La menzogna ha le gambe corte, ma ciò non sembra importare al segretario di Stato, Marco Rubio, nel suo tentativo di legittimare Rosa María Payá, da lui imposta nella Commissione Interamericana per i Diritti Umani, contro la volontà dell’America Latina e dei Caraibi.
Cubainformación – Apriamo il programma con una domanda, rivolta a cubane/i dell’Isola: l’Assemblea Nazionale di Cuba dovrebbe approvare una legge che punisca il negazionismo (del blocco genocida USA)? Anche se questa legge non rimetterebbe a posto tanti cervelli mono-neuronali auto-fusi, non credete che servirebbe almeno a fermare un po’ certi collaborazionisti? Collaborazionisti con un nemico di guerra brutale, per inciso, quanto lo furono i collaborazionisti francesi di Vichy. In Germania, ricordiamo, esiste una legge simile. Che ne pensate?
Rosa María Payá: pedina nell’OSA per il blocco totale del sistema sanitario cubano
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
Attraverso avvertimenti e minacce a diversi governi (1), la Casa Bianca è riuscita a imporre la nomina di Rosa María Payá come membro della Commissione Interamericana dei Diritti Umani dell’OSA (Organizzazione degli Stati Americani) (2).
Alla fine cadono tutte le maschere! Nel cuore di Miami, Mike Hammer, capo della “missione diplomatica” USA all’Avana, ha ricevuto un titolo che dice più della sua vera lealtà di qualunque discorso: “Ambasciatore dell’Esilio Cubano”.
Nel quotidiano spagnolo El Mundo, la giornalista Nuria López cura una rubrica che potrebbe benissimo chiamarsi “ripulitura dei golpisti” (1).
Le sue interviste esaltano, ad esempio: Jeanine Áñez (2), che oggi sta scontando una condanna per il colpo di stato del 2019 in Bolivia e per oltre venti morti causate dalla repressione (3); o i venezuelani Antonio Ledezma, Leopoldo López e Juan Guaidó (4), tutti e tre coinvolti in piani di violenza politica, assassinio di presidenti e intervento militare straniero nel loro paese (5) (6), così come nell’implementazione di un blocco economico totale che ha causato migliaia di vittime in Venezuela (7).
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba condanna l’ennesimo attacco perpetrato dalle forze anticastriste contro la Repubblica di Cuba nelle aule del Senato italiano.
Sì, rimangono alcuni assuntori recalcitranti che chiedono continuamente profitti a Washington, la cui unica convinzione è il denaro. Si tratta di opportunisti e approfittatori, non di “attivisti” convinti. La presunta libertà del popolo cubano – conquistata più di sei decenni fa con il trionfo rivoluzionario e difesa ogni giorno dai veri patrioti – per loro non è altro che un concetto manipolato, per riempire armadi e tasche.
Per la sua realizzazione si avvalgono di uno studio della CIA sulle pratiche di consumo di questo tipo di contenuti da parte dei giovani dell’Isola, principali destinatari dell’ondata sovversiva.
Fonti di Washington riferiscono di una riunione tenutasi nella sede dell’Organizzazione degli Stati Latinoamericani nella capitale USA, con l’obiettivo di “salvare” l’immagine della screditata controrivoluzionaria Rosa María Payá. Lo scambio si realizza dopo molteplici fallimenti del personaggio anticubano in ambito internazionale, per cercare di offuscare il prestigio di Cuba.
La controrivoluzione non cessa i suoi sforzi per danneggiare Cuba e il suo popolo, sia all’interno che nel contesto internazionale. Nuove informazioni rivelano piani degli USA per sabotare la presenza del presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove avrebbe partecipato come rappresentante della presidenza del Movimento G-77 più la Cina.
Rapporto Payá: contro Cuba, perché necessitano prove?
José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación
“Oswaldo Payá è stato assassinato dal regime cubano, conclude il rapporto dell’OSA” (1). È uno tra le decine di titoli simili pubblicati, la scorsa settimana, sui media e nelle agenzie di stampa (2) (3) (4) (5).
La mafia anticubana pretende riscrivere la storia di Cuba e le vicende subite dal suo popolo, causate dagli atti terroristici ideati e pagati dalla CIA, di cui non parlano mai, perché molti dei loro autori risiedono pacificamente negli USA.
È evidente quanto sia importante per il governo argentino che il Vertice CELAC abbia successo, poiché nel mezzo della delicata situazione politica interna che sta attraversando il Paese, con le elezioni presidenziali del 22 ottobre, che il Vertice e il trasferimento di la presidenza pro tempore (a Saint Vincent e Grenadine, paese membro dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA-TCP)) andranno bene, contribuirebbero a migliorare l’immagine dell’Argentina in tutta l’America Latina e nei Caraibi.
Nel bel mezzo di un conflitto doloroso tra Russia e Ucraina, che minaccia una grave crisi economica e una possibile terza guerra mondiale, osserviamo il totale allineamento del governo italiano con le posizioni NATO articolate dall’Occidente.
Negli ultimi mesi, Andrés Manuel López Obrador ha criticato gli USA per l’intromissione negli affari interni del Paese, per il finanziamento che concede a vari gruppi della “società civile”, ma con una attiva partecipazione al pestaggio politico e mediatico contro il governo di Lopez Obrador.