Il Comandante in Capo considerava che il miglior monumento a un rivoluzionario è una scuola, un ospedale, un bambino sano…
«Si deve concepire che la salute non dev’essere un privilegio, ma un diritto universale, perché in campagna non ci sono medici e nelle città i medici abbondano, ma il popolo povero non li può pagare», fu la massima perenne che percorse Cuba intera e il suo promotore, come si legge già nelle linee del suo allegato d’autodifesa /La storia mi assolverà/, non si fermò sino ad ottenerlo.
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