Una modesta proposta di transizione

Nelson P. Valdés https://lapupilainsomne.wordpress.com

A proposito dell’attuale dibattito, in cui si discute sulla legittimità di coloro che, secondo le loro stesse parole, cercano -con il supporto straniero- un ‘cambiamento di transizione’ ‘in favore di una Cuba multipartitica’, il noto accademico cubano-americano Nelson P. Valdés mi ha inviato questo suo testo -dell’aprile 2009- che credo descriva bene color che ora vengono fuori con la democrazia, etc.

Una modesta proposta (di transizione ad Obama)

  “… Il potere dispotico del padrone, del marito e del padre non è una macchina di tirannia ma, usuale e naturalmente, un legame di affetto, ed un mezzo di sostegno e protezione.”

– George Fitzhugh [1]

“… Che diritto ha un qualsiasi governo ad arrogarsi la tutela di qualsiasi parte del mondo?”

– Fidel Castro, 5 marzo 1960 [2]

” … E a volte cerchiamo di dettare le nostre condizioni. Ma vi prometto che cerchiamo di trovare una cooperazione uguale. Non v’è un socio senior ed un socio junior nelle nostre relazioni; c’è semplicemente un impegno basato sul rispetto reciproco ed interessi comuni e valori condivisi … Ho cambiato una politica verso Cuba che credo non ha ottenuto far avanzare la libertà o l’opportunità per il popolo cubano.”

– Presidente Barack Obama, 17 aprile 2009 [3]

Come risultato del Vertice di Trinidad e Tobago, il governo ed i mass media USA hanno chiesto, nei giorni scorsi, al governo cubano che reagisca alle ben intenzionate iniziative del governo di Washington. Cuba, certamente, si sente grata che un paese così potente sia tanto interessato al progresso della libertà e dell’opportunità all’interno della nostra isola. Il fatto che non faccia lo stesso con la Cina – un immenso paese in confronto – dimostra solo che noi cubani siamo più importanti, per voi, che tutti quei milioni di persone in Asia.

Per magnanima cortesia il governo USA non volle essere molto preciso su ciò che si aspetta da noi cubani affinché ci concedano le benedizioni di un sistema democratico nella nostra isola. Apprezziamo che gli interessi dei cubani sono quelli che guidano la politica USA verso di noi, qualcosa che – ovviamente – dimentichiamo di fare noialtri. Il loro altruismo è lodevole, mentre il nostro comportamento egoistico è sicuramente disonorevole.

Di conseguenza, abbiamo deciso di rispondere ai vostri desideri di reciprocità. Vogliamo essere buoni e essere come siete. Con la presente rimuoviamo il nostro embargo economico contro gli USA. Inoltre, andremo oltre. Abbiamo sviluppato una serie di iniziative proprie, nella speranza che vi compiacciano e ci riconosciate come vostri discepoli fedeli. Le proposte dovrebbero essere considerate come la nostra reazione ai vostri sostanziali e splendidi primi passi [cioè, permettere che i cubani americani viaggino liberamente alla nostra umile nazione e che facciano ciò che vogliono con il proprio denaro].

Notate, per favore, che ciò che segue è una nostra richiesta; non è un requisito. Se c’è qualcosa in questa dichiarazione che non sia di gusto al vostro Congresso USA, sarà un piacre rimuoverlo e presentare le nostre scuse – in anticipo. Come Tomás Estrada Palma, il primo presidente che imponeste nel 1901, sappiamo che comprendete i nostri interessi che noi stessi. Siamo così fortunati per essere così vicino alle vostre coste, affinché possiate continuare ad agire come nostro padre o fratello maggiore. Le leggi della gravitazione politica e della geografia ci hanno definitivamente convertiti in diplomatici realisti. [Ci felicitiamo che cominciamo ad imparare la terminologia!]

Sappiamo che ci sono molte cose che il governo USA vuole per il popolo di Cuba, ma il nostro ostinato rispetto per la nostra sovranità limita la vostra libertà di dirci cosa dobbiamo fare. Tra l’altro, questi sono solo i primi passi in quello che abbiamo chiamato come Dio comanda, la nostra necessaria transizione politica.

L’elenco che segue è parte di una road map politica, come vi piace dire. In futuro prepareremo una lista similare di desideri economici al fine di tenere, in modo appropriato, un sistema di libera economia aperto, da pari a pari, alle vostre banche ed istituzioni finanziarie, di tanta provata responsabilità. Ora ci rendiamo conto che la disuguaglianza economica e sociale ha importanti benefici politici. Ci sbagliamo nel ritenere che i poveri dovrebbero essere coinvolti nella politica e siamo sicuri che anche potreste aiutarci con questo problema. I poveri devono spendere il loro tempo a lavorare su altre cose.

Ma permettetemi di cominciare dal lato politico dell’equazione: Al fine di avere una “apertura democratica” ed un di sistema “elezioni multipartitiche” a Cuba, il governo di Cuba chiede quanto segue al governo di Obama:

Che si permetta a Newt Gringrich e Sarah Palin di diventare cittadini cubani in modo che possano fornire, a Cuba, la guida appropriata su come stabilire partiti politici sull’isola. Saranno messi a capo di un sistema bipartitico. Ci rendiamo conto che non abbiamo bisogno di più di due partiti, come avete dimostrato al mondo attraverso il vostro esempio.

Che la US National Security Agency aiuti la polizia cubana a modernizzare la sua tecnologia di sorveglianza per poter meglio controllare i congressisti che eleggiamo, così bene come voi lo fate.

Che il Congresso USA dia una mano alle autorità cubane affinché stabiliscano, a Cuba, un sistema giuridico simile al Foreign Intelligence Surveillance Act [FISA, il suo acronimo in inglese] al fine di democratizzare il sistema di intercettazioni delle conversazioni in tutto il mondo . Cuba intende richiedere agli USA gli adeguati fondi al fine di formare il personale necessario per utilizzare le attrezzature necessarie.

Che il Congresso USA aiuti Cuba a stabilire il sistema legale che permetta l’utilizzo delle lobby d’affari all’interno del sistema politico cubano. Sappiamo che i membri del Congresso sono informati, tutti i giorni, sugli interessi imprenditoriali e vogliamo che tale influenza anche si estenda all’isola.

Gli USA inviino un corpo di coordinatori legislativi di lobby con fondi privati affinché riscrivano il diritto cubano, mettendo così in conformità con le leggi scritte dai lobbisti negli USA e così liberare i nostri futuri funzionari eletti affinché trascorrano il loro tempo a raccogliere fondi per le loro intense campagne elettorali nei media.

Che i Partiti Repubblicano e Democratico degli USA istituiscano corsi di formazione su come raccogliere denaro da interessi commerciali e finanziari per finanziare le campagne elettorali. Vogliamo i migliori politici che si possano comprare con denaro.

Che una squadra dei migliori Segretari di Stato USA siano inviati a Cuba per aiutare a copiare il processo di rubare elezioni come si fece in Ohio, Florida e altrove. Siamo particolarmente interessati ad imparare i metodi, ineguagliabili, mediante cui è possibile escludere la gente povera e non-bianca.

Che le migliori aziende private di conteggio dei voti degli USA che hanno rubato elezioni con tanto successo siano inviate a Cuba, al fine che noi impariamo le migliori pratiche per eseguire gli stessi metodi trasparenti che proclama la democrazia USA.

Dal momento che siamo principianti in questo gioco di democrazia politica aspettiamo che ci sia un Assistente per la Democratizzazione USA nel nostro governo a L’Avana. Giacché il governo USA sa tanto su tali temi, pagheremo lo stipendio del governo USA a tale incaricato. Daremo a quella persona il rango di Ministro del Consiglio di Stato. Inoltre, questa posizione avrà l’autorità di porre il veto a qualsiasi decisione che prendiamo noi cubani. Dopo tutto, non vogliamo commettere errori in cose così importanti come l’edificazione di una democrazia dal corretto funzionamento – qualcosa che, voi statunitensi, fate perfettamente.

Poiché inizieremo senza esperienza in queste questioni di elezioni libere, apprezzeremo se si continui a finanziare i dissidenti e attraverso loro ci aiutate a scegliere i migliori candidati per le nostre elezioni ed al farlo potete esercitare il diritto di dar appoggio mediatico e finanziario ai candidati che preferireste per il nostro paese.

I nostri mezzi di comunicazione non sono stati liberi né equilibrati, come la vostra. Inoltre, ci piace l’idea di rendere l’irrilevante importante e viceversa. Inviateci un team di Fox News per mostrare ai nostri media come si formano i portavoce dei partiti e chiameremo lo sforzo “giusto ed equilibrato”.

E’ anche urgente che ci inviate un team di professori di Harvard, come lo faceste nel 1902, perché riscrivano i nostri libri di testo. Comprendiamo appieno la necessità di dimenticare il passato, al fine di andare avanti. Sappiamo che volete che lo facciamo, e siamo pronti.

Due commenti aggiuntivi:

Pensiamo che sia meraviglioso che ci sia un presidente nero negli USA. Ci è certamente molto più facile che ci sia una figura paterna nera al Nord, piuttosto che sia bianco, affinché ci dica cosa fare con tutte le nostre istituzioni politiche ed economiche. Siamo maturi per essere tutelati, un tipo di “frutto che pendente verso il basso”. [4] Parlando seriamente, aspettiamo con impazienza ed entusiasmo che ci raccolgano.

Sappiamo che non possiamo avere il destino manifesto di diventare un grande impero. E’ ovvio che Dio ha scelto solo gli USA per un ruolo così importante. Ma, forse potreste darci alcune idee su come espandere la nostra portata. Vi siete impadroniti attraverso la guerra o l’intimidazione di tutte le terre ad ovest delle 13 colonie britanniche originali – e poi altre ancora. Forse potremmo, comprare qualche isole dei Caraibi – con il vostro aiuto, naturalmente.


Una modesta propuesta (de transición a Obama)

“… El poder despótico del amo, del esposo, y del padre no es una máquina de tiranía, sino usual y naturalmente un lazo de afecto, y un medio de apoyo y protección.”

– George Fitzhugh [1]

“… ¿Qué derecho tiene ningún gobierno a arrogarse la tutela de ninguna parte del mundo?”

– Fidel Castro, 5 de marzo de 1960 [2]

“… Y a veces tratamos de dictar nuestros términos. Pero les prometo que tratamos de buscar una cooperación igual. No hay un socio sénior y un socio junior en nuestras relaciones; hay simplemente un compromiso basado en el respeto mutuo e intereses comunes y valores compartidos… He cambiado una política hacia Cuba que creo que no ha logrado hacer progresar la libertad o la oportunidad para el pueblo cubano.”

– Presidente Barack Obama, 17 de abril de 2009 [3]

Como resultado de la Cumbre en Trinidad y Tobago, el gobierno y los medios de masas de EE.UU. han llamado en los últimos días al gobierno cubano a que reaccione a las bienintencionadas iniciativas del gobierno en Washington. Cuba ciertamente se siente agradecida de que un país tan poderoso esté tan interesado en el progreso de la libertad y de la oportunidad dentro de nuestra isla. El hecho de que no hagáis lo mismo con China – un inmenso país por comparación – sólo demuestra que nosotros los cubanos somos más importantes para vosotros que todos esos millones de personas en Asia.

Por magnánima cortesía el gobierno de EE.UU. no quiso ser muy preciso sobre lo que espera de nosotros los cubanos para que se nos concedan las bendiciones de un sistema democrático en nuestra isla. Apreciamos que los intereses de los cubanos son los que guían la política estadounidense hacia nosotros, algo que – obviamente – olvidamos de hacer nosotros. Su desinterés es elogiable, mientras que nuestra conducta egoísta es ciertamente deshonrosa.

En consecuencia hemos decidido responder a vuestras ansias de reciprocidad. Queremos ser buenos y ser como sois. Por la presente levantamos nuestro embargo económico contra EE.UU. Además, iremos más lejos. Hemos elaborado una serie de iniciativas propias, en la esperanza de que os complazcan y que nos reconoceréis como vuestros fieles discípulos. Las propuestas deberían ser consideradas como nuestra reacción a vuestros sustanciales y espléndidos primeros pasos [es decir, permitir que los cubano-estadounidenses viajen libremente a nuestra humilde nación y que hagan lo que quieran con su propio dinero].

Notad, por favor, que lo que sigue es un pedido nuestro; no una exigencia. Si hay algo en esta declaración que no sea del gusto de vuestro Congreso estadounidense, será un placer eliminarlo y presentar nuestras excusas – de antemano. Como Tomás Estrada Palma, el primer presidente que impusisteis en 1901, sabemos que comprendéis nuestros intereses mejor que nosotros mismos. Tenemos tanta suerte de estar tan cerca de vuestras costas, para que podáis seguir actuando como nuestro padre o nuestro gran hermano. Las leyes de la gravitación política y de la geografía nos han convertido definitivamente en realistas diplomáticos. [¡Nos alegramos tanto de que comencemos a aprender la terminología!]

Sabemos que hay muchas cosas que el gobierno estadounidense desea para el pueblo de Cuba, pero nuestro empecinado respeto por nuestra soberanía limita vuestra libertad para decirnos lo que debemos hacer. Por cierto, estos son sólo los primeros pasos en lo que habéis llamado como Dios manda, nuestra necesaria transición política.

La lista que sigue forma parte de un mapa de ruta política, como os gusta decir. Prepararemos en el futuro una lista de deseos económica similar a fin de tener de manera apropiada un sistema de economía libre abierto de par en par a vuestros bancos e instituciones financieras de tan probada responsabilidad. Ahora nos damos cuenta de que la desigualdad económica y social tiene importantes beneficios políticos. Nos equivocamos al suponer que los pobres deberían involucrarse en la política y estamos seguros de que también podréis ayudarnos con ese problema. Los pobres deben pasar su tiempo trabajando en otras cosas.

Pero permitid que comencemos por el lado político de la ecuación: A fin de tener una “apertura democrática” y un sistema “de elecciones multipartidista” en Cuba, el gobierno de Cuba pide lo siguiente al gobierno de Obama:

Que se permita a Newt Gringrich y Sarah Palin se conviertan en ciudadanos cubanos para que puedan ofrecer a Cuba la orientación adecuada sobre cómo establecer partidos políticos en la isla. Serán puestos a cargo de un sistema bipartidista. Nos damos cuenta de que no necesitamos más de dos partidos, como habéis demostrado al mundo a través de vuestro ejemplo.

Que la Agencia Nacional de Seguridad de EE.UU. ayude a la policía cubana a modernizar su tecnología de vigilancia para que podamos controlar mejor a los congresistas que elegimos, como tan bien lo hacéis.

Que el Congreso de EE.UU. dé una mano a las autoridades cubanas para que establezcan en Cuba un sistema legal similar a la Ley de Vigilancia de la Inteligencia Extranjera [FASA, por sus siglas en inglés], a fin de democratizar el sistema de escuchas de las conversaciones de todo el mundo. Cuba se propone solicitar a EE.UU. los fondos apropiados a fin de entrenar el personal necesario para utilizar los equipos requeridos.

Que el Congreso de EE.UU. ayude a Cuba a establecer el sistema legal que permita el uso de lobbies de negocios dentro del sistema político cubano. Sabemos que los miembros del Congreso son informados a diario sobre los intereses empresariales y queremos que esa influencia también se extienda a la isla.

Que EE.UU. envíe un cuerpo de coordinadores legislativos de lobbies con fondos privados para que reescriban el derecho cubano, para ponerlo así de acuerdo con las leyes escritas por lobistas en EE.UU. y así liberar a nuestros futuros funcionarios elegidos para que pasen su tiempo recolectando fondos para sus intensivas campañas electorales en los medios.

Que los partidos Republicano y Demócrata de EE.UU. establezcan cursos de capacitación sobre cómo recolectar dinero de intereses comerciales y financieros para financiar campañas electorales.

Queremos los mejores políticos que se puedan comprar con dinero.

Que un equipo de los mejores Secretarios de Estado de EE.UU. sean enviados a Cuba para que ayuden a copiar el proceso de robar elecciones como se hizo en Ohio, Florida y otros sitios. Estamos particularmente interesados en aprender los métodos inigualables mediante los cuales se puede excluir a gente pobre y no-blanca.

Que las mejores compañías privadas de recuento de votos de EE.UU. que han robado elecciones con tanto éxito sean enviadas a Cuba a fin de que aprendamos los mejores procedimientos para ejecutar los mismos métodos transparentes que proclama la democracia estadounidense.

Ya que somos principiantes en este juego de democracia política esperamos que haya un Asistente para Democratización de EE.UU. en nuestro gobierno en la Habana. Ya que el gobierno de EE.UU. sabe tanto sobre temas semejantes, pagaremos el salario del gobierno de EE.UU. a la persona asignada. Daremos a esa persona el rango de Ministro dentro del Consejo de Estado. Además, ese puesto tendrá autoridad para vetar toda decisión que tomemos los cubanos. Después de todo, no queremos cometer errores en cosas tan importantes como la edificación de una democracia de funcionamiento apropiado – algo que vosotros, estadounidenses, hacéis a la perfección.

Ya que comenzaremos sin experiencia en estos asuntos de elecciones libres, apreciaremos si continuáis financiando a disidentes y a través de ellos nos ayudéis a escoger a los mejores candidatos para nuestras elecciones y al hacerlo podéis ejercer el derecho de dar apoyo mediático y financiero a los candidatos que prefirieseis para nuestro país.

Nuestros medios de masas no han sido libres ni balanceados, como los vuestros. Además, nos gusta la idea de hacer que lo irrelevante sea importante y viceversa. Enviadnos un equipo de Fox News para mostrar a nuestros medios cómo se forman portavoces partidarios y llamaremos el esfuerzo “justo y balanceado.”

También es urgente que nos enviéis un equipo de profesores de Harvard, como lo hicisteis en 1902, para que vuelvan a escribir nuestros libros de texto. Entendemos perfectamente la necesidad de olvidar el pasado a fin de seguir adelante. Sabemos que queréis que lo hagamos, y estamos dispuestos.

Dos comentarios adicionales:

Pensamos que es maravilloso que haya un presidente negro en EE.UU. Nos es ciertamente mucho más fácil que haya una figura de padre negro en el norte, en lugar de que sea blanco, para que nos diga qué hacer con todas nuestras instituciones políticas y económicas. Estamos maduros para el tutelaje, una especie de “fruta que cuelga bajo.” [4] Hablando en serio, esperamos ansiosamente y con ardor que nos recolecten.

Sabemos que no podemos tener el destino manifiesto de llegar a ser un gran imperio. Es obvio que Dios eligió sólo a EE.UU. para un papel tan importante. Pero tal vez podríais darnos unas pocas ideas sobre cómo expandir nuestro alcance. Os apoderasteis mediante la guerra o la intimidación todas las tierras al oeste de las 13 colonias británicas originales – y luego algunas más. Tal vez podríamos adquirir unas pocas islas del Caribe – con vuestra ayuda, por supuesto.

Nelson P Valdés es director del Cuba-L Project. Ma Chetera, Saul Landau y Ned Sublette contribuyeron con sugerencias y comentarios editoriales a este artículo.

Este comentario fue escrito para Cuba-L Analysis y CounterPunch. Traducido del inglés para Rebelión por Germán Leyens

Notas.

[1] Louis A Pérez, Cuba in the American Imagination: Metaphor and the Imperial Ethos, Chapel Hill: University of North Carolina Press, 2008, p. 108

[2] PALABRAS PRONUNCIADAS POR EL COMANDANTE FIDEL CASTRO RUZ, PRIMER MINISTRO DEL GOBIERNO REVOLUCIONARIO, EN LAS HONRAS FUNEBRES DE LAS VICTIMAS DE LA EXPLOSION DEL BARCO “LA COUBRE”, EN EL CEMENTERIO DE COLON, EL 5 DE MARZO DE 1960. http://www.cuba.cu/gobierno/discursos/1960/esp/f050360e.html

[3] 18 de abril de 2009 – Departamento de Estado de EE.UU.- “At Times We Sought to Dictate our Terms. But I Pledge to You that We Seek an Equal Partnership” http://cuba-l.unm.edu/?nid=67926

[4] 04/14/09 – The Washington Note – US Military Leaders Issue Statement on America’s Cuba Policy http://cuba-l.unm.edu/?nid=67751&q=fruit&h=

http://www.counterpunch.org/valdes04202009.html

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