Avana: situazione post tornado

M. Díaz-Canel ha apprezzato l’ambiente di laboriosità nel recupero della capitale

 

Al termine del percorso per differenti municipi colpiti dal tornado, il Presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha guidato nella notte di giovedì 31 la riunione de Consiglio dei Ministri che si realizza da lunedì 28 per seguire il processo dei lavori di recupero a L’Avana.

Díaz-Canel ha elogiato le qualità del nostro popolo ed ha riconosciuto l’ambiente di tranquillità e laboriosità che si apprezza nelle strade.

«Si deve continuare ad offrire informazioni alla popolazione, assistendola e visitandola»,  ha precisato.

Si deve spiegare bene per tutte le vie possibili,  il procedimento che devono seguire coloro che desiderano realizzare donazioni, per evitare confusioni al rispetto.

Inoltre ha richiamato l’attenzione sulla necessità continuare a puntualizzare dove ci sono i locali che si possono adattare come case e contribuire a rendere più agile la restituzione di varie abitazioni.

Gli uffici per la documentazione per l’acquisto dei materiali della costruzione, ha avvisato, devono essere preparati senza violare procedimenti,  lavorando con la prontezza necessaria.

René Mesa Villafaña, ministro della Construzione ha riferito che sino ad ora sono state contate 2699 case danneggiate, delle quali 342 sono completamente distrutte. Ha segnalato che si sono sommati agli specialisti del Ministero  molti studenti d’Architettura della Cujae nel processo di valutazione dei danni agli immobili e che sono un importante appoggio.

Poi ha assicurato che da ieri sono totalmente abilitati 19 punti di vendita dei materiali per la costruzione dove si trovano cemento, sabbia, blocchi e polvere di pietra.

Nel fine settimana deve terminare la raccolta dei detriti  in tutte le aree colpite.

Si sono sommate a questi lavori anche le brigate formate da lavoratori di diversi organismi e varie entità, così come i giovani della Federazione degli Studenti Medi e della Federazione Studentesca Universitaria.

Raúl García Barreiro, ministro di Energia e Miniere ha ratificato che ieri è stato ristabilito il servizio elettrico nel municipio di Guanabacoa; nel caso di Regla e Diez de Octubre, più del 70’% degli utenti ha l’energia elettrica, che sarà restituita totalmente oggi.

Il ministro di Salute Pubblica, José Ángel Portal Miranda, ha segnalato che si mantiene sotto controllo la situazione epidemiologica e si applicano le misure per il controllo delle zanzare nelle zone colpite.

In generale si avanza nei lavori di recupero del servizio telefonico e si mantengono stabili le fonti di rifornimento di acqua alla popolazione, includendo la distribuzione con autocisterne.

Il processo docente educativo continua inalterato, e s’insiste nelle visite alle case dove ci sono bambini che non vanno a scuola, per far sì che riprendano a frequentare le lezioni.

Partendo da rapporti e valutazioni esposte da altri ministri, come quelli di Economia e Pianificazione, Finanze e Prezzi, Commercio Interno, Agricoltura e Industria Alimentare, è possibile apprezzare che il recupero nel lavoro sta avanzando.


Miguel Díaz-Canel ha percorso Diez de Octubre, severamente colpito dal tornado

 

Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri ha constatato nel pomeriggio di ieri, giovedì 31, nel municipio della capitale Diez de Octubre, i passi avanti dei lavori di riparazione dei danni provocati dall’impatto del tornado che ha colpito la capitale cubana domenica 27 gennaio,e lo ha pubblicato nel suo profilo ufficiale della Presidenza nella rete sociale Twitter.

Il mandatario cubano era accompagnato da vari membri del Consiglio dei Ministri e dal Primo Segretario del Partito nella capitale, Luis Torres Iríbar, da altre autorità politiche e del governo del territorio, ha segnalato l’Agenzia Cubana di Notizie (ACN).

Il percorso è iniziato dall’ospedale Materno Infantile Hijas de Galicia, dove ha conversato con il personale sanitario che lavora lì per ristabilire i suoi servizi dopo la devastazione provocata dai forti venti che hanno obbligato all’evacuazione delle pazienti in altre istituzioni della salute della capitale cubana.

Parlando con la popolazione si è interessato all’implementazione delle misure per la vendita e materiali della costruzione, la nuova ubicazione dei nuclei familiari danneggiati e il processo del ristabilimento dei servizi vitali come l’elettricità, l’acqua, l’alimentazione e la raccolta dei detriti solidi tra le altre cose


Germinal

Abel Reyes Montero

Le tracce del disastro sono più evidenti di qualsiasi mappa nel reparto Martí. A un lato dell’Avenida Boyeros si nota il punto, con alberi, dove è nato il tornado dicono molti, quella massa di vento e di acqua che sembrava un aereo o un attacco aereo del quale tutti parlano come dell’uomo cattivo.

Cerchiamo la piccola scuola elementare che ha perso il tetto.

«Camminate per questa strada con gli alberi al suolo, sono tre isolati».

E in effetti gli alberi strappati dalle radici segnalano il cammino indicibilmente triste. Un fazzoletto blu, due. La scuola.

Le prime risposte: «Io vivo nel Martí, in una casa verde»; «anch’io, in un edificio bianco»; «la mia è quella che ha il cancello»;«mia nonna gli dice coda di nuvola»; «no, piccola: sono raffiche di vento»;«mia mamma si è spaventata perchè un treno stava entrando nel mio edificio ; «tute e tre facciamo la seconda».

I pioneri stanno organizzando il trasferimento verso il tecnologico Blas Roca, situato a un isolato da lì.

Tutti trasportano qualcosa: libri, quaderni, scatole di gessi, tempere, piante, cartelli, almanacchi: qualsiasi cosa riscattabile nel caos che hanno lasciato il vento e la pioggia. Una madre guida alcuni ragazzini e la seguo.

«Questa è stata la mia scuola e quella di mia mamma; ora ci va la mia bambina», dice, «dovevi vedere come piangevano il direttore e le maestre lunedì ».

Nella scuola Osvaldo Sánchez Cabrera lo spettacolo è come quello dopo una battaglia. Nel cortile ci sono giocattoli tirati e carte, e vari libri che sgocciolano.

Ai piedi della scala che porta alle aule del secondo piano, il direttore Pedro Pablo Rojas Ramírez, interrompe il suo lavoro e ci parla. Appare ansioso e triste.

«Ha portato via tutti i tetti, guarda, abbiamo perso i televisori e si sono bagnati i libri dei bambini; è stato molto duro», dice, come chi vuole nascondere la sua pena, e aggiunge : «Il recupero è cominciato la stessa domenica, di notte, abbiamo tentato di salvare il materiale più importante dei nostri bambini, quaderni e libri che sono imprescindibili per il processo docente».

«La mattina di lunedì la comunità si è avvicinata, sono venuti i genitori per aiutare a pulire. Ci hanno informato che la settimana prossima comincerà un piano di riparazione generale e sino ad allora staremo nel Tecnologico.

Fuori, due maestre della seconda, Haydée Veitía Coto e Alina Casaña Marrero non smettono d’insegnare. «Maikel, chi ti ha detto di raccogliere spazzatura, raccogliamo i quaderni». Le due si riferiscono al tornado con timore e se si vuole con angoscia.

«Meno male che è stato di notte e non c’erano i bambini, commentano, è stata una cosa terribile».

Torno nel cortile e vedo intatto il busto di Martí con il piedestallo e l’asta senza bandiera.

Chiedo alle maestre se il busto è rimasto fermo tutto il tempo o se lo hanno posto sul piedestallo dopo il caos e mi dicono che «incredibilmente non si è mosso».

Una bambina chiama la mia attenzione perchè non porta nessun libro. Porta nelle mani un germoglio ben curato, di quelli che si ottengono mettendo fagioli in pomo con cotone umido e che di fronte agli sguardi degli adulti è il compito obbligatorio dell’anno che tutti abbiamo realizzato una volta, ma che contro il suo piccolo petto sembra un amico salvato e pare una montagna.

«Hai salvato il germoglio?», le ho detto. «Come ti chiami?».

–Sinaí– risponde rapida.

PRECISIONI

Solamente nel municipio di Diez de Octubre sono stati danneggiati:

* 37 centri scolastici

* 9 asili

* 15 scuole elementari

* 3 centri di Educazione Speciale

* 7 scuole medie

* 2 pre- universitari

* 1 residenza per professori

– La residenza studentesca per Professori Generali Integrali “La Asunción”, dove vivevano gli insegnanti provenienti da altre province, ha sofferto gravi danni delle sua infrastruttura. I maestri sono stati trasferiti in residenze del Cotorro e di San Miguel del Padrón.

– Dal 30 gennaio hanno aperto le porte 14 centri che presentano problemi d’elettricità, rotture parziali e cumuli d detriti;

Oggi apriranno altri quattro.

– In cinque centri il riordino delle aule è stato realizzato in maniera interna. Di questi tre sono delle medie e due delle elementari.

-Altri cinque sono stati trasferiti verso altre istituzioni.

– Sono in stato crtico le residenze per Insegnanti Generali Integrali “La Asunción”, la scuola elementare Alfredo Miguel Aguayo, ora ubicata in uno degli edifici della direzione municipale e nel Palazzo dei Pionieri e la scuola elementare Rodolfo Díaz, ora ubicata nel centro Abel Santamaría, un’altra scuola elementare. ( GM – Granma Int.)

Fonte: Yanet Dyce Díaz, direttrice d’Educazione nel municipio Diez de Octubre.


Kcho ha portato in aiuto agli abitanti di Regla dei generatori elettrici

 

04.02 – L’artista cubano  Alexis Leyva, conosciuto come  Kcho, noto pittore e scultore, è andato nel municipio della capitale di Regla, dove il suo staff di lavoro ha installato tre generatori elettrici per aiutare parte della popolazione danneggiata dal tornado di domenica 27.

«Stiamo a lato delle persone e abbiamo imparato che in momenti  come questi le persone desiderano essere ascoltate e incontrare soluzioni rapide ai problemi più immediat»,i ha detto ai giornalisti dell’Agenzia Cubana di Notizie.

Kcho ha chiamato i piccoli generatori che ha portato nella località  “cocuyos (lucciole)”,  e li ha posti in punti dove le persone possono collegare un frigorifero, caricare i cellulari e stare un poco in una specie di oasi nel mezzo dell’oscurità notturna.

Nel Consiglio Popolare Loma-Modelo, di Regla,vuole montar tre cinema mobili in diversi luoghi, per far sì che bambini, giovani, donne di casa e altri abitanti possano distrarsi la sera dopo il lavoro quotidiano.

Andremo in tutti i municipi , dove potremo, ha detto, ma sempre con questa idea: creare fuochi di luce sino a quando tornerà l’elettricità, per poi spostarci di territorio. Il cubano conosce moto bene la solidarietà, quasi l’ha inventata e ne ha fatto una forma di vita, ha commentato Kcho.

Francisco Jerez Boris, che vive nel quartiere  La Colonia, ha nel portale di casa sua uno di questi generatori e ha detto alla ACN che l’obiettivo è condividere questa fortuna con i vicini  e appoggiarsi gli uni agli altri, ed ora almeno hanno acqua fredda da bere.

Questa è una delle tante maniere che il popolo cubano ha incontrato, includendo i suoi artisti, per aiutare i  danneggiati dopo il tornado devastatore che ha colpito diversi municipi domenica 27 , di notte, ed è una dimostrazione di quello che può fare Cuba quando si unisce .

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