ONU: esigono la fine del blocco a Cuba

Il richiamo a porre fine al blocco economico, finanziario e commerciale degli Stati Uniti si è fatto sentire nell’ Assemblea Generale dell’ONU,  il cui segmento di alto livello è iniziato martedì 19.


Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha informato Prensa Latina,  ha definito l’assedio vigente da più di 55 anni come una politica ingiusta e fallita ed ha aggiunto nel suo intervento nell’Assemblea Generale che gli Stati Uniti non solo devono eliminare il blocco, ma anche riparare i danni provocati al popolo cubano e restituire il territorio illegalmente occupato a Guantánamo con la loro base navale.

Luis Guillermo Solís, mandatario della Costarica, ha denunciato gli elevati costi umani, economici e sociali per la popolazione dell’Isola come risultati delle sanzioni di  Washington. Solís ha sostenuto che le aggressioni economiche unilaterali mancano di efficacia e costituiscono un metodo di castigo che lede gravemente i diritti dei popoli al benessere e allo sviluppo.

Nella seconda giornata del 72º periodo di sessioni dell’Assemblea Generale realizzata ieri, il presidente della Guyana, David Granger, ha reclamato l’eliminazione immediata di questa politica ostile che frustra il diritto di cuba allo sviluppo.

Il  presidente di Panamá, Juan Carlos Varela, ha ricordato che nel Vertice delle Americhe del 2015, realizzato nel suo paese, avvenne un avvicinamento storico tra i presidenti di Cuba e degli Stati Uniti e in questo senso va mantenuta la disposizione al dialogo, la pace sociale e l’unità, di fronte al prossimo appuntamento a Lima, in Perú.

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