Cuba sta promuovendo un sistema imprenditoriale più competitivo

decentralizzato e socialmente responsabile

Il presidente dell’Istituto Nazionale dei Beni Aziendali Statali, Roberto Ricardo Marrero, ha definito la giornata «un giorno storico per il sistema imprenditoriale cubano», annunciando la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Cuba, numero 120, del decreto-legge sull’impresa statale socialista e di una serie di otto norme complementari.

Marrero ha precisato che tali disposizioni rientrano nel quadro delle 17 trasformazioni del primo asse tematico, dedicato al sistema imprenditoriale statale, e che contribuiscono anche al secondo asse, legato alla proprietà e alla gestione. «In pratica riguardano le 176 trasformazioni dei 23 assi che abbiamo nelle trasformazioni economiche e sociali», ha precisato, sottolineando la completezza del processo.

Il dirigente ha informato che le norme entreranno in vigore entro sette giorni, a partire dal 9 settembre, e che i direttori delle imprese dispongono già dei testi stampati per la loro immediata applicazione. «Sono stati concessi sette giorni per l’attuazione delle norme. Ne abbiamo discusso con i colleghi dell’Assemblea Nazionale, poiché si è lavorato molto intensamente su di esse», ha spiegato.

Il presidente dell’Istituto ha ricordato che l’articolo 27 della Costituzione della Repubblica stabilisce che l’Impresa Statale Socialista è il soggetto principale dell’economia, con autonomia nella sua amministrazione e gestione, e che inoltre contribuisce al programma economico e sociale del governo per il 2026. «Si è lavorato con grande impegno su questo», ha assicurato.

Marrero ha sottolineato che il processo normativo è stato elaborato in «tempo record», grazie a un gruppo di lavoro temporaneo composto da rappresentanti di imprese, gruppi imprenditoriali e organismi statali. «È passato davvero poco tempo da quando è stato approvato dall’assemblea plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e dalla nostra Assemblea Nazionale del Potere Popolare», ha osservato.

Autonomia e tessuto imprenditoriale

Il dirigente ha sottolineato che la nuova normativa garantisce alle imprese un livello di totale autonomia, rendendole «il fulcro fondamentale dello sviluppo economico del nostro Paese». Per illustrarne la portata, ha presentato una scheda sul tessuto imprenditoriale nazionale, che comprende:

  • 77 gruppi imprenditoriali, di cui 56 seguiti direttamente dall’Istituto e 21 dai territori.
  • 1.732 imprese, di cui 756 territoriali.
  • 297 società commerciali.
  • 214 filiali.
  • 292 micro, piccole e medie imprese statali.

«Questo riguarda il 100% delle imprese, non solo quelle di competenza nazionale, ma anche quelle locali, quelle del Potere Popolare, quelle dei governi municipali e dei consigli popolari», ha sottolineato.

Norme complementari

Tra le disposizioni approvate, Marrero ha menzionato:

  • La Risoluzione 170 sui rapporti finanziari con il bilancio dello Stato, considerata storica in quanto prima emanata dall’Istituto.
  • Una risoluzione sui cambiamenti organizzativi, che disciplina la creazione e la fusione di imprese e conferisce ai territori la facoltà di approvare nuove entità senza dover ricorrere al Ministero dell’Economia.
  • Norme sul funzionamento dei consigli di amministrazione, che prevedono la partecipazione dei lavoratori pari al 20% dei membri.
  • Procedure finanziarie, fiscali e contabili che ridefiniscono i rapporti con il bilancio dello Stato.

Marrero ha chiarito che l’Istituto «non è un superministero, non amministra imprese né beni», ma guida le trasformazioni e mira a far crescere le risorse. «La funzione principale dell’Istituto è far crescere i propri beni, molti dei quali oggi sono sottoutilizzati e non generano ricchezza», ha spiegato.

Partecipazione dei lavoratori e responsabilità sociale

Il presidente dell’Istituto ha sottolineato che la nuova normativa attribuisce ai lavoratori un ruolo senza precedenti nel processo decisionale. «Questa norma prevede una partecipazione dei lavoratori che potremmo definire senza precedenti», ha affermato, spiegando che il 20% dei membri degli organi direttivi sarà eletto dagli stessi gruppi di lavoratori.

Ha inoltre sottolineato l’importanza della responsabilità sociale in queste trasformazioni: «Creeremo ricchezza, ma a quale scopo? Per il nostro popolo, per essere efficienti nel servizio al popolo, non solo per l’azienda».

Marrero ha riferito che sono stati organizzati due corsi di formazione a livello nazionale con i direttori dei gruppi imprenditoriali, i governatori e i sindaci, presieduti dal primo ministro, durante i quali sono state ascoltate le preoccupazioni e sono state fornite delle risposte. Inoltre, sono stati effettuati sopralluoghi nelle province e incontri settimanali del presidente della Repubblica con gli imprenditori per valutare i progressi compiuti.

«L’unico obiettivo comune a governo, Stato e imprese è quello di contribuire e far fruttare il bilancio dello Stato», ha concluso Marrero, chiarendo che le trasformazioni mirano all’efficienza economica con un impatto sociale.

Dalla microgestione alla strategia: il nuovo ruolo dei gruppi imprenditoriali

Il presidente del Gruppo Imprenditoriale GELMA, Wilson Ramírez Peña, ha spiegato che la sua organizzazione ha creato un gruppo di lavoro interno composto da dirigenti, specialisti e lavoratori per studiare ciascuna delle riforme approvate e cercare bibliografia di riferimento. «Abbiamo persino utilizzato l’intelligenza artificiale per analizzare come funzionavano sistemi aziendali simili nel mondo e, su questa base, abbiamo elaborato la nostra strategia», ha sottolineato.

Ramírez ha sottolineato che lo scopo delle trasformazioni economiche e sociali è chiaro: «Liberare le forze produttive, produrre di più, raggiungere una maggiore efficienza e aumentare l’offerta». A tal fine, ha insistito, è indispensabile cambiare i metodi di gestione: «Altrimenti, continueremo a fare sempre la stessa cosa».
Il ruolo dei gruppi imprenditoriali

Il dirigente ha sottolineato che il Decreto-Legge 120, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, definisce con precisione le funzioni dei gruppi imprenditoriali: facilitare la gestione delle imprese che ne fanno parte, senza esercitare funzioni statali né assumere compiti propri degli enti. «Il gruppo imprenditoriale svolge un ruolo di coordinamento strategico e non di microgestione, come avveniva finora», ha chiarito.

Nel caso di GELMA, si tratta di un grande gruppo, composto da 46 imprese, 14 filiali, 17 micro, piccole e medie imprese statali a base tecnologica e 115 unità imprenditoriali autorizzate. La sua gestione si concentra su due processi chiave: la commercializzazione di input e attrezzature per il settore agricolo e la produzione specializzata di 29 imprese che offrono servizi trasversali al Ministero dell’Agricoltura.

Parità di condizioni e rimozione degli ostacoli

Ramírez ha accolto con favore il fatto che le nuove norme mettano le imprese statali su un piano di parità con il resto degli attori economici del Paese, comprese quelle private. «Questo apre nuove opportunità, ma anche nuove sfide, perché ci pone in una situazione di parità competitiva», ha affermato.

Un esempio concreto è l’abolizione del nomenclatore dei prodotti: in precedenza, GELMA disponeva di un elenco approvato di 38 voci, ma ora potrà commercializzare qualsiasi prodotto lecito, ampliando così il proprio raggio d’azione.

Il presidente di GELMA ha spiegato che la trasformazione numero tre ha avuto un impatto notevole sulla struttura interna. «Nella sede centrale avevamo 172 dipendenti indiretti; oggi proponiamo di mantenerne 25, concentrati sulle funzioni definite dalla legge», ha detto. In questo modo si elimina l’intervento di 15 strutture che in precedenza imponevano decisioni e richiedevano informazioni che ostacolavano la gestione aziendale.

«Non si tratta più di amministrare ciò che fanno le aziende, ma di agevolarle nell’aumentare i propri livelli di attività al fine di creare ricchezza», ha precisato.

Ramírez ha annunciato la creazione di una società finanziaria captive, non bancaria, destinata a generare fondi di investimento, liquidità e garanzie per le aziende del gruppo. Questa entità svolgerà funzioni di tesoreria, raccolta di fondi e gestione dei rischi finanziari, con collegamenti sia nel sistema bancario nazionale che in quello internazionale. «Non dobbiamo limitarci al nostro Paese; dobbiamo aprirci al mondo alla ricerca di nuove opportunità e linee di business», ha affermato.

Catene del valore e decentralizzazione

L’approccio di organizzare il gruppo per catene del valore consentirà di potenziare i collegamenti interni e le sinergie con altri gruppi imprenditoriali. Una delle trasformazioni più rilevanti è la numero quattro, che conferisce ai gruppi la facoltà di creare società, filiali e micro, piccole e medie imprese (MPMI), nonché di effettuare fusioni, liquidazioni e altre operazioni organizzative, competenze che in precedenza erano di esclusiva competenza del Ministero dell’Economia e della Pianificazione.

Ramírez ha anticipato che GELMA prevede di arrivare a una rete di 218 imprese, con particolare enfasi a livello comunale, dove le unità imprenditoriali di base dovranno trasformarsi in micro, piccole e medie imprese o filiali entro 180 giorni. «Vogliamo che operino secondo un autentico schema di governance societaria, con vera autonomia», ha spiegato.

Previsioni e indicatori

Il gruppo prevede per il 2027 una crescita a due cifre degli indicatori chiave: rendimento degli investimenti statali, dividendi, utili al lordo delle imposte, ricavi e apporti in valuta estera. «Il 2026 non è stato un anno positivo, ma è proprio qui che si manifesta l’impatto delle trasformazioni: riuscire a far chiudere tutte le nostre aziende in attivo», ha affermato.

Ramírez ha sottolineato che GELMA è direttamente collegata a 92 delle 176 riforme approvate, pari al 52%. Tra queste, ha citato la numero 61, relativa agli incentivi per la commercializzazione di beni e attrezzature in valuta estera e in moneta nazionale, e la numero due, che decentralizza l’approvazione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio.

«GELMA non è più un monopolio. Oggi dobbiamo cercare finanziamenti con le nostre forze e competere in un mercato aperto, offrendo beni e servizi di qualità a prezzi competitivi», ha sottolineato.

Il presidente del gruppo ha concluso sottolineando che c’è «molta motivazione» tra i dirigenti e i lavoratori, che continuano a studiare ogni trasformazione e a utilizzare l’intelligenza artificiale per perfezionare la gestione. «Siamo pronti affinché il giorno D+7, il 9 settembre, possiamo attuare immediatamente tutte le trasformazioni individuate nella nostra organizzazione aziendale», ha assicurato.

Innovazione tecnologica, energie rinnovabili e responsabilità sociale

Il direttore dell’Impresa dell’Industria Elettronica Comandante Camilo Cienfuegos, Edel Gómez Gómez, ha definito le 176 riforme approvate come «il sogno degli imprenditori socialisti», in quanto eliminano ostacoli storici e pongono le entità statali su un piano di parità con il resto degli attori economici. «Ora arriva la concorrenza con gli altri e le possibilità di progredire in autonomia», ha affermato.

Nuovi poteri aziendali

Gómez ha sottolineato che le misure conferiscono alle imprese la facoltà di approvare direttamente la creazione di filiali e micro, piccole e medie imprese (MPMI) statali, senza dover passare attraverso lunghe procedure ministeriali. «Oggi, in questo preciso momento, ciò viene già approvato a livello aziendale», ha spiegato, annunciando l’apertura di due nuove MPMI statali e la creazione di tre filiali volte a rafforzare l’oggetto sociale.

Tra le competenze più rilevanti ha menzionato:

  • La possibilità di approvare gli stipendi dei lavoratori in base al loro contributo.
  • La gestione dei conti in valuta estera e l’utilizzo della riserva volontaria con la partecipazione dei collettivi di lavoratori.
  • L’approvazione dei piani economici nelle assemblee dei lavoratori, rafforzando la democrazia interna.
  • L’interazione con le micro, piccole e medie imprese private e statali per cercare finanziamenti e catene produttive.

Il dirigente ha anticipato che queste misure consentiranno una crescita del 14% degli indicatori chiave entro il 2027, superando la soglia a due cifre in termini di rendimento degli investimenti statali, dividendi, utili al lordo delle imposte e entrate in valuta estera.

Energia rinnovabile e mobilità elettrica

L’azienda ha puntato sulla transizione energetica, installando 1.920 kW di potenza di picco in pannelli fotovoltaici, che generano tra i 3.500 e i 4.000 kW al giorno per la rete elettrica nazionale. Con il nuovo prezzo di acquisto dell’energia (90 pesos per kW, rispetto ai precedenti 3), l’azienda ottiene entrate pari a 15 milioni di pesos al mese, il che rafforza la sua capacità finanziaria.

Nel campo della mobilità elettrica, Gómez ha riferito che nel quartiere Primero de Mayo (Boyeros) sono già operative quattro stazioni di ricarica pubbliche e che, in collaborazione con altre istituzioni, ne sono state installate altre 25, con altre 15 in fase di realizzazione. «Vogliamo chiudere l’anno con 40 stazioni di ricarica, perché il Paese ne ha bisogno in questo periodo di crisi energetica», ha sottolineato.

Il tema 21, relativo all’innovazione e allo sviluppo, occupa un posto centrale nella strategia dell’azienda. Attualmente si sta lavorando a tre progetti:

  • La diffusione del computer domestico.
  • Lo sviluppo di un sistema intelligente di gestione dell’energia per ottimizzare i consumi in condizioni difficili.
  • La produzione di turbine eoliche di piccole dimensioni, in grado di generare elettricità 24 ore su 24 con venti moderati.

«Siamo passati dall’essere un’azienda di produzione a un’azienda tecnologica, e ora siamo in procinto di diventare un’azienda ad alta tecnologia, con tutti i vantaggi che ciò comporta», ha annunciato Gómez.

Responsabilità sociale

Il dirigente ha sottolineato che le trasformazioni non sono solo economiche, ma anche sociali. «Nella misura in cui riusciremo ad aumentare la ricchezza, aumenterà anche il sostegno sociale», ha affermato.

L’azienda ha sviluppato iniziative comunitarie nel quartiere Primero de Mayo:

  • Sostegno a ambulatori medici, policlinici e scuole.
  • Donazione di lampade per l’illuminazione pubblica.
  • Ristrutturazione di un negozio distrutto da un incendio per ripristinare il servizio alla comunità.
  • Uso gratuito di solineras in situazioni eccezionali.

«Tutto ciò si basa sulla creazione di ricchezza per migliorare i salari e rafforzare la responsabilità sociale», ha sottolineato. Per Gómez, il vero banco di prova delle misure sarà la rendicontazione dei dirigenti nei confronti dei lavoratori, durante le assemblee e le riunioni mattutine. «Non arriveremmo da nessuna parte senza fornire spiegazioni ai lavoratori e senza che essi sentano che le misure sono loro», ha concluso.

SERVIVIP: efficienza economica e impegno sociale

Il presidente del Consiglio di amministrazione della Mipyme statale SERVIVIP, Víctor Jara Jorge, ha ricordato che l’ente è stato costituito come società commerciale nel dicembre 2021, con il Gruppo per l’acqua e la depurazione come socio unico. La sua creazione ha risposto alla necessità di gestire programmi a carattere sociale nel settore della rete fognaria, degli interni degli edifici e dei complessi residenziali, compiti che l’Istituto delle Risorse Idriche non poteva assumersi direttamente.

«Per noi il successo sta nell’agire, nel credere, nell’impegno individuale e collettivo, nel convincere e nell’essere convinti di essere funzionari pubblici. E questo non è uno slogan, è ciò che i lavoratori dimostrano ogni giorno», ha affermato.

Víctor Jara ha sottolineato che queste trasformazioni rafforzano le condizioni di parità dell’azienda statale rispetto ad altri attori economici. I risultati finanziari di SERVIVIP sono stati notevoli:

  • Ricavi: sono cresciuti del 345% tra il 2022 e il 2025, passando da 80 milioni a 277 milioni di pesos, con un utile del 23%.
  • Stipendi: la media è passata da 17.600 pesos nel 2022 a 45.600 pesos nel 2025, senza variazioni nei prezzi né nelle tariffe, che rimangono centralizzate.

«Un lavoratore della nostra azienda può guadagnare in media 45.000 pesos, e questo risultato lo abbiamo ottenuto potenziando i servizi esistenti e cercandone di nuovi, senza aumentare il personale indiretto», ha spiegato.

Responsabilità sociale d’impresa

L’azienda destina una parte significativa dei propri dividendi a progetti sociali. «Il 50% dei dividendi lo impieghiamo nella responsabilità sociale d’impresa; quest’anno abbiamo chiuso con il 40% destinato alla “Casita Abuelo” e ad altre iniziative comunitarie», ha sottolineato.

Tra le iniziative spiccano:

  • La “Casita Abuelo”, che attualmente accoglie otto anziani che vivevano da soli, garantendo loro vitto, assistenza e attività ricreative.
  • Accordi con la casa di accoglienza per donne incinte, compreso il trasporto settimanale per le gestanti.
  • Interventi sociali nelle scuole, quali la riparazione di bagni, la tinteggiatura e la sostituzione delle porte, oltre all’installazione di un impianto di depurazione dell’acqua per garantire acqua potabile agli studenti.
  • Assistenza mirata ai lavoratori e alle famiglie vulnerabili della comunità.

Il presidente della Repubblica ha recentemente visitato l’azienda e ha potuto constatare di persona queste iniziative, riconoscendone l’impatto sociale raggiunto.

Energia e sostenibilità

SERVIVIP ha inoltre raggiunto l’autonomia energetica per il funzionamento della propria sede, in linea con la politica nazionale di transizione energetica. «Oggi siamo autosufficienti dal punto di vista energetico e questo ci permette di sostenere le nostre operazioni in modo efficiente», ha affermato.

Grazie alle nuove trasformazioni, l’azienda può stringere alleanze con altre forme di gestione e accordi con attori non statali, ampliando la propria capacità di servizio. Inoltre, le norme consentono che i piani tecnici ed economici nascano dal basso, con l’approvazione dei lavoratori, compresa la definizione dei salari e la destinazione degli utili non distribuiti.

«Oggi abbiamo la possibilità di decidere come utilizzare i nostri utili: assistere i pensionati, sostenere asili nido o progetti comunitari. Questo era un desiderio dei dirigenti e ora è una realtà», ha spiegato.

Víctor Jara ha sottolineato che le trasformazioni più profonde sono legate al secondo asse tematico, relativo alla proprietà e alla gestione, e alle trasformazioni 14, 16 e 17, che puntano verso un modello societario. «Questo ci consentirà di lavorare con vera autonomia ed efficienza giuridica», ha affermato.

Infine, ha ringraziato il gruppo di lavoro che ha elaborato le norme in tempi record: «Oggi possiamo festeggiare questa norma grazie all’impegno di chi ha lavorato giorno e notte per renderla possibile».

Fonte: CUBADEBATE

Traduzione: italiacuba.it

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