Da Playa Girón, nel pomeriggio del 19 aprile del 1961 – 65 ore e mezza dopo l’inizio dell’invasione mercenaria – il Comandante in Capo, firmò il quarto e ultimo comunicato di guerra nel quale tra le altre questioni informava che : “Il nemico ha sofferto una schiacciante sconfitta. Una parte dei mercenari ha cercato d’imbarcarsi nuovamente verso l’esterno in diverse imbarcazioni, che sono state affondate dalla Forza Aerea Ribelle. Il resto delle forze mercenarie, dopo aver sofferto numerose perdite, con vari morti e molti feriti, si è dispersa completamente in una regione pantanosa dove non esiste possibilità di fuga”.1
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Cubainformacion: il museo della sconfitta
Negli storici giorni di Girón nacque il PCC
Alla vigilia dell’invasione mercenaria di Playa Girón, di fronte alle vittime del vile attacco agli aeroporti del giorno precedente, i combattenti dell’Esercito Ribelle, la Polizia Nazionale e i miliziani, con i fucili in alto, giurarono di difendere sino all’ultima goccia del loro sangue il carattere socialista della Rivoluzione proclamato in quel giorno indimenticabile.
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Giron nel ricordo
Gen. F. Escalante Font https://lapupilainsomne.wordpress.com
Il 21 c.m., insieme ad altri compagni, ho partecipato, nella sala Villena dell’UNEAC, ad una conferenza sulla Victoria de Giron e le sue ripercussioni. L’attività si prolungò per più di tre ore e quando, per ultimo, mi è toccata la parola, pressato dal tempo, non ho potuto sviluppare le idee che prevedevo e rimasero timidamente esposte, per cui voglio riprendere la questione, cosciente della necessità di collocare in un contesto l’aggressione e quali furono i suoi antecedenti politico-sociali.
Angelito
Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com
Ho chiesto ad Angel Lopez Barrio le sue parole. Lui è di quelle persone che di solito passano inosservate, non l’ho mai sentito alzare la voce, lavora affinché si ascoltino altre voci. Perciò sono rimasto sorpreso quando, questo 19 aprile, ho visto Angelito, come tutti lo chiamano, sul podio della Sala Teatro Luis A. Turcios Lima presso il Ministero delle Comunicazioni, dove lavora da oltre 40 anni, e lungi dall’aggiustare i microfoni o aiutare qualcuno a far uso della parola, leggere due fogli scritti a mano.
Il “museo” della sconfitta a Miami
Edmundo García https://lapupilainsomne.wordpress.com
La Brigata 2506, armata ed addestrata da un piano congiunto Pentagono, Casa Bianca, Dipartimento di Stato e CIA, fu una marionetta dell’eterna ossessione delle forze più oscure, degli USA, per sconfiggere la Rivoluzione Cubana. Ciò che resta di essa è caduto oggi nelle peggiori mani e parlano a suo nome Felix Ismael Rodriguez, l’assassino del Che Guevara, e Esteban Bovo, padre di un commissario di Miami, che non ha perso l’occasione per promuovere, dice ispirato dall’esempio del progenitore, progetti contro Cuba e la più recente emigrazione cubana a Miami.
L’ultima bandiera USA a l’Avana
Ricardo Alarcón de Quesada /Cubadebate
La cerimonia per innalzare, nella sua ambasciata all’Avana, la bandiera USA è stata la notizia del giorno, in tutto il mondo, il 14 agosto. Era logico che così fosse poiché era forse l’espressione più visibile nella politica USA dopo la decisione di ristabilire le relazioni diplomatiche annunciata contemporaneamente dai Presidenti Raul Castro e Barack Obama, il 17 dicembre 2014. Fu, come disse John Kerry, il primo Segretario di Stato che visitava Cuba in settanta anni, una giornata storica.
Premio Nobel e terrorismo anti-cubano
tratto da http://razonesdecuba.cubadebate.cu
Generazioni di cittadini USA non sanno che la loro amata Nazione è stata, dopo Cuba, il paese più colpito dal terrorismo anti cubano, che per più di mezzo secolo ha coesistito in molte delle sue principali città, su entrambe le coste. Dalla California, New York, New Jersey, fino alla calda Florida. Ciò è vitale, perché dobbiamo reintegrare alla memoria storica ciò che, al dimenticarsi, ritornerebbe.
Un “italianito” che è morto a Girón
Il discorso di Fidel lo ascoltarono per radio, andando all’Unità: “Quello che gli imperialisti non ci possono perdonare è che siamo qui… quel che non ci possono perdonare gli imperialisti è la dignità, l’onestà, il valore, la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo di Cuba… che abbiamo fatto una Rivoluzione socialista proprio sotto il naso degli Stati Uniti… che questa Rivoluzione socialista la difendiamo con questi fucili… e che questa Rivoluzione socialista la difendiamo con il valore con cui ieri i nostri artiglieri antiaerei hanno abbattuto gli aerei aggressori… e questa Rivoluzione non la difendiamo con mercenari, la difendiamo con uomini e donne del popolo!
Carrista tunero a Playa Giron
Le vere cause della vittoria
Pedro Antonio García http://www.granma.cu
Dal posto di osservazione, un miliziano informò: “Una lancia sta sbarcando e spara verso la spiaggia. Abbiamo questa gente su. Rompiamo il generatore di corrente e andiamo in trincea”. Il capo del battaglione 339, composto da 528 lavoratori e studenti della città di Cienfuegos, ordinò formare la truppa accampata da una settimana nello zuccherificio Australia. Uno dei suoi plotoni lo mandò verso Playa Larga, per respingere gli invasori.
La verità lascia ancora una volta mal messa la CIA
Arthur Gonzalez https://heraldocubano.wordpress.com
Nei giorni scorsi si è conosciuta la declassificazione di documenti archiviati nei sotterranei della CIA, relativi all’invasione di Cuba in Playa Giron, nella Baia dei Porci nell’aprile del 1961 dove le truppe mercenarie addestrate, finanziati ed equipaggiati dalla CIA ed il governo USA, soffrirono una pesante sconfitta in appena 72 ore.
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Giron è Cuba
J.M.Molina – http://www.granma.cu
La prima sconfitta dell’imperialismo yankee in America Latina, causata dal nostro popolo nelle sabbie di Playa Girón 54 anni fa, fu conseguenza ed, a sua volta, premonizione.
Una gioventù consacrata alla Patria
Eduardo García scrisse con il suo sangue: Fidel
Aerei pilotati da mercenari in stretto vincolo con gli agenti della CIA, al servizio dell’imperialismo, 54 anni fa, bombardarono gli aeroporti di Santiago di Cuba, Ciudad Libertad e San Antonio de los Baños, in un’azione che precedette l’invasione di Playa Girón.
