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Bolivia: chi è il nuovo presidente Lucho Arce?

www.lantidiplomatico.it

“Abbiamo recuperato la democrazia e la speranza”, queste sono le prime parole di Lucho Arce, candidato del Movimento per il Socialismo, dopo aver appreso dei risultati che lo accreditano di un vantaggio di oltre venti punti percentuali sul candidato più vicino. L’ex presidente Carlos Mesa che si ferma al 31,5% delle preferenze.

Una vittoria schiacciante e inconfutabile che rende con ogni probabilità Arce il primo presidente in America Latina capace di rovesciare nelle urne un governo golpista.

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“Restituiremo dignità e libertà al popolo boliviano”, dice Evo Morales

L’ex presidente Evo Morales ha sottolineato questo lunedì che, con il trionfo di Luis Arce alle elezioni presidenziali in Bolivia, tenutesi questa domenica, restituiranno “dignità e libertà al popolo boliviano”.

“Siamo tornati a milioni”, ha sottolineato il presidente durante una conferenza stampa da Buenos Aires, dove si trova dal dicembre dello scorso anno, dopo il golpe di stato contro di lui

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IL MAS e un trionfo travolgente

di Pablo Jofré Leal (*); da: rebelion.org

Nonostante l’intervento svergognato della OEA, del Dipartimento di Stato nordamericano, di una ultra-destra agli ordini di forze esterne …. nonostante tutto questo il MAS e il suo binomio formato da Luis Arce Cataroa come presidente e David Choquehuanca alla vice-presidenza, hanno ottenuto una vittoria strepitosa e indiscutibile nelle elezioni in cui hanno votato 7,3 milioni di boliviani.

Un 53% e una differenza di 20 punti su Carlos Mesa Gisbert (31,2%) e 40 punti su Luis Fernando Camacho (14,1%) sono cifre straordinarie, che rappresentano aria fresca per la lotta dei popoli.

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Bolivia, torna la democrazia

Fabrizio Casari  www.altrenotizie.org

Luis Arce, ex ministro delle Finanze del governo di Evo Morales e candidato del MAS – Movimento al Socialismo – è il nuovo Presidente dello Stato plurinazionale di Bolivia. Con una vittoria contundente, che porta il suo schieramento alla maggioranza assoluta, Luis Arce riconsegna alla Bolivia ciò che venne scippato nell’Ottobre 2019 a Evo Morales, ovvero la democrazia. La distanza tra il MAS e la destra è tale che a leggerla si rischiano le vertigini.

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Il trionfo dell’utopia ha segnato l’ottobre

Quando partì per altre terre per contribuire con il suo impegno internazionalista, il guerrigliero argentino-cubano Ernesto Che Guevara lasciò una testimonianza di come fu segnato dall’epopea vissuta a Cuba nell’ottobre 1962.

Ho vissuto giorni magnifici e ho sentito l’orgoglio di appartenere al nostro popolo nei giorni luminosi e tristi della crisi caraibica. Raramente uno statista ha brillato più di allora, sono anche orgoglioso di averti seguito senza esitazione”, scriveva in una lettera al leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro.

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L’audacia aveva due nomi: Camilo ed il Che

Nel caratterizzare due dei suoi migliori capi, Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos, entrambi membri della spedizione Granma, Fidel Castro ha spiegato: “Camilo, meno intellettuale del Che, ma anche molto coraggioso, un capo eminente, molto audace, molto umano. I due si rispettavano e si amavano molto. Camilo si era fatto notare, era nella truppa del Che, faceva incursioni in pianura, cominciava a creare una leggenda in situazioni di combattimento molto difficili”.

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Lottare, vincere, cadere, rialzarsi…

Alessandra Riccio  https://nostramerica.wordpress.com

Ho aspettato di leggere/sentire notizie sulle elezioni in Bolivia fin verso mezzogiorno: niente di niente. La trasmissione di Radio3 dedicata alla politica internazionale e dalla quale ormai non ci aspettiamo altro che conformismo, non ha ritenuto importante comunicare i risultati di una tornata elettorale delicatissima in una paese del Terzo Mondo e –per di più- a maggioranza india. Il seriosissimo “La Stampa” ce ne parla in una nota non firmata che esordisce con queste parole: “Colpo di scena nelle elezioni in Bolivia”; evidentemente, in quella redazione non avevano mai saputo di sondaggi, minacce, rinuncia di candidati, inclusa Janine Añez (proto: non Agnes, come si legge nel testo!), la “presidente interina” che aveva sancito il colpo di Stato giurando su Bibbia e crocifisso.

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Salute per l’arte

Il Presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez, dal suo account  in Twitter, ha inviato una felicitazione «ai nostri giovani artisti e creatori», e alla Associazione Hermanos Saíz (AHS), che il 18 ottobre ha compiuto 34 anni di sana esistenza

Nella stessa rete sociale, Roberto Morales Ojeda, vice primo ministro, ha salutato la celebrazione dell’Associazione dell’avanguardia intellettuale e artistica che «si consolida come stendardo e guida dell’arte giovane» i cui creatori, ha scritto, «sono parte indissolubile della vita culturale del nostro paese».

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Voi siete andati come il Che

Il primo Ministro Manuel Marrero Cruz, sabato 17, ha sottolineato la soddisfazione  di un popolo intero di fronte a circa 10.000 vite salvate in altre nazioni e la gratitudine di costoro per questa impresa durante l’incontro con i 65 membri delle Brigate  Henry Reeve, collaboratori nelle isole di Haiti, Dominica e Martinica.

Hanno partecipato all’incontro il vice primo ministro Roberto Morales Ojeda, José Ángel Portal Miranda, titolare di Salute Pubblica, Rodrigo Malmierca Díaz, ministro del Commercio Esteror e l’Investimento  Straniero, con  Marcia Cobas Ruiz e Anayansi Rodríguez Camejo, vice ministri del MINSAP e delle Relazioni Estere, rispettivamente.

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MINSAP

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Bolivia. Il MAS ha schiacciato la dittatura

Resumen Latinoamericano, http://aurorasito.altervista.org

Dopo la vergognosa proroga nel dare risultati extraufficiali da parte della dittatura di Anhez e del suo Tribunale Supremo Elettorale, finalmente all’una di notte i dati venivano diffusi. Così, Lucho Arce e David Choquehuanca saranno i prossimi presidente e vicepresidente della Bolivia. L’estremista di destra Carlos Mesa è rimasto al 31,5% e il fascista Fernando Camacho solo il 14,5%.

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Si stringe l’assedio militare sul paese

Bolsonaro e Pompeo patrocinano esercitazioni militari in Amazzonia mirando al Venezuela

In settembre, si è realizzata, in Brasile, la più grande esercitazione militare degli ultimi tempi in quel paese. In altri contesti, questa notizia non provocherebbe un grande soprassalto in Venezuela, tuttavia, il fatto che questo esercizio si realizzi dopo la recente visita dell’attuale Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, è motivo per allarmarsi.

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MINSAP

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Elezioni negli USA: il circo della democrazia

I candidati presidenziali negli USA devono avere sufficiente resistenza per sopportare una concorrenza dove tutto vale: il colpo basso e astuto, gli attacchi personali, razziali, di genere, la menzogna, la bassezza, l’inganno, la trappola

Raúl Antonio Capote  www.granma.cu

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Club di Parigi verso moratoria sul debito di Cuba

Washington non può porre il veto alla misura, perché la sua approvazione non richiede il consenso dei 22 membri del club, secondo Bloomberg

www.lantidiplomatico.it

I paesi creditori del Club di Parigi, l’associazione finanziaria informale che comprende i leader economici mondiali, sono prossimi ad approvare una moratoria sui debiti di Cuba per quest’anno, decisione che sfida la strategia dell’amministrazione Trump, che prova a tagliare qualsiasi aiuto finanziario al governo comunista.

Come ha riportato Bloomberg ieri, citando tre fonti anonime che hanno familiarità con i negoziati, la sospensione del pagamento del debito cubano, che scade alla fine di questo mese di ottobre, mira ad evitare una maggiore pressione economica sulla nazione caraibica, che soffre le conseguenze della pandemia di coronavirus.

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