La memoria, con i suoi prodigi, a volte ci provoca misteriosi collegamenti di idee, momenti e circostanze. Uno di questi avviene ora, alla vigilia di un altro 24 febbraio a Cuba. Una data che, in momenti così decisivi, non possiamo ricordare, come a volte ci accade, come un formale rituale patriottico commemorativo.
Ritorna alla mia mente la reazione di un cubano dopo un atto apoteotico all’Avana seguito agli eventi dell’11 luglio. L’uomo, al mio fianco, osservava, evidentemente commosso, le centinaia di abitanti dell’Avana che, allontanandosi da La Piragua, che sembrava il cuore spirituale della Rivoluzione, sembravano mettere in scena una marcia meditata e silenziosa.


