La compagnia Allianz rinuncia all’incasso dell’assicurazione dell’associazione basca Euskadi-Cuba per il rifiuto operativo di Citibank, in applicazione del blocco USA
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È il sistema, stupido
Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com
“Protestare in nome della morale contro “eccessi” o “abusi” è un errore che suggerisce complicità attiva. Non ci sono “abusi” o “eccessi” qui, semplicemente, un sistema che comprende tutto”.
Simone de Beauveoir
C’è una scena del documentario ‘I am not your negro’ (Raoul Peck, 2017) in cui lo scrittore afroamericano James Baldwin viene intervistato in televisione, negli anni settanta del XX secolo, ed il conduttore del programma gli chiede perché i neri, negli USA, non sono ottimisti “… se ci sono neri che sono governatori, ci sono neri in politica, altri in tutti gli sport, sono stati persino premiati dando loro opportunità negli spot televisivi…”. Preceduta da un sorriso sarcastico, la risposta di Baldwin, che vide i suoi amici Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King assassinati dal sistema, fu “non è una questione di cosa succede ai neri qui…la vera domanda è cosa accadrà al paese”.
Sanzioni criminali
bloccati fondi del Venezuela x importazione di medicinali
Le sanzioni illegali imposte dagli Stati Uniti nei confronti del Venezuela mostrano il loro volto criminale.
Citibank ha infatti bloccato i fondi del popolo venezuelano -è bene ricordare che queste misure colpiscono in primis il popolo- destinati all’acquisto di medicinali. In questo caso, i fondi servivano per acquistare insulina necessaria ai pazienti affetti da diabete.
Cifre e Dati che smontano la “Crisi Umanitaria” in Venezuela
da lantidiplomatico.it – Mision Verdad
L’annuncio dell’ingresso di “aiuti umanitari” da parte degli Stati Uniti attraverso i confini della Colombia e del Brasile – valutato 20 milioni di dollari e totalmente irrisorio in contrasto con il danno prodotto dall’assedio finanziario quantificato in 30 miliardi di dollari – non riesce ad egemonizzare l’opinione pubblica, in particolare per le minacce di intervento militare che sono filtrate dalla Casa bianca, ma anche perché i dati reali sulla situazione politica ed economica del Venezuela non sono in sintonia con quelli delle nazioni che vivono una profonda devastazione sociale.
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Venezuela: sanzioni economiche e manipolazione migratoria
Katu Arkonada www.cubadebate.cu
L’imminente visita di Nicolás Maduro in Messico ha suscitato l’indignazione non solo della destra, ma anche di alcuni settori di Morena.
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Alla rovescia
Pasqualina Curcio https://lapupilainsomne.wordpress.com
1. Il Venezuela è uno dei pochi paesi, se non l’unico, con un regime “dittatoriale” il cui “dittatore” esercita la tirannia dopo aver lasciato l’incarico. Di più: essendo dittatore, organizza un auto-golpe: nel gennaio 2017, l’Assemblea Nazionale, con il voto maggioritario della rappresentanza dell’opposizione al governo nazionale (la maggioranza del Parlamento è in mano all’opposizione dopo le ultime elezioni parlamentarie, ndr) ha deciso che il presidente Nicolás Maduro aveva abbandonato l’incarico di Presidente; un mese più tardi, gli stessi rappresentanti deputati convennero che eravamo in presenza di una dittatura guidata dal Presidente della Repubblica (lo stesso che secondo loro aveva lasciato l’incarico un mese prima). Un mese più tardi, essendo già “dittatore” in carica, secondo gli stessi rappresentanti deputati, il presidente ha fatto un colpo di stato.
Un piccolo dettaglio sulle accuse alla Russia
di influire sull’elezione di Trump
Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com
“Dobbiamo fare qualcosa e lo faremo”, ha detto il presidente USA, Barack Obama, in un’intervista alla National Public Radio (NPR) riguardo all’accusa di agenzie di intelligence USA che segnalano il governo russo dietro le pubblicazioni di email di personale della campagna della candidata del Partito Democratico, Hillary Clinton, fatto a cui attribuiscono la vittoria di Donald Trump nelle ultime elezioni USA dell’8 novembre.
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Bisogna dirla tutta
Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com
Leggendo il web, in questi giorni, torno a ricordare a John Kerry, quando durante l’inaugurazione dell’ambasciata USA a L’Avana, ci pose d’esempio il Vietnam, “un paese dinamico con un’economia in crescita”, ma non ci disse che in quella terra sorella, con la forza culturale che rappresentano migliaia di anni come nazione prima che esistessero gli USA ed una propria lingua, con otto volte la popolazione di Cuba ed a migliaia di chilometri dal territorio USA, tutti i media sono di proprietà pubblica, e le normative in materia di diffusione delle informazioni da parte dei privati attraverso Internet sono molto più restrittive di qui. E’ molto interessante quando proprio da fonti che, in Vietnam, mai esisterebbero si coincide nel dire e tacere lo stesso di Kerry sul Vietnam.
Né Trump né Hillary, le banche!
Iroel Sánchez https://lapupilainsomne.wordpress.com
Il mondo ha passato mesi a chiedersi chi governerà, nei prossimi quattro anni, il paese più potente della storia, se la “democratica” Hillary Clinton o il “repubblicano” Donald Trump e, infine, questo martedì assisteremo al coronamento di un processo a cui è stato molto difficile restare indifferenti.




