Ricordando il primo Vertice della Terra in difesa del pianeta

Marzio Castagnedi

Sono passati 25 anni dal primo Vertice della Terra in Difesa del Pianeta a Rio de Janeiro . Era il mese di  giugno del 1992.

Vi parteciparono 16000 persone, rappresentanti di 152 nazioni, 43 tra Presidenti e capi di Stato, torme di giornalisti e tv di ogni parte del mondo.


Fece scalpore l’intervento implacabile e ampiamente documentato di Fidel Castro al tempo già profondo analista, che prevedeva i mali dell’ambiente e del decadimento  ecologico del pianeta.

Lo si può vedere e ascoltare anche oggi in internet mentre sostiene che le più potenti e iper-sviluppate potenze industriali e commerciali che dominano il mondo e le loro società di consumo, riversano incessantemente nell’ambiente enormi quantità di rifiuti, sostanze  tossiche e fumi velenosi che inquinano atmosfera, acqua e territori in ogni continente, mentre limitano lo sviluppo dei paesi poveri e affamati, di cui invece sfruttano a fondo le risorse naturali.

Dopo Rio, sono stati realizzati il Protocollo di Tokio, il Summit del Millennio a New York, e di recente  l’Accordo di Parigi.

La situazione non è cambiata negli anni: è  cambiato ed esiste il negazionismo degli USA e del suo presidente ecologicamente analfabeta, che rilancia la produzione del carbone e – ultima notizia – liberalizza totalmente l’importazione dall’Africa di ogni genere di trofei di caccia, anche di animali protetti o in via d’estinzione come gli elefanti  e i rinoceronti, il cui numero si  è dimezzato in poco tempo. (In una sgradevole foto di qualche anno fa, Juan Carlos, ex re di Spagna, appariva sorridente col fucile davanti a un magnifico elefante africano da lui abbattuto ).

Pare che oggi- quasi alla fine 2017- stiano cambiando  alcune cose.

Gli spot delle automobili  in TV mostrano modelli ibridi o totalmente elettrici. La Wolkswagen ha firmato in Cina un accordo per produrre milioni di auto non inquinanti; la Norvegia ne ha già in circolazione più di un terzo.

L’era dei motori elettrici sembra già in marcia,  perché i diesel hanno ammazzato già troppe persone.

Fidel disse nel 1992 che forse era già troppo tardi per salvare il pianeta.

«Metà delle specie animali sono già sparite o in via d’estinzione e ci sarà pericolo, senza un cambiamento radicale, anche per la sopravvivenza della specie umana», allertò.

Tempo fa  l’anziano presidente algerino Bouteflika disse giustamente del leader della Rivoluzione cubana: « Ogni tanto Fidel  fa un salto nel futuro e poi torna a raccontarcelo ».

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