunque altro con quel messaggio. Allora Eyes Over lo misura di nuovo e non appena smette di funzionare Campaign Nucleus ha già i nuovi messaggi pronti.
Non c’è bisogno di aspettare i sondaggi o il risultato delle urne, puro salire e salire in presenza e accettazione, senza che nessuno debba nemmeno conoscere uno solo dei punti del programma elettorale del candidato.
Clock Tower X. La torre che segna l’ora
Questa è un’altra meraviglia della manipolazione. Nelle sue stesse parole è “infrastruttura narrativa”. Partono dal presupposto che il “sistema” composto dagli algoritmi di ricerca e di visibilità delle reti sociali, così come i meccanismi di alimentazione dei chatbot di intelligenza artificiale, danno forma all’opinione pubblica, e che quindi le campagne elettorali, di mercato o di narrativa non devono opporsi a quel sistema. Ma assicurano che nemmeno hanno bisogno di adattarsi, ma che Clock Tower è in grado di adattare a propria misura il sistema stesso.
Usano strumenti di modellazione predittiva (eredi del vecchio SEO) che utilizzano machine learning per simulare motori di ricerca e sistemi di recupero di intelligenza artificiale che permettano loro di interpretare e posizionare il contenuto prima di lanciarlo sul web o sulla nuvola o come si chiami. Questi strumenti di ottimizzazione algoritmica permettono loro di regolare il posizionamento e l’impatto dei loro contenuti digitali, sia su pagine internet, che su app come YouTube, TikTok, Instagram o Facebook. Capiscono l’algoritmo e adattano i loro messaggi per usarlo a loro vantaggio.
Ma la cosa più impressionante non è l’ottimizzazione algoritmica, ma le loro strategie di influenza nelle applicazioni di intelligenza artificiale.
Quando le persone cittadine che andremo a votare in qualche elezione usiamo uno dei modelli conversazionali di IA (ChatGPT, Claude, Gemini) per chiedere informazioni su qualche tema della campagna o su qualche candidato, questi nuovi amici sapientoni hanno un percorso predefinito per cercare quelle risposte sui siti web. Per garantire la precisione della loro risposta fanno un esame dei siti, che devono avere un tipo di architettura specifica, una forma di presentazione del contenuto, un modello di interazione e soprattutto un meccanismo di interoperabilità (che una macchina possa parlare con l’altra macchina) che permetta al nostro robot personalizzato di accedere ai loro contenuti.
Clock Tower X crea e ottimizza siti web progettati specificamente per addestrare e plasmare le risposte di questi modelli conversazionali di IA, orientandoli verso narrazioni concrete. Hackerano il nostro robot di fiducia e gli fanno dire ciò che la loro campagna vuole che dica.
Cioè, non si tratta di convincere le persone come dettato dalla tradizione politico-elettorale, o di far sembrare che molte persone stanno parlando di un tema come è la pratica dell’astroturfing, ma di convincere l’algoritmo e l’IA, far sì che credano che molte persone stanno parlando di un tema e che lo fanno con una certa prospettiva, affinché loro (l’algoritmo e ChatGPT) si incarichino di convincere le persone.
Non è l’Avvoltoio, sono le armi chitauri (razza aliena immaginaria)
Questa è la macchina che ha permesso a Cerimedo e a Negre di presentarsi come gli strateghi geniali delle recenti vittorie della destra in America Latina. Se loro scompaiono dalla scena elettorale, come Jackson Brice nel già citato Spider-Man: Homecoming, ci sarà un altro Shocker a prendere il loro posto (nel film lo fa Herman Schultz). La macchina di Parscale è intatta e si offre al miglior offerente di destra.
Lo dicono impudicamente nella pagina principale di Clock Tower: “L’altro lato già opera in questo modo: coordinano le narrazioni a livello mondiale, danno forma alla percezione prima che si dibattano i fatti e funzionano senza trasparenza né restrizione”.
Salvo che risulta che dall’altro lato (la sinistra, suppongo) non c’è nessuno che stia “operando” in questo modo. Si è dimostrato in ogni elezione, dall’anno scorso, che non ci sono strumenti, né tecnologia, né media, né saperi con capacità di contrastare l’operazione delle destre tecnologizzate. Inoltre possiamo essere sicuri che nel gruppo di Parscale non c’è né ci sarà alcun Lucius Fox (Batman The Dark Knight, 2008) disposto a premere il pulsante di autodistruzione.
La maquinaria electoral de Brad Parscale busca un nuevo Cerimedo
Fernando Cerimedo está en la cárcel, pero la maquinaria electoral que lo hizo fuerte sigue intacta y los porros digitales nada más están a la espera del nombramiento de un nuevo jefe
¿Cómo es que alguien sin carisma ni creatividad y cuya única habilidad es mentir sin pudor, logró convertirse en el principal asesor de varios presidentes sudamericanos? La respuesta está en un cóctel que mezcla un grupo de porros digitales con una maquinaria tecnológica especializada en mover emociones. Fernando Cerimedo está fuera, pero el operador de esa maquinaria sigue activo y los porros nada más están a la espera de que les nombren un nuevo jefe.
Cuando luego de la detención de Cerimedo en Bolivia fue desmantelada una granja de bots, varias personas reportaron que los números de likes y retuits de La Derecha Diario y de Javier Milei disminuyeron considerablemente. Pero nada que no se pueda resolver: se reemplaza el servidor, los teléfonos y las SIMs, se reemplaza a Cerimedo y la maquinaria puede seguir trabajando como hasta ahora, o mejor.
Se puede pensar en Cerimedo con esta imagen del consultor electoral con ideas, con inventiva, disruptivo. Como aquel personaje que interpretó Richard Gere en la película Power (El Precio del Poder, 1986) quien con su ingenio convertía en ganador al candidato más torpe y gris. Pero la misma trayectoria de Cerimedo demuestra que lo suyo no es la creatividad. Es un mal scammer, un pésimo estafador, un chanta. Lo intentó como jugador de poker y fracasó. Lo intentó como vendedor de departamentos y lo atraparon en la estafa. Intentó venderse como egresado de Harvard y asesor de Obama, y le cayeron en la mentira. Su aparición en un video de YouTube, luego de la victoria de Lula en Brasil, sirvió solamente para incriminarlo. Pero aprendió de todo eso y descubrió que su trayectoria de estafador era su propio brand, su marca de calidad ante otros estafadores que lo contratarían precisamente por su falta de escrúpulos. Así llegó a Milei, a De la Espriella, a Juan Orlando Hernández (o a Nasry Asfura, si prefieren la versión institucional). Esos personajes a los que impresiona con una enorme pantalla de “monitoreo en tiempo real” que en realidad es un video pregrabado muy probablemente hecho con IA.
Esa trayectoria de estafas que vende a otros estafadores le ha permitido montar una escenografía para interpretar a un asesor electoral. Su empresa de consultoría tiene detrás una red de “medios” (portales web y canales de redes sociales) y relaciones con influencers. Pero lo que realmente le dio la fuerza y efectividad fue su alianza con Brad Parscale, el heredero de Cambridge Analytica que ayudó a ganar a Donald Trump a través de microtargeting digital.
De esa alianza ha salido oro puro electoral. Cerimedo y Negre me recuerdan a los secuaces de El Buitre que, en la película Spiderman Homecoming, de pronto tienen acceso a armas alienígenas y pasan de ser ladronzuelos de poca monta a los criminales más poderosos y peligrosos de Nueva York, pero son tan torpes que terminan disparándose y traicionándose entre ellos. Lo que Cerimedo y Negre aportan a la alianza no es gran cosa, algunos portales informativos de baja calidad y un reducido contingente de militantes de derecha, Camisas Negras digitales, que salen a las calles de las redes a golpear e intimidar, a silenciar a sus opuestos y a colgar afiches con el símbolo de ocasión. El trabajo efectivo lo hace el paquete tecnológico de Parscale, les dice dónde y a quién golpear (y cuándo dejar de hacerlo), en qué casas colgar sus afiches y a que grupo intimidar. No es un “ecosistema de amplificación” sino una máquina de depredación. Una maquinaria perfecta de manipulación electoral.
Esa misma maquinaria podría ya estar instalada en Brasil y en México, de cara a sus próximas elecciones.
Las máquinas de Brad Parscale. Razonamiento reducido a ceder a las emociones
Parscale tampoco es un genio tecnológico, está montado en la infraestructura que construyó Cambridge Analytica y que ha probado su efectividad en varias ocasiones. Lo que hizo Parscale fue desagregar en varias empresas y vender esos servicios por separado.
En el mercado electoral ya pululan los emprendimientos de consultoría digital (como Numen, la empresa de Cerimedo). Prometen marketing digital y gestión de redes sociales aunque en los hechos son sólo personas que saben usar Facebook y Google Ads, además de conocer el camino penumbroso de la contratación de bots. Es suficiente para impresionar candidatos cuyas virtudes suelen estar centradas en la retórica y la imagen personal.
A menudo esas empresas tienen contratos con influencers, que se presentan como un menú adaptable al perfil del candidato y su campaña, personajes con visibilidad, expertos en el bait, pero también en el beef y en el beat. Engatusan, pelean y golpean. Los comentarios de esos personajes son acompañados y amplificados por una red de cuentas artificiales, los famosos bots. El candidato es feliz al ver las métricas, le aparecen 50 mil seguidores, lo retuitean 50 mil cuentas, hablan de sus propuestas de campaña una experta en maquillaje y un experto en autos de carreras con 100 mil seguidores cada uno. Tome todo mi dinero, señor consultor digital.
Lo de Parscale es eso también, pero va más allá. Más acá.
En esta columna hemos hablado antes de la operación de microsegmentación de las campañas electorales en América Latina, dictadas desde la Casa Blanca. Esa estrategia de construir mensajes no desde la idea tradicional de “hay que convencer a los votantes de que nuestro candidato es el bueno”, sino enfocada en dividir a los votantes en grupos pequeños, muy pequeños, con criterios motivacionales más que demográficos. A partir de esa microsegmentación se elaboran mensajes específicos y se modifica el discurso del candidato respondiendo a las angustias y los miedos más comunes de esos pequeños grupos, quienes salen a votar no en busca de cambiar sus condiciones materiales, sino para conjurar sus temores. Veamos ahora cómo lo hace Parscale pero desde cada una de sus empresas.
Campaign Nucleus. Un equipo de campaña en la palma de tu mano
Nucleus es una plataforma que reúne en un mismo sistema datos que suelen estar dispersos. Combinan información demográfica, geográfica, datos de contacto e indicadores políticos. A partir de todo ello construye sus segmentos, sus targets, su población objetivo.
Su tecnología le permite combinar datos propios de la campaña con fuentes externas, así convierten a sus segmentos en audiencias, a las que contactan por los canales más confiables o usados por cada una de ellas. No solamente usan redes sociales o medios tradicionales: a la población godín le mandan correos electrónicos, a los del otro lado de la brecha digital les mandan SMS, a las tías les mandan Whatsapp. Cada microsegmento tiene su canal y Campaign Nucleus lo sabe.
Es una base de datos que más allá de decir “José Luis, masculino, 48 años” detalla “José Luis, masculino, 48 años, vive en tal zona, votó por tal y por tal, le dio like a tales memes, fue al concierto de tal, dejó en visto tales correos electrónicos y compró este desarmador eléctrico”. Luego, el perfil de José Luis se junta con el de otros señores que comparten esas características en todo el país y entonces se elaboran mensajes específicos para todos ellos, mensajes con los que claramente se sentirán identificados.
La otra cosa maravillosa que hace Campaign Nucleus es la prueba A/B. Digo maravillosa porque todavía hace pocos años los estrategas electorales tenían que esperar al día de la elección para saber si su mensaje había sido efectivo. Algunos con más dinero podían encargar encuestas y modificar la campaña sobre la marcha, pero esperando varios días o semanas para tener los resultados. El A/B testing que actualmente ofrece Campaign Nucleus lo mide casi en tiempo real. Pongamos que la noticia principal del día anterior tiene que ver con la inseguridad. Por la mañana se manda (por esos diferentes medios y según el segmento) una pequeña parte del mensaje que ha preparado el candidato, en dos formatos, en el formato A dice “Hay que recuperar la seguridad” y en la versión B dice “Tu familia merece volver a vivir sin miedo”. Inmediatamente se miden las reacciones, las respuestas, los reposts. Si el mensaje B tiene mejores respuestas, entonces ese es el que usará el candidato en su conferencia del medio día y el que replicarán los influencers y amplificarán los bots. Así, cada día.
En la documentación de la empresa, Campaign Nucleus dice ofrecer esas herramientas de A/B testing, asegurando que pueden comparar diferentes versiones de textos, imágenes y llamados a la acción para determinar cuál brinda mejores resultados. De este modo, el mensaje deja de ser una decisión definitiva basada en las convicciones profundas del candidato sino que es ahora el resultado de una hipótesis sometida a experimentación. Por eso estas herramientas le funcionan mejor a candidatos sin demasiadas convicciones, o con la idea de alcanzar el poder como única convicción.
Eyes Over. El ojo que todo lo ve.
La otra compañía de Parscale está más enfocada en observar, en medir, y menos en segmentar y elaborar mensajes. Es un sistema de análisis en tiempo real que recopila lo que se dice en redes sociales, medios y encuestas con el fin de identificar emociones, tendencias y temas emergentes. Le permite, a quien contrata sus servicios, adelantarse a los temas que serán tendencia.
Como parte de su oferta tiene herramientas de respuesta rápida y análisis predictivo. Es como un servicio de predicción del clima, pero de opinión pública. “Ahí viene una tormenta con este tema, te recomiendo que lo trates de esta forma”. Mientras que Campaign Nucleus ayuda a los candidatos a decidir qué decirle a quién y cómo, Eyes Over les ayuda a saber de qué se trata la conversación antes de entrar a la fiesta.
El conjunto de estas dos herramientas es el sueño electoral del candidato sin instintos políticos desarrollados, sin contacto con la población y sin convicciones firmes, les permite no solamente participar de la conversación, sino dominarla desde un tablero de control.
Un tema aparece, el Eyes Over lo detecta e identifica qué grupos están reaccionando, el Campaign Nucleus elabora dos o tres mensajes para cada uno de esos grupos, los prueba y elige el que mejor funciona, el candidato reacciona al tema antes que nadie con ese mensaje. Entonces Eyes Over lo vuelve a medir y en cuanto deja de funcionar Campaign Nucleus ya tiene los nuevos mensajes listos.
No hay que esperar a las encuestas o al resultado en la urnas, puro subir y subir en presencia y aceptación, sin que nadie tenga que conocer siquiera uno solo de los puntos del programa electoral del candidato.
Clock Tower X. La torre que marca la hora
Esta es otra maravilla de la manipulación. En sus propias palabras es “infraestructura narrativa”. Parten de que el “sistema” compuesto por los algoritmos de búsqueda y de visibilidad de redes sociales, así como los mecanismos de alimentación de chatbots de inteligencia artificial le dan forma a la opinión pública, y que por tanto las campañas electorales, de mercado o de narrativa no deben oponerse a ese sistema. Pero aseguran que tampoco necesitan adaptarse, sino que Clock Tower es capaz de ajustar a su medida el propio sistema.
Usan herramientas de modelado predictivo (herederas del viejo SEO) que utilizan machine learning para simular motores de búsqueda y sistemas de recuperación de inteligencia artificial que les permita interpretar y posicionar el contenido antes de lanzarlo a la web o a la nube o como se llame. Estas herramientas de optimización algorítmica les permiten ajustar el posicionamiento y el impacto de su contenido digital, sea en páginas de internet, o en apps como YouTube, TikTok, Instagram o Facebook. Entienden el algoritmo y adaptan sus mensajes para usarlo en su beneficio.
Pero lo más impresionante no es la optimización algorítmica, sino sus estrategias de influencia en las aplicaciones de inteligencia artificial.
Cuando las personas ciudadanas que vamos a votar en alguna elección usamos alguno de los modelos conversacionales de IA (el ChatGPT, el Claude, el Gemini) para preguntar sobre algún tema de la campaña o algún candidato, estos nuevos amigos sabelotodo tienen una ruta predefinida para buscar esas respuestas en sitios web. Para garantizar la precisión de su respuesta hacen examen a los sitios, que deben tener un tipo de arquitectura específica, una forma de presentación del contenido, un modelo de interacción y sobre todo un mecanismo de interoperabilidad (que una máquina pueda hablar con la otra máquina) que permita a nuestro robot personalizado acceder a sus contenidos.
Clock Tower X crea y optimiza sitios web diseñados específicamente para entrenar y moldear las respuestas de estos modelos conversacionales de IA, orientándolos hacia narrativas concretas. Hackean a nuestro robot de confianza y le hacen decir lo que su campaña quiere que diga.
Es decir, no se trata de convencer personas tal como lo dicta la tradición político-electoral, o de aparentar que mucha gente está hablando de un tema como es la práctica del astroturfing, sino de convencer al algoritmo y la IA, lograr que crean que mucha gente está hablando de un tema y que lo hacen con cierta perspectiva, para que ellos (el algoritmo y el ChatGPT) se encarguen de convencer a las personas.
No es El Buitre, son las armas chitauri
Esa es la maquinaria que le permitió a Cerimedo y a Negre presentarse como los estrategas geniales de las recientes victorias de la derecha en América Latina. Si ellos desaparecen del escenario electoral, como Jackson Brice en la ya citada Spiderman Homecoming, habrá otro Shocker que tome su lugar (en la película lo hace Herman Schultz). La maquinaria de Parscale está intacta y se ofrece al mejor postor de derecha.
Lo dicen impúdicamente en la página principal de Clock Tower: “El otro lado ya opera de esta manera: coordinan las narrativas a nivel mundial, dan forma a la percepción antes de que se debatan los hechos y funcionan sin transparencia ni restricción”.
Salvo que resulta que del otro lado (la izquierda, supongo) no hay nadie que esté “operando” de esa forma. Se ha demostrado en cada elección, desde el año pasado, que no hay herramientas, ni tecnología, ni medios, ni saberes con capacidad para contrarrestar la operación de las derechas tecnologizadas. Además podemos estar seguros de que en el equipo de Parscale no hay ni habrá ningún Lucius Fox (Batman The Dark Knight, 2008) dispuesto a apretar el botón de autodestrucción.

