Tag Archives: ICE

Cubainformacion: dissidenti negli USA

USA: regime che minaccia, imbavaglia, sanziona e uccide la dissidenza

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación

Il regime USA ha appena condannato a pene comprese tra 30 e 100 anni di prigione 8 attivisti, per un’azione compiuta davanti a uno dei carcere dell’ICE (Servizio per l’Immigrazione) ad Alvarado (Texas) (1).

I fatti sono accaduti lo scorso 4 luglio, dopo una “noise demonstration”, una protesta rumorosa che intendeva portare un messaggio di sostegno alle persone migranti lì detenute. È arrivata la polizia, un agente ha estratto un’arma da fuoco, c’è stato uno scambio di colpi e un altro agente è rimasto ferito (2). Non ci sono stati morti.

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Gli USA hanno aumentato del 460% le detenzioni di migranti cubani

 e bloccato i visti: il doppio discorso della lobby mafiosa della Florida viene smascherato

Cubainformación

Mentre la lobby anticubana trumpista della Florida continua a presentarsi come presunta difensora “dei cubani”, i dati ufficiali dello stesso sistema migratorio USA mostrano una realtà completamente opposta: l’aumento massiccio delle detenzioni di migranti cubani e il blocco deliberato dei loro processi di regolarizzazione migratoria.

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La strage silenziosa: l’ipocrisia degli USA si tinge del sangue di migranti cubani

razonesdecuba

La campagna di terrore mediatico e le minacce militari dell’amministrazione Trump contro Cuba hanno trovato la loro massima espressione di cinismo nell’anno 2026. Mentre dalla Casa Bianca si brandiscono falsi rapporti sui diritti umani per giustificare un’escalation bellica senza precedenti, all’interno del sistema carcerario USA si perpetra una strage silenziosa che rivela la vera natura dell’impero. Nei primi 4 mesi dell’anno, diversi cittadini cubani sono morti sotto la custodia del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane degli USA (ICE), vittime di un sistema che li tratta come esseri usa e getta e che è fuori controllo.

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I Lager del presidente

Mario Lombardo

I rastrellamenti che gli agenti della polizia anti-immigrazione stanno conducendo da mesi in svariati stati americani non fanno parte soltanto dell’offensiva promossa dalla Casa Bianca contro gli stranieri “irregolari” che vivono negli USA. Queste operazioni si inseriscono anche nel quadro di un piano, in fase di progressiva attuazione, per reprimere potenzialmente ogni forma di opposizione al processo di accentramento del potere nelle mani del presidente. In questo senso, la guerra contro gli immigrati prospetta un futuro attacco contro il dissenso politico, peraltro già osservabile in molti casi diventati di dominio pubblico, per il quale il governo di Washington sta preparando quella che si può definire come l’infrastruttura logistica della repressione.

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Cubainformacion: la libertà di stampa sequestrata

La libertà di stampa sequestrata… e non a Cuba

José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación

Diversi poliziotti arrestavano e ammanettavano una giovane statunitense, in una strada del Michigan (1). Stava denunciando, davanti a una telecamera, il bombardamento degli USA al Venezuela, che ha causato oltre cento morti, così come il sequestro del presidente Nicolás Maduro (2). Se questa scena fosse avvenuta a Cuba o in Venezuela, avremmo il video in tutte le televisioni del mondo. Ma no. Cosa abbiamo invece sui canali di tutto il mondo? Coloro che legittimano, in misura maggiore o minore, l’operazione militare contro Caracas (3), inclusi terroristi confessi, trasformati all’improvviso in “pacifici oppositori venezuelani perseguitati” (4).

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Trump estende il suo campo di concentramento globale a 53 paesi

Misión Verdad

La Corte Suprema USA ha stabilito lunedì che l’amministrazione Trump può riprendere la deportazione di immigrati verso paesi terzi, anche se ciò comporta il rischio che siano torturati. Questo potrebbe aprire la strada legale per trasferire uomini detenuti in una base militare USA a Gibuti nella devastata nazione del Sud Sudan, dove li attende un futuro incerto e la possibilità di una detenzione a tempo indeterminato. In un parere dissenziente, tre giudici hanno affermato che la sentenza espone “migliaia di persone al rischio di tortura o morte”.

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Campi di concentramento statunitensi

Chris Hedges

Quando un regime comincia a inviare persone in campi di concentramento — compresi quelli in El Salvador —, crea un sistema di detenzione che aggira il giusto processo e fa scomparire i cittadini in buchi neri.

I nostri campi di concentramento all’estero, per ora, si trovano in El Salvador e nella baia di Guantánamo, a Cuba. Ma non aspettatevi che restino lì. Una volta normalizzati — non solo per immigrati e residenti espulsi dagli USA ma anche per cittadini USA —, arriveranno anche in patria. Il salto dalle nostre prigioni — già infestate da abusi e maltrattamenti — ai campi di concentramento, dove i detenuti sono isolati dal mondo esterno, “scomparsi”, privati dell’assistenza legale e stipati in celle fetide e sovraffollate, è molto breve.

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Biden è lo stesso di Trump ma con un’altra maschera

https://misionverdad.com

Si parla molto di quanto il governo di Joe Biden sia diverso da quello di Donald Trump, sia nella sostanza che nella forma. Forse nella retorica c’è un cambio di paradigma, tuttavia la stessa posizione eccezionalista continua ad essere portata come lettera di presentazione; una condotta che è propria della natura imperiale di qualsiasi amministrazione della Casa Bianca.

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La migra (polizia migratoria) si modernizza

Rosa Miriam Elizalde*

Ismail B. Ajjawi è atterrato all’Aeroporto Internazionale Logan, di Boston, venerdì 23 agosto di notte, pronto per iniziare il suo primo anno alla Harvard University. Lo studente palestinese di 17 anni non è uscito dall’aeroporto.

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