Il ruolo israeliano nel genocidio colombiano

Dan Cohen, Mision Verdad

Il 6 aprile 1984, un gruppo di uomini travestiti da poliziotti arrivò a casa di Milcíades Contento nella città di Viotá, in Colombia. Contento era un contadino, comunista e membro dell’Unione Patriottica (UP), nuovo partito politico nato nel 1985 durante i negoziati di pace tra il presidente conservatore Belisario Betancur e i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC). Gli uomini presero Contento, lo legarono e lo portarono via. Il giorno dopo il suo corpo fu ritrovato in un villaggio vicino. L’assassinio di Milcíades Contento segnò l’inizio di una campagna di sterminio che durò due decenni.

Dal 1984 al 2002 almeno 4153 membri, tra cui 2 candidati alla presidenza, 14 parlamentari, 15 sindaci, 9 candidati sindaco, 3 membri della Camera dei Rappresentanti e 3 senatori furono assassinati o scomparvero, in cui la giustizia colombiana chiamò “genocidio politico”. Secondo i dati presentati alla Commissione interamericana sui diritti umani, l’epurazione provocò oltre 6mila vittime con omicidi, sparizioni, torture, sfollamenti forzati e altre violazioni dei diritti umani. Dal maggio 1984 al dicembre 2002 non passò mese senza omicidio o scomparsa di un membro dell’UP. Quando Álvaro Uribe fu eletto presidente nel 2002, l’Unione Patriottica era già stata terminata, per cui fu licenziata e privata dello status legale. Secondo una inchiesta del noto giornalista colombiano Alberto Donadio, lo sterminio dell’Unione Patriottica fu ideato dal successore di Betancur, il presidente Virgilio Barco Vargas, attuando un piano elaborato da una delle spie più decorate della storia israeliana, Rafael ‘Rafi’ Eitan. Le rivelazioni sottolineano il rapporto fondamentale che si sviluppò tra Israele e Colombia, principali alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente e America Latina. Entrambi i Paesi provarono armi e strategie militari che da tempo esportano nel mondo. Dopo il successo del Plan Colombia del governo USA nell’indebolire il movimento di guerriglia FARC, fu salutato come un modello esportabile della controinsurrezione altrove, dal Messico all’Afghanistan. Israele, da parte sua, ha i più grandi laboratori di test delle armi di soppressione del mondo nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza, dove ha una popolazione prigioniera di milioni di palestinesi. La presenza di Rafi Eitan in Colombia approfondì l’alleanza dei partner minori dell’impero statunitense. Nonostante alcuni scandali, la relazione Israele-Colombia si rafforzò negli anni. Sotto il presidente Iván Duque, i due Paesi hanno rinnovato i legami e militari israeliano addestrano le controparti colombiane nell’”antiterrorismo”. Tuttavia, il massacro sistematico dell’UP rimane uno dei casi più estremi di violenza politica in America Latina. L’entità degli assassini è particolarmente notevole perché, a differenza di molti dei regimi più sanguinari degli anni ’80 sostenuti dagli Stati Uniti, la Colombia non fu mai una dittatura. L’omicidio di UP, noto tra i suoi autori come El Baile Rojo, avvenne con un’apparente “democrazia”.

“Tutto il lavoro d’intelligence è un’associazione criminale”

 

Coinvolto nello spionaggio israeliano sin dall’istituzione dello Stato, Eitan è ricordato per aver catturato il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann in Argentina. Eppure svolse un ruolo centrale in molte delle peggiori operazioni del Mossad. “Tutto il lavoro di intelligence è un’associazione col crimine. La moralità è messa da parte”, osservò una volta Eitan. Nel 1965, Eitan consigliò al re marocchino Hassan II come rapire e assassinare il politico di sinistra Mahdi Ben Barqah. Durante una missione del Mossad negli Stati Uniti nel 1983, si travestì da assistente procuratore del Ministero della Giustizia israeliano e incontrò l’inventore del software di sorveglianza PROMIS. Dopo una visita al dipartimento di Giustizia, Eitan ottenne il software e fece installare una “backdoor” nel programma a un israeliano che lavorava nella Silicon Valley. L’agente del Mossad Robert Maxwell (padre di Ghislaine Maxwell, la famigerata trafficante di bambini e complice di Jeffrey Epstein) vendete PROMIS a dozzine di Paesi, inclusa la Colombia. Ciò diede ad Israele libero accesso all’intelligence che il programma raccolse da tutti i Paesi che lo utilizzavano, amici e nemici. Nel 1985, Eitan lanciò un’operazione di spionaggio contro il principale alleato di Israele: gli Stati Uniti. La squadra di Eitan reclutò Jonathan Pollard, l’analista ebreo-americano del Naval Intelligence Service, che consegnò 800 documenti riservati di intelligence militare relativi alle capacità militari di stati arabi, Pakistan e Unione Sovietica. Seymour Hersh riferì che i documenti sull’intelligence degli Stati Uniti furono trasmessi all’Unione Sovietica in cambio del rilascio di ebrei sovietici. Secondo una valutazione declassificata dei danni della CIA, Eitan esortò Pollard a ottenere materiale sui segnali di intelligence e “pettegolezzi su figure politiche israeliane, qualsiasi informazione che identificasse i funzionari israeliani che fornivano informazioni agli Stati Uniti e sulle operazioni di intelligence statunitensi dirette contro Israele”… “Secondo un documento del tribunale, Pollard respisne alcune delle richieste di Eitan “perché sospettava che le avrebbe usati per un indebito ricatto politico”. La scoperta dell’operazione di spionaggio portò Pollard in prigione. I pubblici ministeri federali degli Stati Uniti nominarono Eitan come uno dei quattro cospiratori, ma rifiutarono di denunciarlo. Con Eitan vergogna nazionale, tornò in Israele, per non mettere mai più piede negli USA. Tuttavia, lo status di élite di Eitan gli assicurò una posizione comoda. Negli anni ’70 fu vice di Ariel Sharon, allora consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro Yitzhak Rabin. Quando Sharon divenne generale fece in modo che Eitan fosse nominato presidente della Israel Chemicals, la più grande azienda statale del Paese. Questa nuova posizione lasciò a Eitan molto tempo libero per sfruttare la sua esperienza nelle operazioni nere e occupare la posizione come consigliere clandestino per la sicurezza nazionale del presidente della Colombia, Virgilio Barco Vargas. Coll’Unione Patriottica che iniziava a convergere in un formidabile partito politico, Barco cercò un modo per fermarlo. L’esperienza di Eitan nella guerra contro la popolazione contadina palestinese lo rese l’uomo perfetto a tale lavoro.

Eitan va in Colombia

Nel 1985, il presidente colombiano Belisario Betancur e i ribelli delle FARC negoziarono un accordo di pace per porre fine a quasi tre decenni di conflitto. L’accordo formalizzò la creazione dell’Unione Patriottica e vide ex-guerriglieri unirsi a comunisti, sindacalisti, comitati d’azione e intellettuali di sinistra per formare un partito che avrebbe integrato le FARC nel sistema politico elettorale. Mentre i negoziati erano in corso, i membri dell’Unione Patriottica vennero assassinati. Nel maggio 1986 vinse la presidenza il capo del Partito Liberale, Virgilio Barco. Poco dopo l’insediamento, il tasso di omicidi dei membri dell’UP salì alle stelle: circa 400 furono uccisi nei primi 14 mesi del suo mandato. Secondo un’indagine di Donadio, il 7 agosto 1986 Barco portò segretamente l’agente del Mossad Rafi Eitan in Colombia, in cerca di consigli su come sconfiggere le FARC. Dopo un primo incontro clandestino al palazzo presidenziale della Colombia, Eitan trascorse mesi viaggiando nel Paese con consulenti colombiani, segretamente finanziati dalla società colombiana Ecopetrol. Durante il secondo incontro, il presidente Barco spiegò la raccomandazione di Eitan al segretario generale Germán Montoya e a una figura dell’alto comando militare presente. Eitan persino si offrì di eseguire lui stesso gli omicidi in cambio dell’aumento delle tariffe, ma il comandante militare rifiutò insistendo sul fatto che una forza completamente colombiana li avrebbe eseguiti. Per decenni, il ruolo di Eitan nel genocidio colombiano fu all’orizzonte, anche se la sua presenza passò inosservata ai media. L’edizione del 1 febbraio 1987 del quotidiano colombiano El Espectador presentò un rapporto sull’assunzione di Eitan, rilevando che fu chiamato per la sua esperienza nella “controinsurrezione”. Nel 1989, i giornalisti Yossi Melman e Dan Raviv riferirono sul Washington Post che l’israeliano fu assunto come consigliere per la sicurezza nazionale del governo colombiano. Quando Donadio iniziò cercare documentazione sul ruolo di Eitan, trovò un memorandum e una bozza di contratto con una società di sicurezza israeliana chiamata “Ktalav Promotion and Investment Ltd” (KPI) nei dossier del segretario legale di Barco, Fernán Bejarano Arias, che oggi è vicepresidente degli affari legali di Ecopetrol. Il documento valutò l’affare a 1 milione di dollari, inclusa una commissione di 535714 dollari, che coprì “50 biglietti per viaggi aerei di andata e ritorno sulla rotta Tel Aviv-Bogotà”, tra le altre spese. Il memorandum indica che parti del contratto furono concordate con l’avvocato Ernesto Villamizar Cajiao. Quando Donadio contattò Villamizar e gli chiese del contratto con KPI, pur senza fare il nome della spia del Mossad, Villamizar rispose con una domanda: “Rafi Eitan?” Sebbene Eitan cercò di mantenere segrete le sue attività in Colombia, un profilo nella rivista israeliana Makor Rishon rivelò che svole un ruolo centrale nell’acquisto del marzo 1989 di 20 caccia israeliani Kfir. Eitan “organizò una visita dell’alto comando dell’esercito colombiano, seguita dai colombiani che ordinarono molto all’aviazione [israeliana] e portarono molti benefici a Israele, ma a lui non fu permesso di partecipare all’incontro”. Dopo l’acquisto, la Colombia inviò diversi piloti in Israele per l’addestramento. Gli aerei effettuarono numerose operazioni contro le FARC nei successivi tre decenni.

Yair Klein arriva in Colombia

Per i colombiani, un altro israeliano è ben noto per il ruolo nelle azioni degli squadroni della morte che affliggono il Paese dal 1980. Mentre Eitan consigliava il presidente Barco, un mercenario israeliano di nome Yair Klein arrivò in Colombia per addestrare i narco-paramilitari su come sconfiggere l’insurrezione delle FARC. L’ufficiale in pensione Klein fondò una compagnia di mercenari chiamata Hod Hahanit (punta di lancia) nel 1984, attinta da gruppi di ex poliziotti e unità di operazioni speciali israeliani. Secondo il libro All Is Clouded by Desire: Global Banking, Money Launderin, and International Organised Crime, tale gruppo di mercenari raggiunse il primo accordo a causa della guerra civile in Libano, fornendo aiuto alle notoriamente brutali milizie cristiane falangiste, le stesse forze che massacrarono tra 800 e 3500 rifugiati palestinesi nei campi di Sabra e Shatila sotto la diretta supervisione militare di Israele, nel settembre 1982. Nel 1987, Klein sbarcò in Colombia per incontrare il tenente colonnello israeliano Yithzakh Shoshani e un altro connazionale, Arik Afek, stabilitosi anni prima nel paese latinoamericano dopo aver vinto accordi redditizi per vendere equipaggiamento militare. Successivamente, Shoshani divenne il principale mediatore tra Klein e i suoi clienti colombiani. Nel 1990, il corpo in decomposizione di Afek fu trovato con ferite multiple da arma da fuoco nel bagagliaio di un’auto all’aeroporto internazionale di Miami dopo che un pedone notò l’odore. Secondo quanto riferito, la CIA l’indagava e le autorità colombiane lo cercavano. In un’intervista telefonica, Klein mi assicurò che il suo lavoro avveniva tramite il Ministero della Difesa israeliano e il produttore di armi di proprietà statale Israel Military Industries (IMI), che a sua volta aveva un contratto con una società di sorveglianza dei dati colombiana. Specificò di essere stato assunto per garantire la sicurezza delle operazioni di coltivazione delle banane nella regione di Urabá, dove la società American Fruit Company aveva pagato milioni di dollari agli squadroni della morte colombiani. Shoshani, spiegò, lavorava per una società chiamata AMKAN, sussidiaria dell’IMI. La Federazione colombiana degli allevatori, nota da tempo per i suoi legami coi paramilitari, contattato Shoshani per far addestrare da Eitan una forza per combattere i guerriglieri. Con Shoshani alla guida, Klein tornò in Israele nel 1988 e incontrò figure di spicco militari e paramilitari, nonché ricchi uomini d’affari. Tutto questo, mi assicurò Klein, fu fatto con la piena conoscenza del governo israeliano. “Niente può essere fatto senza il permesso del ministero della Difesa”, disse. L’affermazione di Klein invalida l’affermazione dell’allora ministro della Difesa Yitzhak Rabin, che disse all’ Agenzia ebreica telegrafica che il ministero della Difesa israeliano negò all’azienda di Klein la licenza e lo avvertì di lasciare il Paese.

Capo dello squadrone della morte: “Ho imparato molto da Israele”

Klein condusse tre sessioni di formazione, ciascuna per circa 30 persone. Era assistito da tre addestratori, tutti colonnelli dell’esercito israeliano: Tzadaka Abraham, Teddy Melnik e Amatzia Shuali. Klein addestrò i fratelli Carlos e Fidel Castaño, i capi squadroni che in seguito formarono le notoriamente violente Forze Unite di Autodifesa della Colombia (AUC). Sotto il patrocinio di ricchi proprietari terrieri, trafficanti di droga, allevatori, politici e militari colombiani, l’AUC ha commise macabri massacri in tutto il Paese, usando motoseghe per uccidere e smembrare i contadini, coll’obiettivo di terrorizzare le comunità in fuga dalle loro terre. Le Nazioni Unite stimarono nel 2016 che l’AUC fu responsabile dell’80% delle morti nel conflitto. Alla fine Carlos Castaño fu assassinato, presumibilmente dal fratello Vicente, altro potente capo paramilitare. E, sebbene l’UAC fu ufficialmente smobilitata nel 2007, i paramilitari ricomparvero presto sotto varie insegne e nuove formazioni, rimanendo legati allo stato e agli interessi economici. Ma l’influenza di Israele sugli squadroni della morte colombiani non è dovuta solo all’addestramento di Klein. Nella sua autobiografia, il fondatore dell’UAC Carlos Castaño scrive di aver studiato nel 1983-1984 all’Università Ebraica di Gerusalemme e nelle scuole militari israeliane. Castaño descrisse l’addestramento ad armi e tattiche avanzate che ricevette e che furono la base della guerra paramilitare colombiana contro gli agricoltori: “Ho ricevuto istruzioni sulle strategie urbane, come proteggersi, come uccidere qualcuno o cosa fare quando qualcuno cerca di ucciderti. (…) Abbiamo imparato come fermare un veicolo blindato e usare granate a frammentazione per entrare in un bersaglio. Ci siamo esercitati con vari lanciagranate e ho imparato a eseguire colpi precisi con RPG-7 o sparare un proiettile di cannone attraverso una finestra”. Castaño anche “ricevette lezioni su come funziona il mondo del business delle armi e su come acquistare armi”. Oltre all’addestramento militare, Castaño assicura che vivere in Israele rivoluzionò la sua visione del mondo. In quel periodo, il futuro stragista divenne fervente ammiratore del sionismo e si convinse che era possibile porre fine all’insurrezione in Colombia: “Ammiro gli ebrei per il loro coraggio nell’affrontare l’antisemitismo, la loro strategia di sopravvivenza nella diaspora, la sicurezza del loro sionismo, il loro misticismo, la loro religione e soprattutto il loro nazionalismo… Ho imparato innumerevoli argomenti in Israele e devo a quel Paese una parte della mia cultura, delle mie conquiste, sia umane che militari, e, anche se mi ripeto, non ho appreso solo l’addestramento militare in Israele. È stato lì che mi sono convinto che era possibile sconfiggere la guerriglia in Colombia. Ho cominciato a vedere come un popolo potesse difendersi dal mondo intero. Ho capito come coinvolgere qualcuno che aveva qualcosa da perdere in una guerra, trasformandola persona nel nemico dai miei nemici. In effetti, l’idea delle armi di ‘autodifesa’ fu copiata dagli israeliani; ogni cittadino di quel Paese è un potenziale soldato”.
Klein addestrò Jaime Eduardo Rueda Rocha, che nel 1989 assassinò il candidato presidenziale del Partito Liberale Luis Carlos Galán, il grande favorito alle elezioni. Non solo Klein addestrò l’assassino, ma l’arma usata da Rueda faceva parte di una spedizione orchestrata da Klein di 500 mitragliatrici di fabbricazione israeliana da Miami al cartello della droga di Medellín, secondo un rapporto del 1989 del Comitato per le relazioni estere degli Stati Uniti. (Nel 2016, Miguel Alfredo Maza Márquez, capo dell’allora dipartimento amministrativo della sicurezza (DAS) della Colombia, fu riconosciuto colpevole della sua partecipazione al complotto per assassinare Galán e condannato a 30 anni di carcere. Da allora, testimoniò che i vertici dell’esercito pianificarono l’assassinio di Galán). Mentre le rivelazioni secondo cui un ufficiale della riserva militare addestrava gli squadroni della morte suscitando uno scandalo internazionale, il governo israeliano denunciò e condannò Klein per esportazione illegale di armi e competenze militari. Nel 2001, il governo colombiano processò Klein e lo condannò a 11 anni di carcere. Nel 2007, Klein fu arrestato a Mosca su mandato emesso dall’Interpol e trascorse tre anni in prigione. La Colombia ne chiese l’estradizione, ma nel novembre 2010 la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) stabilì che la Colombia non poteva garantirne la sicurezza fisica. Il governo russo rispettò la decisione della CEDU e rilasciò Klein, permettendogli di tornare in Israele. Da allora, la Colombia ne chiede l’estradizione, ma il governo israeliano la nega. L’azienda di Klein, Hod Hahanit, è ancora attiva oggi.

Uno sforzo congiunto?

Sebbene l’indagine pionieristica di Donadio creasse polemiche in Colombia, non risponde se le operazioni simultanee e rispettive di Rafi Eitan e Yair Klein per consigliare il governo e gli squadroni della morte furono uno sforzo congiunto o semplice coincidenza. Da parte sua, l’avvocato Ernesto Villamizar disse a Donadio che Eitan e Klein non si conoscevano. Klein confermò la sua affermazione, dicendo che non era sapeva delle attività di Eitan in Colombia. Tuttavia, un articolo di AP si riferisce a un resoconto dei media israeliani secondo cui Rafi Eitan (scritto Eytan nell’articolo) era in Colombia contemporaneamente a Klein e se ne andò giorni prima che l’uomo armato e addestrato da lui assassinasse il candidato presidenziale Luis Carlos Galán: “[Il rapporto dei media] affermò che Rafael Eytan, esperto di antiterrorismo israeliano, negò di essere un consulente di società israeliane operanti in Colombia e affermò di aver interrotto tutti i legami commerciali con quel Paese. “Secondo il rapporto, Eytan confermò di essere volato in Colombia una settimana fa per motivi privati”. Al di là del vago suggerimento nell’articolo, non ci sono prove chiare per giustificare una connessione tra Eitan e Klein. Per certi versi, è ancora più notevole che due israeliani che assistevano il governo colombiano nella strage degli oppositori politici operassero in modo indipendente e all’insaputa dell’altro.

Le relazioni Israele-Colombia si raffreddano

Dopo le conseguenze dell’addestramento israeliano dei paramilitari colombiani, il rapporto tra i due principali alleati degli Stati Uniti si raffreddò, secondo i cablogrammi diplomatici statunitensi pubblicati da WikiLeaks. Ma coll’attuazione del Plan Colombia, Israele e Colombia intensificarono ancora una volta la collaborazione. Nel dicembre 2006, il ministero della Difesa colombiano assunse un’altra società di sicurezza privata israeliana, nota come Global CST, per “assistere il governo della RPC [governo della Colombia] nel condurre una valutazione strategica del conflitto interno”. Global CST era guidato da Israel Ziv, ufficiale di carriera che, come Yair Klein, sfruttava la sua esperienza militare in una proficua consulenza e formazione di despoti nel mondo. “Il generale Ziv era un conoscente dell’allora ministro della Difesa Juan Manuel Santos”, diceva il cablogramma. William Brownfield, allora ambasciatore degli Stati Uniti in Colombia, commentò che “Ziv si ebbe la fiducia dell’ex.ministro della Difesa Santos promettendo una versione più economica dell’assistenza dell’USG [governo degli Stati Uniti] senza le nostre condizioni”. Sotto Santos, la Colombia cercò di acquistare l’Hermes-450 da Israele, un drone utilizzato durante l’occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, e nelle guerre contro il vicino Libano. Tuttavia, secondo il cablogramma diplomatico, le relazioni tra Tel Aviv e Bogotà si erano nuovamente deteriorate dopo che emerso che l’interprete di Global CST e cittadino israeliano di origine argentina Shai Killman, “copiò documenti riservati del ministero della Difesa della Colombia nel tentativo fallito di venderli alle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia”. Questi documenti contenevano “informazioni dei database di obiettivi di alto valore (HVT)”, un riferimento alla leadership delle FARC che la CIA aiutò il governo colombiano ad assassinare. Le conseguenze unite alle pressioni degli Stati Uniti, costrinsero la Colombia a rescindere il contratto di acquisto dei droni israeliani. Nonostante decenni di tensioni, i due Paesi mantennero forti legami. Nel 2016, l’allora ambasciatore israeliano in Colombia, Marco Sermoneta, si vantò che la Colombia fosse il principale destinatario degli aiuti israeliani. L’anno successivo, quando iniziò lo sterminio dei leader sociali e degli ex-combattenti, i consiglieri militari israeliani visitarono le basi militari colombiane per tenere corsi di formazione sulla “sicurezza”.

Un altro genocidio

Il presidente Iván Duque, il successore scelto dall’ex presidente di estrema destra Álvaro Uribe, lavorò assiduamente per rafforzare i legami della Colombia con Israele. Nel marzo 2020, apparve alla Israel American Political Action Conference vantandosi dei suoi legami con Israele. Mesi dopo, Duque e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annunciarono l’accordo di libero scambio israelo-colombiano. Nel frattempo, Duque minò e attaccò lo storico accordo di pace del 2016 in ogni momento, chiudendo un occhio sullo sterminio dei guerriglieri delle FARC smobilitati, sindacalisti, difensori dei diritti umani, attivisti ambientali e leader sociali, uno scenario che ricorda in modo ossessivo il genocidio dell’Unione Patriottica. Invece di una spia che consigliava il governo colombiano, Israele ora ha una presenza ufficiale. Nel gennaio 2020, il generale di brigata israeliano Dan Glodfus visitò una base militare colombiana per rafforzare i legami tra i due Paesi. In mezzo a vari massacri nel settembre 2020, Israele inviò 10 istruttori per addestrare le forze speciali colombiane nell’”antiterrorismo”. Col recente assassinio di Francisco Giacometto Gómez, attivista e fondatore dell’Unione Patriottica, la vecchia campagna contro l’UP e l’attuale massacro sembrano indistinguibili.

Dan Cohen è il corrispondente di Washington DC per Behind The Headlines. Ha prodotto video e report ampiamente trasmessi da Israele-Palestina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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