Cile: sondaggi e notizie fake

Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Quattro giorni dopo le elezioni presidenziali, che si sono concluse con la vittoria schiacciante del candidato delle sinistre Boric con quasi 12 punti di differenza, è necessario evidenziare la grande menzogna installata dalle società di sondaggi unite in coro con i grandi media sia cileni che internazionali.

Il riferimento è alla presunta situazione di parità che veniva sbandierata quasi unanimemente sui grandi mezzi di informazione in cui il candidato di estrema destra José Antonio Kast e il candidato di sinistra Gabriel Boric sarebbero giunti al voto.

Le fonti utilizzate dai principali media nazionali e internazionali che avallavano la tesi del “perfetto pareggio tecnico” sono state principalmente due: Atlas Intel e Black & White. La cosa singolare è che questi istituti di ricerca erano praticamente sconosciuti in Cile fino a pochi mesi fa.

Tuttavia, “stranamente” sono stati presi dai media come le fonti più affidabili e finora non hanno presentato le proprie scuse.

Negli ultimi giorni della campagna elettorale i grandi media cileni e stranieri sottolineavano quasi in coro la stessa cosa: “Finale incerto in Cile: Kast prende slancio e uno scenario di pareggio tecnico scoppia a pochi giorni dal ballottaggio ”(La Nación, dall’Argentina, 15-12). “Pareggio tecnico? Lo scenario serrato che preoccupa i responsabili delle campagne elettorali alla vigilia del ballottaggio” (La Tercera, 13 dicembre); “L’ultimo sondaggio in Cile rivela il pareggio tecnico tra Gabriel Boric e José Antonio Kast” (La República, Perù, 17-12).

I grandi media hanno continuato a riportare solamente i sondaggi di Black & White e Atlas che costruivano uno scenario di parità, nonostante che altri istituti di sondaggi professionali ed obiettivi riportassero un’ampia differenza tra Boric e Kast a vantaggio di Boric.

Nello stesso periodo in cui cresceva la psicosi del pareggio, saliva l’ondata feroce di attacchi e fake news contro Boric. Il 10 dicembre, infatti, Kast ha accusato Boric – nel bel mezzo del dibattito – di aver abusato sessualmente di una donna, situazione che in seguito è stata chiarita come falsa.

Tuttavia, i media legati alla destra (la stragrande maggioranza) hanno messo all’ordine del giorno la questione delle presunte molestie sessuali di Boric, che ha sempre negato e si fosse disposto a essere indagato in qualsiasi indagine; durante i talk show sulle principali reti, quello era il tema dominante: le molestie sessuali effettuate da Boric.

Vale a dire, sondaggi manipolati, fake news (del tipo “manuale Bannon” usato da Trump e Bolsonaro) e il sostegno illimitato dei grandi media, coordinati o meno, hanno cercato di affondare la campagna di Boric. Tutto questo, nei giorni precedenti rispetto al dibattito del 13 dicembre, decisivo per il candidato della ultradestra per provare a ribaltare il risultato a suo favore.

La sensazione del “perfetto pareggio tecnico” iniziò ad avere conseguenze politiche da un certo momento in poi. Boric -nel tratto finale della campagna elettorale- ha moderato abbastanza il suo discorso e il suo programma politico per convincere gli elettori del centro, anche se non ha mai lasciato completamente da parte i suoi alleati comunisti e le forze sociali popolari.

All’inizio della settimana elettorale – iniziata lunedì 13 – l’idea del pareggio si era talmente consolidata che la destra cominciò a parlare che se l’elezione fosse finita con un testa a testa sarebbe stata risolta in tribunale col riconteggio delle schede (tecnica usata già in altri Paesi dalle destre latinoamericane quando vengono sconfitte).

Kast infatti giovedì 16 affermava: “Se la differenza dovesse essere risicata, ad esempio 45000 voti, bisognerà (attendere) il conteggio che si farà nei collegi scrutatori il giorno dopo (…) e dovrà risolversi in Tribunale con il verbale alla mano”.

Nonostante il clima manipolato creato ad arte per spingere sul tema del pareggio, una delle migliori prove che Boric era in netto vantaggio rispetto a Kast è il fatto che le case da gioco di Londra, i bookmakers, – all’inizio della ultima settimana prima delle elezioni – avevano posto Boric come il chiaro favorito per vincere le elezioni.

In Cile vari istituti di sondaggi hanno una lunga storia di manipolazione dei dati, come già successe nei mesi della rivolta sociale contro il presidente di destra filo statunitense Piñera, la cui approvazione in caduta libera veniva attenuata ed anche durante la campagna elettorale per le elezioni della Assemblea Costituente per abolire la costituzione di Pinochet ancora in vigore.

In quest’ultimo caso il Mercurio, il principale media cileno, pubblicava sulle sue pagine i risultati dei sondaggi favorevoli alle destre svolti da Statknows e Numen, che sono aziende del tutto sconosciute in Cile e non certificate.

Anche in quei sondaggi la manipolazione fu evidente poiché l’opzione “Rifiuto” portata avanti dalle destre veniva data come possibile vincente tra il 43% ed il 55% mentre nel risultato finale la vittoria delle sinistre fu schiacciante 79% contro 21%.

www.elciudadano.com/

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