La scommessa che la tecnica potesse servire alla liberazione dei popoli, avanzata dal Che, si è trasformata in una delle pratiche sociali più radicali: la disobbedienza tecnologica. Attraverso la riparazione, il riadattamento funzionale e l’invenzione, i cubani hanno creato ogni tipo di oggetto necessario al funzionamento del loro Paese
Magdiel Sánchez Quiroz* La Jornada







