Donald Trump e Marco Rubio considerano Jair Bolsonaro uno dei loro. È evidente. Il segretario di Stato USA ha parlato di “caccia alle streghe in Brasile”, proprio lui, rappresentante di un paese dove il maccartismo dominò il sistema politico negli anni ’50.
Ciò che allarma è l’audacia con cui lo ha detto. Il modo in cui ha minacciato una nazione sovrana con il trito argomento della violazione dei diritti umani di un ex presidente. In realtà, un golpista già condannato. Lo stesso che votò l’impeachment di Dilma Rousseff dedicandolo alla memoria del peggior torturatore della storia brasiliana: Carlos Brilhante Ustra.
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