Attualità del pensiero martiano nella resistenza del popolo cubano contro l’imperialismo nel XXI secolo
Il 18 maggio 1895, nel suo accampamento a Dos Ríos, José Martí scrisse una lettera al suo amico Manuel Mercado che la storia avrebbe riconosciuto come il suo testamento politico. In essa, a poche ore dalla caduta in combattimento, l’Apostolo confessava lo scopo supremo della sua lotta: “impedire in tempo con l’indipendenza di Cuba che gli Stati Uniti si estendano per le Antille e cadano, con quella forza in più, sulle nostre terre d’America”. E subito dopo, in una metafora che attraversa i secoli, sentenziava: “Vissi nel mostro e ne conosco le viscere: e la mia fionda è quella di Davide”.















