Governo bolivariano adotta misure contro la destra

Dilbert Reyes Rodríguez http://www.granma.cu

GovernoBolivariano

Il Governo Bolivariano del Venezuela ha annunciato una serie di misure per proteggere i lavoratori e il popolo in generale, a seguito delle minacce che i dirigenti dell’opposizione fanno contro le leggi popolari e settori specifici della classe operaia.

In risposta alla richiesta formulata dagli imprenditori conservatori ai deputati eletti della destra, per promuovere l’abrogazione della Legge Organica del Lavoro, una volta entrino in possesso della maggioranza nell’Assemblea Nazionale, il presidente del paese, Nicolas Maduro, ha detto che promulgherà questo venerdì un decreto di stabilità del lavoro per tre anni (2016, 2017 e 2018) per proteggere i lavoratori pubblici.

Ha sottolineato che la destra non eseguirà le sue “minacce, licenziamenti, per rabbia, disprezzando ai lavoratori, mentre quest’uomo sta qui, Nicolas Maduro, a nome di Chavez”.

Nel suo programma settimanale Contatto con Maduro, il presidente ha respinto le dichiarazioni offensive del deputato eletto della Tavola dell’Unità Democratica (MUD), Henry Ramos Allup, contro i lavoratori del canale televisivo e la radio dell’Assemblea Nazionale, che l’oppositore ha definito come una vergogna e ha annunciato il loro imminente licenziamento.

Davanti all’infida dichiarazione, l’attuale presidente dell’organo legislatore, Diosdado Cabello, ha informato della decisione sovrana dell’ente di trasferire l’amministrazione completa di entrambi i canali ai loro stessi lavoratori; un’iniziativa che oltre a difenderli dall’aggressione, permetterà loro di proteggere la libertà di espressione.

Nicolas Maduro, ha anche ordinato un processo di ristrutturazione del suo gabinetto ministeriale, per cui ha chiesto ai responsabili dei portafogli di rendere disponibili i loro incarichi per il rilancio e l’approfondimento delle aree di Governo.

In applicazione della Legge Abilitante che l’investe, ha anche detto che decreterà la consegna della Caserma della Montagna -dove riposano le spoglie del Comandante Hugo Chavez- nelle mani del popolo, attraverso la Fondazione che porta il nome del leader, al fine di proteggere l’istituzione dagli oltraggi programmati dalla destra venezuelana.

La misura risponde alle dichiarazioni che avrebbe fatto il segretario generale del MUD, Jesus Torrealba, minacciando di chiudere il recinto se la sua fazione conquistava la maggioranza qualificata (2/3 dei posti) nell’Assemblea Nazionale.

Il presidente ha esaltato la caserma come un luogo pubblico di riflessione e ha commemorato il terzo anniversario del discorso storico in cui Chavez ha fatto appello all’unità delle forze rivoluzionarie.

Proprio all’unità chiamò il presidente, che ha annunciato l’inizio di un profondo processo di dialogo nazionale nelle basi politiche, nei distretti, nei quartieri, attraverso una serie di assemblee popolari in cui vi sia un dibattito “critico, autocritico e di azione”, diretto, ha detto, alla ricostruzione di una nuova maggioranza rivoluzionaria.

A seguito della chiamata del presidente, nel paese sono cominciati, questo mercoledì, grandi riunioni, per strada, delle organizzazioni progressiste; assemblee aperte, che per lo più finiscono in manifestazioni contro le minacce e gli annunci di misure antipopolari effettuate dalla destra.

Gobierno Bolivariano adopta medidas contra amenazas de la derecha

Anunció el Presidente en su programa semanal En Contacto con Maduro

Per Dilbert Reyes Rodríguez

El Gobierno Boli­va­riano de Venezuela anunció una se­rie de medidas para proteger a los trabajadores y al pueblo en general, tras las amenazas que dirigentes de la oposición realizan contra leyes po­pulares y sectores específicos de la clase obrera.

En respuesta a la petición que empresarios conservadores hicieran a los diputados electos de la derecha, para promover la derogación de la Ley Orgánica del Trabajo una vez to­men posesión de la mayoría en la Asamblea Nacional, el presidente del país, Nicolás Maduro, dijo que promulgará este viernes un decreto de estabilidad laboral por tres años (2016, 2017 y 2018) para amparar a los trabajadores públicos.

Enfatizó que la derecha no ejecutará sus “amenazas, despidos, por ra­bia, despreciando a los trabaja­do­res, mientras este hombre esté aquí, Ni­co­lás Maduro, en nombre de Chá­vez”.

En su programa semanal Con­tacto con Maduro, el mandatario re­chazó las declaraciones ofensivas del diputado electo de la Mesa de la Unidad Democrática (MUD), Henry Ramos Allup, contra los trabajadores del canal de televisión y la emisora de radio de la Asamblea Nacional, a quienes el opositor calificó como una vergüenza y les anunció un despido inminente.

Ante el pronunciamiento alevoso, el presidente actual del órgano legislativo, Diosdado Cabello, informó la decisión soberana del ente de transferir la administración total de ambos canales a sus propios trabajadores; una iniciativa que además de defenderlos de la agresión, les permitirá resguardar la libertad de ex­presión.

Nicolás Maduro también ordenó un proceso de reestructuración de su gabinete ministerial, para lo cual pidió a los responsables de las carteras poner su cargo a disposición del reimpulso y la profundización de las áreas de Gobierno.

En uso de la Ley Habilitante que lo inviste, afirmó además que de­cre­tará la entrega del Cuartel de la Mon­taña —donde descansan los res­tos mortales del Comandante Hu­go Chá­­vez— a manos del pueblo, por me­dio de la Fundación que lleva el nombre del líder, con el propósito de proteger la institución de los agravios planificados por la derecha ve­nezo­lana.

La medida responde a las declaraciones que hiciera el secretario ge­neral de la MUD, Jesús Torrealba, amenazando con cerrar el recinto si su facción conquistaba la mayoría calificada (2/3 partes de los curules) en la Asamblea Nacional.

El presidente exaltó el cuartel co­mo un lugar público para la reflexión y conmemoró el tercer aniversario del discurso histórico en que Chávez llamó a la unidad de las fuerzas re­volucionarias.

Precisamente a la unidad convocó el mandatario, quien anunció el inicio de un proceso profundo de diá­logo nacional en las bases políticas, en las comunas, en los barrios, mediante un conjunto de asambleas populares donde haya un debate “crítico, autocrítico y de acción”, di­rigido, dijo, a la reconstrucción de una nueva mayoría revolucionaria.

Tras la convocatoria del mandatario, en el país comenzaron este mi­ér­coles grandes reuniones de ca­l­le de las organizaciones progresistas; asambleas abiertas que en su mayoría terminan en manifestaciones de rechazo a las amenazas y los anuncios de medidas antipopulares realizados por la derecha.

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