Pochi giorni fa terminavo un articolo per un libro collettivo in occasione dei cento anni dalla nascita di Fidel più o meno con queste parole, che condivido con voi: “Colpisce notevolmente che Paesi così potenti come la maggior parte di quelli che compongono i BRICS non siano accorsi in aiuto di Cuba, sottoposta a un blocco totale le cui conseguenze: ‘punizione collettiva di un popolo’ configurano la figura giuridica del genocidio come tipizzata dall’ONU.”
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Il multipolarismo e i suoi limiti
Nulla esaspera di più la bellicosità dell’Impero che le esitazioni dei suoi contendenti nell’arena internazionale. E non tarderà a sferrare un colpo di artiglio brutale al nascente multipolarismo.
Gli eventi degli ultimi anni sono stati testimoni di una significativa mutazione del sistema internazionale. L’equilibrio di forze prevalso dal crollo dell’Unione Sovietica, segnato dal predominio incontestabile dell’unipolarismo USA, si è eroso senza sosta e a un ritmo sempre più accelerato man mano che attori e paesi della periferia si trasformavano in fiorenti centri di creazione di ricchezza e protagonisti di formidabili progressi tecnologici.
Il blocco continuato a Cuba è un genocidio vergognoso
Il blocco iniziò nell’ottobre del 1962 quando il presidente John F. Kennedy vietò l’importazione di prodotti di origine cubana.
Nel 1992, con la legge Torricelli, furono imposte sanzioni alle aziende USA con sede in paesi terzi che commerciassero con Cuba.
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Perché Cuba?
Se gli USA sottomettessero Cuba, potrebbero controllare il circuito marittimo della regione, e quindi la principale via di scambio commerciale. Ciò, con l’obiettivo di espellere la presenza di Cina e Russia dal continente latinoamericano e recuperare ciò che gli USA considerano il loro territorio.
El Siglo (Cile)
Cuba: l’orizzonte e lo scoglio
Geraldina Colotti
C’è un’immagine che definisce l’ontologia di Cuba meglio di qualsiasi statistica: quella di un’isola che è, allo stesso tempo, la linea dell’orizzonte per chiunque sogni un mondo altro, e lo scoglio contro cui si infrangono, da oltre sessant’anni, le ondate di un impero che non tollera l’esistenza di un avamposto di sovranità a poche miglia dalle sue coste. Cuba non è solo un paese; è una fessura nel muro del pensiero unico atlantista, una sentinella che impedisce che il mare dei Caraibi torni a essere, secondo i desideri della Dottrina Monroe, un lago privato di Washington.
Dedollarizzare il mondo: la battaglia strategica del Sud Globale
Un recente dibattito del Club Valdai, a Mosca, ha riunito economisti e strateghi del Sud Globale per discutere una delle questioni più decisive del nostro tempo: l’urgenza di costruire un sistema finanziario alternativo a quello dominato dagli USA. Tra loro, l’economista brasiliano Paulo Nogueira Batista Jr., ex direttore esecutivo del FMI e fondatore della Nuova Banca di Sviluppo (NDB) dei BRICS, ha presentato un piano integrale per la liberazione monetaria del blocco e del Sud Globale.
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Egemonia, disinformazione e nuova multipolarità
il racconto di Trump contro i BRICS
Donald Trump si aggrappa alla sua egemonia culturale come a un’ancora di salvezza. I dazi doganali non hanno funzionato come arma di pressione efficace, al di là dei paesi subordinati – quelli che gli sono rimasti – che hanno accettato, persino con gioia, le imposizioni dell’attuale «Cesare».
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Cuba di fronte al cambiamento dell’ordine economico internazionale
Mentre il panorama economico globale subisce profonde trasformazioni, Cuba riafferma la propria posizione di difesa del multilateralismo e della sovranità economica. Di fronte alle pressioni geopolitiche e all’intensificarsi del blocco, l’isola cerca nuove strategie per inserirsi in un ordine internazionale in mutamento.
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Cubainformacion: Cuba ed i BRICS
BRICS: la salvezza di Cuba?
Speciali – El Batazo
Cubainformación – Cuba ha avuto una partecipazione di rilievo al XVII Vertice dei BRICS, tenutosi a Rio de Janeiro. In questo forum, al quale Cuba è entrata come socio e, successivamente, come membro a pieno titolo, l’isola può ottenere importanti opportunità economiche e commerciali, sotto forma di accordi nei settori della salute, dell’energia e delle infrastrutture.
Il Brasile cerca di frenare l’avanzata dei BRICS
In uno scenario internazionale segnato dal peggioramento delle tensioni geopolitiche e dalle aggressive politiche commerciali promosse dall’amministrazione di Donald Trump, si è svolta a Rio de Janeiro, il 28 e 29 aprile, la riunione dei ministri degli Esteri del blocco BRICS.
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Lula, Brasile e BRICS: anatomia di un tradimento
Abbiamo ripetutamente segnalato il nostro crescente disagio per la direzione che hanno preso le politiche estere e interne del Brasile sotto il terzo governo Lula.
Una collezione rappresentativa delle nostre lamentele si può trovare nell’articolo “Quindi è questo il prezzo della libertà di Lula?” e negli articoli lì citati.
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Il multipolarismo di Simon Bolìvar e Hugo Chavez
Venezuela e BRICS
“L’epicentro della nascita di un nuovo mondo”
“Con i BRICS è arrivata la nuova epoca dell’equilibrio per il mondo, aggiungendo dal 16° vertice l’agenda politica che unifica l’umanità. La famiglia BRICS conta sulla forza rivoluzionaria del nostro progetto storico!”. Con queste parole diffuse attraverso i propri canali social, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro, ha riassunto perfettamente lo spirito che ha animato questo storico vertice BRICS di Kazan in Russia. Un vertice segnato in negativo dal clamoroso veto del Brasile di Lula nei confronti dell’adesione del Venezuela al blocco. Una vera e propria pugnalata all’integrazione latinoamericana e al nascente multipolarismo.
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Cuba tra blackout e blocchi: resistenza di fronte a un genocidio non teletrasmesso
Difendere e sostenere Cuba oggi, quando le conseguenze del blocco applicato all’isola, da più di 65 anni, stanno minando la soggettività rivoluzionaria dentro e fuori dall’isola, è più urgente che mai. Come è possibile che, di fronte a un’aggressione che dura da così tanto tempo da parte di una potenza colonizzatrice contro un popolo, che si configura come crimine di aggressione, crimine contro l’umanità e genocidio, e che viene condannata, da decenni, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, non si agisca per porre fine a tutto ciò? Cos’altro si può fare?
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Lula, un triste epilogo
F. Casari tratto da Luci e ombre su Kazan
[…] Il veto che ha suscitato maggiore opposizione è senza dubbio quello del Brasile nei confronti del Venezuela. La decisione di Lula appare sbagliata e grave. Lo è sia nella palese ostilità politica nei confronti di Caracas, sia in quelle occulte, che vedono il Brasile cercare di imporsi come Paese-guida del continente e unico punto di riferimento per i grandi attori della politica internazionale, sia in Occidente che nel Sud e nell’Est globale.









