I rantoli della morte

Arthur Gonzalez https://heraldocubano.wordpress.com

contradollarIn un evidente lamento di fronte ad una morte inaspettata, la controrivoluzione a Cuba, finanziata dalla Casa Bianca, vede avanzare la falce avvolta nella bandiera USA, la stessa che il 17 marzo 1960 li creò grazie al 1° Programma di Azione Segreta, che l’allora presidente D. Eisenhower approvò alla CIA, con l’intenzione di rovesciare la vittoriosa rivoluzione cubana.

Dopo più di mezzo secolo, sprecando miliardi di dollari, l’attuale governo USA ha dato una brusca virata alla sua politica, riconoscendo che quella seguita contro Cuba è un fallimento e quindi deve cambiarla, qualcosa che spiazza quelli che, fino ad oggi, sono stati le principali figure del teatro comico che hanno interpretato per diversi decenni.

Gli USA hanno dovuto cambiare il corso della loro  arcaica politica, che li ha portato solo al fatto che 188 paesi del mondo la rifiutano, dove l’America Latina sostiene pienamente Cuba.

A Miami come a Cuba, quelli che vivono della storia di essere “dissidenti” tremano di fronte al ristabilimento delle relazioni per le recenti dichiarazioni della sub segretaria di Stato, Roberta Jacobson, che le stesse saranno rette dalla Convenzione di Vienna del 1961, che stabilisce all’articolo 41:

– Fatti salvi i loro privilegi ed immunità, tutte le persone che godono di tali privilegi ed immunità devono rispettare le leggi e i regolamenti dello Stato recettore. Sono inoltre obbligati a non immischiarsi negli affari interni di questo Stato.

– I locali della missione diplomatica non devono essere utilizzati in modo incompatibile con le funzioni della missione, come sono enunciate nella presente Convenzione, in altre norme di diritto internazionale generale o in accordi particolari in vigore tra lo Stato accreditante e lo Stato recettore.

La controrivoluzione vede in pericolo l’appoggio incondizionato che attualmente ricevono nella Sezione di Interessi USA all’Avana; la formazione che ricevono; la consegna di mezzi per le loro provocazioni e la connessione gratuita ad internet per inviare false e travisate informazioni sulla realtà cubana.

La paura più grande è di perdere il denaro che gli consente di vivere senza lavorare.

Ora, coloro che si sono sentiti coccolati dagli USA, per quasi un secolo, e hanno creduto di essere attori indispensabili nella politica USA accusano il presidente Obama di abbandonarli.

Uno di quelli che piangono inconsolabilmente è Guillermo Fariñas, salutato da Obama nel dicembre 2013, nonostante i suoi precedenti penali per aver aggredito la direttrice dell’Ospedale Pediatrico dove lavorava, molto prima di diventare “dissidente”.

La vita ha dimostrato che non sono né saranno figure chiave nella situazione attuale e futura di Cuba, come riportò, nel 2009, Jonathan Farrar, quando era capo della Sezione di Interessi all’Avana.

Nel suo cablo riservate ha detto, “Senza un vero miracolo tra i leader dell’opposizione […] è improbabile che il movimento  dissidente tradizionale  possa sostituire il governo cubano”. “… Abbiamo bisogno di cercare altrove, anche all’interno dello stesso Governo, per individuare i più probabili successori al regime di Castro”, “I sondaggi informali che abbiamo fatto tra i richiedenti il visto ed i rifugiati dimostrano che le personalità dissidenti o le loro agende sono praticamente sconosciute”.

La controrivoluzione interna ed i suoi sponsor a Miami si oppongono alla nuova linea politica della Casa Bianca, che mira a erodere il sistema socialista dall’interno, alla ricerca di nuovi attori per ottenere la desiderata “Transizione Pacifica verso il capitalismo”.

Nella sua agonia, inventano presunte repressioni del Governo contro l’ “opposizione”, ma Avana è piena di giornalisti che possono verificare facilmente una tale menzogna.

Il rapporto preparato dal Signor Farrar, nell’aprile 2009, guadagna efficacia di fronte alla reazione assunta dai controrivoluzionari quando disse: “Gli attuali conflitti tra la leadership dell’Agenda per la Transizione offrono un buon esempio”. “… dobbiamo continuare ad aprire Cuba all’era dell’informazione, attraverso le misure annunciate il 13 aprile 2009 per aiutare ed incoraggiare le generazioni più giovani di cubani …”

farina_jacobsonLa signora Jacobson ha avuto una colazione con la controrivoluzione  prima di iniziare il colloquio con le autorità cubane, a cui sono stati invitati, tra gli altri, Yoani Sánchez, Eliecer Avila, Martha Beatriz Roque, Berta Soler, Antonio González-Rodiles, Jose Daniel Ferrer e Dagoberto Valdés.

E’ possibile che non potrebbe essere in grado di bersi né  un sorso di latte di fronte a tanta ipocrisia; come la falsa Martha Beatriz  e la grossolana Berta Soler.

Tale contatto è servito per dimostrare che se gli USA vogliono intavolare in un serio dialogo con Cuba, dovranno farlo con persone di livello professionale ed etico, come quello dimostrato dalla Direttrice Generale per gli USA del Ministero degli Esteri cubano.

Perché, come manifestò José Martí: “La vita pratica ha bisogno di uomini pratici”.

Los estertores de la muerte

Arthur González
 
 En un evidente pataleo ante una muerte inesperada, la contrarrevolución en Cuba financiada por la Casa Blanca, ve avanzar a la guadaña envuelta en la bandera de Estados Unidos, esa misma que el 17 de marzo de 1960 los parió por obra y gracia del 1er Programa de Acción Encubierta, que el entonces Presidente D. Eisenhower le aprobó a la CIA, con la intensión de derrocar a la triunfante revolución cubana. Después de más de medio siglo malgastando miles de millones de dólares, el actual Gobierno norteamericano dio un brusco giro en su política, al reconocer que la seguida contra Cuba es un fracaso y por tanto tienen que cambiarla, algo que descoloca a los que hasta la fecha fueron figuras principales del teatro bufo que interpretaron durante varias décadas.
 
 Estados Unidos tenía que cambiar el rumbo de su política arcaica, que solo los ha conducido a que 188 países del mundo la rechacen, donde América Latina apoya plenamente a Cuba.
 
 En Miami como en Cuba, los que viven del cuento de ser “disidentes”, tiemblan ante el restablecimiento de relaciones por las recientes declaraciones de la subsecretaria de Estado, Roberta Jacobson, de que las mismas se regirán por la Convención de Viena de 1961, la cual establece en su artículo 41:
 
 -Sin perjuicio de sus privilegios e inmunidades, todas las personas que gocen de esos privilegios e inmunidades deberán respetar las leyes y reglamentos del estado receptor. También están obligados a no inmiscuirse en los asuntos internos de ese Estado.
 
 – Los locales de la misión diplomática no deberán ser utilizados de manera incompatible con las funciones de la misión, tal como están enunciadas en la presente Convención, en otras normas del derecho internacional general o en los acuerdos particulares que estén en vigor entre el Estado acreditante y el Estado receptor.
 
 La contrarrevolución ve en peligro el apoyo incondicional que reciben actualmente en la Sección de Intereses de Estados Unidos en La Habana; el entrenamiento que reciben; la entrega de medios para sus provocaciones y el acceso gratuito a Internet para enviar informaciones falsas y tergiversadas sobre la realidad cubana.
 
 El mayor temor está en perder el dinero que les permite vivir sin necesidad de trabajar.
 
 Ahora aquellos que se sintieron mimados por los norteamericanos por casi un siglo y se creyeron actores indispensables en la política de Estados Unidos; acusan al Presidente Obama de abandonarlos.
 
 Uno de los que lloran inconsolablemente es Guillermo Fariñas, saludado por Obama en diciembre del 2013, a pesar de sus antecedentes penales por agredir a la directora del Hospital Pediátrico donde laboraba, mucho antes de convertirse en “disidente”.
 
 La vida demostró que no son ni serán figuras claves en la situación actual y futura de Cuba, tal como informó en 2009 Jonathan Farrar, cuando era jefe de la Sección de Intereses en La Habana.
 
 En su cable confidencial decía: “Sin un verdadero milagro entre los líderes de la oposición […] no es probable que el movimiento disidente tradicional pueda reemplazar al gobierno cubano”. “…Es preciso que busquemos en otra parte, incluso dentro del propio Gobierno, para identificar a los más probables sucesores del régimen de Castro” “Las encuestas informales que hemos hecho entre solicitantes de visas y refugiados muestran que las personalidades disidentes o sus agendas son prácticamente desconocidas”.
 
 La contrarrevolución interna y sus patrocinadores en Miami se oponen a la nueva línea política de la Casa Blanca, la que pretende erosionar al sistema socialista desde adentro, en la búsqueda de nuevos actores para lograr la deseada “Transición Pacífica hacia el capitalismo”.
 
 En su agonía, inventan supuestas represiones del Gobierno contra la “oposición”, pero La Habana está abarrotada de periodistas que pueden comprobar fácilmente tal mentira.
 
 El informe confeccionado por Mr. Farrar en abril del 2009, cobra vigencia ante la reacción asumida por los contrarrevolucionarios, cuando aseveró: “Las pugnas actuales entre el liderazgo de la Agenda para la Transición ofrecen un buen ejemplo”. “…debemos continuar abriendo Cuba a la era de la información, a través de medidas como las anunciadas el 13 de abril 2009, para ayudar y estimular a las generaciones más jóvenes de cubanos…”
 
 La Sra. Jacobson sostuvo un desayuno con la contrarrevolución horas antes de iniciar su conversación con las autoridades cubanas, al que fueron invitados entre otros, Yoani Sánchez, Eliecer Ávila, Martha Beatriz Roque, Berta Soler, Antonio González-Rodiles, José Daniel Ferrer y Dagoberto Valdés.
 
 Es posible que no pudiera tomarse ni un sorbo de leche ante tanta hipocresía, como la farsante Martha Beatriz y la grosera Berta Soler.
 
 Ese contacto sirvió para demostrarle que si Estados Unidos pretende entablar un diálogo serio con Cuba, tendrá que hacerlo con personas de nivel profesional y ético como el demostrado por la Directora general para Estados Unidos de la cancillería cubana.
 
 Porque como manifestó José Martí: “La vida práctica necesita de hombres prácticos”.

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