Mercoledì l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha approvato la Legge sull’Organizzazione dell’Amministrazione Centrale dello Stato, una norma che ridefinisce la struttura degli organismi dell’Amministrazione Centrale dello Stato per adeguarla alla Costituzione della Repubblica e rispondere alle trasformazioni istituzionali, economiche e sociali del Paese.
Il progetto è stato presentato dal segretario del Consiglio dei Ministri, José Amado Ricardo Guerra, il quale ha spiegato che l’iniziativa è conforme al calendario legislativo approvato dal Parlamento per il periodo 2026-2027 e risponde al mandato dell’articolo 146 della Costituzione, secondo il quale il numero, la denominazione, la missione e le funzioni dei ministeri e degli altri organismi che compongono l’Amministrazione centrale dello Stato devono essere stabiliti mediante una legge.
Durante il suo intervento ha ricordato che l’attuale organizzazione si basa sul Decreto-legge n. 147 del 1994.
«Attualmente l’Amministrazione centrale dello Stato è disciplinata dal decreto-legge n. 147 del 1994. In altre parole, stiamo parlando di oltre 30 anni», ha sottolineato.
Il segretario del Consiglio dei Ministri ha precisato che, sebbene durante quel periodo fossero stati introdotti diversi miglioramenti, era necessario un aggiornamento globale della struttura istituzionale del Paese.
Meno organismi e una struttura più integrata
Uno dei cambiamenti più rilevanti della nuova legge consiste nella riorganizzazione dell’Amministrazione centrale dello Stato, che passerà da 27 organismi a 21: venti ministeri e la Banca centrale di Cuba.
Nell’ambito di tale trasformazione, all’interno dell’Amministrazione centrale dello Stato viene abolita la categoria amministrativa di «istituto», per cui enti come l’INDER, l’Istituto di informazione e comunicazione sociale e l’Istituto nazionale delle risorse idriche entreranno a far parte della nuova struttura ministeriale.
José Amado Ricardo Guerra ha chiarito che la ristrutturazione va oltre la semplice fusione di organismi.
«Quando parliamo di adeguare la missione e le funzioni specifiche (…) significa che tutti gli organismi devono riorganizzare le proprie strutture e le proprie funzioni».
Ciò, ha aggiunto, consentirà di semplificare l’organizzazione amministrativa e di ridurre gli oneri burocratici.
Maggiore efficienza nella conduzione delle politiche pubbliche
Tra i fondamenti della legge, il segretario del Consiglio dei Ministri ha sottolineato che la riorganizzazione rafforza l’assetto istituzionale dello Stato socialista basato sullo Stato di diritto e sulla giustizia sociale, migliora il coordinamento tra gli organismi ed elimina le duplicazioni nella gestione pubblica.
Come ha spiegato, la nuova struttura consentirà una maggiore unità nella progettazione, nell’attuazione e nel controllo delle politiche pubbliche, ottimizzerà i processi amministrativi e adeguerà l’operato dello Stato all’attuale scenario economico, caratterizzato dalla partecipazione di diversi attori economici.
Inoltre, contribuirà a ridurre i costi amministrativi, a rafforzare il coordinamento con i governi provinciali e municipali, ad aumentare la trasparenza e a migliorare la qualità dei servizi pubblici.
Nuovi ministeri per integrare funzioni strategiche
La nuova normativa istituisce diversi ministeri attraverso l’integrazione di organismi con competenze affini.
Tra questi figura il Ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, risultato della fusione degli attuali ministeri dell’Agricoltura e dell’Industria Alimentare.
«Contribuisce a realizzare l’integrazione delle catene del valore alimentare dalla produzione alla commercializzazione. Chiude il ciclo agroalimentare», ha spiegato José Amado Ricardo Guerra, sottolineando che la proposta risponde ai principi della Legge sulla sovranità alimentare e sulla sicurezza alimentare e nutrizionale.
Viene inoltre istituito il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che integrerà la pianificazione strategica, il bilancio, la politica fiscale e gli investimenti per garantire una gestione più coerente dell’economia.
Di fronte alle proposte che suggerivano di includere il termine «pianificazione» nella denominazione dell’organismo, il segretario del Consiglio dei Ministri ha spiegato che tale funzione è chiaramente definita nella Costituzione e nella missione del nuovo ministero.
«Non è necessario rendere evidenti nel nome di un organismo le funzioni che esso svolge», ha affermato.
La legge istituisce inoltre il Ministero del Commercio e degli Investimenti Esteri, che unificherà le politiche commerciali interne ed estere per rafforzare le catene di approvvigionamento e adeguare la gestione commerciale al nuovo scenario economico.
Un altro dei cambiamenti previsti dalla legge è la creazione del Ministero delle Industrie e delle Costruzioni, un’integrazione concepita per rafforzare il coordinamento tra settori produttivi strettamente collegati.
Come ha spiegato il segretario del Consiglio dei Ministri, il nuovo organismo «realizza l’integrazione di rami industriali eterogenei e la complementarità e l’articolazione di funzioni e attività che consentono di portare a termine i processi per raggiungere l’efficienza e l’efficacia richieste dall’Amministrazione Centrale dello Stato».
Durante l’elaborazione della proposta, ha aggiunto, la progettazione di questo ministero ha potuto contare sul contributo di ministri, viceministri e specialisti, le cui raccomandazioni hanno contribuito a definire una struttura orientata al miglioramento della gestione pubblica e del coordinamento tra industria ed edilizia.
Scienza, innovazione e formazione dei talenti
Una delle trasformazioni più significative è la creazione del Ministero dell’Istruzione Superiore, della Scienza e dell’Innovazione, un’integrazione che, come ha spiegato José Amado Ricardo Guerra, è stata ampiamente discussa durante il processo di elaborazione del progetto.
Il nuovo organismo consentirà di coordinare la formazione dei professionisti, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica.
«Chiude il ciclo di formazione, ricerca e innovazione, potenzia il collegamento tra la formazione dei talenti e la ricerca applicata e riduce i costi di coordinamento tra i diversi organismi», ha sottolineato.
La legge ridefinisce inoltre il Ministero dell’Istruzione che, pur mantenendo la propria denominazione, assumerà nuove responsabilità per garantire i diritti riconosciuti dalla Costituzione e sviluppati nel Codice dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Gioventù, dalla prima infanzia fino al livello secondario superiore.
Un organismo per integrare ambiente, abitazioni e risorse idriche
Tra le modifiche di maggiore portata figura la creazione del Ministero dell’Ambiente, dell’Abitato e delle Risorse Idriche, che riunirà funzioni attualmente distribuite tra diverse istituzioni.
José Amado Ricardo Guerra ha commentato che, durante l’analisi dei pareri ricevuti da deputati, specialisti e cittadini, questa integrazione è stata considerata una delle proposte più azzeccate del progetto.
A titolo di esempio, ha spiegato che attualmente la costruzione di un complesso residenziale richiede l’intervento di quattro organismi diversi.
«Queste funzioni vengono integrate in un unico organismo, riducendo e concentrando così la gestione (…) e snellendo le pratiche burocratiche che oggi la popolazione è costretta a espletare».
Un progetto arricchito durante la consultazione
Il segretario del Consiglio dei Ministri ha riferito che il progetto è stato sottoposto a un ampio processo di consultazione con gli organismi dell’Amministrazione centrale dello Stato, i deputati e i cittadini, dopo la sua pubblicazione sul sito web dell’Assemblea Nazionale.
Di conseguenza sono state ricevute 242 osservazioni, di cui 139 sono state accolte in tutto o in parte, mentre 103 non sono state incorporate in quanto in contrasto con disposizioni costituzionali o perché eccedevano l’ambito di applicazione della legge.
«Tutte sono state prese in considerazione, a tutte è stata data una risposta», ha assicurato José Amado Ricardo Guerra nel riassumere il processo di elaborazione collettiva della norma.
Una trasformazione «audace e necessaria» per accompagnare le riforme del Paese
Nelle parole conclusive della presentazione, il segretario del Consiglio dei Ministri ha affermato che il ridimensionamento dell’Amministrazione centrale dello Stato costituisce una trasformazione indispensabile per accompagnare il processo di cambiamento che il Paese sta vivendo.
«Oggi, a seguito dell’approvazione delle trasformazioni economiche e sociali, non è solo il momento giusto; è una necessità procedere a questa trasformazione», ha sostenuto.
José Amado Ricardo Guerra ha spiegato che la proposta è stata il risultato di un ampio processo di elaborazione collettiva al quale hanno partecipato deputati, organismi dell’Amministrazione centrale dello Stato e il gruppo di lavoro temporaneo incaricato di elaborare il progetto. Ha aggiunto che le opinioni e le divergenze raccolte durante la consultazione hanno permesso di perfezionare l’iniziativa e che, quando una proposta non ha potuto essere incorporata, i suoi promotori hanno ricevuto una spiegazione delle ragioni giuridiche o tecniche che lo impedivano.
«Possiamo affermare che il ridimensionamento dell’Amministrazione centrale dello Stato rappresenta un passo avanti, audace e necessario nel contesto della peggiore crisi economica degli ultimi decenni. I rischi che potrebbero sussistere sono gestibili grazie alle misure previste per il processo di attuazione», ha affermato.
Il segretario del Consiglio dei ministri ha inoltre sottolineato che diversi esperti hanno definito la nuova struttura una proposta innovativa. Ha ricordato, ad esempio, che durante il processo di analisi è stata particolarmente apprezzata la creazione del Ministero dell’Ambiente, dell’Habitat e delle Risorse idriche, in quanto integra competenze strettamente correlate e facilita una gestione più coerente delle politiche pubbliche.
Nuove funzioni per potenziare i servizi comunali
Durante la presentazione è stato inoltre comunicato che, di recente, il Comitato esecutivo del Consiglio dei ministri ha approvato la politica relativa al funzionamento e al controllo dei servizi comunali, rendendo necessario l’inserimento di nuove responsabilità a carico di diversi organismi all’interno del disegno di legge.
Tra queste, il Ministero delle Industrie e delle Costruzioni assumerà la guida e il controllo della politica dei servizi comunali, nonché la gestione integrale e sostenibile dei rifiuti solidi e di quelli riciclabili.
Al Ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione vengono assegnate le funzioni relative al patrimonio arboreo urbano e alla silvicoltura urbana, mentre il Ministero dell’Ambiente, dell’Habitat e delle Risorse Idriche sarà responsabile della progettazione e della manutenzione dell’arredo urbano e della segnaletica, dei parchi e degli altri spazi pubblici, oltre che della valutazione dell’impatto ambientale.
Da parte sua, il Ministero della Sanità Pubblica assumerà le funzioni relative alla gestione delle salme e dei resti umani, nonché al controllo sanitario delle pompe funebri e dei cimiteri; il Ministero dei Trasporti si occuperà del trasporto specializzato per i servizi pubblici e della gestione stradale; e il Ministero dell’Energia e delle Miniere avrà tra le proprie responsabilità il funzionamento dell’illuminazione pubblica e la supervisione del suo funzionamento.
José Amado Ricardo Guerra ha ricordato che, nell’analizzare questa politica, il presidente della Repubblica ha insistito sulla necessità di costruire un sistema sostenibile che coniughi la responsabilità delle istituzioni con la partecipazione attiva dei cittadini.
L’attuazione sarà la prossima grande fase
Il segretario del Consiglio dei Ministri ha sottolineato che l’approvazione della legge segna l’inizio di una nuova fase di lavoro.
«È chiaro che, con l’approvazione di questa legge, il lavoro non si conclude. Ci attende una fase molto impegnativa, quella dell’attuazione, che richiede il sostegno del Governo e, inoltre, un sostegno politico, soprattutto per quegli organismi che subiranno una trasformazione più profonda», ha affermato.
Prima di concludere il suo intervento, ha ringraziato i deputati, gli esperti, gli enti e i cittadini per i contributi forniti durante il processo di consultazione.
«Le divergenze portano sempre alle decisioni migliori», ha affermato, riconoscendo che tutti i partecipanti condividevano lo stesso obiettivo: elaborare una legge in grado di rafforzare l’organizzazione dello Stato e contribuire all’attuazione delle trasformazioni economiche e sociali con un impatto positivo sull’economia e sulla società.
Infine, ha riconosciuto il lavoro del gruppo temporaneo incaricato di elaborare il progetto di legge e ha sottolineato l’impegno dei suoi membri durante l’intero processo, in vista dell’approvazione della Legge sull’Organizzazione dell’Amministrazione Centrale dello Stato da parte dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.
Quali sono i 20 ministeri che compongono la nuova organizzazione centrale dello Stato?
- Ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione
- Ministero del Commercio e degli Investimenti Esteri
- Ministero della Cultura
- Ministero dello Sport e del Tempo Libero
- Ministero dell’Economia e delle Finanze
- Ministero dell’Istruzione
- Ministero dell’Istruzione Superiore, della Scienza e della Tecnologia
- Ministero dell’Energia e delle Miniere
- Ministero delle Industrie e dell’Edilizia
- Ministero dell’Informazione e della Comunicazione Sociale
- Ministero delle Comunicazioni
- Ministero della Giustizia
- Ministero dell’Ambiente, dell’Habitat e delle Risorse Idriche
- Ministero degli Affari Esteri
- Ministero della Sanità Pubblica
- Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
- Ministero del Turismo
- Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie
- Ministero dell’Interno
- Ministero dei Trasporti
Un ampio dibattito parlamentare ha preceduto l’approvazione della Legge sull’Organizzazione dell’Amministrazione Centrale dello Stato
A seguito della presentazione del progetto di legge sull’organizzazione dell’amministrazione centrale dello Stato, i deputati dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare hanno condotto un ampio dibattito sulla proposta, incentrato sulla riorganizzazione istituzionale, sulla riorganizzazione degli organismi e sulle funzioni che saranno assunte dalle nuove strutture.
Il dibattito parlamentare ha permesso di analizzare le osservazioni formulate dai deputati e anche i pareri raccolti durante la consultazione pubblica sul progetto, molti dei quali hanno dato luogo ad adeguamenti nel testo definitivo.
Uno dei temi che ha suscitato maggiore discussione è stata la riorganizzazione delle funzioni attualmente svolte dal Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell’Ambiente (Citma).
La deputata Carmen Mesa Valenciano ha ricordato che, nel corso di un esercizio di controllo parlamentare condotto da tre commissioni permanenti di lavoro, sono state individuate carenze nell’articolazione territoriale della politica scientifica e ambientale. Tra le raccomandazioni approvate dal Consiglio di Stato figuravano il rafforzamento della gestione governativa basata sulla scienza, l’ordinamento della domanda di ricerca e lo studio della riorganizzazione delle funzioni statali attualmente esercitate dal Citma.
Partendo da tale esperienza, ha sostenuto che la creazione dei nuovi ministeri risponde a una logica di integrazione più efficiente delle competenze statali e consentirà di concentrare, da un lato, l’istruzione superiore, la scienza e l’innovazione e, dall’altro, la gestione ambientale e delle risorse naturali.
La deputata Ailyn Caridad Justiz Águila, dal canto suo, ha riconosciuto la necessità di ridurre le strutture burocratiche, pur sottolineando che la principale preoccupazione espressa da esperti e cittadini è stata la separazione delle funzioni relative a scienza, tecnologia e innovazione da quelle relative all’ambiente. Ha sostenuto che numerosi organismi internazionali promuovono l’integrazione di queste politiche e ha ritenuto indispensabile che trasformazioni di tale portata siano sostenute da analisi tecniche rigorose.
Ha inoltre proposto diverse precisazioni al testo di legge relative alla denominazione del nuovo Ministero dell’Ambiente, dell’Habitat e delle Risorse Idriche e alla descrizione delle sue funzioni in materia di monitoraggio climatico, idrologico e dei sistemi di allerta precoce.
In risposta, la deputata e vice primo ministro Inés María Chapman Waugh ha spiegato che la riorganizzazione è stata preceduta da una diagnosi istituzionale, da valutazioni d’impatto, analisi dei rischi, studi costi-benefici e dall’esame delle esperienze internazionali.
Ha precisato che tra le principali difficoltà individuate figuravano la frammentazione delle competenze, la duplicazione delle funzioni tra gli organismi, la scarsa articolazione territoriale, i problemi strutturali legati alla gestione delle risorse idriche e la necessità di integrare le politiche ambientali, di assetto territoriale e delle risorse idriche.
Come ha spiegato, la creazione del Ministero dell’Ambiente, dell’Habitat e delle Risorse Idriche consentirà di unificare la guida statale su tali materie, rafforzare la capacità di risposta al cambiamento climatico, razionalizzare le risorse umane e finanziarie, migliorare il coordinamento con i governi territoriali e facilitare l’adempimento degli impegni internazionali.
Ha aggiunto che l’attuazione sarà graduale e comprenderà diverse fasi, con valutazioni periodiche per correggere eventuali difficoltà durante il processo di transizione. Ha inoltre confermato l’accettazione delle correzioni tecniche proposte dalla deputata in merito alla formulazione di alcuni articoli del progetto di legge.
Un altro dei temi affrontati nel dibattito ha riguardato le funzioni del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
Un deputato ha proposto di valutare la creazione di un organismo nazionale dedicato specificamente alla prevenzione e all’assistenza sociale, sostenendo che le attuali sfide del Paese richiedono di rafforzare, oltre all’assistenza sociale, lo studio scientifico delle cause all’origine di fenomeni quali le violazioni dell’ordine pubblico e altri problemi che richiedono un approccio preventivo.
Nel successivo scambio di opinioni è stato spiegato che attualmente esiste una commissione nazionale, presieduta dal vice primo ministro Eduardo Martínez Díaz, dotata di strutture a tutti i livelli territoriali per coordinare tali politiche. Tuttavia, è stata riconosciuta l’opportunità di continuare a valutare la questione senza modificare il contenuto della legge, trattandosi di una materia che va oltre l’obiettivo specifico della norma, incentrato sulla riorganizzazione dell’Amministrazione centrale dello Stato.
Con l’approvazione della legge, l’Assemblea ha dato il via libera al nuovo quadro giuridico che regolerà la struttura dell’Amministrazione centrale dello Stato e fungerà da base per la graduale attuazione delle trasformazioni istituzionali previste.
Spetterà ora agli organi e agli organismi coinvolti attuare il processo di riorganizzazione e tradurre le disposizioni della norma in una gestione pubblica più efficiente, articolata e vicina alle esigenze della popolazione.
Fonte: CUBADEBATE
Traduzione: italiacuba.it

