Solidarietà italiana: giù le mani dal Venezuela

Il 23 gennaio, non citato dai mass media occidentali sottomessi, il popolo venezuelano è sceso in piazza a Caracas in una grande mobilitazione popolare a sostegno del presidente NicolásMaduro e della rivoluzione bolivariana.


Un burattino pressoché  sconosciuto di nome Juan Guaidó, conosciuto solo come militante di Volunted Popular, una formazione terrorista di estrema destra in Venezuela, passerà alla storia come il primo burattino del 21° secolo in America Latina. Un fantoccio che agisce negli interessi degli Stati Uniti, si è autoproclamato arbitrariamente come presidente del Venezuela il 23 gennaio contro i desideri del popolo del Venezuela, definendo Nicolás Maduro, l’unico presidente del Venezuela, usurpatore.

Una falsità senza giustificazioni. Maduro è stato eletto democraticamente dal popolo del Venezuela  per ben due volte!

I sostenitori di Guaido nella Casa Bianca di Trump, la NATO,  il leader fascista del Brasile, Bolsonaro, e tutti gli altri burattini regionali al soldo del governo degli Stati Uniti hanno già riconosciuto con entusiasmo Guaido come uno di loro, anche come membri dell’ambasciata colombiana a Caracas.

L’architetto della guerra in Iraq John Bolton ha già affermato la “verità storica”:e cioè che un cambio di regime in Venezuela, paese  ricco di petrolio è una “grande opportunità di business”.

Dobbiamo essere al fianco del popolo venezuelano. La resistenza per un futuro di libertà e indipendenza del Venezuela bolivariano è una battaglia di tutti i popoli che lottano per il diritto ad esistere come paesi e popoli indipendenti, sovrani e liberi. Al di là di partiti, etichette e proprie scelte nazionali.

Non per niente in questi giorni sono proprio i popoli oppressi, aggrediti, e i paesi indipendenti, i primi ad essersi alzati schierati in solidarietà a fianco del Venezuela, del suo legittimo presidente, del suo popolo.

Da Cuba libera, alla Bolivia, dal Nicaragua alla Siria, dalla Turchia alle Repubbliche Popolari del Donbass, dall’Ossezia alla Cecenia, dallo Yemen al Vietnam, dalla Corea del Nord alla Bielorussia, dalla Russia alla Cina, dall’Iran alla Palestina, dal Sudafrica allo Zimbabwe, dal Libano alla Serbia,affiancati dalle forze progressiste e patriottiche del mondo intero.


Gli Intellettuali cubani protestano contro l’ingerenza in Venezuela

 

In un contesto d’aggressione imperialista contro il Governo costituzionale del Venezuela, l’Unione degli Scrittori e Artisti di Cuba (UNEAC) dell’Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC) hanno manifestato la loro contrarietà contro il tentativo d’imposizione di un Governo marionetta nella democratica Repubblica Bolivariana Gli scrittori e gli artisti dell’Isola hanno espresso la loro solidarietà con il popolo e il governo del presidente Nicolás Maduro, confidando pienamente che la giustizia s’imporrà ancora una volta alla barbarie imperialista.

Questi intellettuali ritengono disprezzabile la posizione assunta da governi di destra che difendono una falsa democrazia e tradiscono la volontà e il sogno di un’America Latina sostenuta da principi d’uguaglianza e solidarietà.

La UPEC e la Federazione Latinoamericana dei Giornalisti (FELAP) hanno segnalato in un incontro realizzato nella capitale che l’aggressiva politica del presidente Donald J. Trump vuole lanciare il popolo venezuelano a un «confronto fratricida» con il fine di spogliarlo delle sue ricchezze.

Le due organizzazioni a loro volta hanno respinto il fatto che certi media della comunicazione siano stati oggetto d’aggressioni imperialiste contro il Venezuela. Il sostegno di queste organizzazioni che riuniscono gran parte degli intellettuali cubani, rinforza l’atteggiamento solidale di Cuba in difesa dei diritti dei popoli latinoamericani.

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