I passi di Fernando Cerimedo in Perù

L’azione del duo Cerimedo-Negre in Perù è stata orchestrata attraverso Carlos Díaz-Rosillo, ex direttore della Politica Pubblica di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca durante il primo mandato di Trump.

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L’onda d’urto del caso Cerimedo scuote tutta l’America Latina. Dopo le rivelazioni di Nadia Beller, pochi paesi sfuggono all’ingerenza del consulente argentino, che — attraverso reti di bot e strumenti di manipolazione algoritmica — è riuscito a ribaltare le tendenze elettorali e a consolidare al potere presidenti allineati con gli interessi di Washington.

Nel febbraio 2026, Fernando Cerimedo ha ricevuto il premio come Consulente Politico Ispanico dell’Anno durante una gala a Mar-a-Lago. Nell’evento, ha ringraziato pubblicamente Brad Parscale, direttore della campagna di Donald Trump: “Grazie, Brad, per aver fiducia in me e per aver messo a nostra disposizione la tua tecnologia e i tuoi team”.

Questa dichiarazione riafferma il suo ruolo come operatore strategico della Casa Bianca nella regione. In una nuova fase imperialista, gli USA cercano di imporre la loro strategia di sicurezza nazionale attraverso due assi principali: la militarizzazione continentale attraverso lo “Scudo delle Americhe” e il controllo dei minerali critici attraverso l’iniziativa “Progetto Bóveda”.

Per dispiegare la cosiddetta “dottrina Donroe“, Washington richiede mandatari affini nella regione. Il compito di Cerimedo e dei suoi collaboratori, tra cui figura lo spagnolo Javier Negre, consiste principalmente nel bloccare il trionfo elettorale di candidati sovrani nelle zone di interesse geopolitico, usando bot e manipolando l’algoritmo. Successivamente — come evidenziato in Bolivia —, questi operatori assumono funzioni tutelari garantendo che i loro soci già insediati al potere eseguano le direttive statunitensi.

L’affare elettorale rappresenta solo la faccia visibile del problema. L’assenza di regolamentazione sull’uso delle reti sociali durante i processi elettorali — a differenza del quadro normativo e di pluralismo applicabile ai media tradizionali — lascia la manipolazione algoritmica in una zona grigia che sfavorisce le candidature senza accesso a queste tecnologie.

L’azione del duo Cerimedo-Negre in Perù risponde a questa stessa logica. La loro articolazione nel paese è stata orchestrata attraverso Carlos Díaz-Rosillo, ex direttore della Politica Pubblica di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca durante il primo mandato di Trump. Nel maggio 2024, Díaz-Rosillo — che dirigeva il Centro Adam Smith per la Libertà Economica — visitò il Palazzo di Governo durante la gestione di Dina Boluarte. Mesi dopo, coordinò un incontro a New York tra la mandataria designata e un panel di imprenditori USA.

Dopo la destituzione di Boluarte nell’aprile 2025, Díaz-Rosillo si legò a Keiko Fujimori, alla quale offrì un posto come professoressa invitata presso il Centro Adam Smith. Fujimori ricompensò l’avvicinamento integrandolo come uno dei suoi principali consiglieri di campagna. La stretta relazione tra Díaz-Rosillo e Cerimedo facilitò la penetrazione dell’operatore argentino nello scenario politico peruviano.

Nel dicembre 2025, Cerimedo anticipò la sua strategia sulla rete sociale X: “Continuiamo nel 2026 in Perù, Colombia e Brasile!”. Da parte sua, Javier Negre affermò che “il Perù sarà conquistato da La Derecha Diario“. Secondo indagini giornalistiche del portale El Foco, durante il primo turno elettorale una rete di decine di account “ha promosso sistematicamente il voto nullo o viziato in regioni storicamente affini alla sinistra”.

Con il passaggio di Keiko Fujimori al secondo turno, le operazioni del tandem si sono intensificate. La Derecha Diario non solo ha sostenuto apertamente la candidata, ma ha dispiegato una campagna di disinformazione diretta contro il candidato progressista Roberto Sánchez. Nel contesto dello stretto margine del risultato ufficiale, non c’è dubbio che il lavoro sporco di Cerimedo e Negre sia stato decisivo per ribaltare la tendenza elettorale.

Il giorno successivo alle elezioni, Cerimedo ha acquisito il dominio web “Ojo de Cóndor”, presentato come una piattaforma di “conteggio parallelo cittadino”. Il sito incoraggiava i cittadini a caricare i verbali di votazione per validare la vittoria di Fujimori, mentre i sondaggi davano per vincitore Sánchez. L’iniziativa è stata coordinata dall’ex marinaio e militante di Renovación Popular, Andrés Salas. L’amplificazione del progetto tramite bot e il sostegno dei media commerciali hanno influenzato la percezione pubblica e contribuito a normalizzare la frode verificatasi nei seggi all’estero.

Dopo la proclamazione di Keiko Fujimori come presidente eletta, gli operatori hanno cercato di consolidare la loro influenza nella nuova amministrazione. Negre ha gestito direttamente la partecipazione di Fujimori a un incontro nella residenza di Donald Trump a Mar-a-Lago, al di fuori dei canali diplomatici formali, e successivamente ha partecipato come invitato alla cerimonia di insediamento del 28 luglio a Lima.

Sebbene le dichiarazioni di Nadia Beller non abbiano fatto esplicito riferimento al caso peruviano, la presenza di Cerimedo in tale processo è documentata. A differenza della Bolivia, il suo ruolo successivo all’elezione non è stato determinante a causa della presenza di altri operatori con l’amministrazione USA come Díaz-Rosillo e per l’intima relazione che Keiko Fujimori privilegiava con il consulente argentino Damián Valenzuela.

Dall’inizio della nuova gestione, il Perù ha allineato la sua politica estera con le priorità geopolitiche di Washington. Il 31 luglio 2026, il cancelliere Carlos Spa ha annunciato l’adesione del paese allo “Scudo delle Americhe”. Successivamente, il 27 agosto, il Ministero dell’Energia e delle Miniere ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con Cile, Argentina e Bolivia per articolare la regione come fornitrice strategica di minerali critici.

Con ciò, l’agenda tracciata da Washington è stata formalmente eseguita nel paese. Missione compiuta per Cerimedo e i suoi complici.


Los pasos de Fernando Cerimedo en Perú

La actuación de la dupla Cerimedo-Negre en Perú se gestó a través de Carlos Díaz-Rosillo, exdirector de Política Pública de Seguridad Nacional de la Casa Blanca durante el primer mandato de Trump La onda de choque del caso Cerimedo sacude a toda América Latina. Tras las revelaciones de Nadia Beller, pocos países escapan a la injerencia del asesor argentino, quien —mediante redes de bots y herramientas de manipulación algorítmica— consiguió revertir tendencias electorales y consolidar en el poder a líderes alineados con los intereses de Washington.

En febrero de 2026, Fernando Cerimedo recibió el galardón al Consultor Político Hispano del Año durante una gala en Mar-a-Lago. En el evento, agradeció públicamente a Brad Parscale, director de la campaña de Donald Trump «Gracias, Brad, por confiar en mí y poner a nuestra disposición tu tecnología y tus equipos».

Esta declaración reafirma su papel como operador estratégico de la Casa Blanca en la región. En una nueva etapa imperialista, Estados Unidos busca imponer su estrategia de seguridad nacional a través de dos ejes principales: la militarización continental mediante el «Escudo de las Américas» y el control de los minerales críticos a través de la iniciativa «Proyecto Bóveda».

Para desplegar la denominada «doctrina Donroe», Washington requiere mandatarios afines en la región. El cometido de Cerimedo y de sus colaboradores, entre los que figura el español Javier Negre, consiste primeramente en bloquear el triunfo electoral de candidatos soberanos en las zonas de interés geopolítico, usando bots y manipulando el algoritmo. Posteriormente —como se evidenció en Bolivia—, estos operadores asumen funciones tutelares garantizando que sus socios ya instalados en el poder, ejecuten las directrices estadounidenses.

El negocio electoral representa tan solo la faceta visible del problema. La ausencia de regulación sobre el uso de redes sociales durante los procesos electorales —a diferencia del marco normativo y de pluralismo aplicable a los medios tradicionales— deja la manipulación algorítmica en una zona gris que desfavorece a las candidaturas sin acceso a estas tecnologías.

La actuación de la dupla Cerimedo-Negre en Perú responde a esta misma lógica. Su articulación en el país se gestó a través de Carlos Díaz-Rosillo, exdirector de Política Pública de Seguridad Nacional de la Casa Blanca durante el primer mandato de Trump. En mayo de 2024, Díaz-Rosillo —quien dirigía el Centro Adam Smith para la Libertad Económica— visitó el Palacio de Gobierno durante la gestión de Dina Boluarte. Meses más tarde, coordinó un encuentro en Nueva York entre la mandataria designada y un panel de empresarios estadounidenses.

Tras la destitución de Boluarte en abril de 2025, Díaz-Rosillo se vinculó con Keiko Fujimori, a quien ofreció una plaza como profesora invitada en el Centro Adam Smith. Fujimori retribuyó el acercamiento integrándolo como uno de sus principales asesores de campaña. La estrecha relación entre Díaz-Rosillo y Cerimedo facilitó la penetración del operador argentino en el escenario político peruano.

En diciembre de 2025, Cerimedo anticipó su estrategia en la red social X: «¡Seguimos en 2026 en Perú, Colombia y Brasil!». Por su parte, Javier Negre afirmó que «Perú será conquistado por La Derecha Diario». Según investigaciones periodísticas del portal El Foco, durante la primera vuelta electoral una red de decenas de cuentas “promovió sistemáticamente el voto nulo o viciado en regiones históricamente afines a la izquierda”.

Con el pase de Keiko Fujimori a la segunda vuelta, las operaciones del tándem se intensificaron. La Derecha Diario no solo respaldó abiertamente a la candidata, sino que desplegó una campaña de desinformación dirigida contra el candidato progresista Roberto Sánchez. En el contexto del estrecho margen del resultado oficial, no cabe la menor duda que el trabajo sucio de Cerimedo y Negre fue decisivo para revertir la tendencia electoral.

El día posterior a los comicios, Cerimedo adquirió el dominio web «Ojo de Cóndor», presentado como una plataforma de «conteo paralelo ciudadano». El sitio incentivaba a la ciudadanía a subir actas de votación para validar la victoria de Fujimori, mientras los sondeos daban por ganador a Sánchez. La iniciativa fue coordinada por el exmarino y militante de Renovación Popular, Andrés Salas. La amplificación del proyecto mediante bots y el respaldo de medios comerciales influyeron en la percepción pública y contribuyeron a normalizar el fraude occurido en las mesas del exterior.

Tras la proclamación de Keiko Fujimori como presidenta electa, los operadores buscaron consolidar su influencia en la nueva administración. Negre gestionó de forma directa la asistencia de Fujimori a un encuentro en la residencia de Donald Trump en Mar-a-Lago, al margen de los canales diplomáticos formales, y posteriormente asistió como invitado a la toma de posesión el 28 de julio en Lima.

Aunque las declaraciones de Nadia Beller no aludieron explícitamente al caso peruano, la presencia de Cerimedo en dicho proceso está documentada. A diferencia de Bolivia, su rol posterior a la elección no fue determinante debido a la presencia de otros operadores con la administración estadounidense como Díaz- Rosillo y por la íntima relación que Keiko Fujimori privilegiaba con el asesor argentino Damián Valenzuela.

Desde el inicio de la nueva gestión, Perú alineó su política exterior con las prioridades geopolíticas de Washington. El 31 de julio de 2026, el canciller Carlos Spa anunció la adhesión del país al «Escudo de las Américas». Posteriormente, el 27 de agosto, el Ministerio de Energía y Minas suscribió una declaración conjunta con Chile, Argentina y Bolivia para articular la región como proveedora estratégica de minerales críticos.

Con ello, la agenda trazada desde Washington quedó formalmente ejecutada en el país. Misión cumplida para Cerimedo y sus complices.

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