Il doppio di Raúl Castro (ed altre figuracce)
Cubainformación – Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha appena approvato all’unanimità un rapporto in cui si chiede la fine del regime di sanzioni, del blocco petrolifero e dell’assedio USA contro Cuba. E cosa ci dicono queste decine di media specializzati sul tema Cuba, molti dei quali con sede a Miami e altrove? Lo vedremo oggi in Miami Fake.
- Il rapporto del Consiglio per i Diritti Umani che chiede la fine dell’assedio a Cuba è una “favola”
Leggiamo su Diario de Cuba: “L’ONU compra di nuovo la favola della buona vittima del regime cubano rispetto agli Stati Uniti”. Questo è ciò che ci dice uno di questi media finanziati dal governo USA, che sono la voce del Dipartimento di Stato nella sua politica criminale contro il popolo cubano.
Alena Duhan, relatrice speciale sulle sanzioni ai paesi che l’anno scorso ha visitato l’isola, dice in un rapporto inequivocabile che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU che “le misure coercitive di carattere generale imposte ai cubani hanno un effetto devastante su tutta la popolazione, in particolare sulle persone in povertà, sulle donne, sui bambini, sulle persone anziane con disabilità e con malattie croniche”.
Ma naturalmente, questo non piace a tutti questi media che si dicono indipendenti, ma che sono dipendenti dalla USAID e dalla NED, gli enti governativi degli USA che finanziano la loro struttura, come Diario de Cuba.
Su Diario de Cuba leggiamo che “lo ha fatto attraverso il suo Consiglio per i Diritti Umani. L’ONU, che ha approvato all’unanimità il rapporto di questa relatrice dopo aver visitato l’isola e ‘comprato’ ciascuna delle tesi del castrismo”, oltre al fatto che “non ha segnalato il regime per il deterioramento integrale dell’isola, ma lo ha scagionato”.
A chi dobbiamo credere? A Marco Rubio, a questi assassini della Casa Bianca? A chi dobbiamo credere? Ai media che Marco Rubio paga come Diario de Cuba per diffondere il suo racconto nel mondo? O dobbiamo credere a una relatrice indipendente specializzata in sanzioni che ci sta dimostrando come una politica di chiusura e blocco petrolifero colpisca tutta una popolazione civile innocente?
Perché Diario de Cuba, dopo aver detto che ciò che dice Alena Duhan è falso e che “salva la faccia al governo cubano”, ecc., scrive e sottoscrive le parole di Marco: “tragicamente, il popolo cubano sta soffrendo, ma non soffre per colpa nostra”.
E aggiunge sempre il ritornello, la voce di qualche organizzazione presuntamente non governativa, generalmente il cui nome inizia con la parola Osservatorio. “L’Osservatorio cubano dei Diritti Umani – dice – ha segnalato a Duhan quando si è recata sull’isola, che la miseria che oggi vive Cuba è dovuta al fallimento del sistema politico ed economico comunista e non alle misure di altri paesi”.
L’Osservatorio cubano dei Diritti Umani, che viene presentato come una ONG indipendente (mi viene da ridere su questo “indipendente”), è finanziato dal governo USA da decenni. Vale a dire, è un’appendice civile del governo che impone il blocco. Per cosa? Perché tutti i suoi rapporti servano a questo governo che impone un blocco a una popolazione innocente… per giustificarlo.
- Dopo l’apparizione di Raúl Castro, continua la figuraccia da Miami
D’altra parte, avete seguito la figuraccia che ha fatto Diario Las Américas e tutti questi media finanziati dal governo USA di tematica cubana sul caso della presunta morte o malattia terminale di Raúl Castro?
“È grave, grave. Questo è l’audio che ha scatenato le voci sulla salute di Raúl Castro”. Leggiamo su Cuba Noticias 360, che cerca di scagionare il vergognoso nuovo caso di fake news degli ultimi giorni, che “Diario Las Américas ha rivelato come è arrivata in redazione una registrazione di un uomo” che assicurava che Raúl fosse molto malato e che inoltre chiedeva che quell’audio non fosse divulgato per il rischio di identificarlo: il solito film dell’orrore, che lo avrebbero incarcerato, fucilato e dopo la fucilazione, fucilato di nuovo.
“Alcune delle sue fonti hanno continuato a esprimere dubbi – ci dice – dopo aver visto le immagini di Raúl Castro” che riappariva l’altro giorno in un atto ufficiale in cui gli veniva reso una specie di omaggio, era un atto per l’anniversario della sicurezza personale sia di Raúl che a suo tempo di Fidel, ora di Díaz Canel, che tra l’altro, Díaz Canel apparteneva a suo tempo alla squadra di sicurezza personale di Raúl.
E una delle persone, delle fonti che hanno detto a Diario Las Américas che Raúl era morto, dice: “Buonasera. Ho visto sulla stampa ufficiale che Raúl Castro è riapparso a un evento, o è un sosia, chissà”. Non possono riconoscere che hanno sbagliato ancora una volta, per l’ennesima volta. Che, tra l’altro, un giorno avranno ragione, perché Raúl un giorno morirà, come tutte le persone, è una persona per di più di età avanzata. E allora, beh, diranno che sono stati i primi a scoprire la notizia, che il governo cubano l’ha nascosta.
È vergognoso, perché la storia ci dice che quando è accaduto qualcosa del genere, come la morte di Fidel e di altre figure, immediatamente il caso viene reso noto per vie ufficiali, dalla televisione, ecc. Ma no, questa gente continua con il ritornello del segretismo, ecc. Un’altra invenzione e un’altra fake news.
- I media appoggiano la violazione della sovranità di Cuba da parte USA: a chi sorprende?
“Gli Stati Uniti affermano che il dialogo con Cuba continua, ma accusano il regime di non cedere”. Lo leggiamo su ADN Cuba, uno di questi media che il governo USA paga ogni anno, consegnando molto denaro per pagare tutti questi giornalisti e far dire loro ciò che il governo USA vuole che dicano.
In questo lavoro, in questa notizia, ciò che si fa è giustificare la violazione della sovranità di un paese da parte di un altro che lo ricatta, gli mette una pistola alla testa: che ti continuerò a sanzionare, farò morire di fame il tuo popolo, continuerò a importi un blocco petrolifero, sanzionandoti, perseguitando tutte le tue transazioni, impedendo che ci siano investimenti, minacciando gli investitori, facendo sì che se ne vadano dal paese, minacciando le compagnie di navigazione. Ci sono 7000 container nei Caraibi che non possono arrivare a Cuba a causa di queste sanzioni. E leggiamo persino su questo media e su altri che Marco Rubio in un’intervista ha detto: “abbiamo imposto le sanzioni più forti nella storia della nostra relazione con Cuba”.
Ma questo tipo è così cinico, così criminale, così assassino, e sono così idioti quelli che gli credono a una sola parola, che poi nell’intervista ti dice che “tragicamente il popolo cubano sta soffrendo, ma non per colpa nostra”. È una cosa incredibile. Sta dicendo che “abbiamo chiuso conti bancari, che aziende straniere hanno abbandonato Cuba a causa delle sanzioni, delle nostre sanzioni”. Ma poi ti dice che se “Cuba è un disastro umanitario è per il suo governo, il regime è un disastro, il modello economico non funziona e non ha senso perché non permettono che il settore privato prosperi”.
Bisogna dire che chi non permette che il settore privato prosperi sono le sanzioni USA, che perseguitano questo stesso settore privato, perché credo che non ci sia stato nella storia della Rivoluzione cubana un momento in cui il settore privato sia stato più sostenuto e abbia avuto più opportunità di adesso. Ora esiste tutta una batteria di riforme che permettono al settore privato cubano di crescere. Ed è incredibile che Marco Rubio, il governo USA e tutti questi media che finanzia ti ripetano il ritornello e la menzogna che il governo cubano impedisce al settore privato.
Uno può pensare quello che vuole su questo argomento, ma il fatto è che oggi qualsiasi persona, qualsiasi iniziativa privata che si voglia mettere sul tavolo ha la possibilità di essere realizzata a Cuba.
Marco Rubio ci dice anche che “la sinistra ha distrutto tutti i paesi che ha controllato nell’emisfero”. Sì, certo, paesi che hai sanzionato, hai bloccato, hai distrutto tutte le loro fonti di ingresso, come nel caso di Cuba, le rimesse, i servizi medici, il turismo, gli investimenti che sono stati distrutti con sanzioni specifiche.
E nel caso dei servizi medici, leggiamo un’altra notizia che ci dice che “gli Stati Uniti fanno pressione sull’Uruguay per cancellare la contrattazione di medici cubani”. Ricordiamo che la contrattazione dei servizi medici, gli accordi medici bilaterali di molti paesi servono a finanziare il sistema sanitario di Cuba. Ciò che ha fatto Marco Rubio è andare in tutti questi paesi uno per uno e ha detto loro che imporranno sanzioni se non rompono quegli accordi. Quindi la conclusione è stata che Honduras, Guatemala, Antigua e Barbuda, Guyana, San Vincenzo e le Grenadine, Giamaica, ecc., hanno rotto i loro accordi con Cuba. E non importa se decine di migliaia di persone in quei paesi perdono l’unica assistenza medica gratuita che avevano, quella cubana. Non importa. La cosa è potersi liberare delle sanzioni USA e andare d’accordo con chi li comanda, con il loro padrone e signore, l’impero yankee.
E naturalmente, Cuba smette di ricevere le entrate. Ricordiamo che la notizia si riferisce alla cosiddetta Operazione Miracolo. Nel 2007 è stato creato l’Ospedale degli Occhi José Martí a Montevideo, dove oggi lavorano 15 professionisti di Cuba, dove si fanno 40 interventi al giorno, dove sono state fatte 120 mila chirurgie gratuite, soprattutto di cataratta, a persone a basso reddito. E questo è ciò che ora il governo USA fa pressione sull’Uruguay perché venga cancellato, perché quel po’ di denaro che va al sistema sanitario di Cuba scompaia. E non importa che queste decine di migliaia di persone o le future che potrebbero operarsi, non possano operarsi perché non hanno denaro. Questo non importa a Marco Rubio, ciò che gli importa è imporre la sua Dottrina Monroe (Donroe) e porre fine alla Rivoluzione Cubana. Credete che ci riuscirà?
- Su 500 atleti di Cuba, uno solo ha generato notizie: immaginate perché?
I Giochi Centroamericani e del Caribe si sono appena tenuti a Santo Domingo e lì sono andati quasi 500, 497 atleti sportivi di Cuba, più o meno quasi il 50%. Cuba ha ottenuto di nuovo il primo posto quanto a medaglie, se teniamo conto della popolazione, cioè in numero di medaglie pro capite, Cuba continua ad essere il paese dell’America Latina e del mondo number one. Ha ottenuto inoltre il terzo posto quanto a medaglie totali. Il Messico è stato il primo, la Colombia seconda, Cuba terza. Un dato interessante è che ci sono stati 106 allenatori di Cuba, a parte quelli che hanno allenato le squadre cubane, che allenano squadre di 19 paesi tra quelli che hanno partecipato e hanno conseguito 52 ori, 58 argenti e 83 bronzi. Vale a dire che l’ombra dell’esempio del modello sportivo cubano non è solo nelle medaglie che ottiene Cuba, ma anche in molti altri paesi.
Bene, di queste 500 persone che sono partite da Cuba, 5 hanno deciso di emigrare, hanno deciso di restare a Santo Domingo per poi realizzare un progetto di emigrazione, professionale, ecc. E uno solo, uno solo è quello che sta apparendo su qualche stampa dicendo idiozie, stupidaggini, naturalmente, contro il governo cubano. Si chiama Moisés Torres, è uno di tutti questi miserabili che vogliono fare carriera, indubbiamente con il suo messaggio politico made in Miami.
Su Periódico Cubano leggiamo che l’atleta ha spiegato che la sua decisione è stata motivata, la decisione di restare lì, “dal desiderio di costruire un futuro diverso, allontanarsi dalle limitazioni che affrontano molti sportivi dentro il sistema cubano”. Allora, perché tanta storia e tanta lettura politica se quello che stai cercando è migliorare le tue condizioni di vita? Se già sappiamo che Cuba, che soffre un blocco criminale, ha condizioni economiche in questo momento, anche per i suoi sportivi, estremamente gravi. Ed è logico e normale che molti sportivi vogliano cercare una strada alternativa. Ma farlo attraverso le menzogne e inventarti una storia dell’orrore non ci crede nessuno. Sei uno stupido, sei un senza vergogna e inoltre probabilmente finirai a lavorare in qualsiasi altra cosa che non ha nulla a che vedere con lo sport, anche se non è il tuo desiderio.
- Un’imprenditrice cubana pretende di pagare debiti con messaggi “made in Miami”
E abbiamo l’esempio, un altro esempio, naturalmente, trasformato attraverso questo megafono dei media che il governo USA paga, trasformato in notizia. Ciò che non sarebbe notizia in nessun paese, a Cuba lo è. Come quello dello sportivo menzionato prima. Vi leggo: “Un’imprenditrice cubana consiglia all’esilio di non fare affari sull’isola. Ha perso tutto ed è rimasta indebitata”. Questo lo leggiamo su vari media, come Periódico Cubano, Cibercuba e altri.
Risulta che, a questa brava donna, che aveva un’attività privata, hanno rubato. Credo che furti ci siano in tutti i paesi del mondo. Sfortunatamente, nei paesi vicini a Cuba ce ne sono alcuni più che sull’Isola. E a Cuba, dove ce ne sono meno che in questi paesi, è aumentato il numero di furti. È una conseguenza logica, sociologica, della politica criminale che viene imposta al paese, che ha polverizzato l’economia. Bene, quindi ci sono più furti, indubbiamente.
E leggiamo che, “dopo aver perso la merce ed essere rimasta con debiti, la donna ha chiesto ai cubani residenti all’estero di non finanziare attività private per i loro familiari a Cuba, a causa della mancanza di protezione che affrontano i piccoli imprenditori”. Se questo accadesse in un altro paese del mondo, immaginate che qualcuno di quel paese, una colombiana, di Haiti o della Giamaica o del Guatemala, immaginate che facesse un video diretto alla sua comunità negli USA per chiedere che non finanziassero o non aiutassero i loro familiari nei loro paesi? Una follia. Questo accade solo con la gente cubana. Perché? Perché esiste un insieme di media che il governo USA paga per trasformare questa spazzatura in notizia.
“Se il tuo familiare è a Cuba e decidi di aiutarlo, non montargli un’attività. A Cuba, chi ha una piccola attività non ha nessun tipo di diritto né appoggio dalla polizia”, ci dice. Risulta che a Cuba è l’unico paese dove la polizia non scopre o non cattura i ladri. Tra l’altro, non sappiamo se li ha catturati o se li scoprirà, ma ciò che può accadere in qualsiasi altro paese del mondo, a Cuba diventa una notizia. Che curioso.
Vi ricordate la notizia precedente che parlava dell’Osservatorio cubano dei Diritti Umani? Ebbene, allo stesso modo, in questa notizia, Periódico Cubano aggiunge l’opinione dell’Osservatorio Cubano di Audit Citizen, che ha registrato non so quanti reati, reati che sono infinitamente meno di quelli che ci sono in altri paesi dove ci sono anche furti. E questo Osservatorio cubano è pagato da chi? Dalla NED e dalla USAID, governo USA. Che coincidenza!
- Non c’è furto a Cuba di cui non si possa incolpare il governo
E queste cose dei furti che accadono a Cuba vengono sempre attribuite… al governo cubano! “In un paese di Matanzas sono 26 giorni senza luce per il furto dell’olio dei suoi trasformatori”. È qualcosa che accade ed è molto straziante, che qualche miserabile rubi l’olio dei trasformatori e lasci senza luce un paese o una località che è già molto colpita dai blackout prodotto del blocco petrolifero. Ma Cibercuba deve dare la colpa… al governo cubano! Come no? E ci dice: “26 giorni senza luce” Per chi? A causa di chi? A causa di cosa? “Per l’abbandono statale”. Avete capito, vero?
- Quando deportano dagli USA il tuo familiare, pensa ai (miserabili) Pichy Boys
E infine portiamo un paio di miserabili, ancora più miserabili di questi che ho menzionato poco fa, che sono i Pichi Boys, degli umoristi senza vergogna, trumpisti, ultradestrorsi che, ricordiamo, hanno pubblicamente appoggiato la politica di pressione, cioè il blocco criminale, il blocco petrolifero, che sono tanto colpevoli quanto Marco Rubio del fatto che ci siano 7000 container con alimenti e medicine che non sono arrivati a Cuba. Che “hanno chiesto ai cubani di fidarsi del Segretario di Stato” (il genocida Marco Rubio!), e “hanno assicurato che la libertà di Cuba è vicina”.
Ebbene, cosa ci dicono i Pichi Boys? Ricordate, c’è una politica di persecuzione dei migranti negli USA, di deportazioni di massa, deportazioni che sono aumentate del 463% negli ultimi due anni e che colpiscono anche la gente cubana negli USA. Ebbene i Pichi Boys, ci dicono, “reagiscono alle deportazioni. E prima di incolpare gli Stati Uniti bisogna segnalare Fidel e Raúl Castro”. Ci vuole una faccia di cemento armato.
Ricordiamo che tra ottobre 2025 e giugno 2026, solo in Florida sono stati emessi 4007 ordini di deportazione di cubani/e emessi dai tribunali migratori statunitensi.
Bene, io dico solo una cosa alle persone, famiglie cubane che vivono a Miami, in Florida, quando avranno un caso di questi, che sono perseguitati dall’ICE, che sono deportati, alcuni tra l’altro, deportati in Africa, nemmeno a Cuba, o quando avranno un problema con i loro familiari che sono perseguitati, che subiscono il terrore di questa polizia, di questa Gestapo machiavellica e assassina che è l’ICE: pensate ai Pichi Boys, pensate ad Alex Otaola, pensate a Eliécer Ávila, pensate a María Elvira Salazar, a Marco Rubio e naturalmente a Donald Trump. Ecco a cosa dovete pensare.
Come è possibile che una comunità o parte di una comunità in Florida abbia dato il sostegno a questi genocidi, che non solo stanno uccidendo di fame il popolo cubano, ma perseguitano e causano terrore a migliaia e migliaia di persone appartenenti a quel popolo, ma che un giorno hanno deciso di emigrare proprio come conseguenza di quel blocco che subivano a Cuba, emigrare negli USA? Che pensino un po’.
Qui terminiamo il nostro spazio Miami Fake. Ci vediamo presto.
El doble de Raúl Castro (y otros papelazos)
Cubainformación.- El Consejo de Derechos Humanos de Naciones Unidas acaba de aprobar por unanimidad un informe en el cual se pide el fin del régimen de sanciones, el bloqueo petrolero y el asedio de Estados Unidos a Cuba. ¿Y qué nos dicen estas decenas de medios especializados en el tema Cuba, muchos de ellos afincados en Miami y en otros lugares? Lo veremos hoy en Miami Fake.
1. Informe del Consejo de Derechos Humanos que pide acabar con el cerco a Cuba es un “cuento”
Leemos en Diario de Cuba: “La ONU vuelve a comprar el cuento de la buena víctima del régimen cubano respecto a Estados Unidos”. Esto es lo que nos dice uno de estos medios que financia el gobierno de Estados Unidos, que son la voz del Departamento de Estado en su política criminal contra el pueblo cubano.
Alena Duhan, relatora especial sobre sanciones a países que visitó el año pasado la isla, dice en un informe contundente que ha aprobado por unanimidad el Consejo de Derechos Humanos de la ONU que “las medidas coercitivas de carácter general impuestas a los cubanos tienen un efecto devastador en toda la población, especialmente personas en pobreza, mujeres, niños, personas mayores con discapacidad y con enfermedades crónicas”.
Pero claro, esto no les gusta a todos estos medios que se dicen independientes, pero que son dependientes de la USAID y la NED, los entes gubernamentales de Estados Unidos que financian su estructura, como Diario de Cuba.
En Diario de Cuba leemos que “lo hizo a través de su Consejo de Derechos Humanos. La ONU, que aprobó por unanimidad el informe de esta relatora tras visitar la isla y `comprar´ cada una de las tesis del castrismo”, además de que “no señaló al régimen por el resquebrajamiento integral de la isla, sino que lo exculpó”.
¿A quién le vamos a creer? ¿A Marco Rubio, a estos asesinos de la Casa Blanca? ¿A quién vamos a creer? ¿A los medios de comunicación que paga Marco Rubio como Diario de Cuba para extender su relato al mundo? ¿O vamos a creer a una relatora independiente especializada en sanciones que nos está probando cómo afecta una política de cierre y bloqueo petrolero a toda una población civil inocente?
Porque Diario de Cuba, después de decir que lo que dice Alena Duhan es mentira y que “le saca la cara al gobierno cubano”, etc., escribe y suscribe las palabras de Marco: “trágicamente, el pueblo cubano está sufriendo, pero no sufre por nuestra culpa”.
Y añade siempre la coletilla, la voz de alguna organización supuestamente no gubernamental, generalmente cuyo nombre empieza por la palabra Observatorio. “El Observatorio cubano de Derechos Humanos -dice- señaló a Duhan cuando viajó a la isla, que la miseria que hoy vive Cuba se debe al fracaso del sistema político económico comunista y no a las medidas de otros países”.
El Observatorio cubano de Derechos Humanos, que es presentado como una ONG independiente (me río yo de lo de “independiente”), está financiada por el gobierno de Estados Unidos desde hace décadas. Es decir, es un apéndice civil del gobierno que impone el bloqueo. ¿Para qué? Para que todos sus informes le sirvan a este gobierno que impone un bloqueo a una población inocente… para justificarlo.
2. Tras aparición de Raúl Castro, sigue el papelazo desde Miami
Por otro lado, ¿han seguido el papelazo que ha hecho Diario Las Américas y todos estos medios financiados por el gobierno de Estados Unidos de temática cubana sobre el caso de la supuesta muerte o enfermedad terminal de Raúl Castro?
“Está grave, grave. Este es el audio que disparó los rumores sobre la salud de Raúl Castro”. Leemos en Cuba Noticias 360, que trata de exculpar el vergonzoso nuevo caso de fake news de los últimos días, que “Diario Las Américas reveló cómo le llegó a la redacción una grabación de un hombre” que aseguraba que Raúl estaba muy enfermo y que además pedía que no fuera divulgado ese audio por el riesgo de identificarle: la película de terror de siempre, que le iban a encarcelar, fusilar y después de fusilar, volver a fusilar.
“Algunas de sus fuentes continuaron expresando dudas -nos dice- después de ver las imágenes de Raúl Castro” reapareciendo el otro día en un acto oficial en el que se le hacía una especie de homenaje, era un acto por el aniversario de la seguridad personal tanto de Raúl como en su momento de Fidel, ahora de Díaz Canel, que por cierto, Díaz Canel perteneció en su momento al equipo de seguridad personal de Raúl.
Y una de las personas, de las fuentes que dijeron a Diario Las Américas que se había muerto Raúl, dice: “Buenas noches. Vi en la prensa oficial que Raúl Castro reapareció en un evento, o es un doble, vaya usted a saber”. No pueden reconocer que han metido la pata una vez más, por enésima vez. Que, por cierto, algún día tendrán razón, porque Raúl algún día fallecerá, como todas las personas, es una persona además de una edad avanzada. Y entonces, bueno, dirán que han sido los primeros en descubrir la noticia, que el gobierno cubano la ha ocultado.
Es vergonzoso, porque la historia nos dice que cuando ha ocurrido algo de esto, como fue el fallecimiento de Fidel y de otras figuras, inmediatamente es informado el caso por vías oficiales, por la televisión, etc. Pero no, esta gente sigue con la matraca del secretismo, etc. Un invento más y una fake news más.
3. Apoyan medios la violación de la soberanía de Cuba por parte de EE. UU.: ¿a quién le extraña?
“Estados Unidos afirma que el diálogo con Cuba continúa, pero acusa al régimen de no ceder”. Lo leemos en ADN Cuba, uno de estos medios que paga el gobierno de Estados Unidos todos los años, entregando mucho dinero para pagar a todos estos periodistas y que digan lo que el gobierno de Estados Unidos quiere que digan.
En este trabajo, en esta noticia, lo que se hace es justificar la violación de la soberanía a un país por parte de otro que le chantajea, le pone una pistola en la cabeza: que te voy a seguir sancionando, voy a matar por hambre a tu pueblo, voy a seguir imponiéndote un bloqueo petrolero, sancionándote, persiguiendo todas tus transacciones, impidiendo que haya inversiones, amenazando a los inversores, consiguiendo que se vayan del país, amenazando a las navieras. Hay 7.000 contenedores en el Caribe que no pueden llegar a Cuba por estas sanciones. E incluso leemos en este medio y en otros que Marco Rubio en una entrevista dijo: “hemos impuesto las sanciones más fuertes en la historia de nuestra relación con Cuba”.
Pero este tipo es tan cínico, tan criminal, tan asesino, y son tan idiotas los que le creen una sola palabra, que luego en la entrevista te dice que “trágicamente el pueblo cubano está sufriendo, pero no por nuestra culpa”. Es una cosa increíble. Está diciendo que “hemos cerrado cuentas bancarias, que empresas extranjeras han abandonado a Cuba debido a las sanciones, a nuestras sanciones”. Pero luego te dice que si “Cuba es un desastre humanitario es por su gobierno, el régimen es un desastre, el modelo económico no funciona y no tiene sentido porque no permiten que el sector privado prospere”.
Hay que decir que quien no permite que el sector privado prospere son las sanciones de Estados Unidos, que persigue a este mismo sector privado, porque creo que no ha habido en la historia de la Revolución cubana un momento en el que el sector privado haya sido más apoyado y haya tenido más oportunidades que ahora. Ahora existe toda una batería de reformas que permiten al sector privado cubano crecer. Y es increíble que Marco Rubio, el gobierno de Estados Unidos y todos estos medios que financia te repitan la matraca y la mentira de que el gobierno cubano impide al sector privado.
Uno puede pensar lo que quiera sobre este asunto, pero el hecho es que hoy en día cualquier persona, cualquier iniciativa privada que se quiera poner sobre la mesa tiene posibilidad de llevarse a cabo en Cuba.
Marco Rubio nos dice también que “la izquierda ha destruido todos los países que ha controlado en el hemisferio”. Sí, claro, países a los que has sancionado, has bloqueado, has destruido todas sus fuentes de ingreso, como es el caso de Cuba, las remesas, los servicios médicos, el turismo, las inversiones que ha sido destruido con sanciones específicas.
Y en el caso de los servicios médicos, leemos otra noticia que nos dice que “Estados Unidos presiona a Uruguay para cancelar la contratación de médicos cubanos”. Recordemos que la contratación de los servicios médicos, los convenios médicos bilaterales de muchos países sirven para financiar el sistema de salud de Cuba. Lo que ha hecho Marco Rubio es ir a todos estos países uno por uno y les ha dicho que les imponen sanciones como no rompan esos convenios. Entonces la conclusión ha sido que Honduras, Guatemala, Antigua y Barbuda, Guyana, San Vicente y las Granadinas, Jamaica, etc., han roto sus acuerdos con Cuba. Y no importa si decenas de miles de personas en esos países dejan de tener la única asistencia médica gratuita que tenían, la cubana. No importa. La cosa es poder librarse de las sanciones de EEE. UU. y estar a bien con quien les manda, con su amo y señor, el imperio yanqui.
Y por supuesto, Cuba deja de recibir los ingresos. Recordemos que la noticia se refiere a la llamada Operación Milagro. En el año 2007 se creó el Hospital de Ojos José Martí en Montevideo, donde hoy trabajan 15 profesionales de Cuba, donde se hacen 40 intervenciones diarias, donde se han hecho 120 mil cirugías gratuitas, sobre todo de cataratas, a personas de bajos recursos. Y esto es lo que ahora el gobierno de Estados Unidos presiona a Uruguay para que se cancele, para que el poquito dinero que le va al sistema de salud de Cuba desaparezca. Y no importa que estas decenas de miles de personas o las futuras que pudieran operarse, no se puedan operar porque no tienen dinero. Eso no le importa a Marco Rubio, lo que le importa es imponer su Doctrina Monroe (Donroe) y acabar con la Revolución Cubana. ¿Ustedes creen que lo conseguirá?
5. De 500 atletas de Cuba, uno solo generó noticias: ¿se imaginan por qué?
Los Juegos Centroamericanos y del Caribe se acaban de celebrar en Santo Domingo y allí viajaron casi 500, 497 atletas deportistas de Cuba, más o menos casi el 50 por ciento mujeres. Cuba ha obtenido de nuevo el primer puesto en cuanto a medallas, si tenemos en cuenta la población, es decir, en número de medallas per cápita, Cuba sigue siendo el país de América Latina y del mundo number one. Ha obtenido además el tercer puesto en cuanto a medallas totales. México ha sido el primero, Colombia segundo, Cuba tercero. Un dato interesante es que ha habido 106 entrenadores de Cuba, al margen de los que han entrenado a los equipos cubanos, que entrenan equipos de 19 países de los que han intervenido y consiguieron 52 oros, 58 platas y 83 bronces. Es decir que la sombra del ejemplo del modelo deportivo cubano no solamente está en las medallas que obtiene Cuba, sino también muchos otros países.
Bueno, de estas 500 personas que viajaron desde Cuba, 5 decidieron emigrar, decidieron quedarse en Santo Domingo para luego llevar a cabo un proyecto de emigración, profesional, etc. Y uno solo, uno solo es el que está apareciendo en alguna prensa diciendo idioteces, estupideces, por supuesto, en contra del gobierno cubano. Se llama Moisés Torres, es uno de todos estos miserables que quieren hacer carrera, indudablemente con su mensaje político made in Miami.
En Periódico Cubano leemos que el atleta explicó que su decisión estuvo motivada, la decisión de quedarse allí, “por el deseo de construir un futuro diferente, alejarse de las limitaciones que enfrentan muchos deportistas dentro del sistema cubano”. Entonces, ¿a qué tanto cuento y tanta lectura política si lo que estás buscando es mejorar tus condiciones de vida? Si ya sabemos que Cuba, que sufre un bloqueo criminal, tiene unas condiciones económicas en estos momentos, también para sus deportistas, sumamente graves. Y es lógico y normal que muchos deportistas quieran buscar un camino alternativo. Pero hacerlo a través de las mentiras y de inventarte un cuento de terror no se lo cree nadie. Eres un tonto, eres un sinvergüenza y además posiblemente acabes trabajando en cualquier otra cosa que no tiene nada que ver con el deporte, aunque no sea tu deseo.
6. Emprendedora cubana pretende pagar deudas con mensajes “made in Miami”
Y tenemos el ejemplo, otro ejemplo, por supuesto, convertido a través de este altavoz de los medios que paga el gobierno de Estados Unidos, convertido en noticia. Lo que no sería noticia en ningún país, en Cuba lo es. Como lo del deportista antes mecionado. Les leo: “Emprendedora cubana aconseja al exilio no hacer negocios en la isla. Lo perdió todo y quedó endeudada”. Esto lo leemos en varios medios, como Periódico Cubano, Cibercuba y otros.
Resulta que, a esta buena mujer, que tenía un negocio privado, le robaron. Creo que robos hay en todos los países del mundo. Desgraciadamente, en los países cercanos a Cuba hay algunos más que en la Isla. Y en Cuba, donde hay menos que en estos países, ha aumentado el número de robos. Es una consecuencia lógica, sociológica, de la política criminal que se impone al país, que ha dejado pulverizada la economía. Bueno, pues hay más robos, indudablemente.
Y leemos que, “tras perder la mercancía y quedar con deudas, la mujer pidió a los cubanos residentes en el extranjero no financiar negocios privados para sus familiares en Cuba, debido a la falta de protección que enfrentan los pequeños empresarios”. Si esto ocurriera en otro país del mundo, ¿se imaginan que alguien de ese país, una colombiana, de Haití o de Jamaica o de Guatemala, se imaginan que hiciera un vídeo dirigido a su comunidad en Estados Unidos para que no financiaran o no ayudaran a sus familiares en sus países? Una locura. Esto ocurre solo con la gente cubana. ¿Por qué? Porque existe un conjunto de medios de comunicación que el gobierno de Estados Unidos paga para convertir esta basura en noticia.
“Si tu familiar está en Cuba y decides ayudarlo, no le montes un negocio. En Cuba, el que tiene un negocio pequeñito no tiene ningún tipo de derecho ni respaldo de la policía”, nos dice. Resulta que en Cuba es el único país donde la policía no descubre o no caza a los ladrones. Por cierto, no sabemos si los ha cazado o si los va a descubrir, pero lo que puede ocurrir en cualquier otro país del mundo, en Cuba se convierte en una noticia. Qué curioso.
¿Se acuerdan la noticia anterior que hablaba del Observatorio cubano de Derechos Humanos? Pues, de igual manera, en esta noticia, Periódico Cubano añade la opinión del Observatorio Cubano de Auditoría Ciudadana, que registró no sé cuántos delitos, delitos que son infinitamente menos que los que hay en otros países donde también hay robos. ¿Y este Observatorio cubano está pagado por quién? Por la NED y la USAID, gobierno de Estados Unidos. ¡Qué casualidad!
7. No hay robo en Cuba del que no se le pueda culpar al gobierno
Y estas cosas de los robos que ocurren en Cuba se le endosan siempre… ¡al gobierno cubano! “En un pueblo de Matanzas llevan 26 días sin luz por el robo de aceite de sus transformadores”. Es algo que ocurre que es muy sangrante, que algún miserable robe el aceite de los transformadores y deje sin luz a un país o a un pueblo, una localidad que ya está muy afectada por los apagones producto del bloqueo petrolero. Pero Cibercuba le tiene que echar la culpa… ¡al gobierno cubano! ¿Cómo no? Y nos dice: “26 días sin luz” ¿Por quién? ¿Debido a quién? ¿Debido a qué? “Por el abandono estatal”. Lo han entendido, ¿verdad?
8. Cuando deporten de EE. UU. a tu familiar, piensa en los (miserables) Pichy Boys
Y por último traemos a un par de miserables, todavía más miserables que estos que he mencionado hace un momentito, que son Los Pichi Boys, unos humoristas sinvergüenzas, trumpistas, ultraderechistas que, recordemos, han respaldado públicamente la política de presión, es decir, el bloqueo criminal, el bloqueo petrolero, que son tan culpables como Marco Rubio de que haya 7.000 contenedores con alimentos y medicinas que no han llegado a Cuba. Que “pidieron a los cubanos confiar en el secretario de Estado” (¡el genocida Marco Rubio!), y “aseguraron que la libertad de Cuba está cerca”.
Pues, ¿qué es lo que nos dicen los Pichi Boys? Recuerden, hay una política de persecución a los migrantes en Estados Unidos, de deportaciones masivas, deportaciones que han aumentado el 463 % en los últimos dos años y que afectan también a la gente cubana en Estados Unidos. Pues los Pichi Boys, nos dicen, “reaccionan a las deportaciones. Y antes de culpar a Estados Unidos hay que señalar a Fidel y a Raúl Castro”. Hace falta tener una cara de cemento armado.
Recordemos que entre octubre del 2025 y junio del 2026, solo en Florida se emitieron 4.007 órdenes de deportación de cubanos y cubanas dictados por tribunales migratorios estadounidenses.
Bueno, yo solo digo una cosa a las personas, familias cubanas que viven en Miami, en la Florida, cuando tengan un caso de estos, que son perseguidos por el ICE, que son deportados, algunos por cierto, deportados a África, ni siquiera a Cuba, o cuando tengan un problema con sus familiares que están perseguidos, que sufren el terror de esta policía, de esta Gestapo maquiavélica y asesina que es el ICE: piensen en los Pichi Boys, piensen en Alex Otaola, piensen en Eliécer Ávila, piensen en María Elvira Salazar, en Marco Rubio y por supuesto en Donald Trump. Eso es en lo que tienen que pensar.
¿Cómo es posible que una comunidad o parte de una comunidad en la Florida le haya dado el apoyo a estos genocidas, que no solamente están matando por hambre al pueblo cubano, sino que también persiguen y causan terror a miles y miles de personas pertenecientes a ese pueblo, pero que un día decidieron emigrar precisamente como consecuencia de ese bloqueo que sufrían en Cuba, emigrar a Estados Unidos?. Que piensen un poco.
Aquí terminamos nuestro espacio Miami Fake. Nos vemos pronto.
