Parole di Miguel M. Díaz-Canel Bermúdez

Parole di Miguel M. Díaz-Canel Bermúdez, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri durante la cerimonia dell’imposizione della medaglia Ordine Agostinho Neto, nel Palazzo della Rivoluzione, il 1 luglio 2019, “Anno 61º della Rivoluzione”.

Eccellentissimo signor Joao Manuel Gonçalves de Lourenço, Presidente della Repubblica di Angola;

Caro Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba;

Compagni membri della delegazione angolana e della delegazione cubana:

abbiamo vissuto momenti di giustificata emozione. Come amico e rappresentante di un popolo al quale ci uniscono vincoli profondi d’amicizia, abbiamo decorato con la medaglia Ordine Nazionale José Martí, il Presidente Lourenço, un prestigioso capo militare che ha risalito la catena del comando dalla base per il suo impegno e l’eroica partecipazione alla lotta per la liberazione anti coloniale e nelle operazioni militari in Angola, così come nel lavoro politico dentro le FAPLA e nel Partito MPLA.

Ci emoziona che il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Secretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, ha ricevuto la medaglia Ordine Agostinho Neto per i suoi meriti straordinari, così come un giorno la ricevette il leader storico della Rivoluzione Cubana; insieme Fidel e Raúl, diressero personalmente da Cuba le operazioni delle truppe cubane in Angola.

Inoltre la decorazione è stata assegnata ai generali di corpo d’esercito Leopoldo Cintra Frías e Ramón Espinosa Martín, e post mortem al generale di brigata, Raúl Díaz-Argüelles.

Il generale Cintra Frías guidò il primo gruppo di ufficiali che nel 1975 partì nella prima missione internazionalista in questo paese.

Nel 1987 partecipò alla sua quarta missione prima come capo del gruppo delle truppe, alla guida delle quali diresse le decisive azioni di combattimento di Cuito Cuenavale e successivamente come capo della Missione Militare di Cuba in Angola.

Il generale Espinosa Martín, alla metà del 1975, arrivò a Cabinda al fronte di un gruppo di internazionalisti cubani, con i quali realizzò in breve tempo la preparazione dei combattenti delle FAPLA e organizzò un’effettiva difesa che provocò una schiacciante sconfitta alle truppe mercenarie dello Zaire e in quel modo preservò quella strategica porzione del territorio angolano. Durante la realizzazione di quella missione fu gravemente ferito.

Il generale Díaz-Argüelles realizzò l’indicazione del Comandante in Capo di stabilire e dirigere la Missione Militare cubana in Angola durante la sua prima tappa. Dal suo posto garantì la preparazione delle forze angolane e la prima azione in cui lottarono gli istruttori cubani con i combattenti di questo fraterno popolo in difesa della sua capitale.

Diresse un gruppo di truppe nel territorio sud che ostacolò il passaggio del nemico e ottenne importanti vittorie. Morì in combattimento l’11 dicembre del 1975, quando il mezzo blindato in cui si trovava saltò per una mina anticarro.

Con loro si decorano e si riconoscono le migliaia di combattenti internazionalisti che lottarono non solo per l’indipendenza e la sovranità dell’Angola, ma di tutto il continente africano e soprattutto quelli che offersero la vita in quelle gesta.

Nel mio caso la ricevo, e ringrazio, non per meriti personali ma in nome del popolo cubano e in particolare delle generazioni di giovani che hanno contribuito alla lotta contro il regime dell’apartheid e dei suoi alleati, e quindi alla ricostruzione della nazione angolana.

Il Comandante in Capo fu la prima personalità non africana che la ricevette nel 1992, occasione nella quale Fidel sottolineò: «Non dovremo mai pentirci d’avere scritto una delle pagine più belle della storia della solidarietà tra i popoli e della solidarietà tra i rivoluzionari».

La relazione tra Africa e Cuba è tanto profonda come indistruttibile, è nella genesi stessa della nostra nazione. Quando ci sollevammo in armi contro la metropoli coloniale, lo facemmo contro la schiavitù alla quale erano state brutalmente condannate generazioni di oriundi e discendenti africani.

Nel crogiolo nel quale si forgiò la nazionalità cubana c’è l’Africa.

Così è cominciata la nostra storia comune, quella di popoli fratelli che non si sono mai sottomessi, che hanno difeso la loro identità e la loro cultura, affrontato il colonialismo; che si sono mescolati e retro alimentati e oggi lavorano al loro sviluppo nonostante tutte le avversità, senza perdere la fiducia che realizzeranno i loro sogni e le loro aspirazioni. La fraternità tra Cuba e l’Angola ha radici profonde.

Lo spirito di lotta che ci caratterizza è lo stesso di quella schiava d’origine lucumí, Carlota, originaria delle terre occupate oggi dalla Repubblica dell’Angola, quando affrontò il potere coloniale.

Quella donna indomita ispirò quelli de suo tempo e secoli dopo gli internazionalisti cubani che lottarono nel suo paese.

Carlota, non per caso è il nome della più giusta, prolungata, di massa e vittoriosa campagna militare internazionalista del nostro paese, come l’ha definita Fidel.

Oggi le sfide in comune sono altre: la difesa, lo sviluppo, il benessere e la giustizia sociale, la salvaguardia della pace e la sicurezza internazionale.

Stimato Presidente Lourenço, l’Ordine che riceviamo oggi porta un nome molto amato dai cubani.

Per noi è motivo di speciale soddisfazione e orgoglio che le nuove generazioni di angolani e i loro dirigenti continuino il cammino segnalato da Agostinho Neto.

In nome del valoroso popolo cubano, del nostro Partito, del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, dei generali Cintra Frías e Espinosa Martín, dei familiari del generale Díaz-Argüelles e nel mio, esprimo la nostra gratitudine alle autorità della Repubblica dell’Angola e al suo popolo per questo alto riconoscimento.

Molte grazie


Palabras de Miguel M. Díaz-Canel Bermúdez

Palabras de Miguel M. Díaz-Canel Bermúdez, Presidente de los Consejos de Estado y de Ministros, en el acto de imposición de la Orden Agostinho Neto, en el Palacio de la Revolución, el 1ro. de julio de 2019, “Año 61 de la Revolución”.

Excelentísimo señor Joao Manuel Gonçalves de Lourenço, Presidente de la República de Angola;
Querido General de Ejército Raúl Castro Ruz, Primer Secretario del Comité Central del Partido Comunista de Cuba;
Compañeros integrantes de la delegación angoleña y de la delegación cubana:

Hemos vivido momentos de justificada emoción. Como amigo y representante de un pueblo al que nos unen lazos entrañables de amistad, acabamos de condecorar con la Orden Nacional José Martí, al Presidente Lourenço, un destacado jefe militar que ascendió en la cadena de mandos desde la base, por su desempeño y heroica participación en la lucha por la liberación anticolonial y en operaciones militares en Angola, así como en el trabajo político dentro de las FAPLA y en el Partido MPLA.

Nos emociona que el General de Ejército Raúl Castro Ruz, Primer Secretario del Comité Central del Partido Comunista de Cuba, haya recibido la Orden Agostinho Neto por sus méritos extraordinarios, tal como un día la recibió el líder histórico de la Revolución Cubana; ambos, Fidel y Raúl, dirigieron personalmente desde Cuba las operaciones de las tropas cubanas en Angola.

También les fue conferida a los generales de cuerpo de ejército Leopoldo Cintra Frías y Ramón Espinosa Martín, y se entregó post mórtem al general de brigada, Raúl Díaz-Argüelles.

El general Cintra Frías encabezó el primer grupo de oficiales que en 1975 partió en su primera misión internacionalista a ese país. En 1987 cumplió su cuarta misión, primero como jefe de la agrupación de tropas del sur, al frente de la cual dirigió las decisivas acciones combativas de Cuito Cuanavale y, posteriormente, como jefe de la Misión Militar de Cuba en Angola.

El general Espinosa Martín, a mediados de 1975, arribó a Cabinda al frente de un grupo de internacionalistas cubanos, con los cuales realizó en breve plazo la preparación de los combatientes de las FAPLA y organizó una efectiva defensa que propinó una aplastante derrota a las tropas mercenarias de Zaire y con ello preservó esa estratégica porción del territorio angolano. Durante el cumplimiento de esa misión resultó gravemente herido.

El general Díaz-Argüelles cumplió la indicación del Comandante en Jefe de establecer y dirigir la Misión Militar cubana en Angola durante su primera etapa. Desde su cargo garantizó la preparación de las fuerzas angolanas y las primeras acciones en que lucharon instructores cubanos junto a los combatientes de ese hermano pueblo en defensa de su capital. Dirigió una agrupación de tropas en el territorio sur que obstaculizó el paso del enemigo y alcanzó importantes victorias. Murió en combate el 11 de diciembre de 1975, cuando el transportador blindado en que se trasladaba hizo contacto con una mina antitanque.

En ellos se condecora y reconoce a los miles de combatientes internacionalistas cubanos que lucharon no solo por la independencia y soberanía de Angola, sino de todo el continente africano, en especial aquellos que ofrendaron sus vidas en esa gesta.

En mi caso, la recibo y agradezco, no por méritos personales, sino en nombre del pueblo cubano y, en particular, de la generación de jóvenes que contribuyó a la lucha contra el régimen del apartheid y sus aliados, y luego a la reconstrucción de la nación angolana.

El Comandante en Jefe fue la primera personalidad no africana en recibirla en 1992, ocasión en la que Fidel subrayó: “No debemos arrepentirnos jamás de haber escrito una de las páginas más hermosas de la historia de la solidaridad entre los pueblos y de la solidaridad entre los revolucionarios”.

La relación entre África y Cuba es tan profunda como indestructible, está en la génesis misma de nuestra nación. Cuando nos levantamos en armas contra la metrópolis colonial, también lo hicimos contra la esclavitud a la que habían sido brutalmente condenadas generaciones de oriundos y descendientes africanos, en el crisol donde se forjó la nacionalidad cubana está África.

Así comenzó nuestra historia común, la de pueblos hermanos que no se sometieron nunca, que defendieron su identidad y su cultura, enfrentaron el colonialismo, se mezclaron y retroalimentaron y hoy trabajan por su desarrollo pese a todas las adversidades, sin perder la confianza en que lograrán sus sueños y aspiraciones. La hermandad entre Cuba y Angola también tiene raíces profundas.

El espíritu de lucha de hoy nos caracteriza, es el mismo de aquella esclava de origen lucumí, Carlota, originaria de las tierras que hoy ocupa la República de Angola, cuando se enfrentó al poder colonial. Aquella mujer indómita inspiró a los de su tiempo y siglos después a los internacionalistas cubanos que lucharon en su país. No por azar, Carlota es el nombre de la más justa, prolongada, masiva y exitosa campaña militar internacionalista de nuestro país, como la calificó Fidel.

Hoy son otros los desafíos comunes, defender el derecho al desarrollo, el bienestar y la justicia social, la salvaguarda de la paz y la seguridad internacionales.

Estimado Presidente Lourenço, la Orden que recibimos hoy lleva un nombre especialmente querido para los cubanos. Es para nosotros motivo de especial satisfacción y orgullo que las nuevas generaciones de angoleños y sus dirigentes continúen el camino señalado por Agostinho Neto.

En nombre del valeroso pueblo cubano, de nuestro Partido, del General de Ejército Raúl Castro Ruz, de los generales Cintra Frías y Espinosa Martín, de los familiares del general Díaz-Argüelles y en el mío propio, le expreso nuestra gratitud a las autoridades de la República de Angola y a su pueblo por este alto reconocimiento.

Muchas gracias

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.