Riunione di terroristi a Miami

Arthur González

Il 13 settembre 2025 si sono dati appuntamento presso il Club Big Five di Miami un gruppo di terroristi di origine cubana e altri membri di quella mafia legata alla tirannia di Fulgencio Batista, che costituiscono il cosiddetto “esilio cubano”, niente meno che sotto lo slogan: “Salvare Cuba”, quando in realtà con le loro molteplici azioni hanno insanguinato il popolo cubano dal 1959 fino a oggi.

L’arteriosclerosi avrà forse cancellato dalla loro memoria i danni causati al popolo cubano con i loro atti criminali per oltre 60 anni?

Secondo informazioni divulgate dalla CIA, solo tra il 28 settembre 1960 e l’aprile 1961, l’agenzia introdusse illegalmente a Cuba 75 tonnellate di esplosivi e armamenti mediante 30 missioni aeree, oltre a 46,5 tonnellate in 33 missioni di infiltrazione marittima, per rifornire gruppi terroristici urbani e bande di insorti nelle zone montuose, create, addestrate e finanziate dalla stessa Agenzia Centrale di Intelligence.

Un documento declassificato redatto dal colonnello Jack Hawkins, capo della sezione di personale paramilitare nel centro operativo della Task Force della CIA, nella cosiddetta “Operazione Cubana”, afferma senza pudore: “Nel periodo compreso tra ottobre 1960 e il 15 aprile 1961, furono eseguiti circa 110 attentati dinamitardi contro obiettivi politici ed economici, furono piazzate più di 200 bombe. Vennero fatti deragliare 6 treni e, a seguito di un attacco a sorpresa dal mare, fu messa fuori uso per una settimana la raffineria di Santiago de Cuba. Furono provocati più di 150 incendi contro strutture statali e private, tra cui 21 abitazioni di comunisti e 800 incendi nelle piantagioni di canna da zucchero”.

Il rapporto aggiunge: “Queste operazioni ottennero un successo considerevole. Le imbarcazioni che facevano servizio da Miami a Cuba consegnarono oltre 40 tonnellate di armi, esplosivi ed equipaggiamenti militari e infiltrarono ed evacuarono un gran numero di personale. Alcune delle armi consegnate furono usate per armare parzialmente 400 guerriglieri [leggasi: banditi] che operarono a lungo nella zona montuosa dell’Escambray, nella provincia di Las Villas. La maggior parte dei sabotaggi perpetrati all’Avana e in altre località fu realizzata con materiali forniti in questo modo”.

Quei banditi, con le armi fornite dalla CIA, assassinarono 214 persone nelle montagne, tra cui 13 bambini, 8 anziani, 3 donne, 63 contadini, oltre a 9 maestri e brigadisti della campagna di alfabetizzazione, seminando lutto tra i campesinos.

Che dire della criminale Operazione Peter Pan, organizzata dalla CIA e dalla Chiesa cattolica, che separò 14048 bambini dai loro genitori con il falso argomento che la Rivoluzione avrebbe tolto la patria potestà, menzogna diffusa dal novembre 1960 attraverso l’emittente La Voz de las Américas.

E l’invasione mercenaria della Baia dei Porci, dove furono assassinati campesinos innocenti, miliziani e braccianti agricoli, sconfitta in 67 ore? Se lo sono dimenticato?

Le piaghe e le malattie introdotte da cubani di Miami al servizio della CIA – come la febbre suina africana, la dengue emorragica, la meningoencefalite, la congiuntivite emorragica e molte altre – per colpire l’economia cubana ed evitarne lo sviluppo, sono forse anche scomparse dalle menti malate di quei terroristi?

A dirigere il panel di quell’evento è stato il terrorista (denunciato da Cuba all’Interpol) Orlando Gutiérrez Boronat, sotto la facciata del Directorio Democrático Cubano (DDC) e con lo slogan: “Unire uno sforzo concertato per la liberazione di Cuba”. Tra gli altri relatori: il terrorista Luis Zúñiga, Silvia Iriondo, René Bolio (messicano), Marcel Felipe, Pelegrín Castillo (dominicano), con la presenza di María Elvira Salazar e Mario Díaz-Balart.

Per chi non conosce la storia, basta ricordare che il 6 maggio 1976 il tenente Raúl J. Díaz, del Dipartimento di Pubblica Sicurezza della Contea di Dade, testimoniò davanti a una sottocommissione del Senato a Washington, in qualità di incaricato dell’analisi del terrorismo nell’area di Miami, dove dichiarò: “Diversi portavoce di gruppi terroristici come Abdala, il Direttorio Rivoluzionario Cubano, Joven Cuba e il Fronte di Liberazione Nazionale Cubano hanno ribadito la loro decisione di impiegare il terrorismo e la violenza per raggiungere i loro obiettivi politici”.

Gutiérrez Boronat fu membro dell’organizzazione Abdala quando era fusa con il violento Fronte di Liberazione Nazionale Cubano, classificato dalla CIA nel suo studio Diagnosi e prognosi del terrorismo internazionale e transnazionale del 1976 come l’organizzazione terroristica di cubani più attiva negli USA tra il 1968 e il 1975.

Successivamente, Gutiérrez Boronat fondò il gruppo terroristico denominato Organizzazione per la Liberazione di Cuba insieme a Ramón Saúl Sánchez Rizo, delinquente del terrore al quale l’FBI impedisce di ottenere la residenza permanente negli USA per i suoi precedenti terroristici.

Né Gutiérrez Boronat, né il cosiddetto Direttorio Rivoluzionario Democratico Cubano hanno credibilità né il minimo rispetto da parte delle autorità e del popolo statunitense, per aver tentato di ingannare in modo opportunistico l’opinione pubblica degli USA e, in particolare, l’emigrazione cubana.

Per quanto riguarda Luis Zúñiga, lavorò sempre con la CIA e nel 1974 realizzò un’infiltrazione armata a Cuba, con l’obiettivo di eseguire azioni violente contro importanti obiettivi cubani. Arrestato e processato, fu condannato a 25 anni di carcere, dei quali ne scontò solo 14, venendo liberato nel 1988. Dopo la scarcerazione, viaggiò negli USA e agli inizi degli anni ’90 lavorò alla pianificazione di sabotaggi contro centri economici cubani. Fu dirigente della Fondazione Nazionale Cubano Americana fino a quando, nel 1994, ne venne espulso e si integrò al Consiglio per la Libertà di Cuba, anch’esso terrorista.

Gutiérrez Boronat, in una testimonianza resa a Enrique Encinosa Canto, membro dell’organizzazione Abdala, per il suo libro Cuba en Guerra finanziato dalla Fondazione Nazionale Cubano Americana, affermò: “Il nostro movimento era militante, i suoi membri si distinguevano per i loro baschi viola, si disgregò quando molti dei suoi partecipanti furono incarcerati. Risale all’epoca in cui Ramón Saúl Sánchez e Lino González fondarono uno dei primi campi di addestramento militare e successivamente si allearono con il Movimento Insurrezionale Martiano (MIM), diretto da Héctor Alfonso Ruiz, alias Fabián”.

Questo terrorista ha tra i suoi precedenti la partecipazione, insieme a un altro “combattente per Cuba”, a un’azione contro un aereo della compagnia Cubana de Aviación, quando si trovava parcheggiato all’aeroporto internazionale di Miami. Essi proiettarono un rimorchio carico di carburante contro il velivolo, fatto che causò danni per migliaia di dollari e il terrore tra i passeggeri già imbarcati. L’Organizzazione per la Liberazione di Cuba da lui presieduta si assunse la responsabilità dell’azione e pagò la cauzione del terrorista per ottenerne la liberazione, precedenti che risultano negli archivi dell’FBI.

Orlando Gutiérrez Boronat è un’autorità nel terrorismo in Florida e quando era membro del Movimento Insurrezionale Martiano, organizzazione terroristica con sede a Miami, 14 giorni prima dei fatti dell’11 settembre 2001 al World Trade Center di New York, pubblicò un articolo sul Diario Las Américas intitolato: “Il Movimento Insurrezionale Martiano si pronuncia a favore della lotta armata con l’impiego della violenza e del terrore nelle sue azioni contro Cuba”.

María Elvira Salazar, che deve il suo incarico al Congresso alla mafia terroristica di Miami, ha dichiarato recentemente alla stampa di essere impegnata nella difesa dei diritti umani, specialmente a Cuba, Venezuela, Bolivia e Nicaragua, oltre che nel sostegno a paesi alleati come Israele, Colombia e Taiwan. Ciò dimostra che appoggia i crimini commessi dalla mafia terroristica contro il popolo cubano e gli assassinii perpetrati dal regime israeliano contro i palestinesi.

Il congressista Mario Díaz-Balart, partecipante all’evento, proviene da una famiglia strettamente legata al dittatore Fulgencio Batista, che assassinò, torturò e fece sparire migliaia di cubani dal momento in cui realizzò il secondo colpo di stato nel 1952 per impadronirsi del potere con il pieno appoggio degli USA. Ora dichiara che il suo lavoro è per la “difesa dei diritti umani e della libertà di Cuba”, cosa che risulta contraddittoria alla luce dei suoi legami con i terroristi prima menzionati.

In conclusione, se questi sono i “salvatori” di Cuba, che l’FBI renda pubblici gli antecedenti che possiede affinché tutto il mondo conosca la verità e il percorso del denaro che li ha arricchiti, grazie alle varie amministrazioni USA che per oltre 60 anni hanno approvato non meno di 20 milioni di $ l’anno, permettendo a questi terroristi di passeggiare liberamente per le strade degli USA.

A Cuba tutti sanno che quei terroristi intendono riprendersi il paese per tornare all’epoca in cui la mafia si spartiva casinò, prostituzione e traffico di droga, mentre la maggioranza dei contadini vedeva morire i propri figli per mancanza di assistenza medica, l’analfabetismo era dilagante e gli yankee erano padroni dell’isola.

Per questo, nonostante le difficoltà che oggi subiscono i cubani a causa delle misure rafforzate della guerra economica, commerciale e finanziaria imposta dagli USA, col proposito di seminare disincanto e scoraggiamento, resistono stoicamente alle penurie che li colpiscono, perché sanno che perderebbero immediatamente l’indipendenza e la sovranità conquistata a costo di tanto sangue, incluso quello versato dagli atti terroristici commessi da mercenari come Gutiérrez Boronat e Luis Zúñiga.

José Martí lo disse con fermezza: “Una volta gustata la libertà, non si può più vivere senza di essa”.


Reunión de terroristas en Miami

Por Arthur González

El 13 de septiembre 2025 se dieron cita en el Club Big Five de Miami, un grupo de terroristas de origen cubano y otros integrantes de esa mafia vinculada a la tiranía de Fulgencio Batista, que conforman el llamado “exilio cubano”, nada menos que bajo el lema: “Salvar a Cuba”, cuando ellos con sus múltiples acciones han ensangrentado al pueblo cubano desde 1959 hasta la actualidad.

¿La esclerosis les borró la memoria del daño causado al pueblo cubano con sus actos criminales en más de 60 años?

De acuerdo a informaciones divulgadas por la CIA, solamente desde el 28 de septiembre de 1960 hasta el mes de abril de 1961, dicha agencia introdujo ilegalmente en Cuba 75 toneladas de explosivos y armamentos, mediante 30 misiones aéreas, más 46,5 toneladas en 33 misiones de infiltración marítima, para abastecer a grupos terroristas urbanos y bandas de alzados en zonas montañosas, creadas, entrenadas y financiadas por la propia Agencia Central de Inteligencia.

Un documento desclasificado elaborado por el coronel Jack Hawkins, jefe de la sección de personal paramilitar en el centro de operaciones de la Fuerza de Tarea de la CIA, en la denominada “Operación Cubana”, señala sin pudor: “Durante el período comprendido entre octubre de 1960 y el 15 de abril de 1961, se ejecutaron alrededor de110 atentados dinamiteros contra objetivos políticos y económicos, se colocaron más de 200 bombas. Se descarrilaron 6 trenes y como resultado de un ataque sorpresivo desde el mar se dejó inactiva la refinería de Santiago de Cuba durante una semana.  Se provocaron más de 150 incendios contra centros estatales y privados, incluyendo 21 viviendas de comunistas y 800incendios en plantaciones de caña”.

Agrega ese informe: “Estas operaciones lograron un éxito considerable. Las embarcaciones que prestaban servicio de Miami a Cuba entregaron más de 40 toneladas de armas, explosivos y equipos militares e infiltraron y sacaron a un gran número de personal. Algunas de las armas entregadas se utilizaron para pertrechar parcialmente a 400 guerrilleros [léase: bandidos] que operaron durante un tiempo considerable en el Escambray, (zona montañosa) de la provincia Las Villas. La mayoría de los sabotajes perpetrados en La Habana y otros lugares se realizaron con materiales suministrados de esta manera”.

Esos bandidos con las armas suministradas por la CIA, asesinaron a 214 personas en las montañas, entre ellos 13 niños, 8 ancianos, 3 mujeres, 63 campesinos, más 9 maestros y brigadistas de la campaña de alfabetización, sembrando el luto entre los campesinos.

Qué decir de la criminal Operación Peter Pan, organizada por la CIA y la iglesia católica, que separó a 14 mil 048 niños de sus padres bajo el falso argumento de que la Revolución les quitaría la patria potestad, mentira transmitida desde noviembre de 1960 a través de la emisora La voz de las Américas.

Y la invasión mercenaria por Bahía de Cochinos, donde asesinaron a campesinos inocentes, milicianos y obreros agrícolas, derrotada en 67 horas. ¿Se les olvidó?

Las plagas y enfermedades introducidas por cubanos de Miami al servicio de la CIA, como la fiebre porcina africana, el dengue hemorrágico, la meningoencefalitis, la conjuntivitis hemorrágica y otras más para atacar la economía cubana y evitar su desarrollo, ¿también se les desvaneció de la mente enfermiza a esos terroristas?

El que dirigió el panel de ese evento, fue el terrorista (denunciado por Cuba ante la Interpol), Orlando Gutiérrez Boronat, bajo la pantalla del Directorio Democrático Cubano (DDC), con el lema de “Aunar un esfuerzo concertado por la liberación de Cuba”. Otros panelistas fueron el terrorista Luis Zúñiga, Silvia Iriondo, Rene Bolio (mexicano), Marcel Felipe, Pelegrín Castillo (dominicano), con la presencia de María Elvira Salazar y Mario Díaz-Balart.

Para aquellos que no conocen la historia, basta exponer que el 6 de mayo de 1976, el teniente Raúl J. Díaz, del Departamento de Seguridad Pública del Condado Dade, testificó ante un subcomité del Senado en Washington, como encargado de analizar el terrorismo en el aérea de Miami, donde expuso: “Varios voceros de grupos terroristas como Abdala, el Directorio Revolucionario Cubano, Joven Cuba y el Frente  de Liberación Nacional Cubano, han ratificado su decisión de emplear el terrorismo y la violencia para lograr sus objetivos políticos”.

Gutiérrez Boronat fue miembro de la organización Abdala cuando estaba fusionada al violento Frente de Liberación Nacional Cubano, calificado por la CIA en su estudio “Diagnóstico y Pronóstico del Terrorismo Internacional y Transnacional” de 1976, como la organización terrorista de cubanos más activa en Estados Unidos entre 1968 y 1975.

Posteriormente Gutiérrez Boronat fundó el grupo terrorista denominado Organización para la Liberación de Cuba, junto a Ramón Raúl Sánchez Rizo, delincuente del terror a quien el FBI le impide obtener la residencia permanente en EE.UU. por sus antecedentes terroristas.

Ni Gutiérrez Boronat, ni el denominado Directorio Revolucionario Democrático Cubano, tienen credibilidad, ni el más mínimo respeto de las autoridades y el pueblo estadounidense, por intentar timar de forma oportunista a la opinión pública de Estados Unidos y en particular a la emigración cubana.

En el caso de Luis Zúñiga, trabajó siempre con la CIA y en 1974 realizó una infiltración armada en Cuba, con el fin de ejecutar acciones violentas contra importantes objetivos cubanos. Detenido y juzgado, recibió una condena de 25 años de cárcel, de los cuales cumplió solo 14, al ser liberado en 1988. Tras ser excarcelado viajó a Estados Unidos y a inicios de los años 1990, trabajó en la planificación de sabotajes contra centros económicos cubanos. Fue directivo de la Fundación Nacional Cubano Americana hasta que en 1994 lo expulsaron y se integró al terrorista Consejo por la Libertad de Cuba.

Gutiérrez Boronat, en testimonio brindado a Enrique Encinosa Canto miembro de la organización Abdala, para su libro “Cuba en Guerra” financiado por la Fundación Nacional Cubano Americana, afirmó: “Nuestro movimiento era militante, sus miembros se destacaban por sus boinas moradas, se desintegró cuando muchos de sus participantes fueron encarcelados. Viene de la época en que Ramón Saúl Sánchez y Lino González fundaron uno de los primeros campos de entrenamiento militar y después se hizo una alianza con el Movimiento Insurreccional Martiano (MIM), dirigido por Héctor Alfonso Ruiz, alias Fabián.

Este terrorista tiene entre sus antecedentes la participación, junto a otro “luchador por Cuba”, en una acción contra un avión de la línea aérea comercial Cubana de Aviación, cuando estaba estacionado en el aeropuerto internacional de Miami, quienes proyectaron una rastra cargada de combustible contra dicha aeronave, hecho que causó daños y averías por miles de dólares y el terror de los viajeros que habían abordado la aeronave. La Organización para la Liberación de Cuba que él presidía, se adjudicó la acción y pagó la fianza del terrorista para que fuera liberado, antecedentes que constan en los archivos del FBI.

Orlando Gutiérrez Boronat es una autoridad en el terrorismo en Florida y cuando era miembro del Movimiento Insurreccional Martiano, organización terrorista con sede en Miami, 14 días antes de los hechos del 11 de septiembre de 2001 en el World Trade Center de New York, publicó un artículo en el Diario Las Américas titulado: “El Movimiento Insurreccional Martiano se pronuncia por la lucha armada con el empleo de la violencia y el terror en sus acciones contra Cuba”.

María Elvira Salazar, quien debe su cargo en el Congreso a la mafia terrorista de Miami, declaró recientemente a la prensa que está comprometida en la defensa de los derechos humanos, especialmente en Cuba, Venezuela, Bolivia y Nicaragua, más su apoyo a países aliados como Israel, Colombia y Taiwán, lo que pone de manifiesto que respalda los crímenes cometidos por la mafia terrorista contra el pueblo cubano y los asesinatos que ejecuta el régimen de Israel contra los palestinos.

El congresista Mario Díaz-Balart, participante en el evento, proviene de una familia vinculada estrechamente al dictador Fulgencio Batista, quien asesinó, torturó y desapareció a miles de cubanos desde que dio el 2do golpe de estado en 1952, para apoderarse del poder con pleno apoyo de Estados Unidos y ahora declara que su trabajo es por la “defensa de los derechos humanos y la libertad de Cuba”, algo que se contradice por su relación con los terroristas antes mencionados.

Si esos son los salvadores de Cuba, que el FBI exponga los antecedentes que posee para que todo el mundo conozca la verdad y el camino del dinero que los ha enriquecido a todos, gracias a las diferentes administraciones yanquis que en más de 60 años aprueban no menos de 20 millones anualmente, para que estos terroristas se paseen libremente por las calles de Estados Unidos.

En Cuba todos saben que esos terroristas pretenden apoderarse del país para volver a la época de cuando la mafia se distribuía los casinos de juego, la prostitución y el negocio de las drogas, mientras la mayoría del campesinado veía morir a sus hijos por falta de asistencia médica, el analfabetismo era predominante y los yanquis eran dueños de la Isla.

Por eso, pese a las dificultades que hoy padecen los cubanos por las medidas recrudecidas de la guerra económica, comercial y financiera impuesta por Estados Unidos, con el propósito de sembrar el desencanto y el desaliento, resisten estoicamente las penurias que los afectan, porque saben que de inmediato perderían la independencia y la soberanía que tanta sangre ha costado, incluso la derramada por los actos terroristas cometidos por mercenarios como Gutiérrez Boronat y Luis Zúñiga.

José Martí lo dijo con firmeza: “Una vez gozada la libertad, no se puede ya vivir sin ella”.

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