Tag Archives: invasione
Non ci sarà perdono né oblio
Chi sarebbe il principale responsabile di un’invasione militare a Cuba e della morte di migliaia di persone, incluse donne, bambini, adolescenti, giovani, anziani, civili, di madri, fratelli, figli e nonni, di esseri cari separati da 90 miglia e 67 anni di guerra neocolonial per impadronirsi dell’Isola?
Cuba è la prossima? Non sottovalutiamo la minaccia
Ernesto Limia – REDH-Cuba
Trump ha ribadito oggi pomeriggio che Cuba verrà invasa. Durante un discorso per la Iniziativa di Investimento Futuro a Miami, in un clima putrido e in attesa di questo tipo di dichiarazioni, dopo aver ricordato l’azione chirurgica contro il Venezuela e l’aggressione all’Iran, ha annunciato: «A volte bisogna usare la forza e Cuba è la prossima». Potrebbe sembrare un’altra delle sue spacconate, ma non ci credo. Sono giorni che è disperato per mostrare risultati in Medio Oriente e non ci riesce. È arrivato al punto di dare il via libera per attaccare la centrale nucleare iraniana di Bushehr e dopo una terza ondata che ha colpito i suoi impianti, ha solo ottenuto una maggiore determinazione di quel popolo a difendere la sovranità.
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Cuba resiste
Invadere Cuba sarebbe la prova definitiva della decadenza di un impero che sa solo imporre con la forza ed è anche un altro promemoria che in America Latina ci sono popoli che non si conquistano, non si vendono e non si inginocchiano.
Cubainformacion: Cuba: assedio per l’invasione?
Cubainformación – A confessione di parte, esonero della prova, si dice nel linguaggio giuridico popolare. Il tiranno Donald Trump ha appena riconosciuto che, se riescono a far sì che non arrivi più petrolio dal Venezuela, contro Cuba possono fare ben poco altro, perché l’asfissia economica è totale e l’unica cosa che resta è entrare e devastare il paese. Cosa dicono ora quegli striscianti mononeuronali che gridavano che “il blocco è una menzogna, non esiste”?
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Cubainformacion: Gandhi cubani
Fariñas e Montaner: i Gandhi cubani invocano un’invasione
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
I media applicano una “censura chirurgica” alle posizioni su Cuba di certe figure pubbliche.
Se prestigiose personalità manifestano la loro simpatia per la Rivoluzione cubana -il caso di Nelson Mandela è il più emblematico-, le loro dichiarazioni e gesti di sostegno all’Isola scompariranno dalle loro note biografiche (1).
Haiti. la guerra non dichiarata
“Haiti attraversa uno dei momenti più difficili, tragici e bui della sua storia. È in procinto di crollare sotto il peso di una crisi in gran parte fabbricata e mantenuta dalle antiche potenze coloniali schiaviste e razziste ora trasformate in potenze imperialiste. Queste ultime si avvalgono dell’efficace assistenza di collaborazionisti locali costituiti da dirigenti politici fantoccio, corrotti, criminali, mafiosi imposti da Washington e dai loro lacchè: BINUH (ufficio integrato dell’ONU ad Haiti), l’OSA, il Core Group (composto dagli ambasciatori di Germania, Brasile, Spagna, USA, Francia, Unione Europea, OSA e un rappresentante del Segretario Generale ONU) senza dimenticare gli altrettanto corrotti oligarchi, criminali che finanziano bande armate, veri terroristi al servizio di detto Core Group e in particolare di USA, Canada e Francia”.
Anniversario invasione di Granada
Questo 13 marzo si compiono 43 anni della rivoluzione popolare non cruenta, nell’isola caraibica di Granada nel 1979. Quattro anni dopo, il paese sarebbe stato invaso dagli Stati Uniti.
Grenada era riuscita a liberarsi dal giogo britannico grazie a un gruppo di militanti guidati da Maurice Bishop che aveva sconfitto la dittatura di Eric Gairy, ancorato al potere dal 1954.
Dall’invasione di Panama (1989) alla ricolonizzazione (2009)
Altre forme di terrorismo imperiale
Resumen Latinoamericano, Stella Calloni
Il 20 dicembre 1989, coinvolgendo più di 27mila soldati nelle Forze Speciali ed ex combattenti in Vietnam, parte della Flotta e decine di elicotteri, testando anche nuovi aerei e armi sul piccolo paese praticamente indifeso, fu un brutale messaggio per l’America Centrale e l’intera regione. Le Forze di Difesa di Panama (FDP) di recente costituzione avevano solo quattromila soldati, senza aviazione né possibilità di difesa per affrontare il più grande esercito del mondo con i suoi elicotteri AH-64 Apache e altri nuovi aerei Stealth che bombardarono e travolsero le basi militari e il piccolo Quartier Generale installato nella comunità più popolare della città: il quartiere di Chorrillo.
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Grenada 42 anni fa la Rivoluzione
La rivoluzione di Grenada, guidata da Maurice Bishop il 13 marzo 1979, commemora il suo 42° anniversario, ricordando l’assassinio del suo dirigente e l’invasione militare USA del 25 ottobre 1983.
Panama: 70 resti di vittime dell’invasione USA del 1989
L’Autorità giudiziaria panamense riferisce il recupero in una fossa comune di decine di resti umani delle vittime dell’invasione USA nel 1989.
“Ad oggi, sono stati individuati più di 70 resti”, 16 dei quali sono stati trasferiti all’obitorio giudiziario dell’Istituto di medicina legale e scienze forensi “per le loro rispettive analisi” , ha annunciato la procura panamense.
Tentativo di invasione o il nuovo capitolo di una lunga saga?
Il triste anniversario che ricorda la prima invasione degli USA nella Repubblica Dominicana, proprio 104 anni fa, più che un’ingenua revisione della storia regionale, può avere il peso di una pericolosa lezione se si torna, sospettosamente, ai fili oscuri che hanno mosso il recente tentativo di infiltrazione armata contro il Venezuela
Raúl Antonio Capote www.granma.cu
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Trent’anni fa, il sangue di Panama
Nicoletta Manuzzato www.altrenotizie.org
A distanza di trent’anni dalla sanguinosa invasione statunitense, il presidente Laurentino Cortizo ha dichiarato il 20 dicembre giorno di lutto nazionale “per onorare tutti gli innocenti che persero la vita e difesero l’integrità del nostro territorio”. Ė la prima volta che il governo panamense adotta una tale decisione, venendo incontro a una richiesta dell’Associazione dei familiari e amici delle vittime.
Panama 20 dicembre 1989
Scenari per spiegare l’opzione militare degli USA in Venezuela
Mision Verdad – http://aurorasito.altervista.org
Se una cosa vanta il Paese che Donald Trump presiede è che sia una presunta superpotenza militare rispetto alle altre eserciti regolari del mondo. Indubbiamente, il Pentagono è l’istituzione col maggior numero di dipendenti al mondo, centinaia di basi dappertutto e il maggiore budget, di gran lunga, nel campo militare.
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